giu 26
Grazie alla chat di Barbara (Parte 5 di 8)
Prese un barattolo di margarina, e si appoggio al tavolo sporgendo il suo enorme culo in alto, prese la margarina e se la spalmò in corrispondenza del suo sfintere, penetrandosi anche con due dita, per lubrificarlo anche dentro. I miei occhi non avevano più pupille per guardare, e dopo un lungo periodo di silenzio, sostituito da soli gemiti:
“Dai Vieni a farcire questa bella torta con il tuo bel tavolozzo di cioccolato e panna! ” Io ancora con la tuta e i boxer calati mi misi dietro di lei e iniziai a far scivolare la mia cappella dentro il suo buco del culo che si dilatava sempre di più. Dopo due o tre colpi dove il mio cazzo era sempre rimasto fuori per metà, le ancora una volta prese l’iniziativa, allungando le braccia sul tavolo, spingendosi così all’indietro e facendo scomparire del tutto la mia mazza tra le sue enormi natiche.
“Devi farcirla tutta la torta non solo a metà! ” Io non riuscivo a dire una parola, non sapevo cosa rispondere e mi limitai a annuire anche se lei non poteva vedermi. Abbattei i miei accorgimenti nel non farle male e iniziai a stantuffare con una veemenza animalesca, il mio cazzo scorreva per tutto il suo sfintere con una fluidità sorprendente; le stringevo con forza i fianchi e davo delle grandissime spinte con i reni, mentre sentivo le sue unghie solleticarmi i testicoli, perché probabilmente si stava masturbando quella fica a cui io non avevo dato il minimo interesse, sia perché Barbara aveva sempre guidato il gioco e la sua fessura principale non era rientrata nei suoi interlazzi, sia perché non sapevo se lei facesse uso di precauzioni, e non volevo che ci fossero degli strascichi drammatici, sapete a cosa mi riferisco. Non saprei dire per quanto tempo le sfondai il culo, ma dopo un po’ stavo cedendo e stavo per venire, lei forse se ne accorse perché il mio ritmo stava aumentando, e allungò una mano e mi afferrò il cazzo stringendolo forte; si rigirò e appena lo lasciò una copiosa massa di sperma ricoprì parte dei suoi seno, con due o tre getti molto veementi. Lei continuò a masturbarmelo mentre con l’altra mano si sollevo a turno le tette per portarsele alla bocca usando la lingua per ripulire le sue mammelle dal mio seme caldo. Ero completamente svuotato, ma lei non era sazia e si sdraiò sul tavolo.
“Dai, ora dopo la torta, vieni a bere un po’ di spumante. ” E così dicendo mi posò i piedi sulle spalle spingendomi verso il basso e tra le sue cosce, facendomi capire che gliela dovevo leccare. Certo non mi rifiutai dopo tutto quello che aveva fatto. Gli allargai le labbra della sua fica, molto folta di peli, e iniziai a scoparla con la lingua; lei iniziò a darmi delle spinte pelviche verso il viso, ed io rimembrante della sua troiaggine la penetrai con l’indice e il medio il culo e con il pollice la fica mentre la mia lingua leccava il suo clitoride molto pronunciato che ritmicamente mordicchiavo; non durò molto e dopo l’ultimo scatto verso il mio viso lei chiuse all’improvviso le gambe schiacciandomi la faccia e con un sordo gemito venne, mollando la presa. Io continuai a bere quello che lei aveva chiamato spumante, e poi mi alzai mi tirai su la tuta e mi sedetti sul tavolo accanto a Barbara che si stava accarezzando i peli e la parte superiore della sua fica. All’improvviso un rumore distrae il nostro riposo post-scopata! La porta della stanza si apre si apre e vedo entrare due giovani ragazzi; erano i suoi due figli che erano tornati prima per un guasto all’auto!
“E questi chi sono. ? ” chiedo
“I… i miei figli”
“I tuoi? ” Scoppio
“Allora copriti, non ti vorrai far veder nuda da loro”
“No, non dovete preoccuparvi” dice Marco, voglio far calmare tutti quanti, ma capirete che non è cosa semplice
“Non vogliamo mettere nei casini nessuno. Vi abbiamo spiati e… ci siamo divertiti”
“No, avete visto tutto? Ma non dovete pensare male, era si insomma io non sono mica, cosa credete che” la mamma quasi sta per piangere, Veronica le si avvicina e le accarezza la faccia, poi il seno tintillandole il capezzolo parlandole con tono soave
“Calmati mamma, calmati” poi facendosi più maliosa le chiede
“È sborra quella che ti esce dal culo mamma? ”
“S… si Veronica si… ma io” Non fa in tempo a finire al frase che sua figlia è sotto d lei a pulirle il buco del culo dalla sborra che le cola fuori
“Pensa te che troie… ” mi lascio
“Un po’ di rispetto per favore, in fondo sono sempre mia sorella e mia madre” dice Marco scherzandolo. Tutti e due scoppiamo a ridere, ora la tensione, almeno fra noi ragazzi è allentata, la cosa non si può certo dire per Barbara, che nonostante abbia la lingua di sua figlia infilata bel buco del culo, cerca ancora di negare l’evidenza.
“Ti dirò Marco” gli faccio io
“Tua madre è stupenda a letto, una vera regina del sesso. Ma vorrei potermi scopare anche tua sorella”
“Ora ne hai l’occasione non credi? ” mi dice. Veronica che ha sentito tutto si stacca dalla mamma e si avvicina, scambiandosi con loro reciproche intime carezze. Marco si avvicino alla mamma, si siede di fianco a lei, cominciando a toccarla in tutte le sue zone più intime che non aveva mai potuto nemmeno sfiorare.
“Marco sono sconvolta”
“E perché? Ci è piaciuto vederti all’opera. Io e Veronica ci siamo eccitati… sai mi ha fatto un pompino mia sorella”
“Marco non toccarmi li” le dice lei ma lui non l’ascolta ora le sta tintillando il clitoride e in breve la sente bagnarsi
“Ti voglio mamma. Non puoi dirmi di no. Voglio scoparti… lo sento che sei eccitata” Lei cerca di dire qualcosa, gli parla, ma ormai ha una mano avvolta sul suo pene che sta riprendendo vigore sotto i suoi colpi di mano
“Sei brava mamma… l’avessi scoperto prima”
“Che cazzo grosso che hai… ora farai godere la mamma vero? ”
“Si stenditi forza” La mamma si sdraia sul letto, divarica le gambe e Marco si posiziona fra le cosce assaporando con la lingua i succhi del suo piacere, pochi colpi di lingua dopo e la mamma gli viene in bocca. … (segue)
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