dic 30 2008
Ci vediamo al cinema: io, la tua signora e tu (Parte 2 di 2)
Sopra la gonna un maglioncino nero di cachemire esalta le qualitr descritte, sottolineando l’impressione di possente autorevolezza delle sue poppe. Altro non riesco ad ammirare, ma intuisco un mandolino rotondo, in proporzione con il resto del corpo: un mandolino su cui mi piacerebbe strimpellare le melodie più goduriose.
Che splendida signora. Non commento oltre e cerco di agire, accostando il mio ginocchio al suo ed il mio avambraccio alle sue generose e poco discoste mammelle, con una manovra di accerchiamento dagli esiti fondamentalmente incerti. La Signora reagisce in modo brusco alle mie apparentemente casuali avances: scosta il ginocchio e la sento parlottare con il marito, che riesce a tranquillizzarla ancora una volta. Riavvicino il ginocchio e rinnovo la carezza al suo seno: vedo che ora sorride compiaciuta ed un po’ civettuola. Ha mangiato la foglia e le piace questa lusinga, faccio scivolare una mano sulle sue cosce e, per tutta risposta, lei accentua la pressione delle mammelle sul mio avambraccio.
Ho campo libero e decido di infiltrare la mia mano dentro lo spacco della gonna, mentre la sorprendo a sospirare sommessamente: evidentemente il palpeggio sulle cosce e sulle mammelle comincia a dare i frutti sperati. Ormai sono arrivato a sfiorarle la calda carne sopra le autoreggenti e continuo in cerca delle mutandine. Sull’altro fronte infilo la mano sotto il maglioncino e mi impossesso del suo globo sinistro, sprimacciandolo intensamente. I suoi gemiti sono ora gridolini acuti di godimento, meno male che la sala è semivuota.
Alla fine del lavorio sotto la gonna faccio un’eccitante scoperta: delle mutandine non v’è traccia, al loro posto una fica sensibilissima e bagnata, sormontata da un clitoride eretto di notevolissime dimensioni. Esploro ancora, infilando l’indice nel lago che qualcuno chiama vagina ed il pollice nella ricettiva apertura posteriore. Comincio un ritmico e rilassato andirivieni che in breve la porta all’orgasmo, anche perché il palmo striscia il suo sensibilissimo clitoride. La Signora continua a godere, ma c arrivato il mio momento: mi slaccio la cintura, abbasso la zip e ne faccio uscire un arnese in erezione. Le prendo la nuca e, quasi a forza, la costringo ad ingoiarlo tutto, a più riprese. Lei non deve essere tanto abituata a fare pompini, ma dopo l’iniziale pressione della mia mano si rilassa e labbra, lingua e gola si muovono all’unisono per regalarmi un pompino profondo. Con le mani le sollevo il maglioncino ed il reggiseno e mi balocco con le generose poppe: avevo proprio ragione sono di notevole consistenza e sono sormontate da piccoli cazzetti che mi diverto a strizzare fin quasi a farle male.
Nel frattempo noto che il lui mi strizza l’occhiolino, piu che compiaciuto per come stanno andando le cose, e si sfila il cazzo dal pantalone. Rimbocca la gonna alla moglie e in un attimo scompare dentro il suo intestino: avverto la fitta di dolore della signora dal serrarsi delle mascelle intorno al mio arnese, ma è un attimo ed il godimento riprende il sopravvento, aiutato anche dalla mano esperta della signora che si spara un ditalino accarezzandosi anche il clitoride.
Cerchiamo di fare tutto in silenzio, per quanto è possibile, anche se la signora viene altre due sonore volte. Alla fine, stremati, veniamo anche noi: il
marito le allaga l’intestino, mentre io le schizzo zaffate di caldo sperma dentro la gola. Le poche gocce che non riesco ad indirizzarle in gola le sfuggono sulle labbra, ma un impertinente colpo di lingua ne fa piazza pulita. Usciamo dai suoi orifizi e ci ricomponiamo.
Ci presentiamo e lei sorride compiaciuta dei complimenti che le faccio, restando piacevolmente colpita anche dal mio aspetto e dai miei modi gentili.
Come premio finale mi bacia dolcemente sulle labbra: ci voleva dopo tanto sesso selvaggio. Io la trovo stupenda e anche lei prova una certa attrazione per me. Vista l’intimità che si c creata, ci diciamo, chissà che non si possa replicare in futuro, al cinema o a casa loro…
Usciamo separati dal cinema. Fuori l’inverno torinese prodiga il peggio di sé, pioggia, freddo ed umidità ed il contrasto con la calda intimità che si era stabilita nel cinema mi fa immediatamente sperare di replicare la serata… chissà… FINE











