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nov 30 2007

Il fornitore di sperma

Tag: Adolescenti, Gang BangErzulia @ 18:48

Stavo nel college, senza soldi, cercando qualsiasi occupazione che sanasse la mia situazione economica.
L’annuncio che trovai sul giornale era strano:
“Si cercano giovani per club che fornisce l’assaggio di specialità insolite. Paga eccellente, orario flessibile, nessuna vendita. Chiamare per colloquio personale”
La parte che attirò la mia attenzione fu “nessuna vendita”.
Avevo avuto l’impressione che in tutti gli annunci in cui si parlava di orario flessibile si volesse intendere vendita porta a porta: cosa che avevo provato alcune volte, perdendo un sacco di tempo e senza alcun guadagno.
Quando chiamai il numero rispose una gentile voce femminile.
La donna mi pose le solite domande (quanti anni avevo, se lavoravo e così via).
Mi informò che trattandosi di un club di assaggio di specialità insolite mi doveva fare alcune domande riguardo la mia salute.
Mi fece anche queste domande alle quali dovevo aver risposto nella maniera corretta perché fisso il colloquio con la signora Isacs per il giorno successivo.
L’ufficio non erano lontani da dove vivevo e, dato che era una bella giornata, mi avviai a piedi verso l’ufficio.
Ma anche se il giorno non fosse stato così bello avrei dovuto camminare in ogni caso: avevo venduto l’auto la scorsa settimana per pagare l’affitto.
La signora Isacs sembrava avere intorno ai cinquanta anni, non era molto alta e rotondetta.
Mi fu richiesto di riempire un questionario con molte domande riguardo la mia salute.
La signora Isacs mi disse che potevo essere un candidato adatto per quel lavoro ma prima di continuare il colloquio dovevo firmare alcuni documenti riservati.
Avevo bisogno di soldi e non persi molto tempo a leggere i documenti.
Semplicemente firmai dove mi indicò.
La signora Isacs sembrava studiarmi mentre si allontanava da me.
“Robert” disse Mrs. Isacs
“Paghiamo molto bene. Abbiamo giovani della tua età che guadagnano 2000-3000 dollari la settimana per poche ore di lavoro. Noi rappresentiamo la Societè de la Essance de L’Home. Ovvero la Società dell’essenza dell’uomo. I clienti del nostro istituto sono noti solo a noi ed hanno un desiderio comune: assaggiare lo sperma di giovani…”
“Se accetta di diventare uno dei nostri fornitori di sperma ed i termini del contratto, riceverà 500 dollari per ogni eiaculazione avvenuta nei nostri studi. Noi forniamo sperma pulito e fresco a coloro che lo desiderano e possono pagare il nostro prezzo. Mettiamo a disposizione un ambiente dove la loro identità è nota solo a noi. Lei non conoscerà mai gli assaggiatori di sperma. I nostri clienti sono sia uomini che donne, comunque lei non saprà mai che l’assaggiatore appartiene all’uno o all’altro sesso. Alcune volte permettiamo all’assaggiatore di ricevere lo sperma direttamente in bocca, oppure lo offriamo un bicchiere da vino o in un calice. Se tutto questo non la offende e vuole continuare allora mi segua”.
Ero incapace di parlare dalla sorpresa.
Diavolo! Fino ad oggi avevo pagato per farmi bere la mia sborra!
Ora mi pagavano!
Ed avevo bisogno dei 500 dollari.
Segui la signora Isacs.
La signora mi portò in una stanza che sembrava un ambulatorio medico dove c’era un tavolo tipo quelli per visite ginecologiche.
La signora Isacs mi disse che doveva visitarmi.
Quindi mi invitò a spogliarmi e a sdraiarmi sul lettino.
Tutto appariva così asettico e professionale che feci quello che disse senza pensarci troppo.
Presa posizione sul lettino mi aprì le gambe e le fece appoggiare sui bracci del lettino ginecologico.
La signora Isacs mi disse di rilassarmi e che prima di essere assunto il mio sperma avrebbe dovuto essere assaggiato.
La signora Isacs mi spiegò che dopo il prelievo dello sperma mi sarei sentito molto stanco.
Usavano un metodo sviluppato all’Università di Washington per estrarre la massima quantità di sperma in una sola eiaculazione.
Il mio cazzo era moscio, tutto era così clinico e asessuato che non riuscivo ad immaginare come potessi eiaculare per la signora Isacs in questo ambiente ospedaliero.
La signora continuò a spiegarmi che per l’istituto lavoravano persone di talento che sapevano come far venire un uomo.
Mi mostrò poi un affare, tipo un dito di gomma lungo una decina di centimetri.
“Questo” disse la signora
“Verrà infilato per diversi centimetri nel suo ano. Produce una piccola corrente ed ha speciali sensori che ci indicano il momento esatto in cui eiaculerà. La corrente serve a stimolare la sua prostata e controllando la corrente possiamo controllare il momento della eiaculazione e aumentare la quantità di sperma”
La signora Isacs mi infilò l’attrezzo nel culo e attaccò due elettrodi alle palle spiegando che questi servono a mandare la corrente e controllare il dispositivo che avevo infilato nel culo per il controllo dell’eiaculazione.
