Lug 21 2008
Accadde un pomeriggio (Parte 1 di 2)
Al cinema Massimo davano L’Esercito delle Dodici Scimmie. Non potevo perderlo. Era luglio faceva un caldo d’inferno, ma a un buon film di scifi non avevo mai saputo resistere.
E poi Bruce Willis: più invecchiava e più sembrava un buon attore… un po’ come il rhum.
E anche Brad Pitt (almeno da quello che avevo potuto vedere nel trailer) non se la cavava malaccio.
Si un gran bel film.
Come da programma andai a prendere la mia ragazza sotto casa sulla mia vecchia Sally, un’Aprilia Tuareg Rally portata a 80cc, cose truccata che se le avessi fatto indossare un bikini l’avrebbero scambiata per Pamela Anderson. Scusatemi ma preferisco la mia Sally alla Anderson.
La mia ragazza di allora, era il 1996, non si chiamava Adele, ma in questo resoconto la chiamerò con questo pseudonimo: lei aveva un nome molto più assurdo, di quelli che ti fai ripetere due o tre volte prima di afferrarlo.
Era una ragazza bellissima: sinuosa come un serpente, sensuale come una pantera, femminile come un gatto… se fosse stata intelligente almeno come un orango il nostro rapporto sarebbe durato un po’ di più.
Facevamo l’amore dalla mattina alla sera, dalle tre alle cinque volte al giorno, anche otto ore su ventiquattro… non riuscivamo neanche ad andare al ristorante senza sgattaiolare in bagno tra il primo e il secondo per il nostro personalissimo dessert.
Non era stato sempre cose… Lei aveva un certo timore di essere tradita da quando aveva scoperto quanto fossero invadenti e incontrollabili i miei appetiti.
Va bene, ve lo racconto, anche se mi vergogno un po’… però poi torniamo al film, ok?
Per un certo periodo Adele aveva riportato delle irritazioni vaginali piuttosto dolorose per Lei, cose i nostri rapporti erano stati esclusivamente… impropri, per quel periodo.
Non che la cose mi dispiacesse: Adele era un vero talento del rapporto orale… vi ricordate “il Giardino di Calliope”? Bene, la protagonista era Lei, almeno fino all’epilogo…
Un pomeriggio durante questo buio periodo, ci trovavamo a casa sua soli io e Lei.
Adele stava facendo i compiti in vestaglia e pantofole ed io mi fumavo una Marlboro Medium in terrazzo.
Ad un certo punto mi accorsi che il mio desiderio di Lei era divenuto insostenibile: volevo fare l’amore con Adele, le sul pavimento, fino a spezzarmi in due… non riuscivo a resistere.
Eppure sapevo che Lei non poteva, l’avrebbe fatto comunque, anche solo per farmi piacere, ma sapevo che lei avrebbe provato solo dolore.
Poi la guardavo, china sui libri, con i suoi occhiali da lettura… in quei momenti poteva apparire quasi tenera.
-Amore, vado un attimo in bagno. -
Si, non riuscivo a resistere… andai a masturbarmi in bagno!
E che potevo fare? Certo, non era la sua bocca, ma anche la mia mano si muoveva piuttosto bene e sapeva sempre come e dove toccarmi… motto che rimarrò celebre nei secoli (nonché grido di battaglia del mio discepolo Rapaxon, appena entrato alla Bocconi di Milano): “Finché avrò forza in queste braccia! ”
Qualcosa interruppe la mia giubilante atletica appendice: Adele.
-Ma che cazzo fai? !!! Hai la ragazza nella stanza accanto e ti fai le seghe in bagno!!! - Non so dire se fosse più incazzata o si sentisse più mortificata.
Dal canto mio una nuvoletta comparsa sulla mia testa con la scritta “VERGOGNA NEI SECOLI DEI SECOLI” esprimeva al meglio le mie emozioni: ero le, con la mia ragazza che mi imprecava contro, con la mia celeberrima faccia da culo e l’uccello in mano che guardava Adele tutto festante.
Come era entrata? La nonna di Adele era (e se non è morta lo è ancora) completamente rincoglionita, per cui hanno dovuto mettere a tutte le porte le chiusure di sicurezza, quelle che con un’unghia puoi aprire dall’esterno senza difficoltà.
Non mi ero nemmeno accorto che Adele era entrata in bagno: i miei occhi erano chiusi, con la testa reclinata verso il soffitto e la mano che freneticamente martellava fra le mie gambe. Chissà quanto tempo era rimasta a guardarmi senza proferire parola…
A quel pensiero il mio viso accentuò ulteriormente quella sua bella espressione gluteale.
Ogni volta che mi trovo in una situazione imbarazzante mi compare sul volto questa grottesca maschera di sedere e più me lo fanno notare e più si accentua la mia faccia di culo! è un problema che vivo ancora con difficoltà.
Non so quando è cominciato: alle elementari quando si giocava all’A Team a me facevano sempre fare Sberla poi, appena mi toccavano le scene con i bacetti alle compagne ecco che Sberla diveniva Culo.
Una volta mi hanno fatto fare Hannibal Smith e mi toccò un’altra scena con i baci: quello che faceva P. E. Baracus mi guardò e iniziò a ridere come un matto gridando agli altri: “Guardate! Un culo con un sigaro in bocca! ”
Adele uscì dal bagno incazzatissima, io la seguii dietro dietro cercando di spiegarle gli altruistici motivi che mi avevano condotto a quella azione cose irrispettosa e, dopo una buona mezz’ora ero riuscito a quietare la sua ira… … (segue)



