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gen 02 2010

Nuove amicizie

Tag: IncontriErzulia @ 09:40

Io ricevo continuamente messaggi di amici che leggono i miei racconti, con i commenti più disparati. Alcuni sono decisamente offensivi, ma la maggior parte mi fanno i complimenti. Sia per i racconti che per le avventure, Il problema è che quasi nessuno crede che queste siano vere e che io abbia fatto e faccia quanto scrivo. Allora, lunghi scambi di e-mail, quasi tutti mi vogliono incontrare e per accontentare tutti dovrei avere dieci vite. Ma quello che mi sorprende di più è che sono le donne a non credere maggiormente ai fatti. Allora mi sono fatta fare delle foto e le invio ai più scettici o alle più scettiche. Perchè le foto? Perche quasi nessuno crede che mi piaccia prenderlo nel di dietro e allora si beccano delle foto bel esplicite riguardanti la forma ed il calibro del mio ex-buchetto. Naturalmente non sono scema e le foto le invio solo in cambio di altrettante.
A questo proposito voglio parlare di Diana, una signora di Bergamo.
Un giorno mi scrive chiedendomi se è tutto vero ecc. Poi mi manda delle sue foto molto belle in compagnia di un paio di bei cazzoni. In bocca, nella figa, mentre fa due seghe insieme ecc.
Però non insieme nella figa e nel culo come invece faccio io molto volentieri, dicendo che lei non si è mai fatta inculare per paura di sentir male, ma le piacerebbe tanto vedermi mentre lo faccio. Io ero stata colpita, tra le sue foto, da un cazzo che le schizzava sulle tette un getto molto bianco e lungo, per cui le chiesi di sentirci per telefono.
“Ciao Diana, sai che sei molto bella? Dalle foto mi sembri anche un po’ porcona. Sei anche bisex per caso? Mi piacerebbe incontrarti e pastrugnarti per bene, però anche i tuoi amici…
“Grazie dei complimenti. Si dai incontriamoci. Con le donne non ho esperienze ma anche tu mi piaci molto. Ho fatto vedere le tue foto ai miei amici che sbavavano a vedere il tuo buco del culo.. Se vuoi ci possiamo trovare tutti insieme. Due li hai visti nelle foto, in più c’è il terzo che scattava.
“Ok, tre contro due può andare.
Il sabato successivo suono all’indirizzo di Diana a Bergamo. è ancora meglio dal vero: alta moretta, magra con fianchi larghi e tettine piccole ma molto sode. Lo dico così perche mi apre la porta solo con una maglietta aderente. Ci guardiamo un attimo poi ci abbracciamo, mi piace, la voglio, le stampo la bocca sulle labbra passandole la lingua delicatamente in mezzo. Si irrigidisce ma solo per un attimo, la sento subito rilassarsi e apre le labbra per accogliere la mia lingua a cercare la sua.
“Sai sono da sola, gli altri arrivano più tardi.
“Come sei bella, meglio cosi, ho voglia di te, ho voglia di ricevere e dare le tenerezze che solo tra donne ci si può scambiare, ti voglio leccare tutta, chiavarti con la lingua, sentire il tuo sapore. Tu non devi fare nulla, sarai la mia fighetta lesbica.
Me la sono effettivamente leccata tutta, chiavata con la lingua e con le dita. Il grilletto è bello grosso e dritto in mezzo ad una figa pelosa come poche, peli che le arrivano sino a sopra il buco del culo. Dopo i primi momenti è lei che mi incita:
“Si.. Silvia, leccami, succhiami il clitoride, infilami le dita nella figa, fammi godere.
Ha un sapore aspro, quasi selvaggio, mi arrapa da impazzire. Sdraiata tra le sue gambe a pancia in giù mi tocco anch’io con una mano.
“Guarda mi faccio un ditalino per te, mentre ti lecco, voglio godere insieme a te.
Intanto la porca si è bagnata come una fontana, mi bagno bene un dito nella sua figa e, mentre le lecco il grilletto, lo appoggio al suo buchetto stretto:
“Ma cosa fai? Non farmi male.
“Rilassati, ora ti faccio godere col clitoride e intanto ti inculo con un dito, vedrai che ti piacerà.
Altro che se le piace:
“Bello, ancora, succhia e spingi ti prego, spingi di più, più forte, ancora..
Di più non posso, allora le infilo due dita e comincio a stantuffarla come se fossero un piccolo cazzo.
“Si cosi va bene, mi sento piena dietro, è bello, spingi forte, mi piace.
A quel punto comincia a tremare tutta, e mi riversa in bocca dei fiotti liquidi che sembrano quasi quelli di un uomo, mentre io accelero la pompata con le dita nel suo culo.
“Ecco, adesso, vengo tesoro, vengo. Non so con cosa ma sto godendo, forse con tutto.
Si sfila dalle mie dita e mi guarda sorridendo mentre io non posso fare altro che riprendere il mio ditalino per provare a calmare i miei pruriti.
“Silvia, mentre aspettiamo gli altri, non vorresti insegnarmi a farti godere…. FINE