Con questo sistema sarebbe stato possibile ottenere per loro la massima quantità di sperma e per me una sensazione piacevole.
Con tutta quell’attrezzatura, quell’affare nel culo, i fili attaccati alle palle, il mio uccello era sempre più floscio.
Cominciavo a rendermi conto che la cosa non sarebbe stata piacevole come avevo pensato, ma avevo bisogno di quei soldi.
La signora Isacs andò ad un interfono e chiese a qualcuno di venire nell’ambulatorio.
Una donna alta più di metro e ottanta e del peso di almeno 100 chili entrò nella stanza.
“Le presento Yvonne” disse la signora Isacs
“sarà la sua mungitrice”
Il mio uccello già moscio si ritirò ancora di più alla vista di Yvonne.
Quando la signora Isacs mi aveva parlato del personale esperto che mi avrebbe masturbato avevo pensato a ragazze nude, belle e giovani, che avrebbero lavorato il mio cazzo.
Questa Yvonne doveva avere almeno sessanta anni, una nonna!
Ero pronto ad alzarmi dal lettino, levarmi quell’attrezzo dal culo e scappare via.
La signora Isacs doveva aver intuito i miei pensieri perché disse immediatamente:
“Se vuole guadagnare il denaro stia giù, giovane”.
I soldi mi servivano per cui rimasi sdraiato sul letto.
Yvonne prese una bottiglia da un scaffale con su scritto “Lubrificante” e versò un po’ di liquido sul mio uccello ancora moscio.
Sentì la sua mano stringersi sul mio cazzo e guardai le sua grassa mano che andava su e giù.
Altre volte mi avevano fatto una sega, e moltissime volte mi ero masturbato ma questa era tutta un’altra cosa! Yvonne prese il cazzo in mano e lo lavorò in modo tale che diventò duro rapidamente.
Aveva un modo di andare su e giù con la mano, fermandosi un secondo per permettere al mio cazzo di pulsare per poi riprendere con un ritmo differente, che si adattava perfettamente a quello che il mio uccello voleva.
Non potevo credere che questa vecchia fosse così brava a fare le seghe!!
La signora Isacs mi disse che Yvonne faceva seghe da quando aveva 13 anni.
Era una delle migliori al mondo e spesso la usavano per masturbare alcuni clienti mentre assaggiavano lo sperma.
Mi ero quasi scordato che l’intera operazione era per l’assaggio della mia sborra, quando la signora Isacs aumentò il voltaggio dell’apparato.
Il mio cazzo era ora ben dritto e duro e tremava: stavo per venire.
La signora Isacs si avvicinò a me tenendo un bicchiere che avvicinò al mio uccello.
In quel momento venni con un getto di sborra che fu raccolto nel bicchiere.
Dal cazzo al colmo del godimento vennero tanti schizzi di sborra quanti mai nella mia vita.
“Il colore va bene” disse la signora Isacs tenendo il bicchiere contro la luce per studiarne il contenuto
“Anche l’odore è buono” aggiunse annusando lo sperma nel bicchiere.
Di fronte a me la signora Isacs si portò il bicchiere alla bocca e assaggiò lo sperma come fa un sommelier.
Quando sembrò essere soddisfatta sputò nel lavandino ciò che aveva in bocca.
Poi offri il bicchiere a Yvonne che assaggiò a sua volta la sborra.
“Ha un buon sapore ma un po’ acquoso” sentenziò Yvonne.
“Il tuo sperma va bene. Sa un po’ troppo di acqua ma una dieta appropriata risolverà il problema” mi disse la signora Isacs.
Yvonne aprì il camicie e tirò fuori dal reggiseno una tetta piuttosto larga, non brutta con un capezzolo enorme che cominciò a spremere.
Getti di latte uscirono dal capezzolo finendo nel bicchiere con la sborra.
Quando la miscela era più o meno metà sperma metà latte Yvonne rimise a posto il seno dentro il suo vestito.
La signora Isacs prese una bottiglia di birra e ne versò un po’ nel bicchiere agitando per mescolare la mia sborra, il latte di Yvonne e la birra.
Entrambe le donne assaggiarono il cocktail, questa volta senza sputare.
La miscela sembrava piacere loro.
“Vuole assaggiare anche lei” chiese la signora Isacs offrendomi ciò che rimaneva nel bicchiere.
Gentilmente rifiutai.
Il cocktail era sicuramente non comune ma non avevo alcuna intenzione di assaggiare la mia sborra, anche se mescolata con la birra.
Le due donne finirono il cocktail leccando ogni traccia della miscela nel bicchiere.
La signora Isacs mi chiese se ero stanco.
In effetti ammisi che ero sfinito.
Avevo avuto anche orgasmi più intensi ma nessuno era mai durato così a lungo e con tanta produzione di sperma.
