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Ago 31 2007

Il tormento di Cinzia

Tag: EsperienzeErzulia @ 12:54 pm


Sono un dirigente di una grossa azienda. Questo mi procura diversi benefici. Uno di questi arrivo’ alcuni mesi fa. Ci fu una serie di licenziamenti. Un giorno, dopo l’annuncio dei licenziamenti, una dipendente entro’ nel mio ufficio in lacrime. Questa era una bella donna, con grosse tette sode. Indossava un vestito rosso, aderente. Osservavo il suo culo rotondo e ben fatto, sodo. Dalla scollatura profonda potevo vedere perfino i capezzoli scuri e sporgenti quando lei si chinava per implorarmi. Cinzia, cosi’ si chiama, mi chiese di aiutarla. Mi racconto’ che era sola, che doveva contare sul suo stipendio per vivere. Io la calmai. Le spiegai che se voleva tenere il suo lavoro, avrebbe dovuto darmi qualcosa in cambio. Lei mi guardava stupita. Io le spiegai che sarebbe dovuta diventare la mia schiava sessuale. Lei era scioccata. Io continuai spiegandole che avrebbe dovuto essere sembre disponibile con me, senza rifiutare qualsiasi cosa che le avrei ordinato, qualsiasi. Le si arrabbio’, protestando, minacciandomi di denunciarmi. Io le risposi che anche le altre persone del mio ufficio sapevano di queste cose e le condividevano e che nessuno le avrebbe creduto. Io le proposi anche un aumento di stipendio e le non ebbe altre scelte che assecondare. Le spiegai che lei sarebbe dovuta venire da me alle fine di ogni giornata per intrattenermi. Tutto e’ diventato facile. Lei viene da me. Io la tocco, la accaro. Ogni volta mi spingo piu’ in la. Le tolgo le mutandine, frugandole la figa, facendomi prendere il cazzo e facendoglielo leccare. A lei questo non piace, ma non ha possibilita’. La faccio vestire come piace a me. Le impongo di venire in ufficio senza mutandine e reggiseno, soltanto con un vestito e nient’altro. Durante il giorno passo da lei per notare come e’ in mostra, con i capezzoli ben visibili. Dopo il lavoro viene da me e posso sentire la figa tutta fradicia per l’eccitazione dell’intera giornata. Le afferro il clitoride tutto duro, facendola gemere. Poi le sollevo le gambe senza lasciare il clitoride e le infilo il mio cazzo dentro in un colpo solo. Le sue grida sono un misto di piacere e dolore, date le generose dimensioni del mio membro. La pompo con forza, bloccandole le caviglie in alto con le mani. Continuo cosi’ fino a che sto per venire. Poi lo tiro fuori e le spruzzo lo stomaco e le tette. Lei si pulisce ed esce, ancora tremante e non soddisfatta. Poi passo a realizzare i miei desideri. Prima di scoparla, le pinzo i capezzoli, tirandoli. Le pinzo anche il clitoride mentre le infilo dentro le dita. Lei si abitua a queste cose, ed io aumento le mie perversita’. La lego alla sedia, i polsi e le caviglie legati alle gambe e il culo esposto in aria. Mi tolgo la cintura dei pantaloni e la frusto sulle chiappe sode. Poi la infilo, sempre legata, da dietro pompandola con violenza. Poco prima di venire lo tiro fuori le glielo metto in bocca, forzando a succhiarlo e ingoiare il mio sperma. Un giorno la feccio vestire con una minigonna e una camicetta trasparente che le comprai, sempre senza biancheria. Le ordino di tenere una pinzetta sul clitoride per tutto il giorno. Quando arriva alla sera e’ quasi stravolta. E’ sull’orlo dell’ennesimo orgasmo, i capezzoli duri perfettamente visibili. La faccio sdraiare sulla scrivania. Le lego i polsi e le gambe alla scrivania. Lei geme mentre le fisso altre pinze ai capezzoli. La figa sta colando umori. Io godo alla vista di quel corpo che si controce sulla mia scrivania. La frusto ancora sulle tette e sulla figa prima di infilarglielo dentro e scoparla. Una serie di orgasmi la scuotono mentre io martello il mio membro dentro di lei. Prima di venire lo estraggo e lo infilo in bocca, pompandoglielo dentro fino alla gola e venendo dentro la sua calda bocca in una serie di spruzzi che le faccio ingoiare. Siccome la mia schiava procede cosi’ bene, senza protestare, decido che e’ il caso di farle provare quali sono i suoi limiti. Mi metto d’accordo con la mia segretaria, che