12345 (Nessuno ha ancora votato)
Loading ... Loading ...

feb 02 2010

17 Giugno

Tag: BDSMamministratore @ 09:55

Sono le 9 quando mi alzo dal letto e mi preparo una ricca colazione. Suona il telefono è il figlio del portiere “Giovanna allora sei sempre disponibile per oggi pomeriggio? ” “Penso di si per essere sicura dovresti telefonarmi all’ora di pranzo” “Ok a dopo allora” “A dopo” Mi metto una vestaglia lunga e riassetto la camera. Suona il campanello, vado al citofono “Allora bella signora, vuoi comprare qualcosa da Mohamed? ” “Mi ero scordata, si entra pure” apro il cancello e la porta e l’attendo nel corridoio d’ingresso “Buongiorno bella signora” “Accomodati è tanto tempo che non ti vedevo” “Sono tornato al mio paese per un po di tempo ma eccomi di nuovo qua” Ci sediamo in sala l’uno di fronte all’altra . Noto subito il suo sguardo che si posa sulle mie gambe lasciate scoperte dallo spacco della vestaglia da camera. “Cosa hai portato di bello” “Due miei amici che vorrebbero conoscere la troia bianca di cui da tanto tempo sentono parlare” “E dove sono” “Ho detto loro di aspettare in giardino” “Falli accomodare” “Va bene ma voglio avvertirti sono dei tipi molto autoritari, so che a te piacciono ma se non vuoi è lo stesso io ci tengo alla tua amicizia” “Falli entrare” Entrano in sala due colossi neri dalle spalle larghe sostenute da una enorme massa muscolare. “La signora vuole vedere dei tappeti” “Certo ne abbiamo alcuni che sono bellissimi” Poggiano il pacco della loro mercanzia e cercano i tappeti , ne distendono uno per terra “Ecco questo è autentico pakistano” “Molto bello” mi alzo per vederlo più da vicino L’uomo è rimasto in ginocchio e da quella posizione può godersi un ampio scorcio delle mie gambe “Ne vorrei uno più grande ne avete? ” “Qui no ma possiamo portarlo domani” “Bene gradite qualcosa da bere? ” “Molto gentile davvero” Mi dirigo verso il mobile bar mentre i tre uomini si siedono sul divano. Torno offrendo loro una bevanda “Ecco” mi siedo di fronte a loro accavallando le gambe “Bella la signora vero? ” domanda Mohamed ai suoi amici “Molto bella ha due bellissime gambe”"Siete molto gentili” Sorrido ai tre uomini divertendomi ad eccitarli col movimento delle mie gambe “Non ha paura a ricevere tre uomini sconosciuti tutta sola? ” “No perchè mai” “Potrebbero abusare di lei” “Pensate che sia possibile? ” “Vestita in quel modo si o forse è proprio quello che cerca”" Ma come ti permetti? ” “è da quando siamo entrati che fai di tutto per farti guardare credi che non ce ne siamo accorti? “”Ne conosciamo molte di puttane bianche a cui piace farsi guardare” Il loro modo di fare è molto deciso “Apri quella vestaglia troia che vogliamo vederti bene” “Ma siete impazziti? ” Uno dei due nuovi arrivati si alza di scatto e una volta vicino mi schiaffeggia con forza “Apri la vestaglia! ” Obbedisco mentre lui torna a godersi lo spettacolo dal divano “Ed ora apri bene le cosce” Le divarico per quanto mi è possibile arrivando a poggiarle sui braccioli della poltrona “Hai proprio una bella fica, ed ora alzati e togli. FINE


Altre cose da provareDVD Boys | Eva latina | Sadismo | Teen | Local meeter | 



12345 (Nessuno ha ancora votato)
Loading ... Loading ...

gen 18 2010

L’appendicite (Parte 4 di 4)