La signora Isacs mi sfilò il coso che avevo ancora nel culo e mi tolse gli elettrodi dalle palle invitandomi poi a rivestirmi ed a accompagnarla in un giro nell’istituto.
Nell’istituto c’erano altri ambulatori come quello in cui ero stato. In alcune stanze c’erano dei lettini più bassi con delle poltrone alla base.
La signora Isacs mi spiegò che gli ospiti che assaggiavano lo sperma erano uomini e donne di tutte le età. I clienti erano persone ricche e altolocate nella società.
Sarei stato sempre bendato ed un sacco di cottone sarebbe stato messo sulla mia testa durante la sessione di eiaculazione per evitare che io vedessi il cliente e lo riconoscessi e, nello stesso tempo, che il cliente vedesse me.
A seconda delle cose che avrei mangiato, il mio sperma avrebbe avuto un sapore diverso.
Ci sarebbero state allora delle volte nelle quali avrei dovuto mangiare alcuni cibi in modo che la mia sborra avesse un dato sapore.
Non avrei dovuto avere sesso per evitare quanto più possibile ogni contaminazione.
Masturbazioni o sesso addizionale avrebbero abbassato la produzione di produzione.
Fui poi avvertito che per mantenere il mio impiego avrei dovuto eiaculare solo nel loro ambiente controllato.
Mi furono presentate altre mungitrici, quelle che mi avrebbero masturbato.
Nessuna delle mungitrici aveva meno di 40 anni ed alcune apparivano più vecchie di Yvonne.
Mi fu detto che venivano assunte per la loro capacità e non per il loro aspetto.
Avevo paura di chiedere se ci fossero anche mungitori.
Ma poi decisi che non volevo saperlo dato che non lo avrei saputo in nessun caso.
La signora Isacs mi chiese se avevo niente in contrario, alcune volte, a sborrare direttamente nella bocca dei clienti.
Ad alcuni clienti infatti piaceva ricevere lo sperma direttamente dal rubinetto.
Sarei stato masturbato fino al momento di venire quando la bocca del cliente avrebbe preso il posto della mano.
Dato che i clienti potevano essere uomini o donne, a volte sarei dovuto venire nella bocca di qualche cliente uomo.
Comunque, dato che sarei stato bendato, non sarei mai venuto a saperlo.
Mi fu assicurato che con la bocca di uomo si provava la stessa cosa che con quella di una donna.
Mi fu poi detto che alcune volte mi sarebbero stati applicati degli elettrodi sui capezzoli poiché lo sperma prodotto con questa stimolazione elettrica extra avrebbe prodotto sperma con un differente sapore.
Come salario, avrei ricevuto 500 dollari per una eiaculazione normale e 800 dollari per una eiaculazione nella bocca.
Nel caso mi fossi sentito estremamente eccitato sarei potuto venire in istituto per farmi masturbare da una delle mungitrici professionali che avrebbe raffreddato i miei bollori. In questo caso, anche se lo sperma sarebbe rimasto di proprietà dell’istituto, non avrei ricevuto per questo nessun compenso.
Di tanto in tanto ci sarebbe stato un esame medico per verificare il mio stato di salute e che lo sperma fosse sicuro per i clienti.
Sarei stato chiamato a donare lo sperma sulla base di tre appuntamenti.
Se non mi fossi presentato al momento fissato sarei stato licenziato: l’affidabilità era essenziale.
Se sottoscrivevo queste condizioni sarei diventato un dipendente dell’istituto.
La signora Isacs mi invitò a osservare una eiaculazione che era in corso.
Ci fu permesso di entrare nella stanza e sedere dietro i clienti.
Stando seduti dietro i clienti non avrei potuto vedere le loro facce.
Questo particolare cliente aveva richiesto che il futuro eiaculatore fosse presente per osservare ed essere preparato al suo prossimo turno.
Nella stanza in cui entrammo, c’era un tipo sdraiato sul lettino nella stessa posizione nella quale ero io poco tempo prima.
Portava sulla testa un cappuccio ed aveva gli elettrodi collegati ai capezzoli ed ai coglioni oltre ad uno di quei cosi infilati nel culo.
Al lato del lettino c’era la mungitrice designata, una ragazza carina sui trent’anni, che stava massaggiando il suo membro eretto e circonciso.
Fra le gambe dell’uomo c’era una signora ben vestita, con capelli grigi, che osservava l’operazione.
Accanto alla donna c’era un ragazzo nudo.
Ci sedemmo su delle sedie disposte in modo tale che la signora ed il ragazzo ci dessero le spalle.
Mentre la mungitrice masturbava il fornitore di sperma, la signora faceva una sega al ragazzo che aveva uno di quegli attrezzi nel culo ma nessun elettrodo alle palle.
E la signora, mentre con una mano, andava su e giù sul cazzo del ragazzo con l’altra mano giocava con i suoi coglioni.
Guardando questa scena il cazzo mi venne nuovamente duro.
La cosa non sfuggi alla signora Isacs che allungò una mano fra le mie gambe e, aprendo la cerniera dei pantaloni, me lo tirò fuori stringendolo in mano.