ama anche lei queste cose, per preparare il tutto. Quando Cinzia arriva per il lavoro serale, la mia segretaria arriva portando una borsa con le cose che le avevo chiesto. Faccio spogliare Cinzia e le ordino di sdraiarsi sul tavolo. Solo lo stomaco appoggia sul tavolo, le tette pendono dal bordo. Le lego i polsi alle gambe del tavolo e le caviglie indietro alle gambe. Appoggio le sue grosse tette contro due punte che le fanno bruciare i capezzoli. Lei geme per il dolore. Le afferro i capelli, tirandole in alto il viso. Tiro fuori il cazzo, presentandoglielo davanti alla bocca. Le ordino di succhiarlo. Lei apre la bocca ed io glielo infilo fino in fondo alla gola. Me lo faccio succhiare fino a che esplodo, riempiendole la bocca. Ora siamo pronti per il vero divertimento. Le giro intorno e le apro le chiappe e le piazzo il mio membro nel buchino. In confronto al buchino il cazzo sembra mostruosamente grosso. Lo spingo dentro mentre si dilata. Spingo forte. Cinzia geme, supplicando di fermarmi. Io spingo sempre piu’. Cinzia grida che la sto spaccando, che le fa male. La mia segretaria guarda lo spettacolo, divertita ed eccitata. Mezzo cazzo e’ gia’ dentro. Con un ultimo colpo fortissimo lo spingo dentro. Cinzia urla disperata. Ma le corde la stringono senza lasciarla muovere. Io la pompo nel buco. Ad ogni colpo Cinzia grida dal dolore. E’ impalata sul mio perno duro come l’acciaio. La colpisco con le mani sulle chiappe mentre pompo dentro. Infine vengo spruzzandole dentro tutto il mio seme. Ritorno di fronte a lei. Le presento il mio cazzo alla bocca per farmelo pulire. Lei scuote la testa con ribrezzo. Le afferro i capelli ordinando di pulirmi il cazzo o sara’ peggio per lei. Lei rifiuta. Io annuisco alla segretaria prende una frusta di cuoio e la colpisce con forti colpi ovunque. Il culo diventa presto coperto di strisce rosse mentre Cinzia grida dal dolore. Le chiedo nuovamente se vuole pulirmi. Lei esita. La mia segretaria mi guarda e prendendo bene la mira, colpisce la figa ed il clitoride con un forte schiocco. Cinzia salta con urlo bestiale. Un altro colpo sul clitoride. Cinzia urla senza ritegno. Ancora un colpo. Cinzia infine grida di si, lo fara’. La segretaria la colpisce ancora, ridendo. Cinzia apre la bocca e lo prende dentro, pulendomelo. Noi la liberiamo dalle corde. Cinzia cade in terra, distrutta. Ci avviamo alla prossima fase della punizione. La mia segretaria mia dice con uno sguardo molto licenzioso che dovrebbe andare al bagno. Io dico che puo’ andare quando mi viene un’idea, suggerita dal suo sguardo birichino. Mi inginocchio vicino a Cinzia e le chiedo se puo’ aiutarla. Lei non capisce. Le spiego che potrebbe aiutarla a risparmiarle un viaggio al bagno. Cinzia impallidisce, rifiutando. Io sorrido, le afferro le mani e le lego dietro di lei. La sollevo sul tavolo, legandole le gambe al tavolo, aperte. La mia segretaria prende quello che serve ora: un cavo elettrico con tre pinze a coccodrillo. La mia compagna di piacere prende due terminali e glieli passa sulle tette, facendola sussultare ad ogni tocco. I due elettrodi lasciano strice sulle tette e sui capezzoli. Infine io collego una pinza al clitoride mentre lei le fissa le altre due pinze ai capezzoli. Cinzia urla sussultando nei legami, gridando in prenda ad un schock che la fanno eccitare e sussultare la figa che spruzza letteralmente umori. Prendo il terminale e lo passo sulle labbra della figa bagnate. Piccole scintille le bruciano la pelle tenera. Le gambe sono tese contro le corde che la stringono. Tutto il corpo di Cinzia e’ coperto di sudore. Dopo aver torturato la figa passo al culo. Le infilo un terminale dentro il buco. Lei grida agitandosi contro le corde che le stringono. Finisco il lavoro fissandole una pinza ad un capezzolo, un’altro al clitoride ed il terno ficcandolo dentro il culo. Li lascio li’ osservando Cinzia che si contorce irrigidendosi mentre la corrente scorre nel suo corpo. I denti serrati. I capezzoli rigidi e lunghi come i clitoride, scuro dalle torture. Le chiedo se acconsente a quello che vogliamo. Finalmente dice di