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Mag 19 2008

Quando scoprì il gran cazzo della mia ragazza mi sono innamorato

Tag: Transessuali a 9 euroSpacash @ 3:02 pm


Immagini e video della Categoria “Transessuali a 9 euro”.
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Mag 19 2008

Forever 18 #02

Tag: DiciottenniDreamland @ 10:57 am


Cast: Tabitha Stern, Sunrise Adams, Randy Storm, Nikki Dawn
Copertina Retro
Link: Vai al sito categoria: Diciottenni
Studio: Dreamland Anno: 2002
Genere: Teens Serie: Forever 18
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Mag 19 2008

La zia giovane (Parte 8 di 11)

Tag: Esperienze, IncestiErzulia @ 10:20 am


Sono quelle che volevo, ma mi fanno paura. Eppure non posso fare a meno di constatare che è stupenda con quell’espressione sul volto: <Ti piacciono più mature… come me? >
<Si. Decisamente si. >
<Molto simili a me? >
<Identiche a te. >
Si morde il labbro e chiude gli occhi. Serra le mani che tiene in grembo.
In un attimo siamo a casa. Entriamo e, allora, parla nuovamente, fissandomi negli occhi, ritta di fronte a me. I suoi occhi brillano come stelle. Inizio a sentirmi sfuggire il controllo dalle mani.
<Quindi, come donna, sono una preda ambita… Scommetto che non te ne frega niente che io sia la sorella di tua madre! >
Una donna eccezionale. Rischia di prendere il sopravvento. Tergiversare non servirebbe che a farmi finire sulla difensiva, lasciando a lei il controllo della situazione.
<Hai perso la scommessa zia. Sei la donna più bella e arrapante che abbia conosciuto, sei la mia preda favorita Lara, da sempre, ma non è vero che non me ne frega niente che tu sia mia zia… rende la cosa molto eccitante. >
<Michelino! > La sua voce è dolce, un tenero rimprovero, ma gli occhi parlano diversamente e mi fanno paura.
Di botto si avvicina con gli occhi in fiamme: <Sei uno stronzo! >
Non retrocedere e mantenerle lo sguardo puntato negli occhi è un grande sforzo di volontà.
Ha alzato il tono della voce. <Tu hai orchestrato tutto! Vieni a Pisa dopo anni e con uno schiocco di dita sei circondato di donne. Non hai mica scritto in fronte “sono mister chiavata” sai! … In cabina, con una donna…. Prezzolata.
Ti sei fatto trovare nell’ora che mi cambio tutti i giorni!
Era tutta una scena per me…. per la “preda” designata! Marco lo hai scacciato tu. Uno scambio: due puttane a pagamento in cambio di una puttana di vocazione, il tutto farcito con qualche recita, di quelle in cui ti dimostri un campione! >
Parlando si carica e si arrabbia ancora di più, forse le scorre in mente tutto quello che le ho fatto passare: <Il nipotino tromba di mattino e poi inchiappetta sulla sera e di notte! E come le hai addestrate bene! “ohhh, che cazzone”, “ohhh, mi rompi tutta” … Tutta la notte a far cigolare il letto… ed io, cretina, a non chiudere occhio. >
Improvvisa, ed inevitabile, mi arriva una sberla. Una titanica furia mitologica mi si para davanti. I neri e ricciuti capelli divengono serpi nere scaturite dall’inferno. Gli occhi sono pozzi dal cui profondo nero escono le folgori di Giove, padre degli dei. I denti bianchi, serrati e schiumanti, armi pronte ad uccidere.
è stupenda. La bellezza di Venere e la forza di Diana si sono congiunte all’ira di Giunone.
Non sono pronto quando le unghie protese mi arpionano le guance. Cado a terra con questa furia addosso.
Ho un attacco di panico. No! Cazzo! Il gioco lo conduco io!
Do un colpo di reni ed adesso sono io addosso a lei; le sono a cavalcioni sullo stomaco e le tengo le braccia inchiodate al suolo sopra la testa.
Le mie guance bruciano.
Lei agita la testa per cercare di addentarmi le braccia, ma non ci arriva.
Scalcia per cercare di ribaltare la posizione. Poi inizia a richiamare a se le gambe, colpendomi ripetutamente la schiena con la ginocchia, con tutta la forza che ha.
Resisto. Ora si agita solo a tratti, sono tutto sudato per lo sforzo ed il caldo. Il sudore brucia come vetriolo nei miei graffi. L’ho immobilizzata, ma ora che faccio?
<Una puttana! Mi hai fatto sentire una puttana! Zoccola, ti vuoi fare tuo nipote…… era il nipote che voleva fottere la zia! >
Ora urlo io: <Ti amo da impazzire> e calo la mia bocca sulla sua, fra sorpresa ed ansimi per lo sforzo, trovo la sua bocca aperta e la mia lingua frulla nella sua bocca.
La mente mi urla “Ora mi morde! Mi trincia la lingua! ”
Per mia fortuna si “limita” ad afferrarmi i capelli sulle tempie e a tirare con violenza per scostarmi la testa. Sento un male d’inferno, mi sembra che il cuoio capelluto debba strapparsi d’improvviso lasciandole brani di capelli e carne sanguinolenta: non mollo. Mi aiuta la sua lingua, che premendo sulla mia per ricacciarla fuori, ottiene come risultato di mulinellare assieme alla mia.
Non ho molto tempo. Mi sdraio su di lei forzando le sue gambe.
Sento i suoi denti aderire alla mia lingua, ma inizia con una pressione graduale, non è un morso improvviso e violento:
cerca di trovare la pressione giusta per costringermi a mollarla senza mutilarmi, sono pur sempre il figlio di sua sorella.
Le indecisioni e le compassioni fanno perdere le guerre.
Il mio bacino aderisce al suo. Il pene, gonfio d’eccitazione per la lotta, arriva sulla sua intimità.
Lo muovo e premo con vigore, per farne sentire la possanza.
L’ha sentita, perché sgrana gli occhi e i denti mollano la pressione. Ora premono di nuovo, con maggior decisione. Non ho tempo.
Alzo il bacino, la gonna è tutta sollevata per la lotta frenetica, afferro le mutandine e con un colpo deciso le strappo via. La sua bocca si spalanca in un “no” disperato e soffocato dalla mia bocca.

Il mio bacino è sempre sollevato. Tiro giù la cerniera e stacco letteralmente il bottone superiore.
Lei si agita forte, ma non quanto prima, la mano residua è sufficiente a mantenerle inchiodate le braccia unite per i polsi. Una lacrima le scivola via dall’angolo di un occhio.
Con qualche rapido gesto della mano, che aiuto sculettando, jeans e boxer sono giù quanto basta.
La punta del mio pene poggia sulla sua fica, frugandola alla ricerca dell’accesso.
Ha un moto spasmodico di ribellione e le mani, prima una poi l’altra, sfuggono al mio controllo.
Però la sua reazione non riesce ad andare oltre ad una serie di colpi coi pugni chiusi, dolorosi, ma inconcludenti.
Anche la bocca sfugge al mio controllo. Mi sibila: <Vigliacco! >
Le grandi labbra si schiudono alla testa del mio pene e trovano un mare umido e scivoloso. … (segue)

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