Home / Gay e Lesbo / Devozione
copertina racconto erotico

Devozione

Sì, vorrei averti dentro, vorrei tanto tanto, vorrei che tu mi prendessi il culo e me lo sfondassi, sì, lo vorrei così tanto da quando l’altro giorno mi hai iniziato alle gioie dell’amore tra maschi io vorrei solo avere tra le mani il tuo uccello fantastico e sentirti ansimare alle mie spalle il tuo alito che mi invade e il le tue mani su di me….. tanto tanto ti vorrei.
Poi che ero sceso dall’autobus e mi dirigevo verso casa tua mi aspettavo di trovarti assorto nello studio del manuale di letteratura latina; lo studio con te è sempre bello perché mi fai comprendere molto e tu sei così vivo quando mi dici le cose e poi.
Insomma ero in attesa di un grande godimento intellettuale a parlare di Orazio e Catullo sorpreso di vederti nudo con solo un asciugamano a coprirti e tutto bagnato. ho fatto una doccia buttasti lì e se vuoi accomodati vengo con una birra e io pensavo beh si rivestirà ci vorrà un po’ di tempo e ho cominciato a cercare sulla scrivania il manuale di storia di letteratura italiana che dovevi prestarmi e vidi.
Vidi lo sconvolgente l’impressionante porno tra uomini aperto e direi consumati gli occhi tuoi su quei cazzi e i culi e mi si drizzò poi mi voltai e ti vidi tossii e tu mi porgi la birra e io bevo e parliamo di computer da acquistare e tu mi dai un’altra birra e io comincio a non reggere e rido un po’ di te e dico
“che sei sexy così con l’asciugamano” e tu dici
“davvero?” e io, ma sì che … e accavalli le gambe e vedo le palle tue penzolanti e di nuovo mi si drizza, cazzo è un uomo, penso, e io voglio una figa non un uccello e tu ti fai vicino e dici che perché non ti metti più comodo non mi ero neanche tolto il giubbotto e tu mi dici ti aiuto e sento che lo fai per accarezzarmi e ti accorgi che sono eccitato e dici
“posso toccarti?” e io no ma non impedisco che tu lo fai mi passi con il dito per la lunghezza del cazzo attraverso i pantaloni e poi io mi stendo e comincio a non respirare più normalmente mi sento come scoppiare e sento che tu mi sbottoni la camicia e che mi baci dolcemente e non so che fare cazzo non so…. e poi mi alzo di scatto e dico che fai?
Tu diventi rosso e dici scusa e mi metto la camicia prendo il giubbotto e me ne vado e mentre apro la porta mi giro e dico al diavolo e ti tolgo l’asciugamano e prendo il tuo uccello tra le mani e lo faccio diventare duro e grosso grande come mai ne ho visto un altro io che so solo del mio e tu ansimi e dici
“lascia fare a me” e mi spogli lento lento la camicia e poi mi sbottoni il pantalone e piano lo sfili e mi lecchi tutto il corpo e poi una mano entra dietro nel culo e scorre l’elastico degli slip e raggiunge il mio uccello e lo tocca e lo prende e lo libera e sento che con la bocca mi sei sulle palle e le ingoi le lecchi mentre la mano lavora sul cazzo e fa uscire il glande e dolce e piano mi fa fare su e giù.
Ti voglio tra i libri e tra le nostre cose sparse a terra sono come uno che vuole nutrirsi del tuo sesso oh com’era dolce nella mia bocca, lo leccavo e piano lo leccavo e tu che mi scopavi in bocca e lì sei venuto e io non sapevo se ingoiare e poi l’ho fatto e poi mi dici
“te la senti di avermi in culo?” e io
“sì sì sì sì” che tu sei violento allora e senza niente mi inculi e il dolore mi annebbia la vista e poi il godimento mi fa urlare zitto dici che ci sono gente vicina e poi mi sento pieno del tuo seme caldo e dici “
prova tu… dai” e mi porgi il culo e piano te lo metto dentro e piano te lo infilo e dico cazzo è più bello della figa e scopo come un forsennato e tu mi dici che sono fantastico che sono grande e vengo dentro di te e vengo in te e vengo mentre sono dentro te e mi sento come se fossimo una cosa sola una sola persona e ti sento mio e io tuo…….
E poi oggi penso io: è così che ci si ama tra uomini?

FINE

Leggi anche

copertina racconto erotico

In discoteca con il mio ragazzo (racconto lesbo)

Mi recavo in discoteca con il mio ragazzo e altri amici della comitiva, indossavo una …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.