dic 01

Diario verosimile di una visita al pantheon (Parte 3 di 4)

Categoria BDSMErzulia @ 11:36

Ecco perché non aveva le dita lisce: erano sicuramente gli anelli, diversi, che mi raschiavano le pareti.
Devo ammettere che stavo godendo ed anche molto, ma proprio quando come un ciclista stavo per svettare sulla cima più alta, mi sentii come afflosciare, come se fosse uscita tutta l’aria che avevo dentro.
Nell’ordine, velocemente, mi furono lasciati : i capelli; poi tolte le dita dalla bocca, poi allentata la tensione al capezzolo, con una torsione finale; poi all’unisono le ragazza tolse le mani da dentro di me, regalandomi due o tre colpi finali profondissimi, e sollevandosi passando dalla mia bocca infilandoci senza chiedere, una mano calda e umida, poi l’altra e finendo con un buffetto sulla guancia.
Arrivava la polizia (finalmente? ), caricando i facinorosi che mi lasciarono li , a terra, seminuda, eccitata, con la testa frullata.
Sentivo i poliziotti caricarsi a vicenda scandendo come barbari degli:
“uno – due – tre .. Carica! ” i loro assalti.
Li sentivo vicinissimi, e mentre sentivo nuovamente fluire le forze, aiutata dal sole e dall’aria fresca.
Dopo un: “uno – due.. ” mi arrivò una tremenda manganellata proprio sulla figa lasciandomi senza fiato; esposta, come era stata lasciata, al pubblico.
A quella manganellata ne seguirono altre, ovunque sul mio corpo: natiche schiena, testa, fica, pancia. Mi contraevo come un’epilettica.
Poi uno di loro mi si mise cavalcioni prendendomi un polso e torcendolo dietro la schiena.
Era seduto sulla pelle nuda del sedere e penso che lo sapesse.
Sento urlare nella mia direzione alcune parole ingiuriose, poi sento che mi gira e mi fa alzare spingendomi lontano, non prima, comunque di avermi regalato una sonora manganellata sul sedere . Bastardo! .
Mi siedo, tenendo , forse, le gambe aperte, sul marciapiede a bordo strada.
Usai del tempo, non so quanto per tornare nella temporalità, ma ci riuscii. Il bilancio era buono: un rullo compressore mi aveva calpestato, ma a parte il casino in testa ed una Lei in fiamme, stavo bene.
Andai alla ricerca di Irasema.
Attorno a me erano cosparsi i rifiuti di cassonetti rovesciati e frammenti di qualche vetrina infranta.
Dovetti toccarmi! ( come adesso).
I ragazzi prima e la manganellata poi, insieme al dolore si erano portati dietro molto piacere e li avevo addosso ancora tutti e due.
Vagai disordinatamente per un po’.
Ero eccitatissima, stavo male.
Mi sedetti su una panchina facendo ben attenzione a che i listelli di ferro ghiacciati toccassero i punti migliori della mia lei.
Feci un pochino di pipi, facendola passare tra le fessure.
Mi venne da sorridere andandomene e vedendo la macchia umida ormai quasi assorbita dal terreno.
La mia mano ogni tanto si insinuava in tasca cercando di raggiungere anche solo per una attimo il clitoride duro e scoperto.
Sinceramente avrei voluto anche un po’ di liquido caldo e cremoso in bocca, un po’ di seme, come balsamo divino per l’anima e per il corpo, preso per via orale naturalmente.
Chiudendo gli occhi quasi ne sentivo il sapore e questo non mi aiutava affatto.
Volevo anche un cazzo, insomma, grande, piccolo, non importava, ma che avesse tutti i crismi e soprattutto lo avessi subito, altrimenti impazzivo.
Sentivo di essermelo meritato se potesse importare la cosa.
Per un attimo mi venne in mente il “corridore dalla punta rossa” , salvatore di Ira, ma , subito dopo, l’immagine che percorse la mia mente era quella di mia sorella, scalza, inginocchiata ai piedi del giovane, che pompava allegramente, quasi canticchiando, il lungo cazzo del ragazzo che stupito esitava ad afferrarle la testa, spaesato ed eccitato com’era.
Doveva ringraziarlo in qualche modo, pensai; “beata”, aggiunsi, e con una punta di invidia scacciai il tutto.
Giunsi ad una fontanella e mi lavai la faccia abbondantemente e passando poi la mano bagnata su di Lei .
Non badavo affatto se qualcuno mi guardasse.
Gli uomini, dopotutto non si toccano in continuazione?
Stavo per impazzire.
Entrai in un bar, d’istinto; mi avvicinai quasi barcollando al bancone ed ordinai un the freddo.
Qualche secondo e mi sentii chiamare, anzi sentii urlare il mio nome il mio nome, Selina non è comune; girandomi riconobbi subito il fratello di quella mia collega d’Università.
Lei è odiosa, ma lui è un tipo che sprigiona.
Conversammo un po’, giusto per giustificare quel luogo e quell’incontro. Non era davvero male, se fosse stato importante.
Gli chiesi di aiutarmi, quasi con le lacrime agli occhi e mi feci accompagnare in bagno, era unico , maschi e femmine; rifinito il locale ma il bagno era una latrina.
Lui era attonito ed impaurito.
Chiusi col passante.
Lo sbattei al muro e mi accovacciai sollevando un poco il vestito, per non strapparlo e per potermi toccare liberamente.
Poverino, tentò persino un rifiuto, ma ottenne soltanto un sonoro : “ZITTO! “, poi gli abbassai , quasi strappandogli , i pantaloni multitasca e i boxer e mi affogai del suo cazzo ancora moscio fino alle palle.
Non dovetti attendere troppo per avere tra le labbra ciò che desideravo: non era eccessivamente duro , ma sicuramente piacevolmente proporzionato e affusolato.
Lo tolsi di bocca e mi alzai girandomi e mettendo le mani sul bordo del water.
“Entra! “, ordinai, e lui timidamente abbozzo un tentativo, inutilmente; presi allora saldamente alla base il suo cazzo e me lo infilai d’un colpo su per la figa.
Non so se io o lei lanciammo il sospiro che si sentì echeggiare, sproporzionato per quel cazzo, ma liberatorio come non mai, ma so che un goccio di saliva mi scese dalla bocca aperta.
Nonostante soffrissi per la figa tumefatta dai colpi e dalla manganellata, andai avanti ed indietro furiosamente per qualche minuto gustandomi passo-passo il montare di un orgasmo straordinario che accompagnai con alcune pacche che sentii di dover dare al sedere visto che lui si limitava ad ondeggiare leggermente.
Che inetto! Quanto avevo atteso quel piacere oggi!
Non avevo ancora finito di gridare il mio godere che mi accorsi dell’imminente conclusione del mio partner, lo precedetti voltandomi di scatto e riaccovacciandomi tra le sue gambe ed iniziando un affannato pompino al malcapitato “violentato” sicuramente più di me qualche ora prima. … (segue)