si. Le scolleghiamo i cavi e la sleghiamo, lasciandola riprendere, stesa a terra. Le dico di aprire la bocca. Lei obbedisce. La segretaria si pone sopra. Non deve togliersi le mutande siccome non le porta mai. Si posiziona esattamente sopra la bocca di Cinzia. Le piscia nella bocca. Impongo a Cinzia di ingoiare tutto. Lei esegue con disgusto. La mia segretaria, divertita, le riempie la bocca fino a che ha finito. Prendo dalla borsa un grosso vibratore a forma di pene dotato di un secondo piccolo pene. La segretaria lo prende e infila la punta nella figa di Cinzia. Lo spinge con forza mentre Cinzia geme e si contorce. Lo infila tutto dentro e poi infila l’altro piccolo membro nel culo. Lo accende facendo vibrare ogni parte di Cinzia. Io nel frattempo mi sono messo a torturare i capezzoli bruciati. Li tiro, li schiaccio, li presso tra le dita. Cinzia grida, geme, supplica di lasciarla. Lo spettacolo e’ stupendo. Noi siamo eccitati. Le infilo il mio cazzo in bocca mentre vengo dal piacere della visione. Anche la mia segretaria viene, bagnandosi tutta. Lasciamo riposare Cinzia per un po’. Ormai sembra distrutta. Decidiamo che anche la segretaria deve divertirsi un po’. In fondo ha gia’ fatto tanto per Cinzia senza ricevere niente. Lei si sfila il vestito sotto il quale non indossa niente. I capezzoli puntano in fuori, enormi e vogliosi. La figa e’ gia’ fradicia di umori. Io prendo dalla borsa lo speciale reggiseno che le ho fatto comprare. E’ fatto di cuoio e all’interno ci sono almeno dieci punte lunghe un cm e un buco in cima che lascia sporgere i capezzoli. Cinzia spalanca gli occhi vedendo quello strumento pensando al dolore che le provochera’. Lo infilo, facendo attenzione che le tette entrino nelle coppe e che i capezzoli sporgano completamente dai buchi. Lo allaccio dietro facendo spingere le punte sulla carne. Leghiamo Cinzia con le corde sul tavolo in modo che non si possa muovere. La segretaria si mette su Cinzia presentandole la figa sul viso. Le ordina di leccarla e di farlo bene, altrimenti.. Cinzia non lo ha mai fatto prima. E’ spaventata dal solo pensiero. Ma l’idea di quello che le e’ capitato fin’ora la fa obbedire senza protestare. Tira fuori la lingua e lecca la figa. La segretaria si gode le prime leccate. Ma non e’ abbastanza. Le prende i capelli e, chiamandola pigra puttana la schiffeggia. Le tira i capezzoli ordinandole di farlo bene. Cinzia la lecca con energia, stuzzicandole il clitoride e facendola venire con pochi colpi mentre io le prendo i capezzoli e tirandoli. La segretaria si riprende dall’orgasmo. Prende due corde dalla borsa. Queste corde hanno all’estremita’ due lugnhi aghi. Infila ogni ago in un capezzolo che sporge dal reggiseno di aghi. Cinzia grida dal dolore. Mi dice di infilareil mio cazzo nella sua bocca mentre lei la scopa con un vibratore enorme. Prende un vibratore dalle dimensioni esagerate e lo spinge dentro la figa tormentata di Cinzia. Poi collega i fili elettrici al clitoride e al culo mentre il vibratore la stimola. Io la scopo in bocca. Lo spettacolo e’ superbo. La mia segretaria, nuda, e’ dietro di me. Tira i cavi collegati ai capezzoli mentre le urla soffocate di Cinzia la eccitano. Mentre si agita contro di me ansimando, tortura Cinzia in ogni modo, sulla figa, sui capezzoli. Io vengo ripempiendole la bocca. La segretaria e’ al culmine dell’eccitazione. Cinzia grida di dolore e di godimento. Faccio sdraiare la segretaria su Cinzia. Le tette di entrambe si strusciano. Le fighe grondanti si sfregano. Lego il cavo elettrico con le pize alle tette della segretaria ed al clitoride di Cinzia. Afferro poi il sedere della segretaria che sia agita e le infilo il mio cazzo duro. Grida per il piacere ed il dolore dei capezzoli torturati. Pompo con forza dentro di lei che subito inizia una serie di orgasmi senza sontrollo, agitandosi e torturando Cinzia in ogni modo. Dopo poco mi scarico dentro di lei in una serie di spruzzi che la fanno venire ancora piu’ forte. La prima parte del mio lavoro come dirigente e’ terminata. Ma il personale della mia azienda e’ molto. E non mancano le donne.


