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Luca l’autostoppista

Io e Marco avevamo caricato borse e sacchi per partire con gli amici per una settimana di vacanza in maremma. Eravamo eccitatissimi e si rideva per nulla mentre percorrevamo la strada per andare a raccogliere quei due sfigati di Luca e Giovanni. Quasi non c’eravamo accorti di una splendida figona che chiedeva l’autostop proprio in prossimità della casa di Luca. Ma i suoi striminziti pants di jeans e la maglietta attillatissima senza reggiseno ci fecero inchiodare. Le Chiedemmo dove andava e questa ci disse che doveva andare verso Milano. Noi eravamo di strada e le proponemmo un breve passaggio non prima di passare però a raccogliere i nostri amici. Lei acconsentì e salì dietro. Giungemmo quasi subito a casa di Luca e scendendo Marco gli annunciò che avevamo rimorchiato una sventola. Luca guardò dentro e poi ci fece cenno di aspettare e si attaccò al telefonino. Restò quasi un quarto d’ora e la ragazza cominciò a spazientirsi. Suonai il clacson e dopo breve Luca montò in auto e le si sedette di fianco. Cominciò subito a fare il casca morto ma questa lo guardava con aria di sufficienza come del resto guardava noi… ci sopportava solo perchè le stavamo dando un passaggio. Poi Luca disse che per prendere Giovanni dovevamo passare presso la Cascina Rosetta e questo mi sembrò molto strano perchè; era un posto isolato che utilizzavamo solo tempo addietro per le nostre serate da lupacci magari facendoci uno spinello lontano da occhi indiscreti. Ma ero talmente eccitato dalla situazione che non chiesi spiegazioni e girai per la strada di campagna. Giuntovi notai con sorpresa la presenza di almeno 5 auto parcheggiate fuori. Non appena mi fermai la ragazza chiese se in quel posto di merda non ci fosse un bagno perchè le scappava la pipì. Luca la fece scendere e le indicò il retro della cascina dove però sapevo non esisteva alcun bagno. Entrammo e trovammo Giovanni con altri vecchi amici del pallone tre di loro avevano anche macchine fotografiche e una cinepresa.
Dov’è la figa? ? Ci chiesero. Io e Marco non capivamo ma Luca disse che la stronzetta era andata a cercare la toilette per fare la pipì. Poi rivoltosi a noi ci spiegò di averli chiamati perchè così ci saremmo divertiti un po’ e chiese i 30 euro a testa per la partecipazione ai dieci ragazzi che erano giunti insieme a Giovanni. Stava ancora raccogliendo il denaro che arriva Lei tutta incazzata e fa: Dove cazzo m avete portata brutti stronzi? ? ? In questo cesso di posto non c’è neanche un bagno . Ma subito si bloccò quando vide l’espressione arrapata dei 14 maschioni che erano nello stanzone. Cercò ancora per un momento di fare la spavalda ma non appena i primi due le furono addosso immobilizzandola cominciò a piagnucolare. Luca esclamò: Adesso vedrai come ti faranno godere questi 14 cazzoni. Così dicendo si sbottonò i jeans e le si presentò davanti con il suo cazzo rigido e pulsante. Lei esitava ed allora i due maschioni la fecero chinare di forza e Luca glielo infilò in bocca.
Fu come un segnale. Tutti rapidamente si spogliarono e cominciarono a menarsi l’uccello.
Lei fu sollevata tutta sul vecchio materassone matrimoniale che ci fungeva da divano e in attimo fu denudata completamente. Aveva un bel tatuaggio sulla chiappa destra e tutti cominciarono a darle del puttanone. Alcuni scattavano foto ed uno riprendeva con la digitale. Giovanni infilò il suo volto barbuto tra le cosce tenute aperte da altri ragazzi e dopo un annnusata disse:

