Giu 09 2008
Serenella e la vicina di casa (Parte 2 di 6)
Serenella si vergognò della sua poca eleganza, infatti non si era neanche cambiata.
“Prego siediti” disse Susanna e versò del te nella tazza di Serenella. Le due parlarono per un po’ del più e del meno, quando ad un tratto Susanna disse a Serenella
“Chi ha calpestato ieri sera i miei fiori? Ci tenevo moltissimo e avevo impiegato molti mesi per farli crescere così”.
“N…. non ne so niente signora” rispose Serenella “forse quel Luigi, il ragazzo che abita qui vicino, è sempre molto cafone ed è un vero bruto” Ma Susanna guardò serenella dritta negli occhi e le disse
“Bugiarda! So che sei stata tu! Ti ho vista sai” Serenella sbiancò letteralmente e blaterò
“No non è vero, chi le ha detto questo”
“Nessuno, l’ho visto con i miei occhi! . E ho visto anche che traballavi e parlavi da sola, eri ubriaca! ”
“Noooo, non è vero” Ma Susanna continuò senza fermarsi “Dirò tutto a tuo padre, vedrai che ti succederà. Dirò che eri ubriaca fradicia, stronzetta, così la prossima volta avrai più rispetto per i fiori”
“È vero sono stata io” confessò Serenella vistasi scoperta “ma la prego non lo dica ai miei” Ma Susanna insistette per nulla convinta
“Vedrai se non lo dico! Ti sputtanerò! ” Serenella balzò dalla sedia
“No la prego, la supplico, non lo dica sarebbe troppo per me”
“Niente da fare. Seguimi che andiamo da tuo padre” Susanna aveva già iniziato a raggiungere la porta quando serenella le si mise davanti le disse “no la prego no, farò tutto quello che vorrà, ma non lo dica, farò tutto” In quel momento gli occhi castani e bellissimi della signora si illuminarono di una luce perversa
“Hai detto tutto stronzetta? ” La schiena di Serenella fu percorsa da un brivido di paura
“S… si…. ” disse con un filo di voce e pensò
“Cosa vorrà da me questa”
“Allora inizia scendendo per quelle scale, raggiungi la stanza di sotto” disse Susanna con voce ferma e decisa.
“Ma… cosa c’è li sotto” “Non fare domande e ubbidisci, vuoi che vada da tuo padre? ”
“No va bene ci vado, ma lei non viene con me? ”
“Vai avanti, io ti verrò dietro” Quando Serena entrò nella stanza sotto le scale vide qualcosa che la gettò completamente nel panico. La distinta signora Susanna aveva una specie di sotterraneo, con le mura fatte di pietra marrone, in cui c’erano ogni sorta di strani marchingegni. Illuminati dalla luce dei candelabri Serenella vide sulle pareti delle fruste, cinghie, catene, corde e quant’altro! Nella stanza c’erano anche una sedia con dei braccioli, uno strano cavalletto coperto da un velluto rosso e tante altre cose, ma serenella non finì di vederle perché fuggì su per la scala da dov’era venuta. Ma appena iniziò a risalire si trovò di fronte la signora Susanna, “Io me ne vado! Lei è pazza! ” le urlò Susanna.
“Vai pure! Nessuno ti trattiene….. ma anch’io verrò da tuo padre”
“Brutta stronza pervertita e sadica” pensò Serenella “mi ha in pugno e lo sa”
“Va bene hai vinto! ” le disse Serenella “ma cosa mi vuoi fare? Ti prego che cosa sono quelle cose li sotto? Non voglio essere torturata, sarebbe troppo umiliante e doloroso”
“Quello che ti capiterà lo so soltanto io stronza” rispose Susanna “ma il dolore ha sicuramente a che fare con la cosa”
“Ohhhhhh” Serenella mugolò umiliata Susanna la fece scendere di nuovo e le indicò un armadio con le ante a vetro dicendole di entrarci, mentre lei sarebbe entrata nell’altro. Le disse anche di indossare qualcosa di molto sexy, e che non sarebbe stata soddisfatta avrebbe detto a suo padre tutto quello che aveva visto. Serenella entrò nell’armadio con il cuore che le batteva, mentre una lacrima le colava dagli occhi. Tuttavia era ancora speranzosa, forse la signora si sarebbe limitata a farla vestire un po’ scollata. Aveva sempre sospettato che Susanna fosse lesbica, anche se non avrebbe mai pensato di essere costretta a diventare il suo giocattolo sessuale. Nell’armadio c’era veramente di tutto! Tanti tipi di perizoma, calze a rete con reggicalze, vestitini molto corti e con scollature vertiginose, scarpine col tacco a spillo molto sexy. Serenella si tolse il pantalone e la maglia, e decise di indossare una cannottierina e una minigonna. Scelse delle belle scarpine e delle calze nere autoreggenti, mentre mantenne le sue mutandine bianche e il suo reggiseno. Si guardò nello specchio che era dentro l’armadio. Sembrò a se stessa una di quelle segretarie un po’ troie che vanno in giro mezze nude. Si vergognava a farsi vedere così, ma non aveva scelta. Uscita dall’armadio vide che anche la signora si era cambiata. E che cosa indossava adesso! In pratica il suo vestito era costituito da un completo di pelle nera molto stretto, che le copriva tutto il corpo tranne il viso. Il vestito le si stringeva addosso esaltando i suoi grandi seni (Serenella non aveva mai notato quanto fossero grossi), proseguiva apparentemente senza interruzioni fino alle gambe, che fasciava rendendole più dure e slanciate. Il vestito sembrava inoltre essere tutt’uno con gli stivali della signora, che terminavano in due vertiginosi tacchi. Serenella si chiese se tra il vestito di pelle nera e le scarpe ci fossero delle lampo nascoste, ma a vederli sembravano essere una cosa soltanto. Inoltre il vestito era così stretto che Serenella poteva scorgere anche la forma dei peli pubici della signora che, evidentemente, non indossava niente sotto di esso. La prima cosa che fece Susanna quando vide la ragazza fu di farsi una bella risata.
“Ti avevo detto sexy….. ah ah…. invece ti sei vestita da suora! Ho capito sei proprio disubbidiente, andrò da tuo padre” “Oh no! Ma sembro una puttana! La prego mi guardi bene” Serenella si morsicò le labbra per aver detto quelle parole. Non le piaceva che quella lesbica la osservasse così come adesso stava facendo, dal basso verso l’alto. Susanna la squadrò ben bene, con somma vergogna di Serenella, e poi le disse
“Senti puttana, ti dò un’ultima possibilità. … (segue)







