Fu una notte di passione interrotta da pisolini ristoratori.
Benito andò via la mattina seguente, dopo aver fatto colazione insieme. Rachele era stanchissima ma era raggiante. Aveva un aria appagata visto che era stata scopata per tutta la notte. Incominciò a parlare dell’esperienza che avevamo vissuto ed entrambi convenimmo che era stata straordinariamente piacevole per tutti e due e che dovevamo ripeterla altre volte.
Io allora le dissi che aveva il mio beneplacito a scopare con Benito tutte le volte che avesse voluto. Rachele mi disse che anch’io potevo cercare altre donne, se volevo. Rachele venne verso di me e mi dette un lunghissimo ed appassionato bacio. Io non potevo essere geloso. Sentivo solo amore per Rachele. Quando si ama realmente una persona, si desidera che le succedano tutte cose piacevoli nella vita. Io ero felice per lei, ed anche per me. Io volevo che questo accadesse. Ed ora che era successo non avevo più dubbi.
Da quella volta abbiamo avuto altri incontri a tre. Rachele e Benito si sono visti fuori dal lavoro molte volte (non ne hanno mai abbastanza una dell’altro). Anch’io traggo beneficio dai loro incontri, perchè mia moglie mi sveglia per scopare, quando torna a casa.
Ci sono altre cose che vorrei Rachele facesse. Si perchè, quando hai perso ogni inibizione, realizzando una fantasia, si lascia la porta aperta ad altre fantasie. Ma esse sono rimaste solo fantasie. FINE
Finalmente avrei visto il magnifico cazzo di Benito dentro mia moglie. Desideravo che lei provasse l’estasi di essere riempita ben bene da quel grosso cazzo.
Rachele alzò un gamba per farmi togliere da sotto di lei. Mentre cambiavo posto, guardai Benito e gli sorrisi, ammiccando. Rachele rimase in ginocchio e si appoggiò sui gomiti, con il culo sollevato, mostrando sfrontatamente la sua fica, pronta in lussuriosa attesa. Chiese a Benito di fotterla da dietro, come una cagna. Benito si posizionò dietro di lei tra le sue gambe e ridacchiando le disse che aveva fantasticato di prenderla proprio come fanno i cani. All’inizio, appoggiandosi al culo di lei, fece scivolare il cazzo tra le gambe, mentre le stringeva le chiappe. Rachele, gemendo e lamentandosi, gli chiese di prenderla e, prendendo il cazzo in mano, lo diresse dentro la sua fica. Io mi posizionai sul letto in modo da poter vedere bene la penetrazione. Mia moglie sapeva bene quanto io amassi guardare. La cappella del grosso cazzo di Benito era posizionato tra le umide labbra della vulva. Lentamente si faceva strada tra di esse, distendendole e aprendole al suo passaggio. Rachele ansimava ed emetteva una serie di “oh! “. Egli smise di penetrarla solo quando tutto il suo cazzo fu conficcato dentro mia moglie. Gemendo anch’egli, le sussurrava quanto gli piacesse chiavarla, quanto gli piacesse chiavare la sua fica stretta. Rimase fermo così per un minuto per far abituare la fica di mia moglie alla grandezza del suo cazzo. Poi incominciò lentamente e profondamente a pompare avanti e indietro, sbattendo le sue palle contro il clitoride e scuotendo violentemente il corpo di mia moglie. Dal mio posto potevo vedere bene la fica di mia moglie, riempita al massimo, schiudersi ed avvolgere il cazzo quando entrava, il suo clitoride turgido e congestionato.
Benito lo estraeva per quasi la metà per poi riaffondare con impeto. Andò avanti così per diversi minuti prima di prolungare il suo arretramento fino ad estrarlo quasi del tutto. Rachele era così eccitata che sia il suo pube che quello di Benito erano inzuppati delle sue secrezioni vaginali. Allora Benito le afferrò i fianchi ed affondò il suo cazzo più in fondo possibile, dimenandosi per farglielo sentire maggiormente. Questo la fece gridare e dimenare per il piacere. Gli urlava di chiavarla con forza. Benito accelerò i suoi affondi con sempre maggiore impeto, sbattendo il suo pube sul culo di lei. La sua fica faceva rumori osceni ogni volta che il grosso cazzo usciva e entrava. A quel punto mi avvicinai alla fica di mia moglie e incominciai a titillarle il clitoride con la lingua, mentre il membro di Benito la stantuffava a pochi centimetri dalla mia faccia. Rachele lanciò un grido e si contorse in preda all’orgasmo. Io continuavo a leccare mentre Benito continuava ad affondare colpi su colpi, provocandole orgasmo dopo orgasmo. Sentii Benito gridare che stava venendo. Lo vidi spingere il suo cazzo tutto dentro e fremere rimanendo con il suo pube appiccicato al sedere di lei, mentre rovesciava il suo sperma dentro la fica di mia moglie. Mi sollevai da dov’ero appena in tempo per non essere schiacciato dai corpi dei due amanti che si accasciarono sul letto esausti. Rachele, beata, rantolava per il piacere.
