Gen 29 2008
Lhermite Sans Limite
| Cast: Rufina, Gail | |
| Copertina | Retro |
|---|---|
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| Link: Vai al sito | categoria: Francesi |
| Studio: Telsev | Anno: 2004 |
| Genere: French | Serie: Lhermite Sans Limite |
Gen 29 2008
| Cast: Rufina, Gail | |
| Copertina | Retro |
|---|---|
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| Link: Vai al sito | categoria: Francesi |
| Studio: Telsev | Anno: 2004 |
| Genere: French | Serie: Lhermite Sans Limite |
Gen 29 2008
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Gen 29 2008
Il posto è splendido: una baita costruita in mezzo ad una radura verdeggiante circondata da un bosco d’abeti scuri e altissimi.Il profumo di montagna permea l’aria fredda e cristallina.
Nello scorcio che si apre su un lato del bosco, s’intravedono le case del paese a fondo valle.
Il tetto in ardesia, le imposte di legno scuro, isolata dal resto del mondo: un luogo ideale per i nostri incontri, per vivere quest’amore in modo libero e appassionato.
E’ stato un colpo di fortuna, che la mia amica sia all’estero per un paio d’anni, mi abbia lasciato le chiavi della baita, sapendo quanto io ami la tranquillità e il silenzio.
La mia fortuna in ogni modo, è stato l’incontro con te, con l’uomo che tra poco sarà qui per regalarmi il paradiso.
Sento il rumore del motore della tua auto.
Sei arrivato finalmente! Lunghi giorni nell’attesa di queste ore, rubate alla realtà.
Ecco, ti seguo mentre scendi dall’auto, ti allenti il nodo della cravatta e ti avvicini.
Mi sento rimescolare il sangue nelle vene, so che quei segni di stanchezza tra poco spariranno.
Gli occhi ti brillano mentre guardi la porta, ormai a pochi passi.
Do’ un ultimo sguardo intorno, mi rassicuro che tutto sia a posto.
Si! Sono soddisfatta, manchi solo tu, la tua presenza, la tua passione.
La chiave gira, la porta si apre, il tuo profumo invade la stanza: mi sento rinascere.
Ogni volta è così, ogni volta mi chiedo se sarà sempre così.
Un sorriso distende le tue labbra. Mi abbracci e mi trasmetti la tua urgenza, il tuo desiderio.
Ti voglio, voglio il tuo corpo, voglio portarti fino all’oblio. Sei mio, sei in mio potere, farò di te quello che voglio….almeno per oggi.!
-lo sai che sei mio..vero?- ti sussurro mentre mi baci sul collo.
Hai una frenesia particolare quando arrivi, te lo dico e tu mi ripeti che una settimana è troppo lunga, che mi vuoi più spesso, che ti manco.
Rido e ti faccio volare la giacca sul pavimento, ti sbottono la camicia e inizio a giocherellare col tuo petto villoso. Ti bacio e ti assaporo, tu brontoli quando senti i miei denti affondare sulla pelle della spalla. Sai quanto mi piace lasciarti i segni sulla pelle. Ogni tanto stringo un po’ troppo e so che t’incazzi, ma mi piace farti stare in ansia, so che ti ecciti e io con te.
Sento le tue mani rapaci, affannate sul mio corpo. Il vestito aderente come un guanto sta salendo sempre più su, guidato dalla tua ricerca.
Mi borbotti qualcosa del ritardo avuto a causa del tuo editore, ma io non ci do’ peso. Sei qui e questo basta.
Ora so che volevi dirmi dell’altro, ma che non l’hai fatto.
Ci trasciniamo sul divano, sento il calore del fuoco alle mie spalle. Ti sbottono i pantaloni e tiro fuori il tuo sesso già pronto e turgido. Ti spingo seduto e ti fermo con una mano. Tu capisci e ansante freni le tue mani che
ora mi accarezzano la testa.
