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Giu 30 2008

Inverno (Parte 1 di 2)

Tag: Adolescenti, Coppie, TradimentiErzulia @ 8:35 pm


Lui sembrò improvvisamente scomodo sulla sedia, abbassò lo sguardo.
< Come? >
< Ti ho solo chiesto con chi. > Un sospiro.
< Marcella. >
< Lo sapevo. >
< E mi ero organizzato per sabato con un’altra. >
La ragazza sembrò accusare il colpo, chinò il capo e sorseggiò un po’ di tè.
Ancora troppo caldo, si scottò la lingua.
< Io avevo un impegno per ieri. >
< Impegno? >
< Sì, due amici. >
Il viso di lui s’indurì impercettibilmente.
< Non male. >
< No… per nulla… Ma non ce l’ho fatta. >
< Qui a Genova? >
< Sì… molto ben organizzato anche… >
Il tono di lui tentava di essere distaccato.
< Immaginavo. >

Lei aveva gli occhi lucidi mentre cercava di tirar fuori le parole senza che
la voce le tremasse.
< Era una cosa… abbastanza autodistruttiva in questo momento, ma meglio dell’auto… mi avrebbe anestetizzata… anche se dopo … non so come ne sarei uscita. >
< Dopo? In che senso? >
Lei non lo guardò in viso… sentì i suoi occhi puntati su di lei… indagatori, cercavano di penetrare la sua anima…
Era quel che voleva… che lui la comprendesse.
Con un dito seguì il bordo della tazza, umido sotto la pelle.
Non riuscì a guardarlo.
< Immagina… come fartelo capire? >
Esitò.
< Spiegamelo…. >
Il viso di lei si contrasse in una smorfia di triste divertimento… il ricordo
di uno scherzo frequente.
< Sì… a parole mie… >
Il cuore di lui ebbe un sussulto, mentre sorseggiava il suo cappuccino,
ascoltando le sue parole.
< Sei una ragazza. >
< … Sì>
< Sei innamorata. Lo ami da morire. Lui ti ha convinta che ti ama.
Ti ha detto cose che non credevi ti potesse dire.
Ti svegli al mattino e il tuo primo pensiero è per lui.
Sì… la gioia di svegliarsi al mattino… >

Gli occhi di lei per un attimo si fanno sognanti… presi dal ricordo…
Altra smorfia… disincanto?

< E non solo a te.
Anche quando parla con la tua amica le ribadisce…
Tu sei felice: hai un uomo che dice di volere un rapporto basato sulla
sincerità.
Che si deve essere trasparenti… che tu per lui sei acqua che scorre…
limpida… pura, e che per lui sei l’unica chance per ritrovare quanto di innocente gli rimane.
Senza barriere, senza corazze.
Incide le sue iniziali sul tuo cuore
Pretende la tua anima… sei felice di donargliela… rimpiangi di non poter
catturare la luce della luna per offrirla a lui.
Lo supplichi di non farti del male, ma lui ti dice di essere vulnerabile… che ha paura che tu possa ferirlo.
Simbiosi, questo è il vostro rapporto.
Lui è l’aria che respiri.
E ogni week end ti lascia soffocare.
Tu capisci che qualcosa non va, ma non ci vuoi pensare.
Lui è sincero, giura di amarti.
Decidi di credergli… lo merita.
Seppellisci i tuoi dubbi nell’angolino più remoto del tuo cervello.
Poi un giorno, dopo tre settimane, lui ricorda improvvisamente di essere
sposato.
Tutto crolla.
Sei disorientata… proiettata in un incubo.
Lui continua a dire che ti ama, mentre ti parla della donna con cui vive.
La realtà si sovrappone all’immagine che conosci.
Ti guardi intorno.
Vedi le macerie, e non capisci cosa è rimasto in piedi.
Dubbi. Incubi>

La sua voce è cantilenante, il volto quasi inespressivo… non ci sono lacrime nei suoi occhi… le ha versate tutte.
< Nella tua mente rimbombano le sue parole… i vostri progetti… il giorno che avete deciso dove sareste andati in vacanza… e una domanda: chi è l’uomo che ti ha amata stringendoti le mani…
Hai una sola certezza: lo ami.
Lui dice di amarti. Non puoi perderlo.
Decidete di salvare il vostro rapporto.
Di definirlo diversamente.
Stai da cani mentre gli dici che può andare a letto con chi vuole, che il
vostro sarà un rapporto aperto.
Pensi che sia quel che desidera, e in fondo forse cerchi di ferirlo, di
allontanarlo.
Ma quando lui lo fa, tu pensi che si sia consolato presto…
Pensi di cambiare.
Sì.
Avevi sempre detto che non avresti mai permesso a nessuno di cambiarti, di cambiare la tua gioia di vivere, la tua ingenuità, la tua fiducia negli
altri.
E ti senti cinica, delusa… forse più forte? Ma sola.
Fai una telefonata
Ti sfoghi con un amico
E l’amico ti dice che lui ti vuole bene.
Hai voglia di essere abbracciata.
Hai voglia di morire.
Le due cose possono essere messe in pratica allo stesso tempo.
Qualcosa che hai sempre rifiutato.
Lontano da te.
Dal tuo modo di essere.
Serve per cambiare… per distruggere quella purezza che lui ama… e poi
sbattergli in faccia il tuo nuovo modo di essere.
Ti fai tentare.
Ti fai descrivere come sarebbe. Chi sarebbe l’altro… lo conosci.
La sua voce è suadente, dolce… ti accarezza.
Tu pensi… quattro mani sulla tua pelle, tre lingue che si intrecciano,
nuove sensazioni… fuoco per il corpo, fumo per la mente.
Ti è amico. … (segue)