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Ago 30 2007

Dalila

Tag: RaccontiErzulia @ 12:50 pm


Ehi ragazzi, devo proprio dire che il fatto di essere una ragazza bodybuilder di prima classe ha senza dubbio dei grossi vantaggi! Una sera, dopo che le lezioni erano terminate, stavo uscendo dalla universita’. Improvvisamente, non capivo da dove, sentii che qualcuno mi aveva assalito alle spalle, afferrandomi con un braccio attorno al collo. Prima che potessi riavermi dallo shock di cio’ che stava accadendo, un’altra persona balzo’ davanti a me ed inizio’ a colpirmi allo stomaco. Immediatamente contrassi i miei addominali: sono forti addominali, duri come pietra, scolpiti e separati, sensuali e fantastici; il tizio picchiava ma non sentivo nessun dolore. Cercava di distruggere il mio addome ma io tenevo i miei addominali contratti, devo dire senza molto sforzo. Sferrai un tremendo pugno diretto nel suo addome che ando’ perfettamente a segno con effetto devastante. Usando le mie ampie spalle contraendo i dorsali mi sbarazzai del peso dell’altro tizio, piegandomi un po’ in avanti lo feci volare davanti a me. Si trovava nella giusta posizione per essere spezzato da me. Gli misi le braccia attorno alla vita, iniziai a premere gonfiando con i miei bicipiti gonfi ed allenati da 40 cm. Premevo e stringevo sempre piu’ forte e potevo sentire tutta la mia potenza scaricarsi ai fianchi del malcapitato. Lo avevo stretto cosi’ forte al mio corpo che non era piu’ in grado di respirare. Cercava di picchiarmi con i suoi deboli pugni colpendomi al petto, al mio torace potente da 120 cm. Doveva ricordarsi della lezione che gli stavo dando per molto tempo, piegai leggermente le ginocchia e lo schiacciai con tutte le mie forze. Lo stritolavo, poi lo sollevai da terra e strinsi con le mie mani allacciate alla sua schiena, ancora piu’ forte, ancora con piu’ potenza, tendendo ogni muscolo e gonfiando i pettorali ed i bicipiti per fargli sentire chi gli era capitato di fronte. La sua schiena inizio’ ad arcuarsi all’indietro, non poteva credere che fosse una ragazza a provocargli quel dolore! I suoi occhi sembrarono schizzare dalle orbite, svenne. Lo lasciai cadere a terra e mi guardai attorno, pronta a scattare e proseguire la lotta con l’altro tizio che mi aveva assalito picchiandomi con i pugni allo stomaco. Osservai il giovane che mi stava davanti e che si era ripreso dal mio colpo di poco prima. Era molto alto, almeno 1.90, circa 20 cm piu’ di me. Scatto’ davanti a me, era un fantastico atleta, muscoloso, enorme, in jeans e canottiera. Cerco’ di afferrarmi con le mani alla testa, per trascinarmi in un incontro di lotta greco-romana. Ero cosi’ tesa e pompata che non attesi un attimo: dovevo schiacciarlo! Mi ricordavo dei suoi pugni ai miei addominali e fui felice del tempo e degli sforzi fatti per costruire degli addominali da sballo come i miei. Gli permisi di afferrarmi alla testa, mi attiro’ a se’ ed il mio viso fu vicinissimo al suo corpo. Lo sentii duro, potente e forte, cercava di schiacciarmi contro il suo pettorale destro, gonfio e potente, sentivo il suo odore di maschio che mi eccito’ immediatamente. Con un braccio lo afferrai alla vita. Con la mano libera iniziai a scaricare dei pugni al suo addome, duro e potente che lui contrasse prontamente. Era un avversario ideale, ma non forte quanto basta per resistere alla mia forza, i suoi addominali cedevano sotto i miei colpi, la forza del mio braccio che lo stringeva era enorme, troppo per quel fisico fantastico che comunque mi eccitava sensualmente. LO tenevo