Fece scorrere su e giù lungo il cazzo la mano un paio volte.
Poi abbassò la testa fino a prenderlo in bocca.
Ero eccitatissimo vendendo la scena davanti a me e la signora Isacs che agiva con la bocca sul mio uccello.
La mungitrice aumentò la velocità della sua mano che scorreva sull’uccello del fornitore di sperma e la corrente agli elettrodi.
Appena la corrente salì il corpo del tipo sdraiato sul lettino si inarcò.
Era chiaro che il donatore sarebbe venuto in pochi secondi.
La signora tolse le mani dai genitali del ragazzo e spinse la sua testa verso l’uccello del fornitore di sperma.
La calda bocca sul suo uccello lo fece venire immediatamente fra fremiti e spasmi.
La signora teneva la testa del ragazzo fra le gambe del fornitore così che gli schizzi di sborra finissero nella sua bocca.
Udì il gorgoglio dello sperma nella bocca del ragazzo e vidi parte della sborra uscire dalla sua bocca.
Se il tipo sul tavolo stava sputando tanta sborra quanta ne avevo buttata fuori io quando ero nella sua posizione non c’era modo che il ragazzo potesse tenerla in bocca o ingurgitarla.
La signora doveva saperlo perché tolse la presa dalla testa del ragazzo ed, al suo posto, prese in bocca l’uccello del fornitore per ricevere la sborra rimasta.
La signora continuò a masturbare il fornitore per far uscire anche l’ultima goccia di sperma.
Quando ebbe finito fece segno alla mungitrice professionale di aumentare la corrente dell’attrezzo infilato nel culo del ragazzo.
Non appena la corrente fu aumentata vidi il ragazzo fremere dall’eccitazione mentre la signora prendeva in bocca il suo cazzo.
La signora era pronta al secondo assaggio di sperma, questa volta dal ragazzo.
Il lavoro di bocca della signora Isacs stava facendo effetto.
Potevo ora annusare nella stanza l’odore di sperma.
Questo, in qualche maniera, aumentò ancora di più la mia eccitazione e venni riempiendo di sborra la bocca della cinquantenne.
La signora Isacs era molto esperta perché sentì che inghiottiva lo sperma con la stessa velocità con cui usciva dal mio cazzo.
Quando la signora Isacs fece uscire il mio cazzo dalla sua bocca aperta vidi parte della mia sborra cremosa appiccicata sulla sua lingua.
La signora si pulì la bocca ingollando questi residui di sborra.
La signora Isacs mi chiese cosa pensassi della sua abilità come succhiatrice di cazzo.
Mi spiegò che alcune volte anche lei faceva l’assaggiatrice di sperma, gratis naturalmente.
Il ragazzo e la signora ci davano ancora le spalle mentre uscivamo dalla stanza.
La signora Isacs mi disse che la signora che avevamo guardato aveva una posizione sociale molto alta ma con la perversione di insegnare ai giovani ad assaggiare lo sperma.
Alcune volte portava con sé una ragazza altre un ragazzo, sempre molto giovani e sempre differenti.
Il mio appuntamento come fornitore di sperma era fissato per il giorno successivo.
Sapevo che questo lavoro mi sarebbe piaciuto e attendevo con ansia il mio primo incarico.


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nov 29 2007

Viaggio di Lavoro

Tag: Esperienze, Racconti, TradimentiErzulia @ 18:46

Le escursioni in Internet da un po’ avevano catturato la mia attenzione, fino a far dedicare ogni pausa di lavoro alle varie chat nelle quali conoscevo sempre di più donne intelligentissime… colte.. interessanti.. ma disilluse dalla vita e dal proprio marito, soprattutto dal punto di vista sessuale, tanto da cercare in rete una forma di ” aiuto allo spirito”, che difficilmente si poteva rifiutare… specie se ha chiederlo era lei…., , C. 40 anni, alta…. biondo platino… occhi da bambina maliziosa che nulla conosce del sesso…. la incontrai quasi per caso…, un guasto alla macchina… un numero di telefono per chiedere aiuto e la fortuna del sapere che aveva attuato la separazione dal marito e quindi era sola in casa…..
Quando la vidi a momenti svenni…., era bellissima…., mi accompagno’ da un meccanico.. ma era Venerdì… e potei avere solo la certezza della riparazione per il Lunedì successivo….
- Aiutami a cercare un albergo…. – le dissi…..
- Ma scherzi???, ho la casa libera… avrai la tua stanzetta tranquilla… era lo studio di mio marito , ma ora lui non c’e’ più quindi puoi stare da me’, mi fa piacere e mi terrai compagnia…

Non mi sembrava vero… e accettai subito.. senza pensarci tanto…,
- Permettimi allora di invitarti a cena stasera…, le dissi….
- niente affatto… magari Domani…. per stasera cucinerò io qualcosa per tè….

Ci avviammo verso casa sua… un paesino fuori Milano… , zona per mè sconosciuta visto che venivo da tanto lontano….