Tag: BDSMErzulia @ 10:38

Gettai un grido altissimo, quasi un ruggito da belva ferita e cercai di scappar via, ma lui mi trattenne, con presa ferrea, per i fianchi. Spinse ancora e il glande entrò quasi tutto.
Ora urlavo come una pazza, mi agitavo come una marionetta incontrollata cercando di scrollarmelo di dosso, mentre le lacrime mi uscivano incontrollate e copiose dagli occhi bagnandomi le guance.
- Ahiiiiiiiiiii! …….. Ti prego fermati, mi stai uccidendo! … Esci, ti scongiuro esci, mi stai facendo un male atroce! Ti pr… AAAGHHH!
Con una spinta violenta si era infilato ancora più dentro le mie viscere e continuava ad avanzare ancora con una lentezza atroce che mi procurava dolori indicibili in tutto il corpo. Sentivo i crampi che mi attanagliavano le braccia, le cosce e il basso ventre. Volevo che tutto finisse presto e speravo di svenire per sottrarmi a quello schifoso martirio.
Ma non svenni ahimè. Dovetti sopportare il supplizio di sentirlo entrare in me lentamente fino in fondo. Ma quanto cazzo ce l’aveva lungo! Me lo sentivo arrivare fino in gola e mi vennero dei conati di vomito che mi lasciarono stremata.
Ad un tratto si fermò. Era entrato tutto, fino ai testicoli che sentivo sbattere sulla mia figa. Mi sentivo il retto in fiamme e gonfio fino all’inverosimile, l’ano pulsava come impazzito e qualcosa di viscido mi colava lungo una coscia.
Oddio! Mi ha spaccata. Sicuramente lo sfintere ha ceduto e sto perdendo sangue. Ebbi paura per l’emorragia e mi misi a tremare in tutto il corpo come una foglia sbattuta dal vento.
Dopo un tempo che a me parve interminabile, cominciò a muoversi, iniziando a scoparmi nel culo con ritmo lento, ma regolare. Il dolore, se possibile, aumentò a livelli insopportabili. Mi ronzavano le orecchie, mi martellavano le tempie e in lontananza, attutite, mi arrivavano delle urla.
Chi urlava? Chi stava gridando? …
… ERO IO! … , realizzai ad un tratto, erano le mie grida che sentivo, le mie urla da bestia ferita che rimbombavano nella stanza e nelle mie orecchie.
Implacabile, continuò a fottermi nel culo per un tempo interminabile e lunghissimo. Si muoveva nel mio intestino a ritmi regolari. Terrorizzata non reagivo, non ne avevo più le forze! . Avevo paura.
- Dillo ora che ti piace. Troia! Ti piace sentirlo nel culo? Lo senti come ti apre e ti spacca questo tuo culetto stretto?
Quello che sentivo era solo dolore. Dolore e schifo, e umiliazione, e ancora dolore e solo dolore. Le lacrime scendevano copiose dai miei occhi mescolandosi al sangue che fuoriesciva dalle narici.
Le sue mani erano aggrappate alle ossa iliache del mio bacino su cui faceva forza per tenermi ancorata a lui. L’uccello, male lubrificato, si muoveva a fatica nello sfintere provocandomi sofferenze atroci. Avvertivo disgusto, nausea, vomito. Avevo un unico desiderio: che il supplizio terminasse al più presto.
- Era questo che cercavi, no? Volevi farti sbattere? E io sono qui per questo, le conosco bene le troie della tua età.
Mi sodomizzò per non so quanto tempo. Durò a lungo, molto a lungo e per tutto il tempo non feci che lamentarmi, singhiozzare, gridare e urlargli di smetterla.
Dopo un tempo che mi parve interminabile sentii finalmente il ritmo della sua azione farsi incalzante, stringeva con maggior veemenza i miei fianchi attirandomi a sé. Una spinta più forte seguita dall’ansimare della sua bocca mi preannunciò che l’agonia stava per finire. Sentii che lo introduceva fino in fondo andando a raschiare il fondo del mio retto martoriato. Una lunga pausa, poi sentii il suo sperma fiottarmi dentro bollente, ustionandomi le ferite che mi aveva aperto dentro. Venne a lungo, adagiato sulla mia schiena e mugolando come impazzito. Un’altra pausa precedette lo sfilarsi dell’uccello.
Serrai lo sfintere e un bruciore intenso mi prese l’ano, mi accasciai sul pavimento umiliata e piansi.
- Dai, non fare la vittima. Cosa ti aspettavi, l’amore? è stato bello, invece, con le mie compagne di scuola è un gioco che facciamo spesso e a loro piace essere inculate da me.

