Apr 17 2008
Piccole avventure (Parte 3 di 3)
.. chi sarà mai stato? non ha importanza… l’importante è quello che trovano le mie dita scendendo, toccando il mio buchetto tremendamente dilatato, gonfio, pulsante dal piacere e fradicio… assaggio ummmmh è sapore di sborra… di certo non è stato un sogno…
Era solo per un aperitivo, avevamo detto al telefono, ma ora, in mezzo alla gente, continuo a pensare solo a una cosa:
provocarti in ogni modo per vedere gonfiare i tuoi pantaloni, tanto da non poterlo più nascondere… Ero uscita con un perizoma filiforme sotto la minigonna, che mi tormentava il clitoride per tutto il tempo facendolo tirare, costringendomi a toccarlo per farti leccare il mio dito, con il mio sapore… lascio che la stoffa si stropicci tra le labbra della mia fica e cerco di farti chinare sotto il tavolo per farti vedere casualmente la carne rosea sbordare… voglio torturarti un po’, vedere nel tuo sguardo l’eccitazione salire, diventare imperiosa, la tua mano sfiorare il pacco, di nascosto prima, poi in modo sempre più palese, spudorato.
Sei tu che mi stai provocando ora con una minaccia silenziosa… “se non metti qui la tua mano mi faccio una sega davanti a tutti”… Non chiedo altro.
I miei occhi sono fissi sulla tua patta… muoio dalla voglia di misurarlo tra le mie mani… mi avvicino con una scusa ti sfioro sussulti… la tovaglia mi nasconde agli occhi degli altri, i tuoi sono puntati nei miei. Vedi l’eccitazione tremenda che mi invade, la mia lingua vorrebbe toccarti leccarti infilarsi nella tua bocca, nei tuoi pantaloni, scorre sulle mie labbra umide, devo morderle, stringere i denti per trattenere i gemiti… la mia mano sta stringendo la tua asta sopra la stoffa è durissima… voglio sentirla meglio .. svelta faccio scendere la lampo e m’infilo dentro, cerco la tua pelle liscia e calda.. eccolo lo sento pulsare ora, scendo alle tue palle, me ne riempio la mano, lungo l’asta tiratissima sussulti… voglio sentire tra le dita la tua: è gonfia e grossa ,
umida , scorro intorno seguo il disegno, la consistenza… morbida e…
“pianoh” mi sussurri “o mi fai sborrare” …
“siih ti prego sborra qua in mezzo a tutti voglio sentire il tuo sapore”…
aspetta… Lo tiro fuori dai pantaloni tenendolo sotto la tovaglia e comincio a scorrere su e giù lentamente molto lentamente, che nessuno veda il movimento del mio braccio, ma la pressione delle mie dita, raccolte a fatica ad anello intorno la tua asta, aumenta sempre più vorrei leccarti vorrei ingoiarti vorrei prenderlo a due mani vorrei vorrei… mi devo accontentare… stai per sborrare… siiii mi blocchi il polso alla base del cazzo stringi direzioni il getto stai sborrando… sotto… contro il tavolo… due tre colpi forti furiosi.. i getti sulle mie gambe… per un attimo chiudi gli occhi gemi… non oso guardarmi intorno, non oso guardare di sotto… il tovagliolo presto… che disastro… la mia mano… fradicia … cerco di ripulirmi alla meglio, è meglio andare ora. FINE