Passammo una serata meravigliosa ….., prima un buon risotto…., poi della carne ottima e soprattutto senza mai staccarsi gli occhi di dosso…. e senza smettere mai di parlare… parlammo di tutto.. finimmo la cena … il caffè… e ci trasferimmo nello studio… un divano in velluto nel quale abbiamo sorseggiato della grappa.. ed abbiamo iniziato a parlare di cose un po’ più intime…, della sua vita sessuale… e della mia… scoprii che lei era sorpresa del sapere che le sue amiche adoravano il sesso…. parlavano di performance diverse e a lei sconosciute e che lei con il marito aveva sì e nò 10 minuti di sesso ogni mese… e che in 20 anni le erano bastati.. ma ora, da un po’— non riusciva a fare a meno dell’eccitarsi e masturbarsi da sola o in Internet…. , atteggiamento che conoscevo avendola fatta eccitare anche io più di una volta….
Ci guardammo…., e lei mi disse….
- Ora che ti guardo…, penso che non sono mai stata sola con un altro uomo da tantissimo……..e che…….. sono …. sono eccitata……
- rimasi di stucco….. ma i suoi occhi e la sua bocca nel dirmi queste cose mi smossero tanto che il rigonfiamento dei pantaloni mi sembrava stesse raggiungendo livelli estremi….. era impossibile che non si stesse accorgendo…. si avvicino’ a me…. tanto che….. in un attimo la sua lingua si abbracciasse con la mia…. ci avvolgemmo…., fu un bacio lunghissimo……., le mie mani si portarono sul suo collo.. da dove pian piano scendevano sbottonando la camicia in jeans che portava e liberando uno spettacolo di due tette portentose…., almeno una quinta…., .. erano
raccolte in un reggiseno in pizzo che le conteneva a stento……. lei prima con un mugolio resistette.. poi si lasciò andare…… posando la mano sul mio pacco.. e stringendo l’uccello da sopra i pantaloni.. fino a liberare il cazzo premente e portarlo fuori…… continuando a baciarmi e a muovere su’ e giù… era una sega fatta da una mano inesperta… lo notai subito… non aveva molta dimestichezza in tutto….. ma mi eccitava ancora di più…. … le spinsi la testa dolcemente verso il basso.. quando…..
- No… ti prego… non lo ho mai fatto….
- Come??? Ma scherzi???… le dissi,.,,,
- No’… non scherzo…. vorrei tanto.. ma ho paura di farti male…..
- ok.. allora oggi faro’ tutto io ….
- La feci alzare mentre le davo un lunghissimo bacio la spogliai , le tolsi i pantaloni….. .. il reggiseno…. e … le visi le aureole dei capezzoli enormi…..,,, mentre le frugavo la bocca con lingua… lei ansimava… ed ebbe un soprassalto quando le presi i capezzoli e glieli strizzai…… prima piano…. poi giro’ gli occhi al cielo in una inconfondibile smorfia di piacere quando glieli strizzai più forte………. ,
Rimase un po’ interdetto…. .. poi.. le mie mani vagarono sulla sua schiena… ripassarono davanti.. e mentre una le stringeva il seno l’altra scese tra le sue cosce…. fino a penetrare dentro gli slip e toccare delle labbra enormi…. … le presi… e strinsi .. pizzicando leggermente….. ….. aaa.. ncoooraaa–….. piùù fffforteeeeeee mi sibilo’…… allora la pizzicai ancora.. e …. vvvvvvvengooooooo…………….
Pazzesco…. pensai… lei iniziò a divincolarsi… a stringersi da sola il seno fino a farlo quasi scoppiare…..
Allora la presi di forza… la caricai in braccio e la portai velocemente sul suo letto in ferro battuto…. presi due foulard la mia camicia.. , con la camicia le legai i polsi….. e con i foulard le legai le caviglie ai piedi del letto….. le strappai le mutande di dosso mentre si divincolava in maniera ossessiva…, e iniziai a toccarle con le dita le labbra della fica…. alternando delle forti sculacciate a dei pizzichi sulle labbra… lei sembrava impazzita… urlava e mi chiedeva di farli di più… di più-………
Non sembrava conoscesse altri termini… vidi sul comodino una pinza per i capelli a molla… con i denti in plastica… la presi e gliela appuntai sulle labbra della fica…….., ,,,,
–Sììììììììì….. cosa mi stai facendo….. cosa mi stai facendo… non vedi come sono vacca.. non lo vedi??????
Mi disse C. … lo vedo.. vedo quanto sei troia le dissi…..
Ora… muoveva il bacino circolarmente… le presi le natiche e gliele allargai…….. toccandole il culo.. e dandole dei colpetti sul culo… sul suo buco inesplorato…..—-.