So che le mie labbra morbide ti fanno impazzire, mentre mi abbasso con la bocca sul tuo sesso. Rabbrividisci quando la mia lingua struscia sulla tua pelle sensibilissima. Quando la mia bocca si chiude e ti avvolge nel suo umido abbraccio, donandoti mille sensazioni. Lo bacio, lo succhio, me lo spingo fino in fondo e poi lentamente torno indietro. alzo gli occhi per guardarti. Incroci il mio sguardo, sei teso come una corda di violino per frenare l’eccitazione che ti assale. Continuo inesorabile, so quando devo fermarmi, so fin dove posso arrivare. Un’idea dispettosa mi viene in mente. Mentre risalgo lungo la tua asta, faccio scorrere i miei denti sulla pelle bollente. T’irrigidisci. Lo sento e mi diverto. I miei denti arrivano all’estremità e
lì mi fermo, sento il suono strozzato che ti esce dalla gola. Alzo gli occhi e ti fisso. Lentamente alzò le labbra in un ghigno feroce facendoti vedere il tuo cazzo chiuso tra i miei denti. Stringo un po’, senza mai lasciarti con lo sguardo. I tuoi occhi s’incupiscono preoccupati, mi afferri i capelli a forza e li tiri con cautela.
-provaci e questa volta le prendi per davvero- sei serissimo
Distendo la bocca in un sorriso, ti lascio libero, mi sollevo un po’ e, scherzosamente, te lo bacio sulla punta
Il gioco è finito.
Mi alzo di fronte a te e lentamente mi sfilo il vestito.
Rimango con la guepiere che tu mi hai regalato. Il pizzo nero risalta sul biancore della mia pelle.
Il tuo pomo d’Adamo è in agitazione. Vuoi toccarmi, ma ti blocco. Non ancora!
Sfilo lentamente il leggero string lungo le gambe affusolate. Fissi ipnotizzato la striscia di pelle scoperta tra le calze e l’inguine. Avvicino il pube al tuo volto e ti faccio sentire l’odore di sesso.
Fai per avvicinarti, ma io pronta, mi allontano. Scendo verso di te ondeggiando dolcemente il bacino.
Mi struscio sulle tue cosce, le bagno dei miei umori. Il tuo respiro diventa affrettato. Lo sento e mi eccito ancora di più.
Adesso sono sopra di te, con una mano afferro il tuo sesso e con l’altra apro le mie labbra.
Ti faccio sentire quanto sono pronta, ma senza farti entrare. Mi diverto ad eccitarti lisciandomi sopra il tuo corpo, facendo quasi scoppiare il tuo glande paonazzo.
Sei al limite.
Afferri con frenesia la guepiere e fai schizzare fuori il mio seno dal pizzo di seta che lo avvolge. Me lo baci e lo mordi con voracità da farmi quasi male.
Ti lascio libero.
Metti le mani sotto il mio sedere, mi sollevi e mi rovesci sul tappeto. Entri in me con un unico affondo che mi strappa un grido.
Mi sbatti come un forsennato e quando senti che sto per venire, rallenti quasi fino a fermarti.
Urlo la mia protesta e ti affondo le unghie nella schiena. Perfido tu ridi sommessamente.
Le tue labbra coprono le mie e finalmente arriviamo insieme alla meta. Beati e soddisfatti ci abbracciamo in quel torpore che segue il culmine dell’amplesso. Sento il tuo cuore che batte ancora veloce. annuso la tua pelle, il tuo odore di maschio mi esplode dentro.
Sono così presa dalle emozioni che non sento il trillo del tuo cellulare.
T’irrigidisci, poi ti sciogli da me e vai a rispondere. E’ il tuo editore.
Io resto lì attonita.
E’ la prima volta che violi una delle nostre regole e la cosa non mi piace. La mia rabbia sale vertiginosamente mentre tu continui a parlare dandomi le spalle.
Come una molla scatto in piedi, vado in bagno, mi rivesto. Esco dalla finestra e vado alla macchina. Mentre metto in moto, ti copro d’insulti.
Le ruotano sulla breccia della strada
-bastardo!-grido mentre un velo acquoso mi appanna la vista.
-non voglio soffrire per te!- ripeto mentre mi asciugo rabbiosamente gli occhi.
