mar 15

Dalle parole ai fatti (Parte 2 di 3)

Categoria Adolescenti,Incontri,Occasionali,SorpreseErzulia @ 13:27

Lei ha gli occhi mezzi chiusi e non se ne accorge.
Io cerco un posto un po’ fuori dai piedi ma quando ne cerchi uno anche il paese più sperduto ti sembra una metropoli e la gente in giro c sempre troppa. Mi infilo in una via a fondo cieco, ai lati ci sono delle siepi abbastanza alte e dietro delle case.
Speriamo che siano tutti al lavoro.

Fermo il motore.
Lei comincia a slacciarmi i pantaloni, e non smette di trastullarsi la fichetta.
< Sicura che non stiamo facendo una cazzata? >
< E lasciati andare ogni tanto… >
< Hai ragione.  E’ che fino ad oggi abbiamo sempre parlato. Anche di come ti piace spalmarti la sborra sul corpo dopo aver fatto venire il maschio… >
< Vedo che ti ricordi tutto >
A questo punto tira fuori il mio cazzo, eretto , e io abbasso il sedile.
Lei si ferma i capelli con il cerchietto e lo prende in bocca.
Comincia a pompare e intanto con le mani mi stringe le palle. Passa poi la lingua sulla cappella, e intanto mi guarda. Io sto per esplodere.
Abbasso un po’ anche il suo sedile e, da dietro, le infilo un dito nella figa, veramente fradicia. Umidifico anche l’altro buchetto e le infilo anche un dito nel culo, cominciando ad andare su e giù.
Lo sguardo si fissa sulla casa di fronte. C’è una soffitta e una finestra senza tende. Mi viene in mente quella vacanza in Inghilterra di molti anni prima, la mia stanzetta, la strada di fronte. Chissà se qualcuno si era mai appartato come sto facendo io..

Lei è veramente una maestra nei pompini. Sa aumentare e diminuire la pressione e non si ferma mai. Sono fradicio anch’io. Quando stacca la bocca, usa le mani e ti guarda sorridendo.
< Sto per venire > le dico.
La testa comincia a girarmi vorticosamente, devo smettere di chiudere i suoi buchi e metto le braccia dietro alla testa.
Lei con la bocca aumenta la velocità, a me manca il respiro, e finalmente scarico i miei getti di sborra dentro la sua bocca. La sento uscire e vedo lei che ingoia, ingoia tutto.
Non era la prima volta, ma un orgasmo cose non lo avevo mai provato.
< Ha un buon sapore il tuo sperma, veramente>.

I giorni successivi andarono come andarono. Passammo insieme parecchio tempo, ma raramente da soli. Silvia ne aveva passate tante, e solo ora trovava un po’ di stabilità nella sua vita. Ormai aveva un carattere abbastanza forte, sapeva prendersi quello che voleva e con gli uomini le piaceva comandare il gioco. Questo lo sapevo.
Dormiva in casa nostra, nelle stanza dove stavo io prima che mia sorella si sposasse.
Dopo quello che era successo volevo scoparla, ma dovevo aspettare le sue mosse. Non si sarebbe fermata più di dieci giorni e quindi dovevo sfruttare l’occasione, appena si fosse presentata.

Il suo bagno aveva una doccia migliore della mia, e quando non c’erano ospiti (cioè quasi sempre) la usavo perché mi era più comodo.
Una sera mi inventai che la mia doccia si era rotta e lei, prontamente, mi disse che potevo usare la sua, perché in fin dei conti si trovava a casa nostra. Io finsi di non volerlo, perché usandola alla mattina presto l’avrei sicuramente svegliata. Ma lei insistette. Era il segnale che aspettavo.
L’indomani, per non farmi beccare dai miei mi svegliai a un’ora assurda, tipo le 5. 30, e cercando di non fare il minimo rumore uscii dalla mia camera. Avevo già il cazzo in tiro e potete immaginarvi da quante ore era cose. La sua stanza era buia. Io non la svegliai e andai subito in bagno. Doccia, denti. Ancora bagnato, mi misi l’accappatoio e uscii dal bagno. Era ancora terribilmente buio. Lei continuava a dormire. Io mi avvicinai al letto e lei si svegliò.

< Ma che ora è? >
< Le sei meno un quarto>
< Cosa fai così presto? >
Io intanto mi sdraio e mi infilo sotto le coperte. Le faccio sentire da dietro il mio cazzo e le infilo le mani sotto il pigiama. Le stringo le tette e comincio a
stimolarle i capezzoli.
< Aspetta >
Lei va in bagno. Io comincio ad avere strani pensieri. Dopo due minuti torna, con l’odore del mattino addosso.
Io sono sul letto e ho l’accappatoio ancora sopra. Lei si siede su di me, a gambe larghe, e comincia a spogliarmi. Mi lecca il petto e si toglie la maglia, mostrandomi le sue tettine. Rimaniamo nudi e siamo già bagnatissimi. Comincio a leccarle le tette.
< Mordimi il capezzolo >
Lo faccio, e lei ansima sempre più profondamente. Vado avanti con la lingua e le infilo un dito nella figa e subito anche nel culo, visto che le c gir tutto un lago.
< Scopami, voglio essere chiavata >
Ora è lei a sdraiarsi. Io lentamente infilo il mio cazzo dentro di lei, e comincio a spingere.
< Ah, bravo, cose, sbattimi, mi piace essere sbattuta >
Io però sono al settimo stadio del godimento e devo fermarmi per non sborrare subito.
Lei non apprezza naturalmente.
< Facciamo un bel 69 >, dico io, memore delle sue magnifiche capacitr orali e ansioso di rimediare.
Mi sbatte in faccia la sua passera. Io comincio a leccarla in profonditr, e usando le dita le scopro completamente il clitoride. Lei gode e mi succhia l’uccello, fino in fondo, e vedo la sua lingua che me lo ricopre di saliva. Si gira verso di me e vedo un filamento del mio liquido che si allunga dalla cappella fino alla sua bocca.
< Hai le palle ancora piene di sborra, lo sai? Ne ho mandata giù parecchia l’altro giorno ma si vede che non c bastato… >
<Girati, voglio prenderti da dietro >
Si mette a quattro zampe e allarga oscenamente il buco. Io la infilo e le metto
contemporaneamente prima un dito, poi due dita nel culo, ormai dilatato. Questa volta resisto di più . A un tratto mi accorgo che con la mano destra si sta stimolando il clitoride.
< Ti manca solo un bel pisellone in bocca, eh? > la apostrofo io, sempre più volgare.
< Voglio il tuo, solo il tuo adesso… >
Io continuo a chiavarla, e lei a masturbarsi sempre più vigorosamente. … (segue)

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