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lug 01 2009

Questa troia in calore non vede l’ora di essere scopata per bene

Tag: Diciottenni in caloreVideo porno per adulti @ 14:11
Video e foto porno dalla categoria “Diciottenni in calore”.
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photo Diciottenni in calore
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lug 01 2009

Il pompino (Parte 2 di 2)

Tag: EsperienzeErzulia @ 08:16

Aveva una mano molto delicata, sapeva dare la giusta pressione alla presa, capiva le reazioni e sapeva quando smettere. Lo metteva anche tra le tette e quello era uno dei momenti più eccitanti in assoluto. Sentire le sue morbide tette attorno al mio palo di carne mi faceva impazzire. Avevo chiuso gli occhi, quando ad un tratto sentii sulla cappella qualcosa di umido e il rumore di un bacio; era lei che me lo aveva baciato. Riaprii gli occhi e le dissi:

“No, non devi farlo. Nel sesso bisogna fare le cose solo se si è convinti e non per forza”. Lei mi sorrise e mi disse

“Sei molto dolce”. Lo baciò nuovamente, poi sentii che le sue labbra si aprivano e la sua lingua usciva. Fu una sensazione stupenda: lo leccò tutto poi prese coraggio e lo imboccò. Andava su e giù con la testa e io vedevo la sua chioma fulva muoversi, ogni tanto si sentivano i denti, segno che davvero era poco esperta in questo genere di pratiche. Non resistetti molto e quando stavo per sborrare glielo dissi. Lei lo fece uscire e si vede sborrare sulle tette. Fu uno dei pompini più belli che ebbi mai ricevuto, non tanto per la tecnica quanto per il coinvolgimento emotivo. Alla fine mi baciò appassionatamente, la ringraziai e le chiesi se le era piaciuto. Lei mi rispose:

“Non mi ha fatto impazzire di eccitazione, ma non mi è dispiaciuto. Penso che se ci sono le giuste condizioni potrei rifarlo, anche con Andrea. ” Quella frase mi fece ingelosire un po’, perché avrei voluto quella bocca solo per me, ma mi rendevo conto che era impossibile.

Intanto il mio uccello dopo la seconda sborrata si era ammosciato. Ma avevamo ancora tanta voglia uno dell’altra che ci mettemmo d’impegno per farlo tornare duro pronto ad una nuova scopata. Così, ormai caduti tutti i tabù, le proposi di fare un 69. Lei non sapeva cosa fosse, così glielo spiegai; lei accettò (ne ero sicuro) e si mise sopra di me. La vista di quella figa aperta e di quel maestoso culo, i suoi odori, i suoi umori, uniti alla sua bocca nuovamente sul mio uccello, me lo fecero tornare duro in poco tempo. Mentre le leccavo la figa, provai anche a penetrarle il culetto con un dito, ma lei mi fermò. Mi disse che le faceva male farsi penetrare lì; se volevo potevo leccarla, ma senza violarla. Capii che per quella volta non era il caso di insistere, così mi dedicai alla sua figa. Grondava di umori e quando non resistetti più le dissi che la volevo. Le chiesi di rimanere in quella posizione perché volevo prenderla alla pecorina; mi sfilai da sotto di lei, mi posizionai dietro e rimasi immobile a guardarla per qualche istante: era ancora più eccitante con le tette che scendevano da sotto e le gambe divaricate pronte ad accogliermi. Le poggiai la cappella alle labbra, spinsi e in un attimo fui dentro di lei. Avevo sotto i miei occhi la visione del suo culo e del forellino anale, una schiena bianca e liscia e la sua testa rossa dalla quale sentivo che uscivano gemiti di piacere e di soddisfazione. La pompai con forza, non trascurando di prenderle in mano le tette ballonzolanti, coni capezzoli irti e duri che potrebbero rendere cieco qualcuno se se li infilasse negli occhi. Urlava, gemeva, diceva che mi sentiva fino in gola, che era stupendo scopare con me. Lei venne e gli spasmi della sua figa erano così violenti ma al tempo stesso così avvolgenti che non resistetti più e le scaricai in corpo la mia terza sborrata del mattino.

Uscii da lei quando il cazzo si era ammosciato. Dovetti tornare a casa per il pranzo, ma le promisi che nel pomeriggio sarei tornato da lei: non per scopare, non credo che ce l’avrei fatta, ma semplicemente per stare con lei nudi a coccolarci. E così feci, anche se ci scappò un altro stupendo amplesso. FINE


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