Non ha pisciato ed ha una profumo di fica che porta via. Cominciò a leccarla con gusto e non si capiva se lei si contorceva per liberarsi della presa di chi le reggeva braccia e gambe o perchè le piacesse davvero. I flash scattavano a ripetizione.
Rudy, con non vedevo da tempo le infilò il suo cazzone in bocca. Era una nerchia di più di 20 cm. e larga come una mazza da baseball. Lei cominciò a muggire. Vi era una gran confusione: chi le tastala le tette, chi le chiappe, che se lo menava, chi premeva perchè Rudy gli lasciasse il posto per farsi spompinare. Un altro si avventò a leccarle la fica non appena Giovanni si fu alzato. La ragazza aveva le mani ormai occupate a menare altri due cazzi gocciolanti.
I commenti erano goliardici simpatici. Non vi era cattiveria ma sincero cameratismo che meglio si realizzò quando cominciammo a scoparla. Luca che faceva un po’ da regista disse. Non si sborra dentro solo in bocca o addosso O. K. ? ? Ce n’è per tutti per cui facciamo le cose con calma e non rompiamoci i coglioni ma sgonfiamoceli godendo.
Dopo Marco che fu il primo ad infilarglielo in fica si alternarono Luca e Rudy. Con mia sorpresa vidi che il cazzo di Rudy non era il più grosso ma altri due che conoscevo solo di vista avevano degli uccelli veramente importanti. Specialmente Piero lo aveva così grosso e con una cappella così gonfia da sembrare quello di un cavallo.
Per cui quando gli appoggiò l’arnese sulle grandi labbra tutti ci fermammo come per incanto. Guardammo in sacro silenzio quella meravigliosa cappellona scivolare a fatica dentro la fica già umida e slabbrata. La ragazza ebbe un sussulto guardò Piero e da sola aprì di più le coscie per facilitare l’introduzione. Fu un tripudio. Come se avessimo segnato un goal. Piero cominciò a pomparla piano, sapeva delle sue dimensioni e degli effetti devastanti di un membro di oltre 35 cm diametro 12. Lei rovesciò gli occhi e perse un po’ di orina dal clitoride perchè le stava facendo scoppiare la vescica. Senza ritegno ne approfittai al massimo dell’eccitamento per infilarle il mio cazzo in bocca e trovai .. un gran pompino voglioso. Non resistetti e le sborrai direttamente dentro. Fui subito spostato perchè un altro fece uguale glielo infilò in bocca ormai al limite dell’eccitamento per scaricarle quasi subito un abbondante fiotto di sperma sulla lingua. Piero estrasse l’uccello ancora più turgido e duro tra l’ovazione degli astanti: Luca con una perizia insospettata fece mettere la ragazza alla pecora e mentre Piero si faceva leccare la cappella ancora umida chiese chi volesse aprirle il culo. Tommy che se n’era stato in disparte a filmare si fece avanti con il suo bel cazzo duro come il legno di Tec. Le appoggiò la cappella umettata sul buchetto e con molta esperienza cominciò una specie di giochino del entro-esco fin quando con nonchalance fece scomparire l’intera cappella nello sfintere.
Dopo una decina di colpi ben dati glielo aveva invitato fino alle palle. La ragazza era in una specie di trans e pronunciava frasi sconnesse ma si capiva che aveva avuto almeno un paio d’orgasmi. Lasciato ogni freno inibitore succhiava e menava cazzi spontaneamente con molta competenza e voluttà facendoli sborrare a rotazione. Ma Tommy fu sostituito da Rudy che volle il suo momento di gloria infilandole il cazzone in culo in modo plateale. Dopo averlo allargato con 5 o 6 belle pompate cominciò a tirarlo fuori facendolo ballonzolare con vanto per ributtarlo dentro con foga. Il buco del culo era oscenamente allargato e qualcuno disse che Rudy l’aveva sfondata e pertanto non ci sarebbe stato più gusto ad incularla. Ma Luca mise tutti d’accordo. Fece stendere Piero con la sua asta smisurata e la ragazza vi montò sopra con calma per non farsela spaccare. A questo punto il buco del culo si era di nuovo richiuso e a turno da dietro cominciammo ad incularcela a turno mentre il buon Piero la riempiva davanti. Rudy come per punizione fu relegato al pompino che però, credetemi era una gran bella punizione per come sbocchinava quella troia. Le venne in faccia inondandola e così facemmo tutti dopo averla inculata a turno. Per ultimo rimasero Piero e Luca che con calma si fecero succhiare a turno la cappella e… quale premio finale Piero la inculò di nuovo sconquassandole l’intestino e scaricandole dentro litri di sperma.
La ripulimmo, rivestimmo le offrimmo una birra ed un panino e la lasciammo ad un autogrill sulla tangenziale ovest. Noi quattro partimmo per le vacanze con i soldi in tasca ed un’esperienza sessuale indimenticabile. Da allora Luca è il nostro punto di riferimento. FINE

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