set 03
La mia ragazza con mio cugino!! (Parte 1 di 3)
Eravamo due fidanzati modello. La mia lei una vera pudica dentro e verginella fuori. La sua situazione familiare volle che crescesse con i soliti pregiudizi che la donna deve indossare vestiti canonici e che è da svergognate far vedere uno strappo dei jeans. La madre, quando uscivamo faceva sempre delle storie per quei fottutissimi jeans. Io spesso rimanevo a dormire da lei perché i nostri paesi sono lontani. Il padre di lei era mancato anni addietro. L’andazzo di quella famiglia ridotta a due unità era il più rispettabile possibile. Facevamo l’amore nella sala che si trova lontana dalla camera della madre. Era sempre così attenta a non fare rumore che finii per rimpiangere la fidanzata precedente che godeva con una melodiosa voce di sesso. La mia ossessione era di trasformarla in troia. Mi piaceva l’ idea di vederla troia. Appena accennava ad esserlo io sentivo di amarla di più. Ma quando rinnegava quello spirito di vita avvicinandosi agli schemi della madre immacolata, automaticamente io mi allontanavo. Era bella! Cavolo se era bella. Aveva una pelle olivastra che d’ estate sembrava oro scuro. Le sopracciglia arcuate e degli immensi occhi verdi. Era un poco bassina, ma con due tette favolose. Non erano grandissime, ma prosperose ed abbondanti. Da tempo avevo scoperto la sua vera natura perché nella nostra intesa erotica venivano fuori le nostre fantasie. Io le proponevo di essere posseduta da vari uomini tutti assieme e lei aumentava i mugolii e gli spasmi mentre i n! ostri corpi si sbattevano. Io la trattavo da troia mentre la scopavo, a lei piaceva, e si esaltava quando le descrivevo l’eventualità che qualcuno intervenisse. Certe cose si capiscono proprio dai segnali che il sesso regala. Con altre donne ho provato ad avere la stessa intesa, ma producevo frustrazione e paura, per cui se facciamo il totale scopriamo che la vera natura di una donna viene fuori anche solo descrivendo le situazioni piccanti. Una fantasia ricorrente era quella di un secondo uomo. La gang bang (più maschi) era accettata parimenti, ma concentrarsi sulle persone reali che evocavo come terzi la eccitava di più. A volte scherzavo dicendole che avevo voglia di regalarle un vibratore, e lei come per contrastare il clima monastico della sua casa mi rispondeva che era meglio un cazzo vero. Per cui mi autorizzava a freddo, a proporre cose nuove nelle fasi sessuali. Ripeto il nostro paese in provincia non ci permette di esprimere appieno tutto. Ma questa storia mi ha segnato profondamente, e voglio scriverla. Capitò nel nostro paese un mio carissimo amico. Figlio di un cugino di mio padre. Venne solo. Ma iniziammo subito ad avere un’intesa particolare. Lui mi confessò più volte di essere felice di avere una ragazza troia. Ella, uguale alla madre rispettiva, nello spirito e nel corpo, era carinissima. Bionda con gli occhi azzurri, un visetto da madonnina ma troia fino in fondo nell’anima. Quando io dico troia ad una donna intendo farle un complimento. Mi diceva che nelle sue fantasie c’era di farla scopare da uno sconosciuto, e di poterla spiare addirittura senza che lei lo sapesse. Ma era fedele, e non voleva farlo. Io gli dicevo se lui glielo avesse proposto, e mi rispondeva affermativamente, ma era ancora giovane ed insicura. Credeva di essere l’unica così trasgressiva. Certo che a quell’ età, diciannove anni quasi venti, non si conosce il mondo ed ancor meglio non si conosce la nuova diffusione della libertà sessuale e dell’ esibizionismo. Ma andiamo per gradi. Eravamo al mare. Ed il cugino della montagna che ci era venuto a trovare ovviamente passava tutto il suo tempo con noi, tanto che era difficile trovare un attimo di intimità. La mia lei ha un appartamento nel mio paese. Quindi sfidando tutto e tutti io spesso mi fermavo a dormire da lei lasciando mio cugino a casa. Le nostre notti erano infuocate dalla fantasia di fare un triangolo. Io le ripetevo il nome del ragazzino (sette anni meno di me) e lei si eccitava al pensiero di essere posseduta da entrambi.
“Senti le sue mani sulle tette mentre io ti fotto …”
“Adesso mentre me lo succhi immagina che lui ti tocchi la fica e ti lecchi quelle meravigliose tette da troia ….. ”
“Siiii sono la tua troia e voglio scopare con due cazzi …. ” E la scenetta proseguiva tutte le sere. Una sera le chiesi se poteva uscire nuda sotto il vestito. Aveva una gonna leggerissima molto lunga ma di quelle simili ai “Pareo”, cioè con uno spacco laterale. Non si vedeva nulla certo ma lei nella sua vecchia castità si sarebbe sentita peccatrice, quindi era tanto. Sarebbe bastato staccarle il laccetto che faceva la fasciatura di quel pareo alla vita per averla al naturale. Mi piaceva l’idea di saperla nuda mentre tutti la credevano imbustata. Le si vedevano i capezzoli dal corpetto celeste, ed anche per quello si sentiva nuda. Non era abituata. Mentre eravamo sul lungomare in una passeggiata io presi sottobraccio mio cugino. E gli proposi un piano. Lui aveva un debole per la mia donna. Me lo aveva confessato un anno addietro quando eravamo andati a fare la settimana bianca. … (segue)
Related posts:
- La mia ragazza: nascita di una troia
- La mia ragazza
- Una bella ragazza di colore (Parte 1 di 3)
- Una bella ragazza di colore (Parte 2 di 3)
- Una bella ragazza di colore (Parte 3 di 3)
- Provocando mio cugino
- Sculacciata davanti a mio cugino
- La mamma della mia ragazza
- In gelateria con la mia ragazza
- La mia ragazza con mio cugino!! (Parte 2 di 3)
- La mia ragazza con mio cugino!! (Parte 3 di 3)
- Era davvero una bella ragazza (Parte 1 di 2)
- Era davvero una bella ragazza (Parte 2 di 2)