Related posts:

  1. Stralcio dal diario di una troia (Parte 1 di 4)
  2. Stralcio dal diario di una troia (Parte 2 di 4)
  3. Stralcio dal diario di una troia (Parte 3 di 4)
  4. Stralcio dal diario di una troia (Parte 4 di 4)
  5. Diario verosimile di una visita al pantheon (Parte 1 di 4)
  6. Diario verosimile di una visita al pantheon (Parte 2 di 4)
  7. Diario verosimile di una visita al pantheon (Parte 4 di 4)
  8. Visita militare (Parte 1 di 6)
  9. Visita militare (Parte 2 di 6)
  10. Visita militare (Parte 3 di 6)
  11. Visita militare (Parte 4 di 6)
  12. Visita militare (Parte 5 di 6)
  13. Visita militare (Parte 6 di 6)

Altre cose da provare

screenshot del sito Anime Erotici
Le fantasie che le ragazze vere mai compiono...diventano realtà nei fumetti. Scopri il sesso dei fumetti e godi delle tue perversione più nascoste...

Clicca qui per entrare nel sito


screenshot del sito Tutto web cams
Puttane on line dal vivo per farti interagire con loro e sborrare in continuazione. C'è sempre qualcuno che ti farà venire con un orgasmo spaventoso!

Clicca qui per entrare nel sito