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Lug 19

Babett (Parte 2 di 3)

Tag: ProstituteErzulia @ 11:33 am


Mi condusse in camera da letto e mi baciò nuovamente mentre le sue mani iniziavano febbrilmente a spogliarmi, cercai di fare altrettanto, ma lei mi fermò, la lasciai fare e lei continuò sino a che non mi ritrovai di fronte a lei nudo ed eccitato, la sua mano mi accarezzò delicatamente il cazzo, poi mi condusse sul letto e mi fece stendere.

Si allontanò di un passo e con grazia aprì la vestaglia, indossava un completo dello steso colore, con una sottoveste cortissima, che a stento conteneva i suoi meravigliosi seni con una stoffa sottile e trasparente che mi lasciava intravvedere i grossi capezzoli già leggermente induriti.
Lei mise della musica ed iniziò a danzare per me, che presi a masturbarmi mentre la fissavo, le continuò, usando le sue mani per muovere la sottoveste in modo da mostrami in rapidi e fugaci visioni il suo stupendo corpo, il roseo balenare della sua vagina, il nero vello pubico. Era esperta, e sapeva quanto protrarre la deliziosa tortura senza sconfinare nell’insopportabilità.

Ad un tratto si sfilò la sottoveste, mostrandosi orgogliosamente nuda e si mosse verso di me con fare felino, si gettò sul letto avventandosi su di me ed in particolare sul mio cazzo, che scomparve completamente e con facilità nella sua grande bocca. La sua testa per qualche istante si mosse con foga e le sue labbra correvano veloci lungo la mia asta con n ritmico saliscendi, mentre la lingua lavorava instancabile.

Poi si staccò e con altrettanta voracità mi risucchiò le palle in bocca, giocandovi a lungo mentre la mano mi masturbava con energia. Poi all’improvviso mi abbandonò all’apice dell’eccitazione e risalì lungo il mio corpo, mi baciò e poi porse alla mia bocca i suoi fantastici seni.

Sino a quel momento ero stato un giocattolo nelle sue mani, mi ripresi e inizia a dimostrarle quanto valessi come amante. Mentre la mia bocca lavorava sui suoi seni, le mie mani vagavano sul suo corpo, apprezzandone la pelle vellutata, le curve armoniose, la marmorea consistenza nelle belle e giunoniche natiche.
Si spinsero tra le sue cosce, trovarono il clitoride nella folta selva pubica, lo solleticarono abilmente e lei rispose bagnandosi copiosamente. Le mie dita la penetrarono per pochi istanti poi ripresero a giocare con il clitoride e poi nuovamente scivolarono in lei in un gioco ossessivamente ripetuto.

Poi la rovesciai sul letto ed affondai il volto sul suo ventre ed inizia a leccarla e baciarla voracemente, non ero mai stato con una negra, e la sua vagina mi affascinava, con quel suo roseo candore che risaltava con il nero profondo della pelle circostante. Leccavo, baciavo, assaporavo il suo profumo che mi riempiva d’eccitazione, succhiavo il clitoride straordinariamente grande e gonfio. “Il cazzo, dammi il cazzo” gemette lei e io le fui sopra affondando la mia spada di carne nella sua umida fessura.

Sprofondai in lei con facilità ed inizia a stantufare veloce e potente mentre la mia bocca si gettava avida sui suoi seni. Le sue mani mi accarezzavano le natiche, mi attiravano a lei facendomi affondare ancor più profondamente nel suo mentre. Le cosce muscolose, si avvolsero intorno alla mia vita e lei prese ad assecondare con il suo bacino i miei movimenti, trattenendomi ad ogni affondo, strusciando il suo pube contro il mio.

Con forza inaspettata, mi fece roteare sul letto e mi ritrovai steso con lei sopra, bellissima e selvaggia intenta a danzare selvaggiamente sul mio cazzo. Si era sollevata, ed io potevo ammirarla mentre si accarezzava i grossi seni, e si sfregava freneticamente il clitoride. Il mio bianchissimo cazzo spuntava e scompariva tra le sue meravigliose cosce oscenamente aperte.

Ormai non ero più in grado di resistere a lungo, e cercai di accelerare il ritmo, muovendo freneticamente il pube, lei si arrestò, lasciandomi fare, ed i miei colpi la scuotevano facendo sobbalzare le grosse tette. Poi all’improvviso, si staccò e felina si gettò sul mio cazzo affondandoselo in gola. Io continuai ad agitarmi facendo scorrere il cazzo tra quelle morbide labbra sino a che non venni scaricando tutto il piacere a lungo trattenuto e riversando un fiume di sperma nella sua bocca. Lei bevve golosa senza lasciarsene sfuggire neanche una goccia.

Ma non mi fece riposare nemmeno un attimo e continuò a succhiare avidamente, aiutandosi con la mano che mi masturbava con energia per impedirmi di ammosciarmi. Ruotò lentamente su se stessa, portando il suo giunonico culo davanti alla mia faccia. Presi ad accarezzarlo, a palpare le sodissime natiche, le mie mani le divaricarono e lei prese ad agitarsi e davanti ai miei occhi vidi l’elastico sfintere pulsare voglioso.

M’inumidii un dito e saggiai le sue reazioni affondandoglielo nel culo. Lei gemette e si affondò ancor più profondamente il mio cazzo in gola. Il suo culo era elastico ed accogliente e non ebbe difficoltà a ricevere anche il secondo dito che le spinsi dentro.

Ormai ero nuovamente eccitato e riuscivo a pensare solo a quello stupendo culo. Lei mi lesse nel pensiero e smise di succhiarmi, appoggiandosi oscenamente al letto con il petto appoggiato sul lenzuolo ed il culo ben sollevato “Porco, lo so cosa vuoi, cosa aspetti ad incularmi” mi disse ed io non mi feci pregare e con frenesia le appuntai il cazzo allo sfintere e vi affondai senza fatica.

La morbida ma energica stretta dei suo muscoli avvolse il mio cazzo, mentre io la inculavo con foga, sbattendo rumorosamente contro le chiappe d’ebano, lei contraeva e rilassava lo sfintere, massaggiandomi il cazzo come nessuna aveva mai fatto. Io osservavo estasiato il ritmico scorrere del mio arnese tra quelle meravigliose chiappe, poi lei si sollevò e le sue tettone presero ad ondeggiare elastiche nell’aria sotto i mie colpi.

Mi stesi sulla sua schiena e presi a baciarla sul collo mentre le mie mani palpavano le tette con frenesia, strizzandole energicamente i grossi capezzoli. Durai pochi minuti, e me ne venni nuovamente scaricandole nell’intestino un nuovo carico di sperma per poi accasciarmi sul letto esausto. … (segue)


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