Quando alla fine mi calmo, afferro il cellulare e chiamo Riccardo, il mio amico fidato, il fratello mai avuto. Gli chiedo ospitalità..lui intuisce problemi e mi dà il suo ok. Corro a casa. Il telefono suona.Lo ignoro.
Afferro un cambio e scappo. Trascorriamo un fine settimana in giro sulla sua
Kawasaki 650.
Con lui mi apro e parlo di noi due. Mi fa bene parlarne perché riesco a scaricare la rabbia che ho ancora addosso.
Riccardo sa ascoltare e dare consigli. Mi conosce da sempre. Insieme abbiamo fatto di tutto, ma mai sesso. Ci sarebbe sembrato incestuoso, tanto è l’affetto che ci lega.
Tu invece hai colmato uno spazio del mio cuore che nessuno ha mai scoperto. Sento la tua mancanza come qualcosa di fisico, questo mi fa imbestialire e la voglia di punirti sale.
Sai quanto adoro le moto e così mi faccio riportare a casa rombando sul suo bolide, con addosso il suo chiodo nero, vissuto.
Ho scoperto che mi fai controllare così lo saprai presto!
BENE! così impari ad infrangere le regole!
E’ di nuovo venerdì. Ho trascorso giorni cupi con la smania di accendere il cellulare e sentire la tua voce. Ho resistito solo perché la tua voce non sarebbe stata sufficiente, avrei affrontato le centinaia di chilometri che ci separano per averti almeno una notte solo per me.
Questo week-end lo passi con i tuoi figli, lo so, lo hai concordato da tempo, sento terribilmente la tua mancanza. Mi sono accorta che ho lasciato alla baita il mio maglione preferito. Ci penso solo un attimo, faccio un po’ di spesa parto. Ho in tasca la seconda chiave della baita, quindi posso trascorrere lassù un paio di giorni in tranquillità.
Arrivo mentre il sole manda i suoi ultimi raggi.
Lascio la macchina in fondo al prato. Rabbrividisco nell’aria frizzante mentre apro la porta della baita.
Sento subito qualcosa che non va.
Mi blocco.
Un brivido mi scorre per la schiena.
Mollo la busta della spesa con un tonfo.
Nel buio della stanza vedo la punta incandescente di una sigaretta accesa.
-entra e chiudi la porta- la tua voce gelida m’inchioda sulla soglia.
Sei veramente incazzato, lo sento! Emani un’onda d’urto paurosa e io la percepisco pienamente. Ingollo preoccupata, forse ho esagerato nel mollarti lì
solo, forse dormire da Riccardo è stato troppo.Mi giro e guardo la macchina, forse non è così lontana…
La voglia di fuggire mi assale, non ti conosco fino a sapere come diventi quando t’incazzi per davvero. Assurdamente sono eccitata da questa tensione, ma forse è meglio rimandare lo scontro.
Faccio per voltarmi, ma la tua presa mi stritola il polso.
Il cuore mi batte furiosamente, lo stomaco si contrae:
oddio! E’ finito il tempo dei “forse”..
Con uno strattone mi tiri dentro e chiudi con un calcio la porta.
Dalla vetrata vedo il buio sempre più fitto e la paura mi assale.
Nessuno sa che sono qui. Siamo veramente fuori dal
mondo. Mi trascini verso il divano, nella tua foga inciampo e ci finisco sopra malamente. La rabbia inizia a montarmi dentro per un simile trattamento.
- ma sei fuori?- ti grido mentre mi massaggio il polso dolente.Cribbio che forza hai nelle mani, penso seccata.
Rimani in silenzio, vedo a malapena la tua sagoma nel buio rischiarato solo dal riverbero della brace. Cerco di alzarmi, ma con una spinta mi ributti giù e mi ordini di stare ferma.
Non ti conosco questo tono di comando secco e gelido, inizi a preoccuparmi.
-Be’ ora basta!- esclamo scattando in piedi - d’accordo ho sbagliato venerdì a mollarti in quel modo!ma tu hai infranto una regola importantissima!-
All’improvviso sento una mano che mi afferra i capelli sulla nuca e li tira indietro fino a farmi piegare il collo.