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Giu 29 2008

La biblioteca (Parte 2 di 2)

Tag: Adolescenti, Gang BangErzulia @ 8:32 pm


Di fronte ad uno spettacolo di questo genere, andai di nuovo su di giri e prendendo tra le mani la testa di Jenny con dolce decisione la invitai a farmi un altro pompino. Incredibile, la dedizione che ci mise, sfruttando tutta la sua “ars amatoria, ” s’introdusse il mio cazzo nelle profondità più recondite della sua gola, mentre Omar, si mise sopra Rachele penetrandola con il suo arnese. I gemiti di lei sembravano quasi delle urla, mentre lui la pompava talmente forte che il tavolo prese a tremare. Stavamo scopando come dei dannati, quando Omar estrasse la sua asta vibrante, esplodendo in una copiosa sborrata. Rachele si girò in un attimo, dirigendo la lingua oscenamente protesa, verso la fonte dello spruzzo sporcandosi lingua e viso degli ultimi schizzi. “Sei proprio una scrofa ingorda di sperma! “, fu l’incredibile epiteto che l’eccitazione del momento fece pronunciare ad Omar, che continuò a menare il suo cazzone fino a che non ebbe stillato l’ultima goccia di sperma sulla faccia di Rachele. Allora io venni di nuovo, e questa volta nella gola di Jenny che se la ingollò tutta quanta.
Fu un vero e proprio miracolo che fino a quel momento nessuno ci avesse sentito, eravamo proprio gli ultimi e sicuramente l’edificio era completamente vuoto. Era proprio la stessa sensazione che avevo riguardo le mie palle: vuote. Ma anche se può sembrare incredibile, le ragazze ne volevano ancora. “Anche tu mi devi scopare”, disse Rachele, mentre si avvicinava. “Voglio che mi riempi il culo col tuo bel cazzo”, “Ma allora anche io mi faccio sbattere da questa nerchia gigante” disse Jenny agguantando l’asta di Omar e mettendosela in bocca. Pensando a come quel cazzone le avesse rotto il culo , andai di nuovo subito in tiro. Rachele mentre si appoggiava contro una delle librerie, mi offrì il suo buchetto: aveva i culo molto stretto ed il mio cazzo palpitava selvaggiamente quando iniziai a penetrarla. Spinsi un po’ più dolcemente, perché altrimenti avrei buttato a terra tutta la libreria. Quando lei se ne rese conto, s’inginocchiò sul pavimento supplicandomi: “Spingi più forte stallone, fammi schiattare il culo più forte che puoi. ” Preso dal momento, dall’eccitazione, la chiavai come mai non avevo chiavato nessuno. I miei coglioni sbattevano contro le sue chiappe, e quando vidi Omar mentre faceva schizzare la sua sborra sulle tette rigonfie di Jenny, anch’io sentii l’orgasmo montare in me. Mi stavo avvicinando ad un orgasmo da vera e propria follia. Feci voltare Rachele. “Apri bene la bocca”, urlai, e colpii la sua faccia con le bianche frustate che sgorgavano dalla mia verga, fino ad imbrattarle per benino il viso stravolto con tutta la mia crema. Non smettevo più di emettere sperma, che andava a sgocciolare sulle sue tette e sulla sua pancia . Lei ne era affascinata.
“Dovremmo ripeterlo qualche altro giorno”, disse Rachele mentre ci stavamo rivestendo. “Mi sembra che il nostro gruppo di lavoro sia più che efficiente”. “E ci credo bene”, le risposi. Sembrava che tuttavia, mentre Jenny aveva un sorriso felice e tutto il volto sembrava rilassato ed appagato, lo sguardo malizioso di Rachele ne denotava la sua insaziabilità. Infatti non appena raggiungemmo le scale che ci portavano al di fuori del complesso universitario Omar, ancora visibilmente eccitato le fece tastare la durezza del suo membro, nuovamente in tiro, da sopra la stoffa dei pantaloni. Fu un attimo, lui la prese da dietro con una rapidità imprevista, e lei incominciò di nuovo a gemere. La paura che la tromba delle scale amplificasse il sonoro di quell’incredibile amplesso, mi assalì, la paura che qualcuno potesse scorgerci mi assalì. Tuttavia Jenny, per precauzione, decise di scendere per andare a controllare l’ingresso, lasciandomi solo con i due amanti. Superato il momento di paura, decisi di dar loro una mano. Mi tirai giù i pantaloni, mi misi davanti a Rachele, la presi per le gambe per farmi strada, fino ad arrivare alla sua fica, perché quel porco di Omar, proprio come avevo immaginato, le stava rompendo il culo un’altra volta. Perciò ce la chiavammo entrambi insieme, e finalmente adesso sembrava finalmente appagata. Per fortuna tutti e tre venimmo quasi subito, Rachel si ingoiò con gioia una volta ancora la nostra crema e ci rivestimmo in fretta e furia.
“Un numeretto veloce sulle scale era proprio quello che ci mancava”, sospirò Rachele. “All’università si trovano veramente degli amici per tutta la vita”. “Ma anche per l’amore”, aggiunse Jenny. Ci potete credere perfettamente, ormai non vedo l’ora che ci diano il prossimo lavoro. FINE


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