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gen 01 2010

Io e Lara (Parte 4 di 4)

Tag: Incontri, MasturbazioniErzulia @ 12:03

Ho appoggiato la punta del cazzo sull’apertura, ho percepito il calore del suo corpo nonostante la sua istintiva contrazione che mi hanno allontanato dall’obeittivo. Ho riappoggiato la punta nel punto esatto e piano piano rilassandosi si è aperta ridonando alla mia vista quella meravigliosa porta. Ho spinto un po’ e millimetro dopo millimetro sono entrato fino in fondo. Mi sono fermato per godermi le meravigliose contrazioni del suo culo che imprigionavano il mio cazzo in un massaggio intenso e ritmico. Mi sono piegato su di lei e con le mani ho raccolto i suoi seni. Mi sembrava di sognare. LA STAVO INCULANDO. Ho cominciato a muovermi dentro quello stretto budello, con movimenti sempre più profondi aumentando un po’ alla volta il ritmo. Ho abbandonato con una mano il suo seno ed ho cominciato ad accarezzarle la figa. Il ritmo cresceva come i nostri respiri. Eravamo ormai al massimo. Ho affondato due lunghi colpi e al terzo lei è venuta inondandomi la mano e accasciandosi sul divano

“vieni anche tu riempimi il culo, voglio sentirti venire dentro di me”. Stavo per esplodere ma volevo realizzare il mio ultimo desiderio. Sono uscito da lei ed ho afferrato il cazzo con una mano per bloccare il piacere che ormai stava per straripare, lei ha capito le mie intenzioni. Si è girata, ha portato le mani sotto il seno come per offrirmelo. Mi sono inginocchiato sopra di lei e ho liberato il mio piacere esplodendo in mille schizzi che le hanno inondato la faccia e il meraviglioso seno. A volte i sogni si realizzano. FINE


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dic 31 2009

Io e Lara (Parte 3 di 4)

Tag: Incontri, MasturbazioniErzulia @ 11:42

“Prima di chiavarti però voglio soddisfare un mio desiderio, ho sempre desiderato vederti leccare e succhiare il mio cazzo, voglio vederlo scomparire nella tua bocca”. Senza scomporsi mi ha detto

“aiutami”, l’ho aiutata ad alzarsi dal divano, eravamo in piedi uno di fronte all’altro, lei sempre con le mani legate dietro la schiena. Ho preso un cuscino e l’ho appoggiato sul pavimento, ai miei piedi. Si è inginocchiata davanti a me, il mio sesso era all’altezza del suo petto, lei ha alzato lo sguardo e mi ha sorriso, mi sono avvicinato e con la punta ho sfiorato i suoi capezzoli e dopo averlo adagiato nel solco del suo seno con le mani l’ho stretto tra le due mammelle. Abbassando lo sguardo lei ha seguito il movimento lento che con il bacino stavo imprimendo all’asta prigioniera di quel meraviglioso contatto. Ma volevo di più. Ho liberato il cazzo da quella dolce prigione e l’ho avvicinato al suo viso fino a sfiorarle la bocca. Lei ha spinto la testa in avanti e lo ha baciato schiudendo un po’ le labbra. Un’altra scossa, ancora più forte, ha attraversato la mia spina dorsale. Mi sono trattenuto reprimendo il desiderio di affondarglielo in bocca, preferendo aspettare le sue mosse. Ha tirato fuori la lingua e piano piano ha cominciato a lambire la cappella, poi è scesa lungo l’asta leccandola ed è arrivata fino alle palle. Ho trattenuto il fiato tanto che mi sembrava di svenire. Ha rifatto il percorso inverso ed è tornata sulla punta. Si è avvicinata con la bocca ancora di più e un po’ alla volta l’ha ingoiato tutto.

“Sei bellissima con il mio cazzo in bocca” Le ho sussurrato mentre le gambe mi tremavano dal desiderio e dal piacere.

