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Lug 01

Inverno (Parte 2 di 2)

Tag: Adolescenti, Coppie, TradimentiErzulia @ 7:20 pm


Ma quando lui lo fa, tu pensi che si sia consolato presto…
Pensi di cambiare.
Sì.
Avevi sempre detto che non avresti mai permesso a nessuno di cambiarti, di cambiare la tua gioia di vivere, la tua ingenuità, la tua fiducia negli altri.
E ti senti cinica, delusa… forse più forte? Ma sola.
Fai una telefonata
Ti sfoghi con un amico
E l’amico ti dice che lui ti vuole bene.
Hai voglia di essere abbracciata.
Hai voglia di morire.
Le due cose possono essere messe in pratica allo stesso tempo.
Qualcosa che hai sempre rifiutato.
Lontano da te.
Dal tuo modo di essere.
Serve per cambiare… per distruggere quella purezza che lui ama… e poi sbattergli in faccia il tuo nuovo modo di essere.
Ti fai tentare.
Ti fai descrivere come sarebbe. Chi sarebbe l’altro… lo conosci.
La sua voce è suadente, dolce… ti accarezza.
Tu pensi… quattro mani sulla tua pelle, tre lingue che si intrecciano, nuove sensazioni… fuoco per il corpo, fumo per la mente.
Ti è amico… dice di volerti bene.
Due persone che ti vogliono bene possono compensare una che non ti ama più?
Forse sì.
Accetti.
Ti fai dare delle istruzioni… c’è più di un forte carica erotica perché è… come un brindisi all’addio della giovinezza, dell’ingenuità.
Tutto è pronto, biglietti Alitalia in mano.
Stai per partire, ma senti un vuoto, un vuoto enorme, mentre ti vesti come ti hanno chiesto.
E pensi… forse adesso mi telefonerà, mi dirà che mi ama, e io non partirò.

Ritardi la partenza.
Fai finta con te stessa di aver dimenticato qualcosa.
Torni indietro, ti siedi, guardi il telefono muto.
E l’aereo parte senza di te. >

Un lungo istante di silenzio…
La donna alzò lo sguardo su di lui, tentando di leggere nei suoi occhi.
Un’infinita pena.
Lui avrebbe voluto abbracciarla, il tavolino li separava.
< Io ti amo, definitivamente>
Le labbra di lei si piegarono in una specie di sorriso asimmetrico.
< Cioè fino alla mia fine? >
< Ti amo… sappilo. Non ho giocato. Non ho mentito. Ieri mi sono difeso… sono difeso dalla tristezza. Da una tristezza insopportabile che sapeva di abbandono, di gelosia>
Gli occhi di lei, così scuri… come la notte che sentiva dentro… gridarono.
< Ma tu mi hai abbandonata, non io! >
Lui scosse il capo, posò la mano sulla sua:
< Non è così. è o non è, non esistono rapporti da ridefinire. >
< Ma se “è”… perché mi respingi, perché di nuovo la corazza? Questo mi ferisce ancora. >
Lui era deciso.
< Io non ti respingo… ti chiedo una cosa ingiusta e, sapendo che è ingiusta, mi difendo>
< E chi difende me? >
La mano si strinse sulla sua, possessiva.
< Io ti voglio… tutta e senza compromessi>
< E cosa avrò io? >
< Me, senza barriere, senza tradimenti, senza menzogne. Posso offrirti….. la dose minima di infedeltà. Quella consentita dalla mia situazione. Sono sposato. >
Quelle due parole le trafissero il cuore.
Lui, inesorabile, continuò.
< Ti tradisco istituzionalmente, ma è te che amo… ed è a te che penso. >
Il cellulare lo interruppe, lui sospirò.
< Questa volta devo rispondere, ora sai perché. >
Lei lo seguì con gli occhi mentre lui si allontanava verso l’uscita, sulle note di una musichetta metallica, triste parodia di un’aria meravigliosa.
Una parodia… sì.
Si alzò senza fretta, raccolse la sua borsa.
Fuori un vento gelido, si strinse nel cappotto.
Era inverno ormai. FINE

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