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Apr 30 2008

In due sull’ascensore

Tag: OccasionaliErzulia @ 8:08 am


Era matura, una collega che aveva diversi anni più di me.
Eravamo entrambi in quell’aula giudiziale per attendere l’inizio del processo che ci vedeva contrapposti. Nessuno era arrivato e nessuno dava segno di arrivare! La situazione era strana: due difensori in un processo in attesa di inizio, che aspettano magari pensando ad altro.
L’ora si era fatta tarda ormai e l’avvocatessa mi si avvicinò chiedendomi se avevo ancora intenzione di attendere qualcuno che forse non sarebbe più venuto. In un primo momento non diedi troppo peso alla sua domanda, ma scrutando il suo sguardo intuii quello che aveva in mente. La seguii docilmente. Arrivammo presso l’ascensore che avrebbe dovuto portarci a piano terra. La cabina era spaziosa, di quelle utilizzate per lo spostamento dei carrelli. Lei era una splendida donna, che mi fece da subito cadere in trappola! Si chiuse alle spalle la porta spingendomi, poi, verso il fondo dell’ascensore; contemporaneamente schiacciò il pulsante che bloccava la cabina, chiudendoci dentro. Rabbiosa, estrasse velocemente il mio pene dai pantaloni ed iniziò a maneggiarlo. Si chinò e lo fece entrare tutto nella sua splendida, vorace e peccaminosa bocca.
Lo succhiò… sembrava volesse mangiarmelo! M’invitò poi a spogliarla, incitandomi ad iniziare l’opera. E l’opera iniziò, anche perchè mi aveva eccitato gli istinti all’inverosimile. L’ancorai ad uno spigolo, la sollevai sulle braccia dirigendo, poi, il mio arnese verso la sua fica spalancata ed ipnotica.
Lo spinsi dentro fino al limite, poi iniziai a stantuffarla a più non posso. La sentivo gemere di piacere e ciò mi rendeva ancor più animalesco. Dopo un po’ di questa robusta ginnastica la misi a quattro zampe, puntando al suo sedere sodo.
Posizionai la mia arma e spinsi. Ebbi una scossa pazzesca! La scopavo da dietro e tutto ciò mi arrapava ulteriormente, mi sentivo una specie di animale. Ci diedi dentro per un bel po’, poi ripassai alla fica… Quando fui vicino al limite volli perfezionare l’opera. Mi diressi alla bocca, schizzandole poi dappertutto sul viso.
Lei succhiò gli ultimi residui di forza del mio pene fino a rendermi esausto. Era stata una grande prova per noi.
Dovevamo ritornare alla realtà, ma l’avremmo fatto con più gusto consapevoli di poterci rincontrare di nuovo da qualche parte! FINE


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Apr 29 2008

Massaggiando la suocera (Parte 2 di 2)