Benito si staccò da mia moglie, estraendo dalla fica il suo membro floscio. Rachele emise un mormorio di protesta, sentendo la sua fica vuota. Le chiesi di girarsi. Ella assentì. Mi spostai tra le sue gambe ed incominciai a leccarle la fica. Lo sperma di Benito si mescolava alla sborra di Rachele, tuttavia questo non mi dava fastidio. Leccavo entrambi avidamente. Il mio leccare eccitò nuovamente mia moglie. Afferrò la mia testa e la spinse con forza contro la sua fica. La leccai fino a farle raggiungere un ulteriore orgasmo. Allora mi sollevai, le aprii le gambe, sollevandole sulle mia braccia, ed affondai il mio cazzo dolorante nella sua fica. Senza perdere tempo, incominciai a muovermi avanti e indietro freneticamente. Ella venne nuovamente, afferrandomi per i fianchi e spingendo il suo bacino contro il mio. Dopo poco venni anch’io.
Ci sdraiammo tutti e tre sul letto con Rachele in mezzo. Rachele disse che Benito l’aveva riempita come non mai. Che non aveva mai avuto così tanti orgasmi in così poco tempo, prima di quella sera. Che non c’era cosa più piacevole di quella di fare l’amore contemporaneamente con due uomini. Ella si chinò su di me e mi baciò intensamente e mi lanciò un occhiata di ringraziamento.
Era stata un esperienza tanto intensa che mi aveva spossato e che mi fece addormentare profondamente.
Dopo qualche tempo fui svegliato dal cigolio del letto. Quando finalmente fui sveglio del tutto, vidi Rachele accovacciata su Benito che andava su e giù per tutta la lunghezza del cazzo dell’uomo. Constatai che mia moglie, dopo aver gustato il cazzo di Benito, non poteva più farne a meno. Ella scopò il cazzo di Benito fino a quando non vennero entrambi. Vedendoli così intenti a chiavare, afferrai in mano il mio cazzo e me lo menai fino a venire anch’io.
Fu una notte di passione interrotta da pisolini ristoratori.
Benito andò via la mattina seguente, dopo aver fatto colazione insieme. Rachele era stanchissima ma era raggiante. Aveva un aria appagata visto che era stata scopata per tutta la notte. Incominciò a parlare dell’esperienza che avevamo vissuto ed entrambi convenimmo che era stata straordinariamente piacevole per tutti e due e che dovevamo ripeterla altre volte.
Io allora le dissi che aveva il mio beneplacito a scopare con Benito tutte le volte che avesse voluto. Rachele mi disse che anch’io potevo cercare altre donne, se volevo. Rachele venne verso di me e mi dette un lunghissimo ed appassionato bacio. Io non potevo essere geloso. Sentivo solo amore per Rachele. Quando si ama realmente una persona, si desidera che le succedano tutte cose piacevoli nella vita. Io ero felice per lei, ed anche per me. Io volevo che questo accadesse. Ed ora che era successo non avevo più dubbi. … (segue)
Sembrava che volessero mangiarsi. Lasciai che portassero avanti la loro conoscenza. Nel mentre preparai il campo di battaglia. Tirai fuori il letto dal divano letto. Rachele aveva previsto che sarebbe stato utilizzato, per cui aveva cambiato le lenzuola e le federe. Mi tolsi i vestiti e li appoggiai sul letto e guardai mia moglie e Benito che amoreggiavano, mentre mi menavo il cazzo. Mi fermai appena in tempo, prima di venire.
Rachele si alzò dal divano, si sedette sul bordo del letto e chiese a Benito se non voleva stare più comodo. Benito si alzò e restò in piedi di fronte a mia moglie. Ella gli slacciò i pantaloni, li sbottonò, li aprì e li tirò giù insieme con i boxer. Come Rachele sfilò i boxer dai fianchi dell’uomo, il suo cazzo, ora liberato, si rizzò, andando a sbattere sul mento di mia moglie. Era un membro impressionante. Ritto ed appoggiato sulla pancia di Benito, arrivava all’ombelico. Era grande e grosso due volte il mio. Rachele lo fissò per un attimo, lo prese in mano, liberò la cappella paonazza e lo masturbò lentamente per tutta la sua lunghezza, mentre con la lingua avvolgeva la sua estremità. Benito, ancora in piedi e con i pantaloni sulle caviglie, gemeva di piacere. Rachele spalancò la sua bocca e vi introdusse il grosso membro. Solo la cappella le riempiva del tutto la bocca. Era veramente grosso. Avevo notato che quando mia moglie lo masturbava, la sua mano non riusciva ad avvolgerlo tutto, le dita non si toccavano. Caspita, era proprio un uomo baciato dalla fortuna!
