dic 25 2009
Dopo la doccia (Parte 3 di 3)
“Sì, fottimi, fottimi! Lo voglio tutto, tutto nel culo! Dammelo tutto! “, lo incitavo, sentendo l’ano sfondato che ormai accoglieva docilmente il membro di Giulio.
“Prendilo, sì! Eccotelo, è tutto nel tuo culo, godi! Godi! ” ansimava lui, mentre io, godendo con la sua mazza dura come il ferro piantata fra le chiappe, mugolavo come una troia:
“Sì, godo, godo!! Hai un cazzo enorme, è stupendo! Sfondami il culo, dai, così! “. Giulio mi fotteva ormai arrapatissimo rovistandomi nel culo, muovendosi con facilità nel mio retto ormai rilassato. Mi piantò il suo cazzone
più a fondo che potè nel culo e cominciò a roteare il bacino, in modo da allargarmi l’ano ancora di più e da massaggiarmi il retto con la sua sbarra di carne.
“Che meraviglia… ” mugolai io, “Sei fantastico! Aaaaaaaaah, sì! Che bello! “.
Giulio riprese a fottermi, e mi trapanò il culo per alcuni stupendi minuti, finché non si fermò e non mi sfilò dal retto il suo pisellone. Per un attimo mi sentii svuotato, e sentivo di avere ancora una gran voglia del cazzo di Giulio nel mio culo. Ma fu solo un attimo: Giulio mi fece alzare e si sdraiò sul letto, con il cazzo che svettava, duro e lucido.
“Dai, montami sopra ed impalati! “, mi ordinò. Io salii in piedi sul letto, dandogli le spalle, e piegando le gambe mi abbassai finché sentii la carne del suo uccello sulle mie chiappe. Appoggiai le mani sul letto dietro di me per sorreggermi, mentre Giulio mi guidò il bacino fino a che la punta del suo uccello non fu al centro delle mie chiappe, appoggiata al buchetto fremente. Mi impalai lentamente sul suo stupendo cazzo, fino a farlo penetrare tutto nel culo, iniziando poi a muovere su e giù il bacino. Godevo da impazzire sentendo il culo di nuovo pieno della meravigliosa carne del cazzo di Giulio, e per far aumentare il suo godimento rilassavo lo sfintere mentre il suo uccello mi penetrava, e lo contraevo mentre muovevo in alto il bacino.
Guardai nello specchio, e rimasi immobile a gustarmi la visione dell’uccello di Giulio infilato nel mio culo. Lui allora mi prese per i fianchi, sostenendomi, ed iniziò a muoversi fottendomi con ampi movimenti. Io guardavo estasiato nello specchio il buco del mio culo accogliere ormai con naturalezza il grosso pisello di Giulio, e contemporaneamente godevo nel sentire il suo uccello scoparmi.
“Che bello, che bello! “, quasi gridai, come lui aveva previsto,
“Fottimi, inculami col tuo cazzone! Sfondami, dai, dai!! “. La velocità con cui prese a fottermi diventò fantastica, tanto che nella foga un paio di volte il suo uccello mi uscì dal culo. Mi bastò riabbassarmi col bacino fin sulla punta del suo cazzo per riprenderlo ancora fra le chiappe e continuare la scopata.
Quando per la terza volta il suo cazzo nella foga mi uscì dal culo, Giulio mi fece mettere in piedi con il busto piegato in avanti e le mani appoggiate sul letto, con il culo rivolto verso lo specchio. Lui si mise dietro di me e mi infilò ancora nel culo il suo attrezzo di godimento. Mentre mi inculava mi piegò dolcemente la testa in avanti, in modo che potessi guardare fra le mie gambe.
“Guarda! ” disse ansimando mentre continuava a fottermi. “Guarda come te lo infilo nel culo! Ti piace, eh, essere inculato! Prendi, troia, prendilo tutto! “.
Io guardavo nello specchio, e vedevo l’uccello di Giulio affondarmi nel culo con grande facilità, ed ogni affondo mi procurava brividi di piacere.
“Sì, sbattimi! “, mugolavo dal godimento,
“Hai un cazzone fantastico, è così grosso e duro! Sfondami il culo, dai, fammelo arrivare in gola! “.
Giulio ormai era arrapatissimo e mi scopava dando colpi profondi e veloci, mentre ansimava ormai prossimo all’orgasmo.
“Sì, sì, allarga le chiappe che te lo sbatto dentro fino ai coglioni! Bravo, così! “.
Bastarono pochi altri colpi perché l’orgasmo lo cogliesse prepotente ed inarrestabile.
“Ecco! Sto per venire! ” annunciò sfilandomi il manico dal culo ed iniziando a menarselo.
“Vieni a goderti la mia sborra, dai! “. Rapidamente mi girai e mi inginocchiai davanti a lui accarezzandogli le cosce ed i glutei mentre lui si menava l’uccello a pochi centimetri dalle mie labbra.
“Sì, schizzami in bocca, ho sete di sborra! ” dissi subito prima di prendere in bocca la sua cappella che faceva ormai fatica a trattenere lo sperma.
Non potevo fare altro che succhiargli la cappella, dandogli rapide slinguate, perché Giulio si segava a gran ritmo ormai prossimo alla seconda sborrata. Io succhiavo avidamente attendendo impaziente che bollenti fiotti di sborra sgorgassero ancora dal suo uccello… finché Giulio non mi schizzò ancora fra le labbra il caldo premio per il godimento che gli avevo dato con il culo e con la bocca! Mi sborrò in gola due o tre fiotti di nettare, lasciando poi che fossi io a menargli il cazzo per farne sprizzare fuori tutto il prelibato succo. Assaporai ancora l’intenso sapore dello sperma che ingoiai avidamente, continuando a succhiare ed accarezzare il cazzo di Giulio, a baciarlo ed a leccarlo, finché lui, esausto, non si sedette lasciandosi cadere sul divano.
In ginocchio fra le sue gambe, gli baciai ancora la cappella e gli chiesi:
“Promosso? “. “Col massimo dei voti! ” fu la sua risposta! FINE

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