nov 11
Franca e Marco (Parte 2 di 2)
Franca accese l’abat-jour, tenendo così le luci basse, mise su un po’ di musica e preparò qualcosa da bere. Il divano su cui si sedettero era fuori dal mio campo visivo, ma li sentivo chiacchierare e ridere, le loro voci confuse dalla musica.
Poi mia moglie camminò fino al centro della sala, dove la potevo vedere, e cominciò a muoversi al ritmo lento della musica, tendendo le braccia verso Marco per invitarlo a ballare. Il cuore mi batteva all’impazzata…….. lui non si fece pregare e la prese tra le braccia. Ogni secondo volevo scendere e far finire quella situazione assurda, ma una strana eccitazione mi impediva di muovermi.
Poi mia moglie si discostò da lui per un attimo, e con un mezzo sorriso gli disse:
“Ti dispiace se mi levo la gonna? è stretta e mi dà fastidio ballando……. ”
E da vera troia lo fece, tenendosi però su le scarpe col tacco e restando in collant……. poi si riaccostò a lui. Inutile dirvi che Marco non riuscì più a resistere……le sue mani scivolarono sulla schiena di Franca fino al suo sedere, che cominciò a palpare e stringere. Si baciarono, sempre ballando lentamente, poi scivolarono verso il divano, di nuovo fuori dal mio campo visivo. Potevo però facilmente indovinare cosa stava succedendo….. mia moglie si stava facendo scopare in casa nostra, a pochi passi da me!
Quando la sentii dire, tra un sospiro affannoso e l’altro: “aspetta, fammi levare le calze, se no me le rompi”, come faceva sempre con me, cominciai a sfiorarmi l’uccello, che avevo durissimo.
Dovevano essere entrambi molto eccitati, perché la cosa non durò molto: Marco quasi urlò del piacere nel venire, coperto però dalla voce di lei che perso ogni pudore lo incitava:
“Sì, sì……. sfondami ti prego…. ”
I minuti successivi sembrarono durare un’eternità. I due parlarono e si sbaciucchiarono per un po’, poi Franca gli disse: “Vieni su in camera, gioia, non ho mica finito con te….. ”
Mi rifugiai nello studio di fianco alla camera, e sentii il nostro letto piegarsi sotto il loro peso, ai colpi di maglio che Marco le stava nuovamente dando.
Franca godeva in modo insolitamente rumoroso, tanto che anche Marco cominciò ad insultarla come meritava:
“Sei proprio una troia lo sai….. non hai mai goduto così vero? ”
Quando poi tutto, finalmente, finì, li sentii parlottare per un po’, poi Franca riaccompagnò Marco di sotto. Sentii Marco fare il mio nome, ma Franca gli disse di non preoccuparsi, e lo accompagnò alla porta.
Sentendo i suoi passi su per le scale, uscii finalmente dallo studio per affrontarla.
Mi guardò come se si fosse totalmente dimenticata che io esistessi:
“Ah, ma allora ci sei….. mi chiedevo che fine avessi fatto”.
La guardai, incapace di trovare le parole, in preda a mille emozioni diverse. Lei era sfatta, il trucco completamente stravolto, una vestaglia buttata sul suo corpo nudo, i capelli pure disfatti……. eppure non l’avevo mai vista così bella.
“è inutile che mi guardi così…… dovresti essere contento, avevi ragione tu su Marco”
Restai in silenzio.
“E adesso scusami, ma me ne vado a letto. Sono, come potrai immaginare, sfinita”.
“Eh no – le dissi – avrà ben diritto anche tuo marito adesso”
Le infilai due dita nella figa, ancora aperta e fradicia di umori. La spinsi in camera, poi sul letto.
Ero eccitatissimo. Mi tolsi solo i pantaloni, neanche i boxer da cui il cazzo mi usciva come un’asta, e la presi alla pecorina. Ero sovreccitato, e venni rapidamente, ma vedendo Franca sbavare sul cuscino ed irrigidirsi sotto di me, capii che era stato sufficiente per farla godere ancora.
Ci addormentammo insieme, in quello che era tornato ad essere il nostro letto.. FINE
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