Lei stava saltando dal piacere……, e io mi accorsi che avevo il cazzo durissimo e che ancora non aveva dato sfogo alla sua durezza……, presi una boccetta in cui c’era la scritta. ” Olio Essenziale di Cocco” e gliela scaricai veloce sul solco delle chiappe….dove velocemente le posai la cappella sul buco e andai giù di colpo…….., urlo’ per non so’ quanto.. e sentirla mi eccito’ ancora di più… salii sul letto e gli affondai dei colpi fortissimi e veloci dentro il culo… lei godeva godeva.. e la sentii quando si accorse che il mio cazzo si stava gonfiando per scaricarle dentro tutto lo sperma che avevo…..,,,,
sihhhh sssssssssssiiiiiiihhhhhh… disse,,,,,,,,, mentre pompavo e scaricavo…… fino a cadere esausto… di fianco…….. lei avvicino’ il volto al mio….. e .. mi disse….
..– Ti amo”’…. ti prego… in questi 2 giorni fammi provare di tutto… promettimelo…….
— Te lo prometto….!


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nov 28 2007

Tutta colpa del gatto

Tag: Adolescenti, ProstituteErzulia @ 18:44

In ogni città esistono quartieri nei quali nessuno vorrebbe abitare. Di solito si attraversano queste zone in automobile, per uscire dalla città, e da dentro l’abitacolo si lanciano occhiate malinconiche sullo squallore che si vede al di là del proprio finestrino. Qui tutto appare sporco e grigio, anche in una splendida giornata di maggio. Ma c’è anche molta gente che in questi quartieri viene volentieri. Sopratutto di notte. C’è addirittura chi viene dalla provincia vicina, appositamente per cercare qualcosa, qui, in questa periferia. Ma io abito proprio al centro di questa periferia; e l’attrazione principale, neanche lo immaginate, è l’incredibile quantità e varietà di prostitute che animano le notti di questa terra bruciata. Dalla finestra di casa mia controllo tutta la strada, in entrambe le direzioni, per centinaia di metri, per dozzine di lampioni, per decine di minigonne vertiginose.
Dovete sapere che tutti gli abitanti della zona non tollerano l’andazzo che queste “operatrici” causano, non sopportano che sia proprio il “loro” quartiere ad essere al centro della cronaca. Mia madre dice sempre – Se non ci fossero quelle lì, questo sarebbe un quartiere rispettabile.
Ma piu’ loro le spregiavano, piu’ a me piacevano. Tanta gente fà dei chilometri per venire fin qui, ed invece io le ho a portata di mano; pensavo che sarebbe fantastico potermi affacciare dalla finestra e invitare a salire in camera mia la piu’ bella e giovane di loro. La tentazione di soddisfare alcuni dei miei piu’ intimi desideri con una di loro era molto forte.
Non l’avevo mai fatto, ma quella sera capii che l’occasione era giusta: i miei genitori, i vicini di casa e mezzo quartiere si sarebbe riunito in assemblea. Assemblea organizzata dal Comitato Spontaneo per la Salvaguardia del Nostro Quartiere dal Fenomeno Dilagante della Prostituzione.
Sapevo già chi sarebbe stata la prescelta: una splendida ragazza di colore, appena arrivata. Ieri è stato il suo primo giorno, e nessuno l’ha caricata, anche perché ad una certa ora è scesa una nebbia fittissima, ed io dalla finestra a mala appena riuscivo a distinguere l’ombra del suo corpo statuario sotto la luce ambra del lampione. Avevo già pianificato tutto: arriverò da lei in macchina, potrei andarci a piedi ma ho paura che qualcuno possa riconoscermi, le chiederò il prezzo, anche se sò già che trentamila saranno piu’ che sufficenti, la farò salire in macchina e le dirò che la porto in un posto che sò io; farò un percorso strano con la macchina giusto per disorientarla, mi infilerò nel vicolo buio di casa mia, e poi su in casa dall’ingresso che c’è in garage. Tutto calcolato, niente può andare storto. Il sole indugia sull’orizzonte, i miei escono di casa, ed io tutto profumato mi affaccio alla finestra, la mia bella non è ancora sotto il suo lampione. Prendo la macchina e mi dirigo verso il luogo dell’incontro, ora la vedo: è appena arrivata, sta armeggiando con entrambe le mani sotto la minigonna, come a sistemarsi in qualche modo il body di pizzo che sembra indossare. Sono un po’ emozionato, ripasso la parte mentalmente, rallento. Ma: cazzo! chi è stò stronzo?… Un tipo con una BMW si blocca davanti a me, lei si avvicina al suo finestrino, parlottano, contrattano. Nooo, questa non ci voleva! Merda, và tutto a puttane così! Attendo dieci lunghi secondi, mi innervosisco, metto la freccia per superare la BMW e al diavolo la scopata di stasera. Faccio per partire e quello davanti a sua volta parte con un’accelerata furiosa, ma la mia bella è ancora lì. Retromarcia. Mi avvicino a lei, il finestrino è gia aperto, le dico – Sali! – Lei mi guarda con due occhi da antilope, si scosta le lunghe treccine dalla fronte e mi dice – cinquanta boccafica – Non mi scompongo: – Trenta. Dai sali, io sono buono -, chissà perché le dissi così, “io sono buono”, che cazzata. Comunque funziona, lei sale in macchina, mi vuole indicare una strada, le dico che la porto io in un bel posto. Non l’avessi mai detto. La mia antilope si trasforma in una pantera, mi urla cose che non capisco, è piu’ agitata di una mandria di bisonti, tenta di afferrare il volante, mi agito anch’io, le dico di calmarsi. Si tranquillizza solo quando