- mi fai male- grido
- mai quanto vorrei- mi sussurri all’orecchio, sento la tua rabbia quasi a pelle. Ora ho paura sul serio.
-lasciami!- ti ordino, ma la voce mi trema rivelando il mio stato d’animo.
-ahh no! mia cara!- ridi sinistro - abbiamo davanti un lunghissimo week-end - dici e mi pare una minaccia
L’altra mano mi sfiora il viso, segue il contorno delle labbra, scende lungo il collo, apre la giacca della tuta che indosso, scopre un seno.
Rabbrividisco mio malgrado. Afferri il capezzolo tra il pollice e l’indice, ma invece di stuzzicarlo lo strizzi a forza, strappandomi un urlo di dolore.
Mi si piegano le ginocchia.
- Troia!- mi gridi in faccia - ti sei divertita con tuo centauro?-
Se non fosse perché mi stai facendo male, scoppierei a ridere per l’assurdità di quello che stai dicendo. Ma non rido per niente, anzi! le mie mani ti prendono a pugni per liberarmi dalla tua presa. Il violento ceffone mi toglie ogni dubbio sulle tue intenzioni.
- sei impazzito?- sussurro sconvolta
- si ! accidenti a te!Mi hai fatto impazzire e la pagherai per questo! Venerdì ti ho cercato ovunque!ho passato il peggior fine settimana che ricordi
da anni!-
-non è successo niente con Riccardo…-inizio a dire, ma mi blocchi la mascella stringendomela fino a lasciarci i segni delle tue dita.
-zitta! sta zitta!- mi ripeti ad un palmo dal viso, poi la tua bocca scende sulla mia. Mi lasci i capelli e finiamo sul divano. Il tuo assalto però non ha niente di simile alla frenesia dei nostri incontri. La tua voglia di punirmi è evidente in ogni gesto; sei freddo ed egoista. Mi spogli, tirando, strappando, ignorando le mie proteste. Per quanto cerchi di respingerti, riesci a sfilarmi
anche i pantaloni della tuta. Mi ritrovo a pancia in giù, quasi soffoco per il peso del tuo corpo su di me. Mi artigli i fianchi e li sollevi. Sento il tuo sesso all’ingresso del mio che forza. Non mi piace questo tuo modo di fare, ma so già che dovrò subirlo.
Mi penetri con una violenta spinta che mi fa contrarre per l’invasione non voluta, anche se bagnata come sono, scivoli in me senza ostacoli.
Il mio grido è soffocato dai cuscini del divano. Tu entri ed esci col ritmo di un martello pneumatico, ignori tutto se non la ricerca della tua soddisfazione.
Il grido liberatorio e l’ondata calda del tuo sperma mi annunciano che tutto è finito. Ti accasci su di me e mi baci teneramente sul collo. Ti alzi, sento lo scatto dello Zippo e l’aroma del tabacco spandersi intorno a me.
Lentamente mi alzo anche io, sono tutta indolenzita. Col buio non vedo i miei pantaloni. All’improvviso la luce dorata dell’abatjour illumina la stanza. Ti vedo seduto sul tappeto, le spalle appoggiate al divano, che fissi la brace del caminetto.
Giri la testa e mi guardi. Sei ancora arrabbiato.
- vieni qui..- dici e batti la mano sul morbido tappeto.
- me ne vado!- dico seccamente afferro i pantaloni ritrovati, li infilo e mi avvio per uscire.
Mi sei alle spalle, ti sento ma non mi volto. Le tue mani si appoggiano al battente, ai lati della mia testa: mi hai bloccato senza neanche toccarmi.
- se esci da questa porta mi perderai per sempre!- dichiari in tono piatto
Un brivido mi scorre per la schiena. sai benissimo che non ti voglio perdere!
- è questo quello che vuoi? Pensaci!-
Appoggio la fronte al legno davanti a me, combattuta.
Sento il tuo alito sul collo, se fai così mi sento sciogliere.
-hai detto di amarmi - mi ricordi - resta e dimostramelo!- mi sfidi
Sei perfido!Sai sempre come prendermi.
