apr 23
Gallina vecchia (Parte 3 di 5)
“Però mica male” si disse e lo strinse forte con una mano, mentre con l’altra saggiava la pesantezza dei testicoli che duri e gonfi completavano quella bella visione; fu un attimo perché sentì distintamente l’organo gonfiarsi e indurirsi ancora di più alla base, segnale che preannunciava l’eiaculazione ormai inevitabile e manovrò rapidamente per riuscire a prenderlo fra le labbra: non riuscì a cominciare neanche il pompino che Francesco si scaricò nella sua bocca con una serie di spruzzi violenti, gemendo e ansimando. Ora andava meglio; il primo orgasmo lo avrebbe sicuramente rilassato e preparato a ciò che in realtà era la meta di quella sera; la sua prima scopata. Ale si tirò su e lo osservò; sorrideva.
“Perché ridi”, gli chiese?
“Hai il mio seme che ti esce dai lati della bocca”, replicò lui dandole un bacio sulla fronte;
“Scusami se non ho saputo trattenermi, ma ero come impazzito, non credevo che tu. ”
“Zitto, va tutto bene, era necessario per calmarti un po’, ora possiamo riprendere con maggiore tranquillità, quella che ci vuole per fare bene certe cose”. Disse lei, ora spogliati tutto e poi spoglia anche me, lentamente, con dolcezza come piace a noi donne. Francesco obbedì, rimase completamente nudo davanti a lei; il suo pene non si era neanche afflosciato, aveva perso solo un po’ di durezza e i testicoli sembravano essere ancora belli carichi.
“Sei proprio un bel ragazzo e tra poco diventerai un uomo”,
“Ora toglimi il resto dei vestiti”. La gonna volò via e la camicetta già aperta la seguì; la donna rimase in mutandine e autoreggenti dello stesso colore del reggiseno: era bellissima e sembrava più giovane della sua età, d’altra parte lo sport serviva a qualcosa, riflettè lui che conosceva la passione di Alessandra per il tennis e la ginnastica.
“Toglimele, dai”, gli disse, e con movimento lento Francesco fece scivolare a terra l’indumento di pizzo scoprendo il folto e nero pelo pubico di lei. Sotto quello stava l’oggetto dei suoi desideri e di lì a poco l’avrebbe ottenuto. Perso in queste fantasie si lasciò prendere le mani dalla sua “maestra” e docilmente si inginocchiò ai suoi piedi cominciando a leccare la sua vulva;
“Allarga le labbra mettici dentro la punta della lingua”,
“Ora inserisci le dita”. Francesco non era esperto rispetto ai suoi amanti precedenti ma era certamente più voglioso di servirla sessualmente ed esaudire i suoi desideri: risucchiava con forza la sua vagina e beveva i suoi umori che ormai sgorgavano copiosi, muovendo le dita al suo interno. Senza sapere come toccò il clitoride e senza preavviso il corpo di Ale si impennò irrigidendosi; grandi ondate di piacere la attraversarono e scaricò i suoi liquidi sulla faccia di lui, poi le gambe le cedettero e sarebbe caduta senza il suo sostegno.
“Ohhh, sei stato incredibile”, gli disse con un filo di fiato dopo un paio di minuti necessari perché riprendesse le forze.
“Ora in fatto di orgasmi siamo pari”, rise lui e la baciò profondamente con la lingua; Ale che aveva in bocca il sapore del suo sperma senti adesso anche quello delle proprie secrezioni e intimamente ne fu felice. Lei aveva assaggiato lui e viceversa; ora non restava che concentrarsi sull’amplesso, il primo della vita di Francesco, quello che avrebbe ricordato per tutta la sua vita. Si ridistesero sul divano, lei sotto e lui sopra nella vecchia, cara posizione del missionario e la donna riafferrato il membro lo guidò lentamente all’interno del suo corpo, le sensazioni che il ragazzo provava erano intensissime; l’asta durissima era circondata dalla calda guaina femminile e un avvolta giunta fino in fondo lei lo invitò a cominciare a spingere: uno, due , tre colpi, il ritmo accelerò e Francesco ormai aveva capito quello che doveva fare e che lei si aspettava facesse; perfettamente controllato sembrava certo un amante inesperto, ma non certo un verginello con dei problemi.
“Meglio così” si disse lei, mentre sentiva il suo pompare nella sua vagina; il pene andava su e giù riempiendola completamente e strappandole mugolii di piacere.
“Si, così, aahh, si amore dammelo tutto, dai, oohh sei bravissimo, fammelo sentire fino in fondo, vieni dai, sborra”. Francesco godeva ansimando, ma sembrava resistere bene e mentre fotteva pensava che nel cambio tra Valeria e Alessandra per la sua prima lezione di sesso ci aveva sicuramente guadagnato; mentre era perso in questi pensieri, la donna pensò che fosse ora di portare al termine il rapporto e cominciò ad usare i suoi muscoli vaginali serrandogli il pene anche se non aveva raggiunto un nuovo orgasmo. La pressione sulla sua cappella affondata nelle profondità dell’organo femminile cominciò ad essere insostenibile e in un paio di minuti arrivò a venire con una scarica più copiosa della prima volta; tre, quattro spruzzi caldi le inondarono la vagina e posero fine alla scopata; il giovane mentre sborrava invocò il nome di lei e poi le crollò addosso esausto ma felice. Adesso il suo cazzo duro si stava rimpicciolendo e mentre lui si spostava per liberarla del suo peso le rivolse la domanda che sempre gli amanti inesperti rivolgono alle donne:
“Non sei venuta stavolta, vero? Ho sentito la differenza delle sensazioni che hai provato prima e non mi pare che adesso siano state le stesse, quindi. ”
“Non ci pensare”, rispose lei,
“è stato bello lo stesso e tu sei stato magnifico, non devi preoccuparti per me”.
“Si, ma vorrei lo stesso che tu godessi di nuovo, ti prego, possiamo rifarlo ancora e stavolta ti metterai tu su di me, guiderai tu il ritmo, ho letto da qualche parte che così la donna riesce sempre a venire”.
“Senti, senti. Pensi di sapere tutto eh? Ma guarda che gli orgasmi multipli sono roba per poche elette, non a tutte le donne riescono, mentre tu anche se sei un maschietto sano e voglioso hai già goduto due volte in pochi minuti; continuare ancora su questi ritmi potrebbe farti male”.
“Dai, ti prego, vieni qui su di me, andrà tutto bene”, la incalzò lui. … (segue)