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lug 03 2009

La perversione è il segno più chiaro di questa galleria, vedrai

Tag: Magari vistiVideo porno per adulti @ 11:50
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lug 03 2009

Il fuoco della vicina (Parte 2 di 3)

Tag: SorpreseErzulia @ 11:34

Seduti vicini, guardammo i soliti programmi mediocri, mentre cercavo il modo di essere sicuro che da quel atteggiamento sbarazzino la signora Giulia stesse tramando qualcosa, pensai ad allungare una mano verso le sue gambe distese verso il pavimento ma la cosa mi sembrò troppo da adolescente, valutai l’opportunità di accendere una discussione troppo calda e così farle scoprire i suoi disegni ma non sarei riuscito a dire niente di sensato, ma la mia buona stella mi evitò qualsiasi azione.
Inaspettatamente, Giulia si spostò girandosi con la schiena verso il bracciolo e allungando le sue splendide gambe velate di calze color carne sulle mie.
Sorridendo con un’espressione non certo innocente mi fece:
- Sapessi quanto ho camminanto oggi in ufficio, mi fanno male i piedi, ti dispiace se li appoggio sulle tue gambe?
Rimasi esterrefatto, le sue coscie ed i suoi splendidi piedini vicini al mio sesso, lo stupore lasciò, però presto il posto al nervosismo, infatti, la mia eccitazione dovuta alla vista delle sue estremità e all’odore dei suoi piedi che effettivamente dovevano aver camminato parecchio si rivelò in un baleno, gonfiando inequivocabilmente i calzoni.
Dopo pochi secondi in cui lei fece finta di nulla, cominciò a muovere impercettibilmente i piedi calzati stupendamente, proprio sul mio sesso, la reazione fu immediata, sudore freddo, faccia paonazza e desiderio irrefrenabile di iniziare a leccare qualsiasi cosa lei mi avrebbe dato.
- Cos’è non hai mai visto le gambe di una donna?
Presi il coraggio a due mani per non lasciarmi sfuggire quell’occasione d’oro:
- Di gambe così belle ne ho viste poche, ma di piedi come i suoi non ce ne sono proprio.
- Perché, ti piacciono i miei piedi?
- Certo, a chi non piacerebbero!
Senza dire nulla, agitò le gambe in modo molto più deciso di prima, forse per farmi capire di aver gradito il complimento.
- Beh, se proprio ti piacciono, cogliamo l’occasione, a me fanno male, se vuoi puoi farmi un massaggio.
- Non chiedo di meglio.
- Ok, ma non farti strane idee, sono una donna spostata.
Senza rispondere, le sfilai una scarpa dopo l’altra ed iniziai il massaggio più dolce e appassionato della mia vita. Sembrò piacerle, chiuse gli occhi e lasciò cadere la testa all’indietro.
- Sei proprio bravo, se continui così dovrò farti un regalo.
- Ah si? e cosa?
- Zitto e continua!
Il mio limbo continuò così per dieci minuti, ormai l’odore dei suoi piedi e delle sue calze aveva impregnato anche le mie mani e questo non faceva altro che aumentare la libidine di quella situazione. I piedi che più avevo desiderato erano a venti centimetri dal mio volto ed io non potevo fare nulla. Costantemente il mio sguardo passava dalle estremità che stavo massaggiando alle gambe ormai quasi completamente scoperte fino ad arrivare al seno sudato ed al viso perso come in estasi.
Dopo questi minuti terribili, lei si decise a puntare più in alto. Senza che io dicessi niente squadrò il mio viso:
- Pensi che non mi sia accorta di come mi hai guardato la prima volta? Soprattutto le mie gambe ed i miei piedi. Stai impazzendo vero?
Riuscii solo ad annuire con lo sguardo vuoto e la bocca aperta.
- Vediamo se sei capace di continuare a soffrire in silenzio. Annusami i piedi, ma guai a te se li tocchi con la tua boccaccia.
Non credevo alle mie orecchie, la signora tanto gentile a cui pagavo un lauto affitto, si era trasformata in una padrona.
Ora il suo sguardo era fisso su di me e sul cavallo dei miei pantaloni.
- Ti ho detto di annusarmi i piedi. Cosa aspetti!
Il gioco si faceva veramente eccitante, presi tra le mani il bellissimo piede destro ed iniziai ad annusarlo ed idolatrarlo come una statua. Volli baciarlo ma sapevo che non mi era permesso, mi trattenevo con molto sforzo, per nulla al mondo volevo che quel momento finisse.
L’odore acre di sudore e nylon aveva impregnato l’aria circostante e ormai mi sembrava di respirare solamente quello. La mia erezione era al limite estremo, sarei morto per leccare il piede che avevo sotto il naso. Notai allora, lo sguardo quasi pazzoide disegnato sul volto della signora Giada, capii che l’unica cosa possibile era sottostare ai suoi voleri, vuoi giocare alla padrona? E allora giochiamo.
- Signora Giada, mi permette di baciarle i piedi?
- Assolutamente no, almeno, non ancora.
Quella frase accese in me la speranza di potermi trovare di lì a poco con la lingua appoggiata e grondante sul suo piede.
Non seppi resistere ed allungai la faccia verso l’oggetto del mio sfrenato desiderio e diedi una leccata leggera e furtiva. Senza dire una sola parola, lei distese l’altra gamba e mi diede un calcio in faccia.
- non capisci eh? Brutto porco. Ti ho detto che non puoi leccarmi i piedi, non sei mica mio marito. Solo lui può leccarmeli. Credi di essere mio marito? Rispondi!
- No, signora.
- Allora continua ad annusare.
Non sapevo cosa fare, i miei freni non riuscivano a trattenere i miei istinti e a dir la verità qualsiasi contatto con quei piedi era divino anche il calcio che avevo ricevuto poc’anzi.
Ad un tratto come risvegliata dal sonno si risedette composta, togliendo i piedi dal mio grembo e urlò:
- adesso sdraiati!
Mi misi supino sotto le sue gambe, allora lei avvicinò la punta dei suoi piedi verso la mia bocca e finalmente proverì le parole di liberazione:
- ora puoi anche leccare, ma non strozzarti.
Iniziarono per me in quel istante i minuti più sensuali della mia vita. Leccai ed annusai, annusai e leccai per momenti che avrei voluto non finissero mai. La mia erezione era ormai dolorosa costretta nei calzoni e non sapevo come fare per liberarmi.
Ma come al solito non ci fu bisogno di una mia iniziativa, mentre io succhiavo talloni e punta dei suoi bellissimi piedi imbrattandomi di saliva, che aveva l’odore del sudore delle sue estremità, lei diresse le sue attenzioni al gonfiore dei miei pantaloni. … (segue)


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