Il trillo di un telefono interruppe il suo discorso. Sandro si scostò da me, prese dalle tasche dei pantaloni il cellulare e rispose alla chiamata.
- Sì? … lo so che è tardi mamma, ma questa è la mia serata di festa per la promozione, mica vorrai proibirmi di festeggiare? … E dove vuoi che sia… con gli amici, fra poco sono a casa non ti preoccupare. Ciao! … Si, si Ciao!
Ripose il cellulare e mi guardò:
- Beh! … è ora che tolga il disturbo… Non ti chiedo di accompagnarmi, la strada la conosco. La notte è fresca e una passeggiata mi farà bene.
Si rivestì senza fretta incurante della mia presenza. Rattrappita su me stessa, ancora tremante e scossa dai singhiozzi, restai adagiata sul tappeto nell’attesa che si allontanasse. Prima di congedarsi spense il televisore azionando il telecomando che poi gettò sul divano.
- Ciao!
La porta dell’appartamento si chiuse dietro di lui, ancora una volta mi ritrovai sola, confusa e mortificata.
Troia? Forse, ma l’unico mio errore è la solitudine. FINE


Altre cose da provareMagari Visti | Voglia di fama porno | Camere Spia | L'imperonegro | Lesbiche | 



12345 (1 voti, media: 4,00 su 5)
Loading ... Loading ...

gen 17 2010

L’appendicite (Parte 3 di 4)

Tag: BDSMErzulia @ 10:37

Adoro succhiare, mi fa sentire padrona, ma ho tanta voglia di essere penetrata, al più presto.
- Coricati sul tappeto, dai…
Sandro non se lo lasciò ripetere due volte, si mise supino sul tappeto nell’attesa che mi decidessi a proseguire nell’azione. L’osservai dall’alto.
Il suo petto si espandeva rapidamente seguendo il ritmo del respiro.
Il cazzo stava ai miei piedi, ritto, turgido, oggetto di desiderio, ma sarei stata io a decidere quando e come farmi penetrare. Restai immobile sopra di lui e lo guardai dall’alto in basso. Mi liberai delle mutandine e lasciai che gustasse lo spettacolo della mia figa e del folto cespuglio del mio pube.
Rimasi ferma con le gambe leggermente divaricate mostrandogli la fenditura delle grandi labbra rosee, poi iniziai a toccarmi. Intinsi le dita nella bocca bagnandole di saliva e iniziai a strofinarmi il clitoride. Lui allungò le mani sulle mie cosce, quasi a volere raggiungere il prezioso tesoro che ho fra le cosce.
Ero in una condizione di completo dominio e la stavo esercitando su un ragazzo, questo accrebbe la mia eccitazione e la voglia di essere penetrata al più presto.
Piegai le ginocchia e appoggiai le natiche sulle sue cosce. Sollevai il bacino, afferrai l’uccello e lo infilai nella figa. Quando mi penetrò un brivido di
piacere percorse il mio corpo ed emisi una invocazione di soddisfazione.
- Sì. Chiavami! … Chiavami! Con tutta la forza che hai. Fammi godere… fammi godere.
Seduta su di lui strusciai i glutei sulle anche in modo che l’uccello penetrasse in profondità fino a sfondarmi l’utero. Accarezzai il suo petto dilungandomi a pizzicargli i capezzoli. Lui mi lasciò fare, impacciato. Con nessun altro uomo mi era capitato di padroneggiare il rapporto come stavo facendo con lui e questo diede più gusto al nostro rapporto.
- Dillo che ti piace fare l’amore con me -
Dissi, mentre tutta sudata trascinavo l’uccello nel profondo della figa.
- Dillo dai! … dillooo!