fermamente stretto ed immobilizzato, continuavo a picchiare con tutta la mia forza senza smettere, mi sentivo potentissima, ero consapevole della mia perfetta condizione fisica, il fatto che quel corpo mi eccitasse non era molto normale in quelle condizioni e decisi di finirlo. Sentii che mi chiedeva di smettere, di lasciarlo. LO tenni fermo con una mano sulla spalla e con l’altro braccio lo colpii al mento con un pugno potente che lo fece letteralmente volare, cadde a terra, svenuto. Esaminai i due ragazzi che mi avevano assalito, i loro visi mi erano noti, li conoscevo bene per la loro prepotenza e comportamento, frequentavano la mia stessa classe di inglese, erano abituati a terrorizzare gli altri studenti e gli insegnati. Mi resi conto che quei due tizi erano veramente pericolosi e volevano darmi una lezione, spaventarmi e battermi con la loro potenza muscolare. Anche il primo che avevo abbattuto sembrava essere molto potente e forte, muscoloso come pochi altri ragazzi nel campus. Insegnare come facevo io in quella universita’ era preoccupante. Stavo preparando la mia borsa per andare in palestra e quando vi giunsi avevo ancora in mente l’incidente, il mio corpo era teso e pompato, la lotta ha sempre questo effetto su di me. Mi fa sentire forte e potente. Sono felice se riesco a sopravvivere qualcuno, e questa volta erano addirittura stati due gli avversari che avevo battuti, e questo mi faceva ancora sentire meglio. Decisi di cambiarmi e di dedicarmi al riscaldamento dei miei potenti muscoli con un po’ di aerobica. Sentivo la adrenalina fluire in tutto il mio corpo, ed ero felice di mostrare a tutti i miei compagni del momento i miei muscoli al lavoro. Sentivo i miei muscoli flettersi in modo fantastico mentre facevamo o nostri esercizi in gruppo. Iniziammo con esercizi di respirazione, poi passammo alle gambe ed alle braccia. Questi semplici esercizi non avevano grande effetto sui miei muscoli, ma bastavano per un buon riscaldamento. Sentivo gli occhi dei presenti fissi sulle mie cosce da 70 cm, ho quadricipiti pazzeschi, sviluppati e divisi fra di loro perfettamente, mi accorgevo che molti dei maschi presenti erano eccitati, la cosa mi rende felice ed orgogliosa di me stessa, sicura della mia potenza. Il ritmo della musica che faceva da guida ai nostri esercizi collettivi aumentava rapidamente, io mi muovevo velocemente, presto l’istruttore mi fece segno di andare al suo fianco a guidare la seduta. Io aumentai il ritmo degli esercizi, molti giovani sovrappeso o non allenati abbandonavano la seduta, scoppiati, alla fine eravamo solo io e l’istruttore. La musica fini’ ed io ringraziai il giovane atleta campione di aerobica che ci allenava, un fisico elegante e ben definiti, ma non muscoloso come piace a me, pero’……… me lo sarei fatto comunque, un quarto d’ora e lo avrei ridotto ad uno straccio, sono sicura che e’ dotato di un uccello notevole, quando e’ eccitato potrebbe darmi piena soddisfazione, ma non resisterebbe a lungo come piace a me. Mi recai nella zona pesi, la mia panca preferita era libera con il bilancere gia’ carico a 100 kg. Mi sfilai la tuta leggera che indossavo, restando nel mio minuscolo bikini da allenamento. Mi adagiai sulla panca. Esegui 20 ripetizioni veloci. Mi alzai dalla panca, aggiunsi peso, fino a 120 kg, mi sentivo bene. I miei pettorali erano pompati e gonfi, le mie braccia ed i miei bicipiti elastici e gonfi fremevano di potenza. Mi sentivo enorme e potente, eseguii una serie di flessioni alla panca, poi aggiunsi dell’altro peso ancora, 130 kg, ed ancora una serie e poi ancora