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set 23 2007

Orgasmi multipli

Tag: Incontri, Ricordi, TradimentiErzulia @ 02:01


Non avevo mai usato parole sconce durante il sesso e se il mio ragazzo, l’ attuale mio marito provava a dire sconcerie durante i nostri rapporti mi freddavo.

Non mi consideravo una santarellina, avevo già tradito il mio lui andando a letto con un altro per circa due anni e adesso mi ritrovavo a casa del mio collega e amico di famiglia con la piena intenzione di scoparmelo nel vero senso della parola.

Mi fece accomodare sul divano, iniziando a parlare del più e del meno, in ufficio avevamo avuto qualche contatto fisico e già avevo constatato quanto fosse grande e prosperoso il suo membro. La cosa mi faceva fremere di piacere al solo pensiero, già mi immaginavo il suo cazzo tra le mie gambe e dentro la mia fica. Cominciò a spogliarmi, poi di colpo si fermò perché disse c’era troppa luce per me. La cosa mi rese più tranquilla, ero un po’ imbarazzata e il buio mi avrebbe aiutato ad essere più disinibita.

Andammo nella sua camera da letto, iniziò a spogliarmi e ad esplorare il mio corpo con la sua bocca e la sua lingua. Si soffermò sui miei capezzoli che divennero subito duri e turgidi, provai un orgasmo. Sapevo di essere multiorgasmica, ma mai avevo goduto attraverso baci e carezze sul seno. Mi chiese di spogliarlo, lì in piedi. Cominciai lentamente a togliergli la camicia e ripetei quello che aveva fatto lui, anche i suoi capezzoli erano duri. Gli sbottonai i pantaloni e cercai con la mano il suo cazzo, era duro e enorme, volevo prenderlo in bocca e lo feci. Lui trasalì e gemette, io continuai a leccarlo e a succhiarlo. Era gonfio e bollente, mi riempiva tutta la bocca e spingeva sempre più dentro, pensavo di soffocare tanto era grande, ma ero talmente eccitata che non volevo smettere. Lui mi tolse delicatamente dalla presa e mi stese sul letto, voleva entrare dentro la mia fica e prima me la leccò con delicatezza ed esperienza, ci sapeva fare con la lingua, mi fece godere da pazzi, sentivo la punta della sua lingua umida sul mio clitoride dritto come un pene eretto, ero bagnata fraciga. Lo incitai a leccarmi e succhiarmi più avidamente, gli dissi che stavo per esplodere nella sua bocca, lui accettò il consiglio e mi succhiò e bevve tutta la mia eccitazione. Mi muovevo ritmicamente e facevo scorrere la mia fregna intorno alle sue labbra cercando il piacere più intenso, stringevo tra le mani la sua testa e lo indirizzavo verso i punti più sensibili del mio corpo, non volevo perdere un momento di passione. Gli venni in bocca con degli spasmi del corpo dovuti ad un orgasmo vaginale molto profondo che solitamente mi lasciava senza forze, ma questo fu solo il primo di una lunga serie. Mi fece capire che mi voleva infilare avendomi sopra di lui, provò ad entrare, ma sinceramente provavo dolore, il suo pene era di dimensioni enormi, avevo paura, ero tesa. Lui lo capì e mi incitò a rilassarmi respirando profondamente e ad ogni mio respiro mi infilava sempre più in fondo, sentivo la sua cappella allargarmi la figa, il tronco del suo cazzo infilarsi con forza dentro e godevo, gemevo, venivo. Riuscì a raggiungere una decina di orgasmi, sentivo il suo pene arrivarmi oltre ogni limite, non immaginavo si potesse godere così tanto. Gli dissi di scoparmi, di fottermi, lo facevo entrare sempre più in profondità, avevo sempre pensato che con quella posizione non godevo abbastanza, ma adesso li sopra di lui, con il suo enorme cazzo dentro la mia fica imparavo cose nuove. Mai disperare!! Lui dava dei colpi di bacino intensi e continui, ad ogni mossa provavo un orgasmo meraviglioso.

