nov 10 2008
Cute Bomb: Av Box #02
| Cast: Saki Shiina | |
| Copertina | Retro |
|---|---|
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| Link: Vai al sito | categoria: Giapponessi |
| Studio: AVBOX Inc | Anno: 2003 |
| Genere: Japan | Serie: Cute Bomb: Av Box |
nov 10 2008
| Cast: Saki Shiina | |
| Copertina | Retro |
|---|---|
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| Link: Vai al sito | categoria: Giapponessi |
| Studio: AVBOX Inc | Anno: 2003 |
| Genere: Japan | Serie: Cute Bomb: Av Box |
nov 10 2008
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nov 10 2008
Muove il bacino seguendo la musica ma di tanto in tanto abbassa il baricentro per agevolare le operazioni di massaggio.
La minigonna mi da noia e la sollevo e adesso le massaggio direttamente il culo.
Lei si gira e mi bacia e mi chiede:
“E adesso cosa devo fare? ”
“Vai in bagno. Togliti il reggiseno e torna qui da me”.
Lei mi fissa negli occhi, finge di essere risentita ma è chiaro che gode ed è eccitata.
Si allontana ed io resto al bar ad osservare la bella gente che mi passa davanti.
Dopo cinque minuti la vedo tornare.
Si fa largo tra la gente e si dirige verso di me.
Non è possibile non accorgersi che sotto è nuda: le tette le danzano liberamente e sotto le trasparenze della canottiera si intravedono le auree dei bei capezzoli.
Si butta su di me e mi bacia.
“Sono abbastanza porca così? ”
Le prendo le tette fra le mani e le palpo senza paura d’essere visto o d’altro. Sono in paradiso. Elena è qui davanti a me, in discoteca,
praticamente nuda, e quel che è più importante, sta mantenendo la promessa fatta.
“Sei bellissima. Ti amo”.
La bacio mi concedo una nuova palpata di culo.
“Mi fai sborrare nei pantaloni”.
“Peccato, vorrei tanto che mi venissi in bocca”.
“Che maiala”.
Lei ci ha veramente preso gusto.
Non si cura degli occhi delle altre persone, non si preoccupa che qualcuno le scorga le parti intime, non le importa se sta dando spettacolo.
Ci allontaniamo dal bar e facciamo un giro intorno alla pista centrale.
Arriviamo ai giardini del ***** dove, immerse nel verde della flora mediterranea, ci sono altre due piste, e corridoi circondati da siepi, panchine, gazebo, bar, e tanta tanta altra bella gente.
“Ci mettiamo a sedere un attimo? ” mi chiede lei.
“Certo. Lì c’è una panchina libera”.
Ci sediamo, uno attaccato all’altro.
Cominciamo a limonare e intanto la mia mano si posa sulle sue cosce.
Ha i capezzoli duri e mi sussurra all’orecchio:
“sono così eccitata che mi farei infilare qualsiasi cosa”.
Il momento è quello giusto e le espongo quello ho pensato per quella sera.
Elena avrebbe dovuto girare sola per il locale e attendere che un qualche ragazzo la abbordasse.
Io sarei rimasto scostato e avrei osservato la scena senza intervenire.
Elena doveva apparire “aperta” e ben disposta e lasciarsi carezzare dallo sconosciuto.
Ovviamente il luogo non consentiva di spingersi fino alle estreme conseguenze di quel gioco perverso.
Ma come prima esperienza può bastare e, diciamoci la verità, dopo il primo momento di euforia, Elena non sembra molto convinta di concedersi in quel modo.
Le rammento la promessa e, cercando di non forzarla più di tanto, la invito ad alzarsi dalla panchina e gironzolare vicino alla pista. Io l’avrei seguita in ogni momento.
Elena fa dieci passi e già viene fermata da due ragazzi più giovani di lei e con il tasso alcolico superiore ai limiti di legge.
Elena mi guarda, è indecisa, poi li respinge con cortesia e decisione.
Si avvicina alla pista, la musica è assordante, l’ambiente è affollato, i corpi si strusciano, si sfiorano, si urtano in un intreccio di vite, gonnelline sottili e magliettine attillate.
Elena si ferma in prossimità della pista e guarda la gente ballare. Io mi fermo a cinque metri da lei e aspetto.
Lei balla sul posto e chiude gli occhi come rapita dalla melodia.
Tutt’intorno è un turbinio di persone, colori, rumori, suoni, sguardi, sudore e calore.
Mi accorgo che un tizio sui quarant’anni s’è appostato alcuni metri dietro ad Elena e la fissa rapito.
Si stacca dalla colonna contro la quale era appoggiato ed avanza verso la mia donna.
Lei non lo vede, è girata di spalle, lui le si appoggia dietro e le sussurra qualcosa all’orecchio.
Stanno così per alcuni istanti, la sua bocca a pochi centimetri da quella di Elena, le mani che le cingono i fianchi.
L’uomo appoggia il pacco contro il culo di Elena e ne accompagna i movimenti ritmici.
Elena gli sorride, lui le da un bacetto sulla guancia ed Elena continua a stare ferma muovendo solo il bacino al ritmo della musica.
Lui non si scolla; ora col braccio le cinge il ventre e con l’altra mano le accarezza i capelli.
Continua a parlarle all’orecchio e lei ride.
Elena si gira. Lo guarda negli occhi. Sorride.
Lui la invita immagino a bere qualcosa, e si allontanano dalla pista verso il giardino.
Mentre camminano lui le posa la mano sul culo tondo.
Lei non la scosta e lui, avvertendo che Elena non porta le mutandine, comincia a palparlo con insistenza.
Arrivano ad una panchina libera e si siedono.
Lui parla e lei ride.
Lui ha posato la mano fra le cosce di lei.
Non la vedo più.
La sta masturbando.
Elena tiene gli occhi chiusi, sta godendo la troia, muove le gambe ed è rossa in viso per l’eccitazione.
Lui la bacia sul collo e continua a masturbarla.
Lei lo ferma, gli prende la mano e si porta il dito alla bocca e lo succhia. Puttana.
Io ho il cazzo che mi fa male tanto è duro, vorrei andare da lei e schiaffarglielo in bocca e sborragli sul viso, ma mi trattengo.
Voglio vedere fino a dove riesce ad arrivare.
I due si alzano. Si dirigono verso il labirinto di siepi.
Ecco dove vogliono arrivare. Li seguo.
Entrati fra gli arbusti faccio fatica a seguirli senza farmi scoprire, ma l’impresa mi riesce.
Evidentemente lui sa bene dove vuole arrivare.
La porta con decisione in un vicolo chiuso.
Si fermano. Io mi nascondo dietro l’ultimo cespuglio.
Quando metto fuori la testa per vedere cosa stanno facendo li vedo abbracciati, le sue mani sui seni scoperti di Elena, lei con la testa rovesciata all’indietro, abbandonata nelle mani di quello sconosciuto.
La sta palpando e baciando e lei subisce senza opporre alcuna resistenza.
La gira, tenendo il pacco ben premuto contro il suo culo e le infila entrambe le mani sotto il gonnellino.
In breve lo solleva e vedo le sue dita dentro il sesso della mia ragazza e lei gemere di piacere.
Ha la canottiera sopra le tette e la figa scoperta, è nuda con uno sconosciuto e sta godendo come una vacca. … (segue)