“Succhialo ancora un po’. Ti piace? Lo vuoi in figa? ” E lei senza perdere il contatto e continuando il massaggio con la bocca ha annuito con la testa. L’ho aiutata ad alzarsi e a stendersi sul divano. Ha aperto le gambe e finalmente sono entrato dentro di lei planando con il petto sul suo meraviglioso seno che pareva essere lì pronto ad accogliere e a respingere le mie spinte. Ho cominciato così a chiavarla prima con movimenti lenti e profondi e poi con sempre più foga. Quanto avevo desiderato quel momento. Ho affondato ancora qualche colpo in quella posizione fino a quando mi ha chiesto di girarla. L’ho fatto e lei, sempre con le mani legate si è inginocchiata sul divano, appoggiandosi con il seno sul bracciolo. L’ho presa così da dietro e la mia eccitazione è andata alle stelle. Davanti a me il meraviglioso spettacolo della sua schiena e del suo bellissimo culo rotondo che seguiva ed ammortizzava i miei colpi.

“Scioglimi ora”, ho subito obbedito, ha puntato le braccia ormai libere sul bracciolo e piegandosi in avanti mi ha incitato a continuare. Ho ripreso quindi a montarla in quella posizione con maggior foga e ritmo. Ad ogni colpo il solco del suo culo si apriva mostrandomi il suo piccolo cratere che ho cominciato a stuzzicare con il pollice premendo leggermente su di esso. A quel contatto le sue contrazioni sono aumentate tanto che buona parte del pollice si era fatto strada nello stretto cratere.

“Mi piacerebbe avere due cazzi per prenderti contemporaneamente anche qui” A sentire queste mie parole si è eccitata ancora di più tanto da esclamare

“mettimi dentro qualcosa anche lì ti prego”, subito un’idea si è impadronita della mia mente: La candela di emergenza nel cassetto della cucina poteva fare al caso nostro, larghezza e lunghezza giusta. Mentre lei era sempre piegata ho preparato la candela e il suo buchino lubrificandoli opportunamente e piano piano con movimenti lentissimi glielo inserita nel culo almeno per tre quarti. Poi con la mano ho effettuato delle piccole roteazioni per farla abituare a quella presenza prima di cominciare il classico andirivieni, sottolineato dai suoi gemiti di approvazione. Mi sono riposizionato dietro di lei ed ho ripreso a chiavarla. La punta della candela intanto premeva contro la mia pancia tanto che ad ogni colpo che le davo la stessa veniva spinta nel suo buchino. Abbiamo così preso un ritmo micidiale, ad ogni movimento di andata e ritorno era come se due cazzi la possedevano contemporaneamente. L’eccitazione era alle stelle alimentata dalla visione dello spettacolo della candela che entrava ed usciva dal suo buchino. Ad un certo punto un mio colpo un po’ più forte le ha provocato una contrazione fortissima tanto da spingere fuori la candela. Mi sono piegato per raccoglierla e riposizionarla in quel bel sito, ma sono stato bloccato da lei con un perentorio

“lascia perdere la candela e inculami”. Mi è sembrato di impazzire, un’improvvisa scossa dal cervello è arrivata al cuore che con un forte battito ha aumentato la pressione del sangue che mi è sembrato confluire tutto nell’asta ancor di più rinvigorita da un simile invito. Mi sono piegato su di lei, le ho divaricato le natiche e con la punta della lingua ho esplorato il suo più intimo anfratto già lubrificato e leggermente dilatato dall’azione della candela. Ho appoggiato la punta del cazzo sull’apertura, ho percepito il calore del suo corpo nonostante la sua istintiva contrazione che mi hanno allontanato dall’obeittivo. Ho riappoggiato la punta nel punto esatto e piano piano rilassandosi si è aperta ridonando alla mia vista quella meravigliosa porta. Ho spinto un po’ e millimetro dopo millimetro sono entrato fino in fondo. Mi sono fermato per godermi le meravigliose contrazioni del suo culo che imprigionavano il mio cazzo in un massaggio intenso e ritmico. Mi sono piegato su di lei e con le mani ho raccolto i suoi seni. Mi sembrava di sognare. LA STAVO INCULANDO. Ho cominciato a muovermi dentro quello stretto budello, con movimenti sempre più profondi aumentando un po’ alla volta il ritmo. Ho abbandonato con una mano il suo seno ed ho cominciato ad accarezzarle la figa. Il ritmo cresceva come i nostri respiri. Eravamo ormai al massimo. Ho affondato due lunghi colpi e al terzo lei è venuta inondandomi la mano e accasciandosi sul divano

“vieni anche tu riempimi il culo, voglio sentirti venire dentro di me”. … (segue)


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