Non venne, si tolse da dentro di me e io mi girai di spalle a lui facendogli capire che desideravo prenderlo anche da dietro. Non avevo intenzione di farmi inculare, volevo ancora scoparlo. Lui capì male, ma fu una fortuna, avvicinò il suo cazzo al mio culo, io allargai le chiappe con le mie mani e spinsi il mio culo sulla sua cappella, senti un dolore seguito da un orgasmo, lui restava fermo, feci tutto io, era come se mi stavo facendo inculare da sola. Mi muovevo come una forsennata facendo scorrere il mio culo intorno al suo cazzo, quando venne sentii un fiotto di liquido caldo entrarmi nel profondo del culo e venni di nuovo con lui. Poi di nuovo dolore, i miei muscoli per i troppi orgasmi si erano stretti intorno al suo pene. Scivolò fuori con difficoltà, ma ancora dritto.

Ci facemmo una doccia, e alla vista di quel cazzo ancora turgido, mi venne una gran voglia di averlo di nuovo in bocca, lo presi tra le mie labbra e feci scorrere la mia lingua lungo tutto il suo membro che si inturgidiva ad ogni leccata. Poi violentemente iniziai a succhiarlo con la bocca e masturbarlo con le mani. Lui si accorse di stare li per venire e volle avvisarmi, pensando che forse come tante donne non amavo bere il suo sperma.

Non lo mollai un attimo e accelerai i movimenti, esplose nella mia bocca riempiendomi di sperma che inghiottii assaporandolo con orgoglio.

Non pensavo di essere così brava… e così troia.

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set 22 2007

La lettera

Tag: Adolescenti, Gang Bang, Racconti, RicordiErzulia @ 02:29


Cara Lauretta,

Ti ricordo una nostra esperienza che abbiamo avuto la scorsa estate e che mi piace raccontare in terza persona. Sto camminando per la strade di Genova e chi ti incontro ? lei la mia Lauretta. Ciao Laura, esordisco, lei mi risponde dandomi un bacio appassionato e con la lingua va a leccare il mio palato (slurp)

Naturalmente mi unisco a lei e facciamo un po’ di strada a piedi…. mentre siamo affiancati, con una scusa, rimango un po’ indietro e comincio a sbirciare il suo culetto: che bello, che forme, che dolcezza anale ! Guardando il suo culo noto una cosa veramente arrapante: porta la sua famosa gonnellina bianca, compagna di tante scopate

La mia Lauretta è veramente suina, mentre già mi comincio ad eccitare stando dietro di lei e guardando beatamente il suo culo e inebriandomi con il profumo che emanano i suoi capelli, succede una cosa strana: lei si accorge di me e si ferma di botto, lo scontro è inevitabile e il risultato è che il mio cazzo va a posarsi in mezzo alle sue chiappe e lei sembra proprio che lo gradisca quindi mi comincio a strofinare lentamente, nel frattempo una signora di mezza età, che probabilmente era dietro di noi, ci sorpassa indispettita e ci guarda con disgusto, io gli faccio uno sberleffo ! Tra una strofinata ed un’altra arriviamo alla fermata del bus che la mia Lauretta deve prendere per arrivare a casa sua

Aspettiamo l’autobus per diversi minuti e nell’attesa la mia Laura infila la sua dolce manina dentro i miei pantaloni da dietro, entra dentro le mie mutandine e si fa spazio tra le mie chiappe infilandomi il suo dito medio in culo: la cosa mi sembra interessante ma dello stesso parere non sembra essere un anziano signore che aspettava insieme a noi invece, un ragazzo al nostro fianco, sembra che gradisca parecchio la cosa

Finalmente arriva il bus e saliamo tutti, naturalmente io sono sempre dietro a Lauretta e mi accorgo, con mio sommo piacere, che non ha le mutandine: che senta caldo oggi ? Sull’autobus ci sediamo uno di fronte all’altra e qui Lauretta da uno spettacolo veramente fantastico: accanto a me c’è il ragazzo che aspettava alla fermata del bus ed entrambe ci accorgiamo delle cosce nervose di Laura, si aprono e si chiudono in continuazione, tra una apertura e l’altra si intravede chiaramente la peluria delicata della sua figa.

