mar 14

Dalle parole ai fatti (Parte 1 di 3)

Categoria Adolescenti,Incontri,Occasionali,SorpreseErzulia @ 11:36

Il momento non era certo dei migliori.
Due giorni prima ero andato a sbattere con la macchina della ditta e al lavoro ne avevo sentite di tutti i colori. L’idea che mi toccava andare alla stazione per prendere la figlia di una carissima amica di mia madre mi dava solo fastidio: altro tempo perso, in un periodo in cui avevo mille cose da fare. Veniva in città per delle questioni legate all’eredità del padre. Guidavo nel traffico delle nove, era una fredda mattina di Gennaio, soleggiata e spazzata da un vento gelido. Almeno il treno arrivò puntuale. Salutai Silvia e la trovai bene. Lunghi capelli biondi, carnagione molto chiara, tette piccole ma un corpo ben proporzionato.
< è un peccato vedersi solo quando si ha più da fare… >, disse lei mentre si toglieva il giaccone, scoprendo un completino di velluto, con una gonna corta e due stivali neri.
< è vero, ma non conta la quantità, conta la qualità… >
< Come a letto> interruppe lei, ridendo.
Era sempre andata cose, fin da quando eravamo più piccoli. Oggi lei aveva venticinque anni e io ventidue. Ci era sempre piaciuto parlare di sesso, scambiarci le reciproche esperienze e, in fondo, imparare qualcosa. Quando ci ribeccavamo, per un po’ riuscivamo a contenerci, ma poi finivamo sempre a parlare di scopate, fellatio, di come far venire una donna, di che gusto ha lo sperma. Ma non avevamo mai fatto niente, forse non ce n’era mai stata l’occasione o forse chissà. Questa volta il discorso era subito caduto le, senza preliminari.

< Come va con lui? >
< Bene. Ormai abitiamo insieme da un anno, ci siamo stabilizzati. Per il momento niente progetti a lungo termine, aspettiamo di mettere da parte un po’ di soldi. Lui soffre per non avere un lavoro stabile, ma io lo aiuto a farsi coraggio. C’è sempre il sesso che dr una mano… >
< Ma col tempo bisogna farsi venire sempre nuove idee… >
< Ultimamente mi piace dire un sacco di porcate mentre scopo, non so perché >
< Non sei l’unica – risposi io, mentre avevo un’erezione – l’importante c sapere che all’altra persona non dr fastidio >
< è vero, ma al mio ragazzo so che piace >
< Ma se hai la bocca occupata, come fai a parlare? >
Sorrise.
< E comincio a diventare anche esibizionista. Quest’estate mentre eravamo sul pedalò mi sono scostata le mutandine del costume e ho cominciato a infilarmi un dito nella figa e poi a mettermelo in bocca, e ti assicuro che non eravamo molto lontani dalla riva. Qui lui ha apprezzato meno, ma io godevo come una pazza, ti assicuro >
Il mio cazzo era diventato durissimo, facevo fatica a guidare in quelle condizioni.
Ormai eravamo fuori dalla città, ma i discorsi non cambiavano e cose la mia erezione non accennava a placarsi.

A un certo punto vedo Silvia che si alza la gonna. Alzandosi sul sedile si abbassa i collant, scosta le mutandine rigate e si infila un dito nella figa, a piu riprese, e poi se lo porta alla bocca.
Io rimango esterrefatto e le chiedo cosa stia facendo.
< Mi sono eccitata da matti mentre parlavamo… >
< Se, ho capito, anch’io mi sono eccitato però… >
Lei allora mi mette la mano sul cazzo, che ormai mi faceva male nei pantaloni.
< Eh, se, c proprio bello duro, chissà che voglia avrai di venire >
< Cosa vorresti fare, siamo per strada, io sto guidando, e poi noi non abbiamo mai fatto niente, tu sei impegnata, sei un’amica, ti fermi da noi… , insomma , è un casino. >
< Se, hai ragione > e intanto continua a palparmi l’uccello e si passa anche un dito sul capezzolo, che si indurisce all’istante.
Io allora metto la freccia e esco dalla strada principale. Ormai ho la pressione a mille e comincio a usare anch’io le mani. Continuando a guidare, le infilo prima uno, poi due dita nella sua passerina che si bagna tantissimo. Lei sospira, e continuando a toccarsi le tette comincia a dire :
< Se, ho voglia, ho voglia di scopare, di prendertelo in bocca… >
A uno stop incrociamo un gruppo di tre ragazzi in macchina che ci vede benissimo. Lei ha gli occhi mezzi chiusi e non se ne accorge.
Io cerco un posto un po’ fuori dai piedi ma quando ne cerchi uno anche il paese più sperduto ti sembra una metropoli e la gente in giro c sempre troppa. Mi infilo in una via a fondo cieco, ai lati ci sono delle siepi abbastanza alte e dietro delle case.
Speriamo che siano tutti al lavoro.

Fermo il motore.
Lei comincia a slacciarmi i pantaloni, e non smette di trastullarsi la fichetta.
< Sicura che non stiamo facendo una cazzata? >
< E lasciati andare ogni tanto… >
< Hai ragione. è che fino ad oggi abbiamo sempre parlato. Anche di come ti piace spalmarti la sborra sul corpo sul corpo dopo aver fatto venire il maschio… >
< Vedo che ti ricordi tutto >
A questo punto tira fuori il mio cazzo, eretto , e io abbasso il sedile.
Lei si ferma i capelli con il cerchietto e lo prende in bocca.
Comincia a pompare e intanto con le mani mi stringe le palle. … (segue)

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