accosto al bordo della strada. A questo punto, – addio scopata con questa bella figona – penso. Lei fà per uscire dall’auto, io l’afferrò per un braccio, mi accorgo di stringere un bicipite turgido, voluminoso, e guizzante come un anguilla. Ha già messo un piede fuori dal veicolo, e con uno strattone si divincola dalla mia presa. Gioco lì tutte le mie carte, in una frazione di secondo mi viene in mente la sola cosa che può farla risalire in macchina. Le dico – Centomila! Ti dò centomila. – La parola “centomila” è effettivamente magica, mi dice di pagarla subito e così sulla savana ritorna la pace. Risale in macchina senza dire una parola, resta in silenzio un minuto, io intanto faccio il percorso strano per non farle ricordare la strada per casa mia, poi improvvisamente si gira verso di me e con un’aria serissima, quasi minacciosa, mi dice – No culo! Io non prendere in culo!, capisce? -. Lascio i suoi occhi e torno a guadare la strada, annuisco col capo, non riesco a sostenere il suo sguardo. Svolto velocemente nel vicolo buio, siamo arrivati, scendiamo dall’auto, una finestra del secondo piano è illuminata; ci infiliamo repentinamente in garage, da lì in casa. Il ticchettio dei suoi tacchi alti risuona nel corridoio dell’appartamento, entriamo subito in camera da letto. Ci guardiamo come due adolescenti alle prime armi, ed in effetti lei è ancora un adolescente, sedic’anni forse diciasette. Le chiedo se ha sete o fame, con un sorriso mi dice no; lascia cadere la sua borsetta ricamata di perline colorate sulla poltroncina, con un gesto leggero si slaccia la gonna, sono quasi incredulo quando vedo le sue lunghe gambe in tutto il loro splendore. Io sono imbarazzato, mi spoglio e poi goffamente cerco di sfilargli il body, mi fà capire che sà fare anche da sola. Io mi lascio cadere sul letto, lei è di fronte, le ammiro i seni, deliziosamente a punta, il pube nerissimo, come uno schizzo a carboncino. L’avvicino a me e subito le mie labbra sono attratte dai suoi capezzoli. Ne succhio per bene uno, le stringo forte il seno con la mano e cerco di infilarmelo il piu’ possibile in bocca. Lei è seria, rigida, ma mi lascia fare. Mi adopero per coinvolgerla almeno un poco. Le mordicchio i capezzoli mentre con le mani, partendo dai ginocchi, le accarezzo le coscie, su fino ai fianchi, poi con un gesto avvolgente le massaggio le natiche, con le dita esploro il solco del suo culo, poi con una mano continuo il tragitto, le sfioro l’ano, ma mi fermo. Lei, prosaicamente mi dice – Dai, adesso noi scopare – Sono veramente eccittato, sento la cappella che mi stà per scoppiare, la prendo per i fianchi e la butto sul letto di fianco a me, con la mano aperta le accarezzo il basso ventre, e col dito medio le arrivo a toccare le labbra della vagina, sono ancora strette, asciutte, quasi indifferenti. Io non la eccito affatto, secondo me non vede l’ora di andarsene. L’accetto come una sfida, riuscirò a farla sciogliere, mi dico. Lei sempre piu’ materialmente – Tu scopa me, fare presto – Incurante delle sue parole le allargo le gambe, continuo ancora ad accarezzarle la vulva, avvicino il capo e inizio a passarle la lingua su e giu’, le umidifico la strettoia accuratamente, sotto la lingua sento che la carne sta per cedere, con i polpastrelli mi rendo conto che ora è tutto piu’ caldo, sento che l’umido non è dato solo dalla mia saliva, è un umore che sgorga dall’interno di quel dolce antro. Soddisfatto alzo il capo e la vedo con gli occhi socchiusi, il capo volto all’indietro, anche la bocca è socchiusa e intravedo la lingua che cerca di assaporare qualcosa di indefinito sulla superfice delle labbra. Vorrei penetrarla, ma questo gioco mi piace moltissimo, voglio prolungarlo il piu’ possibile. Se la fotto adesso devo mettermi il preservativo e rovinerei l’atmosfera. Il preservativo. Le ho appena leccato la figa, capirai, a cosa mi serve piu’ il preservativo? Ma no. Scaccio via questi pensieri dalla mente. La mia antilope è una ragazza sana, si vede, non ha malattie, è troppo giovane, è troppo bella. Ormai ho tolto il freno, con la punta della lingua traccio il perimetro del suo clitoride, lei mi accarezza la testa. Dimena i fianchi e il bacino per trovare un ritmo, sento anche alcuni lievi gemiti. Dopo alcuni sospiri profondi mi tira su la testa per i capelli, ma molto dolcemente, scivola verso di me, sinuosa come un cobra, strofina i suoi seni contro il mio sesso, sulla cui punta luccica una perlina traslucida. Il suo movimento si conclude ai piedi del letto, si inginocchia sul pavimento. Io mi siedo davanti a lei, mi accarezza le coscie con entrambe le mani, poi l’inguine, con una mano cerca di afferrare i testicoli, vuole riempiere il palmo della sua mano con il mio scroto, per facilitarle il compito mi alzo in piedi. Mi esamina accuratamente ogni venuzza del mio cazzo. Ha ancora le mie palle in mano e sento che me le sorregge, le ha avvolte con le sue lunghe dita, e avverto anche una lieve pressione, ritmicamente, come un massaggio. Lei non ci pensa su’ due volte, non me ne accorgo neanche, e tre quarti della mia asta scompare in un caldissimo bacio. Mi stringe ancora di piu’ i testicoli, con l’altra mano tiene salda la base dell’uccello.
