Lug 25 2008
Il frustino (Parte 2 di 2)
Mi avvicino ed il frustino passa delicatamente sui seni, sulla pancia, sul collo; un colpo violento sui capezzoli e poi la mia bocca, che li succhia per lenire il dolore.
Lo stesso per la sua fica, dove bacio il suo bottoncino rosa, dove lecco il suo sapore.
Sento il calore prodotto dai colpi, ne godo e sento che lei fa altrettanto; allora mi alzo e, senza farmi sentire, mi avvicino alla sua testa.
La afferro per i capelli, le apro la bocca ed infilo il mio cazzo fra le sue labbra calde.
Lei si agita un po’, vorrebbe che continuassi a giocare con il suo corpo, ma capisce che non ho intenzione di toglierlo dalla sua bocca.
Inizia a succhiarlo, magistralmente come solo lei sa fare, muovendogli la lingua intorno, mentre io la spingo sempre più a fondo per capelli.
Sto scopando la sua bocca; la tengo ferma, mi muovo ritmicamente, sento la sua lingua quando arrivo in fondo.
Prendo il frustino e la colpisco sui capezzoli, sulla fica; ad ogni colpo lei stringe le labbra, mugolando di piacere.
Decido che può bastare, e mi sfilo da lei.
“cosa vuoi? ” le sussurro in un orecchio, “cosa vuoi che ti faccia ora? ” ” Scopami, mettimelo dentro, non ne posso più… ” Salgo sul tavolo, avvicino la punta del cazzo alla sua fica, e poi lo tolgo; lei non sopporta più il gioco, sento che smania per averlo dentro e, con un colpo di reni, si proietta verso di me e se lo infila tutto, di colpo, con un sospiro enorme.
Affondo come un matto, colpendola con il frustino sul culo, torturandole i capezzoli, facendola urlare di piacere; ad un certo punto mi sfilo, e lei protesta a viva voce, anche se ha già capito dove voglio andare.
Appoggio la punta vicino al buchetto del suo culo, già bagnato dal sudore e dagli umori della sua fica, ed in un colpo sono dentro, strappandole un grido di vero dolore questa volta.
Ma è subito piacere, il suo buco mi stringe quasi dolorosamente ogni volta che il frustino schiocca, sento che ormai il mio momento è prossimo.
Spingo ancora, fino a far toccare il mio pube contro le sue natiche e le torturo il clitoride con le dita, sentendo il suo orgasmo avvicinarsi.
Ed eccolo violento, selvaggio, da lasciarla senza fiato, si agita massacrandosi i polsi con la fune, e stringe fino allo spasimo il suo buco, fino a farmi venire.
Mi sfilo, le salgo a cavalcioni ed in mio piacere le inonda i seni, il collo, la pancia.
La libero dalle funi, e mi distendo accanto a lei.
“È stato magnifico” le dico.
“dobbiamo rifarlo” mi dice lei alzandosi e scomparendo dalla stanza, lasciandomi solo ad architettare nuovi giochi. FINE