peso, mi osservavo allo specchio fra una serie e l’altra, sudavo, i miei lunghi capelli neri mi coprivano il viso, umidi, mi sentivo estremamente sexy, la profonda linea di divisione fra i miei pettorali era evidente, i miei seni erano perfettamente tesi verso l’alto ed i capezzoli duri e gonfi si notavano attraverso la stoffa sottile e trasparente del mio minuscolo reggiseno. Le mie spalle mi bruciavano, i tricipiti si gonfiavano in modo fantastico. Molti ragazzi avevano smesso di allenarsi e mi osservavano. Smisi di allenare il torace e passai alle gambe. Ora toccava alle cosce, un allenamento allo squat mi avrebbe giovato. Eseguii numerose serie di squat con 160 kg, i miei glutei seminudi, le mie cosce, la mia schiena si tendevano, i muscoli lucidi di sudore. Quando finii una serie pesante di 6 ripetizioni con 170 kg i presento mi applaudirono entusiasti. Terminai il mio allenamento con una serie infinita di esercizi per l’addome, attorniata da un gruppo di ragazzi seminudi che applaudivano e commentavano ogni muscolo del mio corpo vedevano flettere e che io con intenzione mettevo in evidenza con il mio corpo nudo e con intenzione di stuzzicare quei giovani, me ne sarei mangiati almeno due che erano veramente notevoli, con muscoli sviluppati alla perfezione, ma era giunto il momento di tornare a casa, dopo due ore di allenamento e l’incontro per strada ero sfinita. Il giorno successivo tutto stava andando normalmente. I due giovani che avevo battuto la sera precedente non erano in classe. Non avevano certo potuto alzarsi quella mattina, ed io sapevo perche’. Sapevo che i loro corpi dovevano essere pieni di dolori, li avevo spezzati. Stavamo svolgendo un esame in classe. Dovetti uscire per andare ai servizi delle signore. Mentre ci arrivavo sentii un odore famigliare, di fumo. Seguii l’odore di fumo, e trovai lo studente che fumava uno spinello nell’atrio. Mi riconobbe, era uno della sera precedente, che avevo spezzato. Come mi vide cerco’ di nascondere quello che fumava. Io lo afferrai per il colletto della camicia, lo volevo portare nell’ufficio del rettore. Insistetti affinche’ quel bel tipo fosse espulso, era un recidivo. Questo bel tipo se ne ando’ arrabbiato e promise che mi sarei pentita. Minaccio’ di farmi pagare quello che gli avevo fatto. Per tutta risposta io mi arrotolai le corte maniche della mia maglietta e gonfia i bicipiti mostrandoli a quel giovane, gonfi duri enormi e pieni di potenza. Il rettore spalanco’ la bocca dalla meraviglia, ma io continuai a mostrare la mia potenza a quel verme, anche se devo dire che aveva un fisico eccezionale; sollevai la mia cortissima gonna fino alla vita, tesi e flessi le mie fantastiche gambe, i miei quadricipiti i miei polpacci i miei glutei seminudi; sollevai ancora di piu’ la gonna, il mio perizoma copriva appena il taglio della mia fighetta perfettamente rasata, i muscoli dell’inguine terribilmente sviluppati e tesi con abilita’ fecero effetto sul giovane, gli dissi con tono minaccioso: “se ti rivedo qui intorno di metto la tua testaccia fra le mie cosce e ti stritolo, ti soffoco, ti costringero’ a leccare la mia fica e se non mi farai godere come piace a me ti stacchero’ la testa dal collo, usando solo la forza delle mie gambe, guarda la potenza che esce dalle mie cosce!” Il giovane se ne ando’ con rabbia mi urlo’ che comunque me la avrebbe fatta pagare cara. Il rettore era shoccato senza parole, non sapeva quanto il mio corpo fosse muscoloso e fantastico, cosi’ definito e potente. Il rettore mi disse che ammirava le donne muscolose e potenti come me, il