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Io sono Erzulia

Erzulia racconta fan disegna sulla schiena il logo del sitoLe dee pagane dell’amore, in Grecia e a Roma, avevano marito e figli. Erzulia, invece, non ha figli e tutti gli uomini di Haiti le sono mariti. Almeno tutti quelli sui quali ella mette gli occhi. Ad Erzulia, femmina fin nella punta delle unghie, è opportuno prestare amore ed obbedienza. Il suo amore è così forte ed esclusivo da non poter sopportare assolutamente alcuna rivale.

Le dee pagane dell’amore, in Grecia e a Roma, avevano marito e figli. Erzulia, invece, non ha figli e tutti gli uomini di Haiti le sono mariti. Almeno tutti quelli sui quali ella mette gli occhi. Ad Erzulia, femmina fin nella punta delle unghie, è opportuno prestare amore ed obbedienza. Il suo amore è così forte ed esclusivo da non poter sopportare assolutamente alcuna rivale.
Erzulia è l’equivalente femminile di Dambala. Tutti i giovedì e i sabato sera milioni di ceri bruciano in suo onore. Milioni di letti immacolati e profumati attendono la sua venuta. Piatti raffinati e bevande inebrianti, fiori balsamici e profumi ubriacanti le vengono offerti copiosamente. E centinaia di migliaia di uomini, di tutte le età e le classi sociali, si recano alla sua verde dimore per invocare il suo spirito. Durante quelle sere, nessuna donna mortale potrebbe posare una mano possessiva su uno degli uomini rivendicati da Erzulia. Essi d’altronde rifiutano la banchè minima carezza e perfino i piccoli ed innocenti vezzi coniugali. Nessuna donna può entrare nella stanza riservata al culto di Erzulia, se non per pulirla e prepararla per il Rito. Erzulia è il più ferocemente geloso di tutti gli spiriti di sesso femminile e centinaia di spose sono state definitivamente allontanate su sua richiesta.
Erzulia è stata addirittura assimilata alla Santa Vergine ma essa non ha niente in comune con l’immagine di una passiva regina o madre celeste. Essa rappresenta invece l’ideale dell’amore carnale. La sua lussuria raggiunge un tal grado di perfezione e di intensità, che qualsiasi altra donna al paragone sarebbe frigida e maldestra. Mentre la Vergine Maria e le sante della Chiesa vengono esaltate e venerate per la loro castità, Erzulia è, al contrario, adorata per la sua sensualità e la facilità con la quale si concede agli uomini. Erzulia è considerata una bella giovane donna forte e prospera, dai seni grandi e sodi, dalle anche arrotondate, dalle coscie possenti e agili. è una mulatta, ed i Negri si impolverano il viso di talco per impersonarla. Ella non è soltanto bella, ma anche ricca: porta una catena d’oro al collo ed un diamante al dito. Veste con splendidi abbigliamenti muliebri e spande profumi irresistibili.
Generosa ed indulgente con gli uomini, ella è per essi assai benefica: veglia sempre sulle fortune dei suoi fedeli e, in modo particolarissimo si cura del loro benessere materiale.
Nei confronti del sesso femminile, Erzulia si mostra invece intrattabile. Si dice: “una ragazza che abita in una casa dove c’è un altare in onore di Erzulia non troverà marito”. La dea infatti si diletta nel contrastare i progetti e le speranze delle giovani innamorate.
Perciò, le donne non hanno alcuna voglia di “darle da mangiare”. Erzulia, infatti, non sceglie solo i ragazzi più belli, distogliendoli dal matrimonio, ma getta anche di frequente gli occhi su uomini sposati. Quando l’uomo si accorge di essere stato scelto, appronta una stanza della sua casa nella quale la moglie preparerà in modo impeccabile il letto ma senza mai stendersi sopra per nessun motivo.
Dicono che un tale sacrilegio verrebbe punito con terribili rappresaglie alle quali nessuna donna potrebbe sfuggire.
In che modo un uomo capisce di essere stato scelto? Attraverso i sogni, dapprima in modo non molto chiaro. Una creatura bizzarra, difficilmente identificabile, gli appare in sogno e gli chiede di fare qualcosa che egli però non riesce a capire. L’uomo tende allora la sua mano verso delle ricche stoffe, che vorrebbe toccare ma che gli sfuggono continuamente.
Degli strani profumi gli stimolano le narici, ma egli non riesce a capire che origine possano avere: la sua memoria non riesce a ricordare di aver mai sentito niente di simile. Queste visite oniriche si fanno sempre più frequenti e precise. A volte Erzulia si mostra senza ambiguità al dormiente. Tuttavia, normalmente si tratta di manifestazioni evasive. Il fortunato prescelto cade malato. Gli piombano improvvisamente addosso diversi avvertimenti, più o meno sgradevoli, quindi arrivano gli amici che lo convincono di andare a consultare un hougan (sacerdote vuduista). Da quel momento l’essere misterioso che ossessiona i suoi sogni viene rapidamente identificato come la dea dell’amore. Il giovane uomo si sente rimproverare d’aver ignorato le divine proposte e di aver, di conseguenza, provocato un pericoloso risentimento! Se rifiutata, Erzulia si comporta in maniera totalmente “umana” e femminile. Ma un servizio propiziatorio, prontamente organizzato, con abbondanti offerte, è sufficiente per pacificare la dea offesa e per metter fine alle sventure del giovane.
