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Lug 12 2008

Prime esperienze (Parte 1 di 4)

Tag: Adolescenti, EsperienzeErzulia @ 8:54 am


Spesso, le ragazze con cui sono stato mi hanno fatto domande sulle mie prime esperienze sessuali. Non a tutte ho raccontato la verità, soprattutto perché mi divertivo nell’inventare storie improponibili e osservare le loro reazioni. Ad alcune ho raccontato di aver fatto la prima volta sesso con due ragazze contemporaneamente, entrambe più grandi di me di una dozzina d’anni. Ad altre, di essermi scopato una conturbante quanto fantomatica professoressa di musica ai tempi delle scuole medie. Il bello è che molte ci credevano rimanendo assai stupite della mia precoce vitalità. In realtà, i primi approcci con l’altro sesso li ho avuti in situazioni assai meno epiche, e non certo con chissà quali incredibili ragazze. Correva l’estate dell’85, io avevo quindici anni. In quei mesi, come al solito, i miei genitori mi spedivano qualche settimana dai miei zii, in collina. Lì avevo sempre passato delle vacanze veramente divertenti insieme ad Ella ed Elettra, le loro due figlie gemelle, nonché mie cugine e coetanee.
Anche quell’anno mi divertii parecchio, ma non nel solito innocente modo di un tempo. Innanzitutto, al mio arrivo, trovai le due gemelline molto cambiate: non erano più delle bambine come le avevo lasciate l’anno prima. Erano ambedue molto cresciute, i loro lineamenti si erano aggraziati, le stavano spuntando dolci rotondità. Avevano capelli biondi tagliati a caschetto e un visino dolce e simpatico. Ella, la più alta, era la più formosa, ed aveva un carattere estroverso. Elettra, invece, era minuta, ma molto carina e altrettanto riservata. Probabilmente anche loro mi trovarono molto cambiato. Infatti, mi ero alzato molto e mi ero fatto più robusto. Comunque, il tutto successe velocemente.
La sera del mio arrivo ero molto stanco. Avevamo cenato tardi e , dopo il lungo viaggio, avevo davvero voglia di farmi una bella dormita. Mia zia mi accompagnò nella mia stanza. Era piuttosto piccola, dato che c’era giusto lo spazio per il letto ed un armadio dove avevo sistemato le mie cose. Confinava con la stanza delle gemelle, con cui aveva il bagno comunicante. Dopo essermi spogliato, andai in bagno in mutande per lavarmi i denti. Proprio mentre me li stavo spazzolando, entrò dall’altra porta Elettra, la quale sobbalzò trovandomi spogliato. “Scusami, non sapevo che dovevo chiudere la porta a chiave! Comunque ho finito”. Mi risciacquai la bocca ed uscii dal bagno. Appena chiusi la porta che comunicava con la mia stanza, sentii Elettra che la chiudeva a chiave dall’interno del bagno. Fu proprio in quel momento che mi balenò per la testa un’idea niente male. Mi inginocchiai davanti alla porta e cominciai a spiare dalla serratura. Il campo visivo era ovviamente ridotto. Potevo vedere solamente il lavandino e lo specchio, ma non Elettra. Ad un tratto, cominciò a scrosciare l’acqua sotto la doccia che era nell’altro angolo della stanza, dove purtroppo non potevo vedere. Così, attesi pazientemente e, quando sentii Elettra chiudere il rubinetto, mi rimisi lesto in postazione. Finalmente! Ora la vedevo perfettamente bene. Era davanti allo specchio e la vedevo di schiena. Aveva un asciugamano legato attorno al corpo. Prese una spazzola e cominciò a pettinarsi i biondi capelli. Proprio allora entrò nel bagno anche Ella e si misero a parlare. Ebbi un fremito quando vidi che Ella cominciava a spogliarsi. Prima la magliettina, poi i calzoni , poi il reggiseno. Tutto via, Ora era solo con indosso delle mutandine bianche. La vedevo di profilo, aveva un corpo fantastico con gambe lunghe e seni prosperosi e all’insù.
Quasi senza accorgermene, mi ritrovai con il cazzo duro che mi spuntava fuori dagli slip. Mentre continuavo a guardare, lo presi in mano e cominciai a masturbarmi velocemente. Ero eccitatissimo, tanto più che quella situazione clandestina mi faceva crescere velocemente il piacere. Elettra scomparve. Dopo qualche istante sentii, lo sciacquone del water. Quando ritornò allo specchio, non aveva più addosso l’asciugamano, era completamente nuda. Gironzolò un po’ per la stanza mostrandomi ora il suo bel culetto color del latte, ora, quando la vedevo di fronte, le sue tettine ancora acerbe e il suo pube molto pronunciato con la sua rada peluria biondiccia dai riflessi dorati. Nel frattempo Ella si stava struccando allo specchio offrendomi la generosa vista delle sue chiappotte nel cui mezzo le mutandine si arricciavano. Quando le ebbi in vista insieme alla passerina di Elettra, il mio piacere esplose e venni, inondandomi il palmo della mano del mio appiccicoso liquido. Restai un attimo fermo, con la fronte appiccicata alla porta, quindi mi rialzai e, toltomi le mutande bagnate di sperma, mi buttai nudo sul letto e mi addormentai profondamente.
Dormii splendidamente e mi svegliai riposato e rilassato il mattino seguente. Avevo passato la notte scoperto, dato il gran caldo che faceva quell’estate. Come spesso capita di primo mattino, ero ben attrezzato, sì, insomma, ce lo avevo duro. Così, rimasi lì steso a guardarmelo, titillandolo leggermente con la punta delle dita fino a scoprirmi completamente la turgida cappella. … (segue)


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