giu 25

Grazie alla chat di Barbara (Parte 4 di 8)

Categoria Adolescenti,MasturbazioniErzulia @ 09:19

Rimanendo su di mè, con ancora la mia virilità dentro di lei, Barbara si lasciò andare e si appoggiò sul mio torace. Cominciò a darmi tanti piccoli baci, sugli occhi, sul naso sulle labbra.
“Grazie amore mio, sono come rinata, finalmente ritorno a provare i piaceri che può dare il sesso. Mi amerai ancora? O ti accorgerai di avere fatto l’amore con una vecchiaccia e non vorrai più niente da mè? Sappi però che quando vorrai, il mio letto sarà sempre pronto ad accoglierti , la mia topina si lascerà penetrare solo da tè e da nessun’altro. Solo tu potrai riempirmi con il tuo sperma giovane e caldo e quando te ne andrai io me lo terrò dentro di mè, dormirò con lui, lo sentirò colare tra le mie gambe e mi sembrerà sempre di averti continuamente dentro di mè. Pensa, potrò anche godere senza di tè, mi basterà sentirmi tutta la topina fradicia del tuo piacere! ” Che notte meravigliosa, intanto le luci del giorno invadevano la stanza, era ora di andare! Ma che fine settimana stupendo!!! Salimmo in macchina e ci dirigemmo verso la stazione dove mi aspettava il treno che mi avrebbe riportato a casa e mi avrebbe diviso da quella meravigliosa fonte di piacere! Arrivammo davanti alla stazione le presi la testa tra le mani e la baciai dolcemente. Ci scambiammo la promessa che ci saremmo rivisti presto! I giorni seguenti passarono con il solito fitto scambio di telefonate; la cercavo consantemente ed anche lei mi cercava, la volevo; finalmente dopo due settimane si sarebbe presentata un’occasione da non perdere! Lei avrebbe avuto la casa a disposizione per qualche giorno i figli sarebbero partiti, vinse anche questo ulteriore tabù e mi invito ad andare a trovarla a casa sua. Da quando suo marito era andato via di casa nessun uomo aveva più dormito nel suo letto ed ora aveva deciso che quel posto sarebbe stato mio! Ero eccitatissimo a questo pensiero non vedevo l’ora di riavere la mia Barbara! Finalmente arrivò il giorno dell’incontro; arrivai a casa sua e suonai! Erò lì davanti al suo portone ed aspettavo che lei venisse ad aprirmi! …aprì la porta, era incantevole! Aveva un vestitino leggero di quelli quasi trasparenti e notai che non portava il reggiseno; scesi con lo sguardo e vidi il suo perizoma nero! Ero già eccitato, mi avvicinai e le diedi un lungo bacio sulla bocca! Ci abbracciammo e mi fece entrare! Entrammo in casa e lei si sedette sul divano, mi avvicinai, lei afferrò entrambi i lati della mia tuta compresi i boxer e me la tirò giù; io ero rosso come un peperone e quella situazione mi faceva pulsare il cazzo in una maniera spropositata.
Il mio membro gonfio e duro ora era a pochi centimetri da suo viso, e lei lo guardava con due occhi sgranati, come un naufrago vede terra dopo mesi di oceano. Lo impugnò e me lo strinse forte. Aprì la bocca e se lo prese tutto in un unico movimento, facendo sfiorare i miei testicoli con le sue labbra. Rimase qualche secondo in quella posizione poi iniziò a spompinarmi facendoselo uscire quasi tutto e poi inghiottendoselo fino all’ultimo centimetro della mia mazza. Mentre non si stancava di ingoiare il cazzo, liberò i suoi seni e subito dopo, li unì facendo sparire il mio membro che era davvero duro e con la cappella gonfissima. La scopavo tre le tette e quando la punta della mia cappella usciva fuori, lei o la leccava con la punta della lingua, o ci sputava per renderlo fluido nello sfregamento con le sue tette. Liberò il mio cazzo dalla morsa delle sue tettone e mi giro facendomi piegare la schiena in avanti. Infilo la mano tra le mie gambe e raggiunse il cazzo, iniziando a masturbarlo, e quando la sua mano saliva sulla mia cappella la sua presa si faceva più possente e forzuta, procurandomi un immenso piacere. I miei occhi si sgranarono quando senti che con l’altra mano mi aveva divaricato le natiche e il mio buchino si stava bagnando sotto i colpi veementi della sua lingua calda. Nessuna donna era arrivata a farmi questo, e a dire la verità mi eccitava tantissimo ma ancora di più fui in estasi quando lei dopo alcuni minuti di leccate, mi girò nuovamente e se lo riprese in bocca, ma stavolta reinfilò la mano tra le mie gambe e mi penetrò l’ano con un dito, ritmandolo con la sua spompinata. Forse molti di voi penseranno che io abbia tendenze omosessuali, ma vi assicuro che non è così, ma farsi penetrare l’ano da una donna mentre ha il tuo cazzo tra le sue labbra è qualcosa di eccezionale; e anche se forse a livello fisico non ti da una enorme eccitazione, questo gesto, a livello psicologico vedere quella scena di una donna che fa quelle cose, l’eccitazione è massima; ecco perché ho detto di non essere omosessuale, perché il mio desiderio era sollecitato dalla mente non dai sensi. Sensi che stavo mettendo a dura prova; non c’è la facevo più, volevo liberami del mio succo, che premeva con insistenza. Ma lei mi sorprese ancora una volta: Si fermo mi fece indietreggiare e si alzo, dirigendosi verso il frigorifero. Prese un barattolo di margarina, e si appoggio al tavolo sporgendo il suo enorme culo in alto, prese la margarina e se la spalmò in corrispondenza del suo sfintere, penetrandosi anche con due dita, per lubrificarlo anche dentro. I miei occhi non avevano più pupille per guardare, e dopo un lungo periodo di silenzio, sostituito da soli gemiti:
“Dai Vieni a farcire questa bella torta con il tuo bel tavolozzo di cioccolato e panna! ” Io ancora con la tuta e i boxer calati mi misi dietro di lei e iniziai a far scivolare la mia cappella dentro il suo buco del culo che si dilatava sempre di più. Dopo due o tre colpi dove il mio cazzo era sempre rimasto fuori per metà, le ancora una volta prese l’iniziativa, allungando le braccia sul tavolo, spingendosi così all’indietro e facendo scomparire del tutto la mia mazza tra le sue enormi natiche.
“Devi farcirla tutta la torta non solo a metà! ” Io non riuscivo a dire una parola, non sapevo cosa rispondere e mi limitai a annuire anche se lei non poteva vedermi. … (segue)

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