mio coraggio lo aveva conquistato, mi disse che anche lui praticava il bodybuilding da anni ed era un lottatore appassionato. Si tolse la giacca, il suo sguardo era molto eloquente, capivo le sue intenzioni. Le sue spalle sotto la camicia si rivelavano enormi, mi accorsi che era piu’ alto di me almeno 1.90, i fianchi stretti, magri, il torace possente, ero curiosa di vederlo nudo. Non lo avevo mai notato, ma e’ un atleta pazzesco, il mio rettore. Mi guardava fisso negli occhi, mi stava conquistando, si tolse gli occhiali, i suoi occhi erano caldi e sensuali, la sua bocca con labbra forti e dure, il naso piccolo e diritto, i capelli cortissimi, tutto il suo aspetto era estremamente sensuale ed attraente. Mi disse: “posa con i tuoi fantastici muscoli. qui ora, solo per me sei fantastica!” il suo sguardo era carico di desiderio, di voglia di prendermi, subito, anche io ero al colmo della eccitazione. Mi tolsi la gonna e la maglietta, restando solo con il minimo bikini colore rosso che indosso spesso, di stoffa leggerissima e trasparente, aderente al seno ed all’inguine come una seconda pelle, i miei seni esplodevano di potenza ed i pettorali …………………… “spogliati, nuda ti voglio vedere posare, sei fantastica!” “spogliati anche tu fammi vedere come sei fatto!” Il suo petto si gonfio’, la camicia si tese pericolosamente, i suoi dorsali si tendevano, i bottoni strapparono la sottile stoffa della camicia, il suo petto nudo mi apparve in tutta la sua potenza. La sua camicia volo’ via, i suoi pantaloni scivolarono a terra, come per incanto, il suo corpo mi apparve enorme in ogni muscolo, in ogni dettaglio era perfettamente sviluppato, forte, definito, gonfio e duro. Posava come un dio, rapido elastico, 100 kg di potenza, di sesso pronto a scatenarsi, desiderai quel corpo, lo volevo possedere, subito. “sei fantastico, ti voglio! qui subito, fammi lottare e poi chiavami, fottimi!!” “sono il tuo rettore! non e’ possibile, ma sei troppo bella, mi piaci, ti scopo! ti spezzo e poi ti scopo, sentirai che tarello, guarda che muscoli!! ” continuava a posare, io lo imitai, era come una danza, ci mostravamo ogni muscolo, eravamo nudi, i nostri corpi si eccitavano sempre piu’, la sua verga e’ enorme, potente, si protendeva verso il mio corpo, minacciosa ed eccitante, con la cappella scura e gonfia di virilita’, immaginavo quel cazzo dentro di me, posavo mostrandogli la schiena tesa, i miei glutei, i miei bicipiti, le mie cosce e lui mi imitava in una gara pazzesca ed entusiasmante, sempre piu’ sensuale, eravamo eccitati al massimo, ormai. Mi buttai a terra, torcendomi abilmente gli mostrai la mia fica, perfettamente rasata, con le labbra aperte, pronta ad accogliere il suo enorme cazzo, pronta a farlo godere come mai aveva fatto probabilmente prima. Non smettevo di tenere i muscoli tesi, lo stuzzicavo con i polpacci duri e grossi, con le cosce, lui mi fissava, ma posava, enorme in ogni suo muscolo forte e duro. Si butto’ a terra, in ginocchio, vicino a me, le mie gambe si aprirono come una forbice, la sua testa si chino’ sul mio addome, la sua lingua mi passo’ veloce sull’addome, i miei muscoli addominali scattarono come per reagire, lo avvinghiai alla vita con le gambe, me lo tirai addosso, pesante e duro, liscio, perfetto, la sua pelle calda ed i suoi muscoli terribilmente duri e massicci mi soffocavano, il suo torace aderiva al mio petto, le sue mani cominciarono subito a toccarmi tutta, ma io non volevo, desideravo una prova di forza, sentivo il calore del suo cazzo duro enorme appoggiato al mio ventre… fin qui non avrei mai