Il mio cazzo ormai mi arriva alla cintola ed è diventato durissimo, non lo tengo piu’. Laura comincia a sollevare un pò la sua gonnellina bianca e ormai si vede bene tutto ! Il ragazzo che era seduto accanto a me sembra che non capisca più niente, gli chiedo come si chiama ma non mi risponde, allora gli do una spallata e lui sembra riaversi, mi guarda e dopo un po’ mi sussurra in un orecchio: ma la conosci ? Io allora gli rispondo: certo che la conosco è la mia fantastica Lauretta ! In breve diventiamo amici e arrivati a destinazione scendiamo tutti e tre

Lauretta sembra interessata a questo nostro nuovo amico, Roberto, e invita entrambi a salire a casa sua. Arrivati sopra ci accorgiamo di essere soli e Laura ci porta nella sua cameretta dove ci prega di accomodarci sul suo lettino. Dopo averci offerto una birra ghiacciata anche lei si siede in mezzo a noi. Nel sedersi la sua gonnellina bianca compie uno svolazzo e ricade abbastanza in alto per lasciare le coscette nude. Io che conosco bene la mia Lauretta capisco al volo ed allungo una mano baciandola con la lingua in bocca, E’ una apoteosi di mani che scattano in cerca della figa di Lauretta, bisogna darsi una calmata stabilendo dei ruoli sennò non ne gode nessuno: Roberto, nudo, si distende sul lettino e Laura, ormai completamente nuda di sopra (ma sempre con la sua gonnellina bianca) si comincia a strofinare la figa sul cazzo di Roberto ormai diventato un ferro rovente, non è però ancora arrivato il momento di penetrarla. Io mi godo lo spettacolo e, una volta spogliatomi, mi avvicino dietro i due e comincio ad annusare il profumino che sale dalla fregna ormai bagnata fradicia e sudata di lei. Finalmente Laura si decide a infilarlo dentro, io mi trastullo sempre con il suo culo (mi piace un sacco), quindi, con la lingua comincio un entra ed esci nel il suo delicato ano, lei sembra gradirlo molto e mi prega di continuare intanto la sento venire a più non posso

Ormai il buco del suo culo si è allargato a dismisura per l’eccitazione, allora afferro il mio cazzo e, tenendolo alla base, lo infilo delicatamente nell’oggetto del mio piacere, Laura si fa un po’ male ma il fatto di avere due cazzi piantati in corpo la fa impazzire di gioia e appena comincio a pompare nel suo culo lei se ne viene trasmettendo anche al mio cazzo le contrazione dell’orgasmo: questo mi fa particolarmente impazzire

Dopo un po’ di questa scopata meravigliosa io e Roberto ci scambiamo di posto e Lauretta continua a venire come una pazza gridando a squarciagola, Roberto, ormai sfiancato dai colpi di reni della Lauretta e provocato in maniera allucinante dalla strettoia del buco di culo cede e sborra godendo come un suino nell’ano della nostra fantastica amica, lei, di contro, si ferma e gode nel sentire che il caldo sperma di Roberto le scorre dentro l’intestino, quindi riprende a muoversi e viene ancora una ennesima volta

Adesso tocca a me: Lauretta si alza dal mio cazzo ormai in fiamme e rosso come un peperone e si abbassa con la bocca iniziando un su e giù veramente professionale, ragazzi qui o si viene o si viene, non tardo a irrigidirmi nel momento cruciale e a venire con un getto violento proprio dentro la bocca di Lauretta che, avendo capito tutto, si ferma nel momento cruciale facendosi insufflare il mio sperma tutto nella gola. Ragazzi che goduta !!! Quel maiale di Roberto, mentre la mia Lauretta mi faceva venire, non era stato inoperoso e, quando mi riprendo dalla sborrata, lo trovo con la lingua infilata nella figa di Lauretta la quale trova ancora la forza di raggiungere un’altro orgasmo ! Alla fine, stremati ma contenti, Lauretta di alza e finalmente si toglie la sua gonnellina bianca con la quale comincia a pulirsi il buco del culo, dal quale nel frattempo aveva iniziato a colare lo sperma di Roberto, e poi pulisce alla perfezione il mio cazzo.

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set 19 2007

La causa del ritardo

Tag: Adolescenti, Auto, Esperienze, IncontriErzulia @ 23:52


Ero in centro con i miei due amici Claudio e Giovanni, stavamo per uscire dal parcheggio quando una moretta dall’aspetto infantile si avvicina alla macchina ed infilando la sua testolina attraverso il finestrino aperto chiede a Claudio: - Puoi darmi un passaggio per casa? Sono in ritardo.