Il suo viso improvvisamente cambiò di espressione, abbandonò l’aria timorosa che lo aveva contraddistinto per tutta la sera. Sfilò l’uccello dalla figa e mi allontanò da lui. Con le possenti braccia mi trascinò sul tappeto, mi mise carponi e si pose dietro di me. Sorpresa dall’improvviso cambiamento di personalità lo lasciai fare accondiscendendo alle sue pretese.
Inginocchiata con il palmo delle mani appoggiate sul tappeto stavo nell’attesa che infilasse l’uccello nella figa. So bene quanto piaccia agli uomini la posizione alla pecorina.
Lui bagnò le dita nella vagina e le avvicinò all’orifizio anale inumidendolo con le mie secrezioni. Premette poi con forza il dito medio sullo sfintere e mi penetrò fino alla seconda falange. Sbalordita mi scostai in avanti, gridando, e lasciandomi cadere su un fianco.
Il dito si sfilò. Mi girai verso di lui stizzita e infuriata.
- Ma che fai? Sei pazzo! Nel culo non voglio! Non l’ho mai fatto e non ho intenzione di cominciare proprio ora. è una cosa che mi fa schifo! Hai capito? è contronatura e non ti permetterò di farlo…
Un manrovescio mi colpì in pieno volto provocandomi la fuoriuscita di sangue dal naso.
- Ma che ti prende? Sei impazzito? – gridai, mentre con le dita cercavo di tamponare il rivolo di sangue che mi usciva dal naso.
Tentai di alzarmi, ma un pugno mi colpì allo stomaco levandomi il fiato.
Crollai per terra, intontita. Sandro mi sollevò l’addome e mi rimise carponi. Non avevo più la forza di reagire.
Sentivo che mi afferrava le natiche e me le allargava, poi percepii il suo glande che si appoggiava sullo sfintere e cominciava a premere provocandomi le prime fitte di dolore. Sono stretta e in più stringevo convulsamente il muscolo, cercando di non farlo entrare.
- Adesso te lo infilo nel culo troia – Mormorò lui spietato. – Te lo infilo dentro adagio adagio, per farti soffrire di più. Voglio sentirti gridare e implorare pietà, e più ti stringi e peggio per te sarà. Non avrò pietà, posso stare qui tutta la sera a spingere e alla fine cederai… Oh se cederai! E ti romperò questo bellissimo tuo culo!
Mi misi a singhiozzare per la paura e il terrore di ciò che mi stava succedendo. Non l’avevo mai voluto prendere nel sedere anche se me l’avevano chiesto in molti, perchè l’avevo sempre ritenuto una cosa schifosa e contronatura e inoltre a quanto si dice molto dolorosa, e le fitte che mi provenivano dall’ano ne erano la conferma.
Intanto, terrorizzata, stringevo il muscolo più che potevo e lui a spingere, a spingere, a spingere in silenzio e con una calma tremenda.
A un certo punto sentii che a poco a poco qualcosa stava cedendo. Il dolore si fece più forte e cominciai a gemere forte. Percepivo che stava entrando, lentamente, ma stava entrando! Dio che dolore pazzesco!
Mi diede un pizzicotto cattivo in un fianco che mi fece trasalire e questo mi fù fatale. Il glande, sotto la spinta possente si incuneò nel mio sfintere allargandolo violentemente. Gettai un grido altissimo, quasi un ruggito da belva ferita e cercai di scappar via, ma lui mi trattenne, con presa ferrea, per i fianchi. Spinse ancora e il glande entrò quasi tutto.
Ora urlavo come una pazza, mi agitavo come una marionetta incontrollata cercando di scrollarmelo di dosso, mentre le lacrime mi uscivano incontrollate e copiose dagli occhi bagnandomi le guance.
- Ahiiiiiiiiiii! …….. Ti prego fermati, mi stai uccidendo! … Esci, ti scongiuro esci, mi stai facendo un male atroce! Ti pr… AAAGHHH!
Con una spinta violenta si era infilato ancora più dentro le mie viscere e continuava ad avanzare ancora con una lentezza atroce che mi procurava dolori indicibili in tutto il corpo. Sentivo i crampi che mi attanagliavano le braccia, le cosce e il basso ventre. Volevo che tutto finisse presto e speravo di svenire per sottrarmi a quello schifoso martirio.
Ma non svenni ahimè. Dovetti sopportare il supplizio di sentirlo entrare in me lentamente fino in fondo. … (segue)


Altre cose da provareCazzoni negri in fighette | Accesso Illimitato | Fantasia asiatica | Porno taxi | Transessuali | 



Pag 1 di 3412345...ultima »