creduto, ma era vero, quel maschio mi piaceva, il suo corpo, il suo cazzo, ecco che ebbe il sopravvento, forte come era mi aveva gia’ sottomesso, il suo corpo lucido per il sudore scivolava perfettamente sul mio, i nostri muscoli si fondevano, il suo membro trovava la strada, con un colpo lungo profondo mi penetro’, io urlai per il dolore una volta, poi ancora, ed ancora, ma non era dolore, la mia passione per quei muscoli e quel cazzo mmmhhh… ahhh… che bello, sentire un uccello cosi’ fantastico caldo, che mi frugava veloce, lui si muoveva velocissimo, con prepotenza ed io lo seguivo ritmando ogni colpo con il mio bacino. Lui sopra di me mi guardava, sorridendo, a tratti mi incitava: “dai piccola, sei grande, senti il mio cazzo, ti penetro… mmmhhh!” “forte piu’ forte, mai un uomo mi ha fatto godere cosi’, non smettere……… mai, continua cosi’ ecco ancora, dai dai dai, uhhhh, mangiami, chiavami non smettere, ecco, vengo, cosi’ ancora, adagio, adagio, ohhhh, vengo… ecco… dai… ancora eccoooomi, mhhhh, sei grande, ancora, sto venendo………eccoooo, cooosiii!!!” Ma lui ha una esperienza favolosa, esce dalla mia fica, mi rovescia mi tira addosso a se’, mi fa sedere sul suo bacino, io trovo il suo cazzo e mi siedo in modo di farmi penetrare, a fondo, lui sdraiato sotto di me tira ogni muscolo, mi urla di toccarlo, stringerlo, ma io danzando sul suo cazzo mi metto le mani ai fianchi e mi tendo tutta, gonfio il torace ed i dorsali, i miei addominali sono pazzeschi……… lui si alza a sedere e mi abbraccia; ora sono nel suo grembo, lui mi prende con le mani ai fianchi, mi solleva un po’ e poi mi tira verso il basso, il suo cazzo esce da me ma poi mi penetra ancora. Lui furiosamente si scopa con il mio corpo, con un dentro e fuori continuo il suo membro gonfio e duro mi fa godere………… a lungo due, tre quattro cinque volte, e’ instancabile, poi improvvisamente emette un ruggito tremendo, la sua potenza di maschio mi scuote tutta, e’ appassionato, caldo sensuale, sborra dentro di me con uno schizza forte e caldo, terribile la sua stretta alla mia vita sta per stroncarmi, le mie mani stringono i suoi bicipiti, sono enormi e fortissimi, caldi, mi piace toccare quei muscoli, il suo petto ansima, sento il suo odore di maschio misto alla fragranza acre della mia fica, gli tiro il cazzo con una presa ferrea della mia fica, non lo mollo, lui e’ ancora duro, siamo abbracciati, “ancora ecco cosi’ e’ duro ancora fammi venire, dai dai, sei fantastico,!” “ti spezzo, ti spacco la fica!” continuiamo a fottere a chiavare con una forza ed una dedizione pazzesca. Ecco che stiamo per venire ancora, il nostro orgasmo e simultaneo, lungo, dolce e vigoroso, due atleti come noi, muscolo contro muscolo, una lotta dura, appassionata, siamo due animali, poi lui improvvisamente ancora una volta mi viene dentro, mi inonda con il suo liquido caldo e vischioso, io mi stacco a fatica da lui, gli prendo in bocca il cazzo e lo succhio ancora duro, lo spremo in ogni stilla di energia a lungo: lui gode ancora, impazzisce dalla gioia che gli procuro. Alla fine si rilassa, il suo corpo e’ sempre duro e sodo, lo accarezzo in ogni muscolo, le sue gambe sono enormi e bellissime, perfette, lecco i suoi polpacci, impazzisco di gioia e gli sussurro: “ora ho succhiato ogni tua energia, mi concedi una sfida a lotta??” acconsente, ed io dopo appena un minuto di lotta lo costringo a cedere e domandare pieta’ per non essere spezzato!! E’ vero amici, essere bodybuilder per una ragazza ha dei grossi vantaggi, provare per credere.


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