- non ti ho tradito!- protesto la mia innocenza
- ok! allora resta!- ribatti pronto
- e come faccio a convincerti?- do’ voce ai miei dubbi
-dammi 48 ore senza un rifiuto e ti crederò… offriti a me senza riserve-
Mi drizzo di scatto finendoti addosso.
-cosa intendi?- chiedo con voce roca
-tutto quello che sta passando per la tua pazza testolina –
sento che stai sorridendo
- Prendere o lasciare ! -
Stringo le mani a pugno sappiamo entrambi cosa vuoi da me: una resa totale.
- non posso rifiutarmi su niente? - chiedo speranzosa
- non te lo consiglio- mi rispondi mentre affondi i denti nel mio collo mordendomi con delicatezza. Non ho scelta, questa settimana senza di te, senza la tua voce, è stata un incubo.
Accetto.
Le mie spalle scendono e tu che intuisci i miei pensieri, mi abbracci e mi baci ancora, ma con più possesso di prima.
- vieni! la cena è pronta - dici mentre ti avvii verso l’angolo cottura.
- non ho fame… - rispondo rimanendo lì ancora imbronciata.
- lezione numero uno: niente rifiuti - mi avvisi puntandomi un dito contro muoviti e mangiamo!- lo stesso tono freddo di prima, ma con una venatura sadica del tutto nuova.
Mangio pochissimo, sforzandomi senza darlo a vedere. Ti alzi e ti guardo con sospetto. Mi porgi la mano, mi sento costretta a prenderla e seguirti.
Il fuoco ora ha le fiamme alte, fa caldo e luce nella stanza.
Mi porti lì davanti e ti butti sul divano
-spogliati!- dici- Spogliati per me!-
Spalanco gli occhi sorpresa. Annuisci e ti accendi una sigaretta, mi sfidi a negarmi; inizio ad intuire cosa pensi di fare nelle prossime ore……..
Un brivido mi attraversa: non so se di paura o eccitazione.
Ci fissiamo un momento negli occhi, ognuno cerca di rubare i pensieri dell’altro, senza peraltro riuscirci. Siamo troppo carichi d’elettricità.
Vedo solo un luccichio diverso, perverso e soddisfatto di colui che ha un asso nella manica.
Mi scuoto e inizio il mio show privato.
Sinuosamente mi tolgo i vestiti ad uno ad uno.
Se non fossimo così presi dalla sfida riterrei ridicolo una spogliarello sexy fatto con una tuta da ginnastica! Ma nessuno dei due fa caso all’abbigliamento, la sfida non riguarda I vestiti, ma noi due.
Il calore del fuoco mi scalda la pelle.
Un capo dopo l’altro, mi muovo come un cobra davanti al suo incantatore. Con un ultimo gesto mi tolgo gli slip e il reggiseno. Resto lì, nuda davanti a te, che mi fissi come volessi mangiarmi.
- voltati, e apriti. Voglio vederti tutta! - hai un sorriso diabolico sulle labbra
Socchiudo gli occhi furibonda, vorrei ucciderti.
Mi guardi e m’inciti a procedere.
Ok..credi che non abbia il coraggio di farlo?
Mi giro, ancheggio dolcemente, mi piego a 90°. Mi passo le mani, prima da dentro le cosce e poi da fuori
Lo smalto rosso fuoco delle unghie schizza sulla mia pelle candida; afferro le natiche, le apro e mi allargo.
Sento che ti alzi, un dito si posa sul mio sesso, mi tocca, si muove entra dentro. Ho un sobbalzo per la sorpresa e per l’irritazione che ancora sento a causa del tuo furioso amplesso.
Mi trascini sul divano. Vedo che armeggi con la fibbia della cintura, te la sfili. Cerco di allontanarmi, temo le tue intenzioni, ma tu scuoti la testa, intuendo i miei pensieri e mi chiedi di mettere i polsi dietro la schiena. Con la cintura li leghi strettamente.
Inizio ad agitarmi, mi sento esposta e indifesa, così bloccata.
