Lug 13 2008
Prime esperienze (Parte 2 di 4)
Gironzolò un po’ per la stanza mostrandomi ora il suo bel culetto color del latte, ora, quando la vedevo di fronte, le sue tettine ancora acerbe e il suo pube molto pronunciato con la sua rada peluria biondiccia dai riflessi dorati. Nel frattempo Ella si stava struccando allo specchio offrendomi la generosa vista delle sue chiappotte nel cui mezzo le mutandine si arricciavano. Quando le ebbi in vista insieme alla passerina di Elettra, il mio piacere esplose e venni, inondandomi il palmo della mano del mio appiccicoso liquido. Restai un attimo fermo, con la fronte appiccicata alla porta, quindi mi rialzai e, toltomi le mutande bagnate di sperma, mi buttai nudo sul letto e mi addormentai profondamente.
Dormii splendidamente e mi svegliai riposato e rilassato il mattino seguente. Avevo passato la notte scoperto, dato il gran caldo che faceva quell’estate. Come spesso capita di primo mattino, ero ben attrezzato, sì, insomma, ce lo avevo duro. Così, rimasi lì steso a guardarmelo, titillandolo leggermente con la punta delle dita fino a scoprirmi completamente la turgida cappella. Sono sempre gradevoli momenti, in cui avverti un lieve e diffuso piacere alimentato dal recente beneficio del sonno.
Improvvisamente sentii del rumore provenire dal bagno. La porta della mia camera si aprii. Istintivamente, richiusi gli occhi, facendo finta di dormire. Qualcuno entrò, fece alcuni passi, poi si fermò. Sicuramente si era bloccato trovandomi in quel modo. In un primo momento, pensai potesse essere mio zio o mia zia. Ma poi mi venne in mente che non potevano essere in casa, poiché uscivano piuttosto presto per andare al lavoro. Quindi, per forza di cose, era una delle mie cugine ad essere entrate in camera. L’idea di essere nudo davanti ad una di loro mi eccitò e mi fece ulteriormente crescere il pene. Continuai a fingere il sonno. Ero curioso della sua reazione. Per alcuni secondi, rimase immobile, poi la sentii avvicinarsi al letto. Si fermò di nuovo. Probabilmente, ora, stava guardandomi il sesso più da vicino. Avevo modo di credere che quella fosse la prima volta per lei, fosse lei Ella oppure Elettra. Ad ogni modo, dopo qualche istante, la sentii afferrare le lenzuola ai piedi del letto e coprirmi, tirandomele su fino al petto.
“Enrico! Enrico! Sveglia, sono le dieci” disse lei, scuotendomi leggermente per una spalla. Era Ella! Aveva la voce tremante per l’emozione. Io finsi di non sentire, così che lei mi dovette chiamare ancora un paio di volte, finché non mugugnai qualche cosa, simulando alla perfezione un risveglio da un sonno profondo. Finalmente aprii gli occhi. Ella era lì, chinata verso di me, sorridente. “Buongiorno,
dormiglione! ” mi disse. “Ciao, Ella!! ” le risposi stirandomi, così che la mia erezione spuntò in maniera molto evidente da sotto le coperte. Notai che il suo sguardo si posò insistentemente su quel prominente rigonfiamento. Dovevo assolutamente inventarmi qualcosa, così mentre lei mi stava chiedendo cosa volevo per colazione, mi sporsi dal letto per prendere il mio orologio che avevo lasciato su un mobiletto piuttosto distante dal letto. Non ci potevo arrivare, ma prima che lei potesse aiutarmi, allungatomi in un ultimo sforzo, finsi di perdere l’equilibrio e caddi giù dal letto, finendo a terra ai piedi di Ella, nudo e con il cazzo duro. Lei divenne rossa in viso e le si ruppe il fiato in gola. Io mi rimisi in piedi subito, fermo di fronte a lei. Era davvero imbarazzatissima, anch’io non sapevo che fare, ma ero sempre più eccitato e la mia erezione era chiaramente lì a dimostrarlo, riempiendo lo spazio tra me ed Ella. “Non devi vergognarti, sono solo un maschietto nudo! E, per di più, sono Enrico, il tuo cugino preferito! Quindi se non sono imbarazzato io, non lo devi essere nemmeno tu, d’altronde, stare nudi dovrebbe essere la cosa più naturale del mondo”. Non so come, ma queste parole, che mi inventai al momento, la tranquillizzarono davvero. Notai, infatti, che ora mi guardava in modo piuttosto smaliziato, senza nascondere una smorfia compiaciuta, piena di curiosità. Pian piano, mi avvicinai a lei, fino a sfiorarle il dorso della mano sinistra, che teneva attaccata al corpo, con la rossa punta del mio sesso. Lei esitò un momento, emise un sospiro quando la toccai, poi, con un lento movimento, me lo cinse nel palmo accarezzandolo dolcemente. Fu fantastico! Era la prima volta che una ragazza me lo toccava ed era tremendamente eccitante. Tanto più che alle prime leggere carezze ne fece seguire altre ben più energiche, finché non cominciò a masturbarmi completamente sfregandomelo sempre più velocemente. La cappella appariva e scompariva ritmicamente dalla sua mano, la cui presa era sempre più stretta e correva fino alla base del mio sesso dove le sue dita incontravano la mia folta peluria scura. D’un tratto, i nostri sguardi si incontrarono, eravamo tutt’e due sorpresi da quello che stavamo facendo. Sentii che il mio piacere stava per esplodere. Ansimante, le abbassai una spallina della aderente canottierina che indossava. Non aveva il reggiseno. La sua tetta destra, mi si presentò turgida nel suo abbagliante splendore. Vi allungai la mano e la palpeggiai. Era soda e morbida, levigata e sfuggente, il capezzolo roseo duro e sporgente. In preda a un fremito venni, liberando un mugolio di piacere. Ella sobbalzò
nel sentirsi bagnare la mano, ma continuò a masturbarmi, così che alcuni schizzi bianchi le finirono addosso macchiandole i jeans e la canottiera. Dopo che stillai anche l’ultima goccia del mio piacere, lei mollò la presa e, ricopertasi il seno, corse via sbattendo la porta. Io, con calma, andai in bagno, mi lavai e mi vestii con un paio di jeans e una t-shirt bianca pulita. Pensai per tutto il tempo a ciò che era successo, stentavo a credere che potesse essere tutto vero. Ella, la mia cuginetta, mi aveva appena fatto una sega! Ci eravamo entrambi spogliati di ogni pudore e lo avevamo fatto con la stessa naturalezza con cui solitamente giocavamo a guardie e ladri. … (segue)


(1 votes, average: 4 out of 5)