Rachele succhiò il cazzo di Benito per diversi minuti. Poi si distese sul letto vicino a me e, sempre con il cazzo in mano, invitò Benito sul letto accanto a lei. Io mi chinai su di lei e le diedi un lungo, intenso bacio. Appoggiai la mia mano sulla fica e constatai che era fradicia. Benito, ancora in piedi, si liberò dei vestiti e si stese sul letto a fianco di Rachele. Incominciò a sfregare il suo cazzo contro la coscia di mia moglie, mentre io facevo la stessa cosa contro l’altra coscia.
Le slacciai la camicia da notte e la feci scivolare sulle spalle mettendo in libertà le sue tette. I capezzoli erano entrambi eretti, grossi come due punte di dita. Le aureole erano gonfie. Non le avevo mai viste così turgide: esse tradivano il suo più intimo desiderio. Come se ci fossimo messi d’accordo prima, Benito incominciò a succhiare un capezzolo, mentre io succhiavo l’altro. Rachele emise un profondo gemito di piacere, con le mani che tenevano fermamente le teste di entrambi. Le piaceva che le succhiassimo e le mordicchiassimo le tette. Noi continuavamo, nel mentre, a strofinare i nostri cazzi contro le sue cosce. Lei, estasiata, aveva gli occhi chiusi e ci stringeva al suo petto. Con l’orecchio appoggiato al suo petto, sentivo il suo cuore battere all’impazzata.
Continuavo a baciarla sul petto, sul collo. Insinuai la mia lingua nel suo orecchio e con un sussurro le chiesi, supplicandola, di sedersi sulla mia faccia. Io potevo passare delle ore a leccarle la fica, provocandole un orgasmo dietro l’altro. Per me era meglio che scopare.
Benito doveva aver sentito la mia richiesta. Si girò per permetterci di assumere la posizione. Mi appoggiai su un cuscino. Rachele si mise con le gambe aperte sulla mia faccia e si abbassò portando la sua fica verso le mie labbra. Il suo succo fuoriusciva abbondante sulla faccia. Il suo odore mi inebriava. Affondai la mia lingua il più profondamente possibile nella vagina, poi la diressi sul suo clitoride congestionato, per ritornare ancora nella sua più profonda intimità. Rachele premeva con forza la sua fica contro la mia faccia, stringendo la mia testa con le gambe, mentre incominciava a introdurre tra le sue labbra il massiccio membro di Benito, in piedi di fronte a lei. Mia moglie l’aveva afferrato e lo leccava per tutta la sua lunghezza, avvolgeva la sua lingua attorno alla cappella paonazza, per ritornare verso il basso per leccargli le palle. Io potevo vedere tutto da lì sotto e sentivo le cosce di mia moglie che fremevano. Si agitava sempre di più sulla mia faccia. Guaiva in modo indistinto. Ebbi la percezione che stesse per venire. E l’orgasmo le arrivò, violento, scuotendole tutto il corpo e riempendomi la bocca e inondandomi la faccia della sua sborsa. La mia lingua, affondata nella sua vulva, percepiva tutte le sue contrazioni e i suoi spasmi.
Rachele strofinava la sua fica sempre più vigorosamente sulla mia faccia, inondandola con i suoi succhi vischiosi. Guardavo su e vedevo mia moglie ingoiare il cazzo del nostro amico. Prima gli succhiava la cappella, poi lo faceva scivolare, centimetro dopo centimetro, sempre più dentro. La sua testa andava avanti e indietro ed, ad ogni colpo, ne ingoiava sempre un pezzetto in più. Poi Rachele estrasse il cazzo di Benito dalla bocca e gli chiese con voce rauca e lussuriosa di ficcarglielo tutto dentro nella fica.
Eravamo arrivati al punto culminante. Finalmente avrei visto il magnifico cazzo di Benito dentro mia moglie. Desideravo che lei provasse l’estasi di essere riempita ben bene da quel grosso cazzo.
Rachele alzò un gamba per farmi togliere da sotto di lei. Mentre cambiavo posto, guardai Benito e gli sorrisi, ammiccando. Rachele rimase in ginocchio e si appoggiò sui gomiti, con il culo sollevato, mostrando sfrontatamente la sua fica, pronta in lussuriosa attesa. Chiese a Benito di fotterla da dietro, come una cagna. Benito si posizionò dietro di lei tra le sue gambe e ridacchiando le disse che aveva fantasticato di prenderla proprio come fanno i cani. All’inizio, appoggiandosi al culo di lei, fece scivolare il cazzo tra le gambe, mentre le stringeva le chiappe. Rachele, gemendo e lamentandosi, gli chiese di prenderla e, prendendo il cazzo in mano, lo diresse dentro la sua fica. Io mi posizionai sul letto in modo da poter vedere bene la penetrazione. Mia moglie sapeva bene quanto io amassi guardare. La cappella del grosso cazzo di Benito era posizionato tra le umide labbra della vulva. … (segue)