- sai quanto è che ti volevo così?- mi sussurri mentre ti abbassi a succhiarmi i capezzoli duri e scuri, già dritti x l’eccitazione
Vorrei fermarti, fermare la scia umida che mi lasci addosso, la mia eccitazione sta crescendo enormemente. Tu scendi ancora e mi baci il pube liscio, depilato proprio per farti piacere. Non ti fermi e la tua lingua cerca tra il piccolo ciuffo di peli che rimane, il mio angolo del desiderio.
Lo trovi e sussulto per la scarica che ricevo. Non sono mai stata così sensibile alle tue carezze come in questo momento.
Ti metti tra le mie gambe, che ormai, rese deboli dal desiderio, cedono al tuo comando. La tua lingua guizza dentro di me. Sono scossa da brividi. Le tue mani
salgono a toccare e pizzicare i miei capezzoli e io esplodo in un orgasmo violento. Mi scuoto come una invasata mentre le ondate di piacere scemano lentamente. Mi sleghi subito e mi massaggi i polsi, illanguidita ti lascio fare, anche quando mi porti in braccio a letto. Mi stiro come una gatta, tu ti strusci a me e con un unico morbido movimento mi vieni dentro. M’irrigidisco per l’impatto del tuo sesso dentro il mio. Tu ti muovi e con poche spinte esplodi in un orgasmo. Mi sento insoddisfatta, ma siamo stanchi e finiamo per crollare l’una nelle braccia dell’altro.
Nel sogno qualcosa mi sfiora la pelle accaldata, mi piace e mi ci abbandono.
E’ una mano che mi sta toccando. Ad un tratto apro gli occhi, l’alba inonda con la sua luce rosata la nostra camera. La mano non è un sogno, è la tua.
Mi baci, mi tocchi dappertutto, mi sei sopra, sento la tua erezione premere contro il pube; protesto per la tua urgenza, sono ancora assonnata e la mia eccitazione è dovuta più al sogno che alla realtà del momento.Mi dai un pizzicotto sulla natica che mi sveglia del tutto. La tua bocca copre la mia protesta mentre il tuo sesso entra nel mio come una spada ella sua guaina.
La mia eccitazione sale ad ogni tua spinta: apro gli occhi e mi perdo nei tuoi, già prigionieri della passione. Sento che tra poco esploderai e, infatti, rallenti il ritmo e ruggisci il tuo piacere, lasciandomi sola e frustrata.
Rotoli accanto a me e con un sorriso che non promette niente di buono mi chiedi se mi è piaciuto.
Da quanto sono arrabbiata non ti rispondo.
Tu allora ti metti a sedere, mi afferri per le ascelle e mi fai appoggiare alla testata in ferro battuto del letto.
Prendi la mia mano destra, la guidi al mio sesso e inizi a muoverla.
M’irrigidisco e cerco di ritrarre la mano.
- non puoi, lo sai, vero? - mi ricordi mellifluo
- masturbati! dai! voglio vederti godere!-
Sai quanto mi dà fastidio espormi così, ti ho sempre negato questa fantasia.
Sono confusa e furibonda per l’eccitazione non goduta.
Preferirei farlo in un giardino pubblico prima di masturbarmi di fronte a te.
E tu lo sai benissimo.
E’ terribile come riesci a colpire i miei punti deboli!
La tua mano sopra la mia si muove ancora e mi regala sensazioni fortissime.
Ti fermi e la togli.
Ti stendi di lato, ti appoggi su un gomito e mi osservi sorridendo gongolante.
Vorrei gridare tanto sono fuori di me.
- STRONZO!- sibilo a fior di voce
Il tuo alito va a sfiorarmi il pube - è così che mi vuoi convincere?- mi sfidi baciandomi lì
Come spinta da una propria volontà la mia mano si muove.
Le sensazioni sono diverse, non ci sono abituata, ho quasi un rifiuto nel farlo, ma mi tocco, mi eccito sempre di più.
Il tuo sguardo famelico non mi perde di vista. Chiudo gli occhi per isolarmi da tutto quando sento che sto per venire.
La tua bocca all’improvviso è sulla mia e raccoglie i respiri rauchi del mio orgasmo. Mi lascio scivolare sui guanciali stropicciati, odorosi del nostro sesso. Giro la faccia sul cuscino e cerco sollievo nel fresco della stoffa.