- Dove abiti? - Vicino l’ospedale - Andiamo, oggi sono buono.
Contentissima appioppò un bacione sulla sua guancia barbuta, e salì a bordo.
Mora, dai capelli mossi, occhi scuri intriganti, indossava una gonna di renna al ginocchio.
Non si era nemmeno seduta nel sedile posteriore a fianco a Giovanni che mentre avviava la macchina Claudio aveva già assestato il primo colpo: - Tu lo sai che Noi siamo tre maniaci sessuali repressi e che abbiamo tanta voglia di sfogarci, vero? Lei rispose con una risata cristallina alla battuta, e subito Giovanni ne approfittò per presentarsi: - Comunque Io sono Giovanni - Piacere, Stefania Poi mi presentai Io, e tutti e due rimanemmo stupiti quando si presentò pure a Claudio: Lei non lo conosceva! Subito Giovanni le chiese se non avesse per caso scherzato a presentarsi pure a Claudio, e lei rispose che non lo conosceva veramente.
Claudio rise sonoramente mentre Giovanni la rimproverava per aver chiesto un passaggio a dei perfetti sconosciuti.

- Possono essere anche dei perfetti scopatori e così dicendo portò le mani fra le gambe di Giovanni, gli sbottonò il pantalone, gli tirò fuori il cazzo moscio e lo fulminò con lo sguardo - Ti pentirai di avermi rimproverato.
ed iniziò a sbocchinarlo.
Io ero del tutto stupefatto, come Claudio del resto.
In quel momento eravamo in mezzo al traffico della sera e urgeva trovare un luogo più appartato e comodo.
Cioè casa di Claudio! Io passai nel sedile posteriore ed ella volubile mantenne la promessa e lasciò perdere l’uccello di Giovanni ormai duro per dedicarsi al Mio.
Morbide labbra inumidivano il mio cazzo, mentre spingevo su e giù la sua testa.
Rigido per la sorpresa lei era riuscita a sciogliermi in un momento leccando sapientemente la cappella completamente immersa nella sua gola.
Arrivammo a casa prima che nè Io nè Giovanni, che lei nel frattempo masturbava, potessimo venire.
Claudio aveva veramente corso.

- Adesso tocca a me Scesi dalla macchina, Claudio la prese fra le braccia e non la lasciò se non sul letto dove iniziammo a spogliarla.
Noi già parzialmente soddisfatti ma eccitatissimi riuscivamo a trattenerci, ma Claudio ancora all’asciutto tirò via la gonna di renna a forza e dopo aver strappato le calze con un morso e scostato le mutandine le penetrò la fica bagnata con irruenza.

- Io non rimprovero le brave ragazze come Te, Giovanni aveva rimesso il suo arnese nella sua bocca, mentre Io dopo averLe tolto il reggiseno avevo iniziato a leccarLe i capezzoli acerbi.
Aveva le tette piccole ma sode, dure, sormontate da due capezzoli rosa piccoli ed invitanti, che ricordavano alla mia lingua il sapore della pesca.
Lei era al settimo cielo, lo si vedeva dal continuo ruotare degli occhi e dagli incredibili mugolii che emetteva fra una pompata e l’altra.
Stanco di slinguarLe i seni, mi sdraiai sul letto mentre Claudio uscito fuori dalla passera me la gira sopra e con il cazzo pregno dei suoi umori con un altro colpo deciso seguito da un urlo stridulo la incula.
Frattanto io mi ero impadronito della sua fica, ma forse è più esatto affermare che lei si era impossessata del mio cazzo fasciandolo con i suoi muscoli tesi.
Giustamente Giovanni voleva la sua parte, e si scambiò di posto con Claudio.
Ma ormai dentro il culo venne quasi subito e Claudio smise di farsi spompinare e si riappropriò di quel lavoretto.
Io venni dopo un pò, ma lei era già venuta sicuramente 2 volte.
Claudio come al solito la tirò per le lunghe, e non aveva ancora finito quando Noi ricominciammo.
Ce la trombammo felici soltanto per 1 ora, perchè lei aveva fretta.
Mentre l’accompagnavamo a casa Giovanni le chiese quanti anni avesse -Ho quindici anni, ma so già scegliere a chi chiedere un passaggio.
Aveva ragione.

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