Lug 05 2008
Il maestro di tennis (Parte 3 di 4)
I primi fiotti di sborra arrivarono sicuramente in fondo alla fica della donna, che finalmente si stava riprendendo ed ebbe un sussulto, gli altri invece la colpirono sul ventre e sul seno.
Dopo la sborrata il maestro si è accasciato accanto alla donna mentre lei aveva iniziato a spalmarsi le goccie di sperma che aveva con un aria alquanto arrapante, infatti non era del tutto appagata. Si mise sul maestro ed iniziò a succhiargli l’uccello ripulendolo dai residui della sborrata precedente. All’inizio malgrado la sua passione nel succhiare aveva in bocca un pezzo di carne inanimato, ma ora i risultati si stavano vedendo, infatti la verga del maestro iniziava a dare segni di ripresa e dopo un po’ di minuti era di nuovo teso e pimpante. Senza far alzare l’uomo l’allieva prese l’uccello in mano e da sola si impalò sedendosi sopra. Iniziò quindi un lento su e giù che sembrava appagare entrambi.
Dopo un po’ cambiò il suo movimento alternando il su e giù con la rotazione del bacino, mentre il maestro giocava con le sue mani sulle tette tirando i capezzoli e sollevando la testa fino a morderli. A quel punto la coppia iniziava nuovamente a scaldarsi, lui le mise le mani sulle natiche ed iniziò a guidare il ritmo, sempre più veloce, della donna che a sua volta reagiva ansimando appoggiandosi con le mani al petto di lui. Ad un certo punto le dita di lui iniziarono a massaggiarle lo sfintere, poi iniziarono a forzarlo, ed infine lei si ritrovò prima con uno, poi con i due indici di lui in culo che si muovevano e cercavano di aprirla sempre più.
Dall’espressione del volto la cosa gli piaceva molto, solo che la nuova posizione impediva i movimenti per cui si separarono, lui la fece mettere alla pecorina e riprese a sbatterla con foga, solo che in questo modo aveva piena libertà di accesso al culo di lei. Infatti dopo essersi sincronizzato col movimento della sua allieva il maestro riprese a giocare con quello stretto ed adorabile pertugio. Dapprima lo massaggiò e lo penetrò con l’indice della mano destra, poi seguito da quello della mano sinistra ed insieme iniziò a rotearli per abituare lo sfintere ad accogliere qualcosa di più grosso. Dopo poco sostituì gli indici coi pollici e con essi forzò per allargare il buco. Da come lo sfintere fosse elastico e pronto ad aprirsi non c’erano dubbi sul fatto che la sua allieva non era certo vergine neanche dietro.
Nel frattempo però non aveva certo smesso di riempire la fica della donna che era visibilmente in estasi. Decise allora che era giunto il momento di portarla all’orgasmo e per un po’ le lasciò libero il culo ed iniziò a massaggiarle il clitoride mentre l’altra mano gli stropicciava le tette che ballonzolavano ad ogni colpo dell’uomo.
Questo nuovo massaggio intimo raggiunse ben presto il suo scopo ed infatti la donna aumento il suo ansimare che ben presto si trasformò in un urlo liberatorio e si accasciò per terra.
Il maestro a quel punto si ritrovò col cazzo ancora duro fuori di lei ed il suo sotto gli occhi. Senza perdere tempo lo vidi abbassarsi ed allargare le chiappe della sua allieva. Iniziò quindi a stuzzicarle il buco con la punta della lingua.
Però era troppo arrapato ed aveva una gran voglia di fottere senza perdere troppo tempo in preliminari, infatti ben presto lo vidi sollevarsi ed insalivarsi bene la mano con la quale poi inumidì la sua violacea cappella. L’istante dopo era già chinato per puntare l’ano della sua allieva che aveva capito le sue intenzioni e pur rimanendo sdraiata sull’asciugamano aveva proteso in alto le sue stupende natiche per agevolare la penetrazione.
Penetrazione che da quel che vidi non fu affatto difficoltosa, infatti il maestro entrò in quel forellino lentamente ma senza alcuna esitazione. E subito iniziò a stantuffarla ritmicamente.
Erano in quella posizione da pochi minuti quando vidi la donna risollevarsi ed afferrare la racchetta del maestro.
Non era ancora sazia la porcona !!!
Infatti potei vederla in volto e vidi che era ancora in estasi per il lavoro che stava subendo il suo culo ma lei doveva avere di più …
Prese il manico della racchetta ed iniziò ad usarlo per massaggiarsi la fregna che aveva ripreso a sbrodolare umori.
A quella visione il maestro si eccitò ancora di più e decise di prendere in mano la situazione, sfilò la racchetta dalle mani della donna e iniziò a spingere col manico dentro la fica. Dopo pochi colpi vidi che iniziava a penetrare ….
A quel punto penso che il maestro non aveva più il controllo della situazione perché con un colpo secco finì di sprofondare la racchetta, la donna ebbe un sussulto, cercò di divincolarsi e lanciò un urlo di dolore.
Ma il maestro non la mollò, anzi la lasciò con l’intera mazza in fica, la strinse per i fianchi ed iniziò a sbatterle il culo ancora con più foga, sembrava un indemoniato ….
Vi assicuro che la scena era coinvolgente, io che vi assistevo avevo il cazzo che mi doleva tanto era duro (potevo farmi almeno una sega direte voi ? ? NO, ero coperto da una siepe dalla vista dei due amanti ma ero pur sempre visibile dalle ultime stanze del villaggio, seppur in lontananza). Ero poi così preso dalla situazione che per gustarla meglio stavo trattenendo il respiro quando….. DRIIINNN !!!
Un campanello di bicicletta mi ha riportato alla realtà. Era Federica, la ragazza dell’animazione addetta all’affitto dei campi da tennis, che stava arrivando. Fortunatamente aveva scampanellato per salutare un ospite del villaggio ben lontano dal mio punto di osservazione, così potei far finta di nulla e ripresi a camminare come niente fosse per il vialetto. Feci alcuni passi e poi la incrociai e la salutai con un bel sorriso che lei contraccambiò, ma in mente pensavo che lei neppure immaginava la scena che da lì a poco avrebbe avuto davanti agli occhi.
Infatti era proprio nel ripostiglio dove i due amanti stavano consumando il loro selvaggio amplesso che la ragazza stava andando, infatti… feci ancora dieci metri e . … (segue)


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