Ti sento vicino
- continuo a stupirmi di questo pudore - la tua voce profonda mi dà i brividi come la mano che segue il profilo del mio fianco.
Ci addormentiamo così senza aver condiviso insieme un orgasmo.
Mi sento strana, insoddisfatta e scombussolata, ma tu sei qui, e questo mi è sufficiente per tranquillizzarmi. Il profumo del caffè è la prima cosa che sento quando mi sveglio.
Adoro l’aroma del caffè!
Mi stiro e fisso il panorama dalla finestra: un cielo cobalto splende limpido.
Ti sento entrare, ma non mi volto.
Il piumone si alza e la mia pelle rabbrividisce per lo spiffero d’aria fresca che sente. La mia nuca è coperta dai tuoi piccoli baci che mi emozionano.
Mi volto, ti abbraccio e tu rispondi al mio slancio con uguale calore.
Sei tornato del tuo solito umore, sospiro gustandomi la fine della tua collera.
Non parli e continui a carezzarmi, le tue dita entrano dentro di me, si bagnano dei miei umori, e fanno schizzare la mia eccitazione alle stelle.
Ti voglio ancora, ancora ancora… penso Ti bacio il torace scendendo fino allo stomaco. Con voce rauca mi dici di non fermarmi, di andare più giù.
Le tue mani mi spingono in basso delicatamente ma con fermezza.
Il sesso orale non è la mia passione e lo sai!
Sai benissimo che le volte che lo faccio, sono io che decido e te lo faccio come un regalo di una serata particolare.
Me lo stai imponendo e la cosa non mi piace.
Sei un gran bastardo! Ti stai approfittando di una vittoria già in pugno, ma non sei mai contento. Vuoi sempre di più!
Oppongo resistenza ma il tuo cazzo già mi tocca la guancia. Il tuo odore penetrante di maschio mi esplode dentro quando alla fine lo prendo in bocca.
Quasi gridi dal piacere. Mi carezzi e mi stringi la testa dandomi il tuo ritmo.
Inizio a muovermi. Sorpresa, sento i miei umori che scendono tra le gambe: sono fradicia!
Aumento il ritmo, ogni tanto mi forzi, e il tuo pene quasi mi soffoca.
Lo sento crescere, ingrossarsi, i tuoi umori si mescolano alla mia saliva.
Pavento il momento del tuo orgasmo perché non sono mai arrivata fino in fondo in un rapporto orale. Il mio cuore batte all’impazzata, sono coperta da un velo di sudore. Vorrei fermarmi ma le tue mani non mi danno scampo.
Quando sento la tua eccitazione ormai prossima all’esplosione, mi fermi e mi costringi ad alzarmi.
TI guardo frastornata e sollevata, non ci capisco più niente. Mi baci in modo travolgente, la tua lingua fruga ogni anfratto della mia bocca.
Ti stacchi da me e con un sorriso mi chiedi a bassa voce cosa si prova a stare così in ansia. Non aspetti la mia risposta.
Sei già soddisfatto, mi hai fatto scontare tutte le volte che ti ho tenuto sulla corda. Mi viene quasi da ridere, non ti sapevo così vendicativo!
Scendi dal letto, mi trascini sul bordo e mi obblighi a girarmi in ginocchio. Con una mano mi tieni schiacciata giù mentre entri lentamente in me.
Un ansito di piacere mi sfugge dalle labbra mentre mi sento riempire.
Ti muovi piano, so che stai cercando di trattenere il tuo piacere mentre fai salire il mio.
Lasci la mia schiena e con la mano cerchi il clitoride, stuzzicandolo.
Sto impazzendo, sento quasi un dolore fisico che mi strazia il ventre, tanto sono eccitata. Il piacere sale in me in volute sempre più alte. Tu ascolti questo crescere e alla fine ti lasci andare proprio nel momento stesso che anche io vengo. I nostri gemiti all’unisono rompono il silenzio della baita.
Non ci giurerei, ma mi è parso di sentirti dire “ti amo” prima di finire distesi abbracciati, finalmente soddisfatti, tra le lenzuola stazzonate del Nostro letto.