Avanti e indietro, pompa che è una meraviglia, io stò quasi per venire. Ho le mie mani appoggiate sulla sua testa, e fin’ora io ho dettato il ritmo. Ora i miei sensi si stanno confondendo, lei ha preso un ritmo tutto suo, accelera e poi quasi si ferma, sento la pressione delle sue dita aumentare sui testicoli, sembra che li voglia strizzare, quasi per spremere tutta la linfa. Sento anche che mi stà affondando le unghie nella pelle, sopratutto lì sotto, dove tutto è così delicato. Anche con l’altra mano aumenta la pressione, mi sta strozzando il collo del pene, anzi lo tira come se volesse mungere una vacca, mentre con le unghie sta cercando di forarmi l’inguine. Non sento piu’ la capella sotto il suo palato, forse è piu’ giu’, fra le sue fauci. Cerco di sfilarmi da lei facendo leva con le braccia contro la sua testa, ma lei non molla. Mi tiene per la palle, mentre con la bocca continua ad aspirare. Non riesco a svincolarmi e sembra che il mio cazzo si stia fondendo con il suo esofago. Sono sul punto di eiaculare, ormai tutto il mio corpo è scosso da fremiti incontrollabili, mi manca il respiro, e credo di avere le mani gelate. Dolore e orgasmo si avvicendano in una gara che è ormai arrivata al giro finale, ognuno dei due antagonisti cerca di prevalere sull’altro. Trattengo il respiro alcuni secondi per esplodere in un urlo atroce, ha vinto il dolore. Mi risveglio come da un sonno lungo una vita, sento la pressione delle mandibole della troia che stanno per recidere il mio solo ed unico cazzo. I suoi maledetti denti da squalo stanno affondando nella turgidità del mio sesso. Colpisco violentemente la mano che mi stringeva i coglioni, le sue lunghe unghie mi incidono lo scroto logitudinalmente come un coltello taglia la buccia di un’arancia. Poi con la mano sinistra le affero la mandibola inferiore, con l’altra mano le spingo la testa all’indietro nel tentativo di liberarmi dalla sua morsa. Urlo disperato come un animale finito nella trappola di un bracconiere. Infilo le dita della mano destra sotto il suo labbro superiore, cerco di tirare con tutte le mie forze, quasi a strappargli la faccia. Con uno sforzo congiunto di entrambe le braccia riesco a astrarre il mio cazzo dalla sua bocca, da cui fuoriesce una disgustosa sbavata di sangue, saliva e sperma. Ancora inginocchiata si dimena come un’indemoniata, cerca ancora di aggredirmi, mi lancia unghiate furiose, mi morde la coscia. Mi ritraggo e le assesto una violenta pedata in pieno petto, sotto il tallone ho l’impressione di sentire qualcosa che si spezza. Forse le ho incrinato qualche costola.
Cerco di tamponare la profonda ferita con la mia maglietta, il sangue sgorga copioso. La puttana si è trascinata verso i miei pantaloni che avevo gettato in un angolo, non le sue mani sudice mi arraffa il portafoglio. Non me ne curo, mi catapulto in bagno, cerco di tamponare l’emoraggia. Sono sul punto di svenire ora. Mi siedo sul bordo della vasca, ho paura, non so cosa fare. Sento la troia che corre fuori dalla mia stanza, urta contro alcuni mobili, rumori di oggetti fragili che si infrangono al suolo. Il mio primo respiro dopo quell’inferno coincide con il rumore della porta che sbatte. Quella troia schifosa è sparita, con essa il mio portafoglio e chissà cos’altro. Mi guardo fra le gambe.
Ha cercato di portarmi via anche questo. Ma per fortuna è ancora attaccato, ridotto male ma c’è l’ho ancora attaccato. Dopo il dolore lo sgomento, la mia stanza è ridotta come un mattatoio, le bomboniere di mia madre sono sparpagliate sul pavimento come coriandoli di porcellana. Cosa dirò al medico del pronto soccorso. Cosa gli racconto? Che me l’ha morsicato il gatto?


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