Lug 15 2008
Prime esperienze (Parte 4 di 4)
Le prendevo in bocca i capezzoli e li succhiavo, li mordicchiavo quasi fossero frutti e volessi sentirne il sapore. Lei si contorceva, io affondavo le mani nei suoi fianchi morbidi, mentre con la lingua scivolavo lungo tutto il suo voluttuoso corpo. Anche Elettra si buttò sul letto, sentendosi trascurata. Si strusciò contro di noi, aveva una manina infilata nelle mutandine e stava accarezzandosi da sola, “Anch’io”, disse quasi miagolando. Ormai avevamo completamente perso il controllo tutti e tre. Nella stanza c’era un caldo infernale, stavamo sudando e i nostri odori si mescolavano. Elettra continuava a toccarsi, la tirai per le gambe vicino a me, le afferrai l’elastico degli slip e lo strappai. Le aprii le cosce, lei continuava a masturbarsi, a forza le dovetti spostare la mano dal sesso, finchè, finalmente, la sua fichetta mi si presentò davanti. Non era molto pelosa, le sue labbra rosse erano corte ma molto carnose e la facevano assomigliare a un bocciolo di rosa. Stetti a guardarla qualche istante, mentre Elettra alzava e sollevava ritmicamente il suo bacino per offrirmela. Finalmente, vi allungai le mani e cominciai a toccarla, dapprima con carezze superficiali lungo le labbra, poi immergendole il dito indice tra la carne. Dentro era calda e umida, roteavo il mio dito dentro di lei, scivolando lungo le sue pareti. Improvvisavo parecchio, dato che era la prima volta che armeggiavo con quel grazioso fiorellino. Cominciai poi a titillarle il clitoride pizzicandolo tra il pollice e l’indice. Elettra non resistette molto a quelle carezze, mi sentii le dita bagnare…. un delizioso, profumato succo stillava dalle sue intimità. Capii che aveva goduto, così le sfilai le dita dalla passerina e mi misi in piedi sul letto.
Finalmente mi abbassai calzoni e mutande liberando così il mio cazzo, che quasi mi doleva per essere stato imprigionato tanto a lungo. Sotto di me, Ella stava dandosi piacere con una mano negli slip, mentre con l’altra si tormentava un capezzolo, tirandolo e strizzandolo. Elettra era ancora in preda alle vibrazioni dell’orgasmo. Mi inginocchiai davanti a loro. Quando finalmente videro il mio sesso libero e turgido, si misero a sedere una accanto all’altra, e, in sincronia, afferratomi, l’una la punta, l’altra la base, lo accarezzarono muovendo circolarmente le esili manine. IL piacere mi assalì, inarcai la schiena all’indietro, spingendo il cazzo verso l’alto. Le due lo sentirono crescere ulteriormente, così si staccarono e rimasero un attimo a guardarlo solamente. I peli intorno erano tutti arruffati, era cresciuto parecchio. La punta sembrava ora un grosso fungo rosso, molto odoroso. Io approfittai di quella loro pausa per sfilare le mutandine a Ella, trovandole fradice del suo miele. Aveva già le cosce aperte, data la posizione in cui era e mi mostrava così la sua passera completamente. Aveva una peluria più folta e più scura di quella della sorella. Le labbrucce erano rosse e turgide. Mi sdraiai su un fianco tenendole la coscia destra tra il mio braccio sinistro e il busto, mentre le spinsi l’altra verso l’esterno. Vidi la bocca del suo sesso divaricarsi davanti alle mie labbra. D’istinto, vi infilai la lingua. La spinsi più in fondo che potei e iniziai a leccare e succhiare, colto da un istinto irrefrenabile. Ella fu scossa come da un brivido, e alzando gli occhi verso di lei, vidi che, sollevatasi un seno, dopo esserselo preso a coppa in una mano, si stava leccando il capezzolo. Proprio in quel momento, Elettra riprese a toccarmi il cazzo. Non so in che modo, prima stringendolo forte tra le mani, infine sentii la morbida peluria del suo pube sfregarci contro. Non resistetti più. Al colmo del piacere, strizzai con una mano una tetta di Ella sentendone il capezzolo duro e pungente, mentre con l’altra iniziai a menarmi fortemente il sesso.
Esplosi, schizzando copiosamente sul monticello di Elettra, in preda ad un brivido. Nello stesso tempo, sentii la prugnetta di Ella liberare un caldo rivolo salmastro, che raccolsi gelosamente con la punta della lingua. L’avermi visto sborrare addosso alla sorella la aveva fatta godere.
Restammo piuttosto a lungo stesi, avvinghiati in quell’intreccio. Fui io il primo ad alzarsi. Mi rinfilai i jeans osservando le due gemelline, nude e bagnate. Le aiutai a scendere dal letto e le misi in bagno ordinandogli di darsi una lavata. Il tutto finì lì. Per il resto della vacanza non successe più nulla del genere. Ci rendemmo conto che forse avevamo esagerato. Ma fortunatamente, tuttì e tre avevamo voglia di archiviare quella storia e facemmo in modo che non rovinò la nostra amicizia. FINE


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