Tag: Coppie, TradimentiErzulia @ 11:59 am


Patrizia si sedette su una sedia in fondo al letto e aspettò che io iniziassi il massaggio.
- Mi scusi, signora, ma devo mettermi a cavalcioni su di lei, per fare un buon massaggio … -
- Fai pure, non ti preoccupare, mettiti comodo … -
Mi tolsi le scarpe e salii sopra il suo culo, a gambe divaricate. Mi piegai in avanti e iniziai il massaggio sulla schiena. Il mio inguine aderiva perfettamente al suo culo, e il cazzo, quasi completamente eretto, le solleticava il solco tra le natiche, seppure attraverso il tessuto dei miei pantaloni e delle sue mutande. Ero eccitatissimo! Ogni tanto mi giravo verso Patrizia temendo una sua reazione negativa, ma il suo sorriso mi incitava ad andare avanti. Ma fino a che punto? Le mie mani percorrevano la schiena nuda della signora Erminia dalla nuca fino all’inizio delle chiappe, coperte dalla vestaglia, e quando le massaggiavo i lati del dorso non mancavo di darle una strizzatina alle mammelle, che fuoriuscivano lateralmente. Questo paradiso durò quasi mezz’ora, ed io non avevo il coraggio di andare oltre. Poi Patrizia si alzò e disse:
- Ora è tardi, mamma, andiamo a dormire, anche Andrea deve tornare a casa -
- Va bene, però promettimi che quando mi serve me lo concederai ancora … -
- D’accordo mamma … purché rimanga tutto tra di noi … -
Patrizia mi spinse fuori dalla camera e mi riportò in salotto. Si strinse a me e con una mano scese a tastare il cazzo.
- Porco, sapevo che ti saresti eccitato … Ti piace mamma eh? … Cerca di non farmi arrabbiare, falle pure i massaggi, quando vuole, ma non andare oltre. Ci siamo capiti? -
La salutai e quella notte a casa mi feci una sega magistrale, ripensando alle grandi tette e al culo della signora Erminia.
Le cose andarono avanti nella maniera consueta, io continuavo a vedere Patrizia e i suoi genitori, e quell’episodio sembrava dimenticato. Poi avvenne la svolta. Patrizia era andata per una settimana a Firenze per motivi di studio, e un giorno la signora Erminia mi chiamò al telefono
- Ti prego Andrea, mi sento male, ho dei dolori in tutto il corpo, vieni a farmi quei favolosi massaggi che sai fare tu! … -
Con il cuore in gola e il cazzo dritto mi precipitai a casa della signora Erminia. Era il primo pomeriggio e stava a casa da sola. Mi aprì la porta e mi accolse con un grande sorriso. Mi prese per mano e ci incamminammo verso la camera. Si aprì la vestaglia e, fissandomi in maniera accattivante, mi mostrò le grandi tette. Si sdraiò sul letto a pancia sotto e mi pregò di iniziare il massaggio. Stavolta non ci osservava nessuno! Come l’altra volta il cazzo eretto le solleticava il solco tra le natiche mentre le mie mani percorrevano la sua schiena in lungo e in largo. Man mano che le mani scendevano in basso le scoprivo sempre più le natiche, e invece di trovare il bordo delle mutande mi resi conto che non le indossava. Mi feci coraggio e spinsi le mie mani sempre più in basso. La signora Erminia emetteva dei gridolini di piacere.
- Va bene, signora? … - domandai con un filo di voce
- Mmm … va benissimo … ti prego, non ti fermare … vai avanti … -
Ora le sue chiappe erano quasi del tutto scoperte, e le mie mani le massaggiavano dolcemente i glutei. Infilai i pollici nel solco che le divide e cominciai ad accarezzare il buco del culo. La signora infilò una mano tra i nostri bacini e tirò via la vestaglia. Ora era completamente nuda! Aveva anche sollevato un poco il bacino, in modo da permettere alle mie mani un migliore accesso alle sue parti intime. Le mie mani cominciarono ad accarezzarle l’interno delle cosce e i peli della fica.
- Andrea, ti prego, spogliati … -
Non me lo feci ripetere. In pochi secondi ero nudo e mi inginocchiai tra le sue gambe. Mi piegai in avanti e iniziai a baciarle la fica
- Ah … bravo … mi fai impazzire … -
La penetrai con la lingua ed assaporai tutti i suoi umori
- Ti prego, scopami, non ne posso più -
Appoggiai il cazzo tra le labbra della sua ficona fradicia dei suoi umori e delle mie slinguate e glielo spinsi fino in fondo. Pompai per qualche minuto fin quando sentii la signora Erminia sospirare:
- Vengooo … ah … vengooo … -
Dopo pochi secondi venni anch’io inondandole la fica di sperma. Mi sdraiai su di lei e ci baciammo appassionatamente.
- Era tanto che non scopavo … mio marito mi trascura … ed io ho tanta voglia di scopare … grazie, Andrea, non pensare male di me … non ho mai avuto rapporti extra coniugali, tu sei il mio primo amante, e sarai anche l’unico … -
Ci abbracciammo e le nostre lingue si allacciarono in un bacio intensissimo. Sapevamo entrambi che la nostra relazione era appena cominciata. FINE


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