In realtà le cose non sono sempre così semplici. Può accadere che l’uomo prescelto, sia seriamente innamorato di una semplice mortale e che occorra quindi da parte sua una lacerante rinuncia. Vengono raccontante delle storie d’amore che hanno resistito coraggiosamente fino all’imp0ossibile. Gli interessati resistettero nella lotta fin quando, schiantati dalla malattia e dalla cattiva sorte, non dovettero alla fine piegarsi di fronte all’inesorabile dea. Se non avessero ceduto, la morte avrebbe posto fine all’avventura, giacchè delle orrende sofferenze avrebbero colpito anche la troppo umana innamorata.
Tuttavia sono numerosi gli Haitiani che prevengono l’appello della insaziabile dea, per dedicarsi volontariamente al suo culto. Ciò equivale a fare un giuramento di castità. Se l’uomo non è ancora sposato, il suo attaccamento ad Erzulia lo farà restare scapolo. Se invece si tratta di qualcuno che ha già preso moglie, la vita coniugale diverrà ben presto così difficoltosa, che si arriverà rapidamente alla separazione e al divorzio.
Ci sono dunque due modi per diventare seguaci di Erzulia: per scelta personale della dea o per attaccamento e inclinazione spontanea.
Il “battesimo”, cioè l’iniziazione al culto di Erzulia, è un momento importante nella vita di un uomo ed è molto più dispendioso, per i vestiti e la festa, di un vero matrimonio. La cerimonia vera e propria culmina nella lavatura della testa del fidanzato. Costui indossa una lunga camicia da notte bianca e si distende su una stuoia di fibre di banano, intrecciata per la circostanza ed ornata con rami odoriferi, il sacerdote recita tre Ave Maria, tre Credo e tre Confiteor, cospargendo tutto il corpo giacente, di petali di fiori, poi egli immerge un ramo nell’acqua di una zuppiera bianca e asperge la testa del neofita, mentre gli iniziati e gli adepti intonano dei lunghi canti di amore, ad Erzulia. Spesso il testo dei canti è libertino e perciò difficilmente traducibile.
Gli houndi continuano a cantare per tutta la durata della cerimonia di consacrazione del giovane uomo, senza l’accompagnamento dei tamburi. I tamburi rimbombano dopo, mai durante un servizio in onore di Erzulia.
Lo hougan pettina accuratamente, da parte a parte con una riga in mezzo, i capelli del fidanzato, sempre disteso sulla stuoia, poi lo profuma tutto. In seguito gli rompe un uovo sulla testa e vi depone del riso cotto, innaffiato con vino di Madera ed avvolge tutto con un panno bianco. Durante tutto questo tempo non si è mai cessato di cantare. Si uccide ancora un pollastro sulla testa del neofita, tanto che il panno bianco diventa subito rosso per il sangue versato. Si ordina quindi al giovane uomo di alzarsi per l’ultimo atto di iniziazione. A volte, lo spirito di Erzulia lo “cavalca” immediatamente, e la dea si mette a parlare rapidamente tramite la bocca dell’iniziato, rivolgendosi ora all’uno ora all’altro dei presenti. Si è così arrivati al gran momento della “veggenza” amorosa.
Erzulia conosce alla perfezione ogni minimo particolare del comportamento sessuale e le inclinazioni di ciascuno dei presenti, sia per il passato come per l’avvenire. Nel frattempo si fa cuocere una nuova casseruola di riso senza alcun condimento. Al termine della visita di Erzulia, il giovane uomo dovrà mangiarne il più possibile. Ciò che avanzerà verrà sotterrato davanti alla porta della sua casa.
Lo hougan gli metterà poi al dito l’anello d’argento, benedetto con le formule adatte, che egli conserverà per sempre: si tratta in fondo di un vero e proprio matrimonio. Il novello marito porterà anche una catena d’oro, sotto i suoi vestiti, segnata con il sigillo di Erzulia.
La cerimonia termina con le libagioni rituali. Il sacerdote solleva i vini culturali vero i quattro punti cardinali, in offerta agli spiriti: quindi li versa per terra, in tre punti diversi, per spegnere la sete dei morti. La quantità, la qualità e la varietà dei vini dipende evidentemente dalla situazione finanziaria del nuovo iniziato.
Esiste una ricca letteratura popolare sulle disgrazie e fortune degli uomini e della dea del desiderio.
Ad Haiti non c’è bisogno di essere poeti od avventurieri per vivere realmente, e non soltanto leggere, uno di quei terribili romanzi d’amore vuduista, straordinariamente patetici librati tra lussuria ed estasi solitaria, nonché segnati dalla follia. L’atmosfera di indicibile euforia nella quale un modesto impiegato attende e si prepara a passare la notte con Erzulia, in una camera d’amore deserta, chiusa e silenziosa tra la vanità folle di sontuosi regali e tra lenzuola raffinate, raggiunge spesso la tragicità delle trasfigurazioni comuni a tutti i prigionieri volontari dei paradisi artificiali, di ogni tempo, creati in nome di un’identica esigenza di soprannaturalità, dove l’uomo raggiungerebbe finalmente l’agognata eguaglianza con gli dei insolenti!

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