set 04
La mia ragazza con mio cugino!! (Parte 2 di 3)
“Senti le sue mani sulle tette mentre io ti fotto …”
“Adesso mentre me lo succhi immagina che lui ti tocchi la fica e ti lecchi quelle meravigliose tette da troia ….. ”
“Siiii sono la tua troia e voglio scopare con due cazzi …. ” E la scenetta proseguiva tutte le sere. Una sera le chiesi se poteva uscire nuda sotto il vestito. Aveva una gonna leggerissima molto lunga ma di quelle simili ai “Pareo”, cioè con uno spacco laterale. Non si vedeva nulla certo ma lei nella sua vecchia castità si sarebbe sentita peccatrice, quindi era tanto. Sarebbe bastato staccarle il laccetto che faceva la fasciatura di quel pareo alla vita per averla al naturale. Mi piaceva l’idea di saperla nuda mentre tutti la credevano imbustata. Le si vedevano i capezzoli dal corpetto celeste, ed anche per quello si sentiva nuda. Non era abituata. Mentre eravamo sul lungomare in una passeggiata io presi sottobraccio mio cugino. E gli proposi un piano. Lui aveva un debole per la mia donna. Me lo aveva confessato un anno addietro quando eravamo andati a fare la settimana bianca. Ma era solo, adesso invece avevamo qualcosa in comune.
“Mi piacerebbe fare una cosa, una cosa che tu capirai non da cornuto, ma un gioco particolare con te e la XXXXX ….. ” Mi guardò allibito.
“Perché non mettiamo in pratica quello che sono le nostre fantasie? Facciamo una prova no? ”
“Io proporrò di andarcene a letto, tu farai finta di andartene, invece ti lascio la porta di casa della XXXX aperta. Tu ti introdurrai dentro quando te lo dirò io, poi salirai le scale e ti nasconderai dietro la porta di cucina. Attenderai fino a quando non capirai, sarò io a chiamarti …….. poi quello che succederà, nel bene o nel male sarà a tua volta offerto a me, tuo biscugino e vecchio amico ….. ok? ? ? ” Mi guardò con un sorrisetto a mezza bocca. Non si oppose ma non seppe dire nemmeno di si. Comunque quando ce ne andammo via lui si allontanò con gli altri mentre io e la mia lei ci incamminammo per il vicolo dove c’era l’appartamento-bordello. Non andò nell’altro paese, ma si mise fuori della porta della casa dove ero io e la mia fidanzata. Appena andò in bagno a struccarsi io andai ad aprire la porta per far entrare mio cugino. Lo feci andare su per le scale che portavano al piano superiore disabitato. Lui si sedette sulle scale da dove si sentivano tutti i rumori. Dopodichè lei uscì dal bagno con la vestaglietta di cotone. Era stupenda: senza reggiseno e senza mutandine ma quella vestaglietta di cotone risaltava la sua pelle scura. Le tette mantenevano uno stato di indurimento che non sarebbe mai servito il reggiseno. Le coscie scure finivano dentro quel bianco risaltante e semplice al di sotto del quale non c’era nulla. Il fatto che baciarla e stringerla potesse muovere quella vestaglietta corta scoprendo inavvertitamente le sue forme mi eccitava. Mi eccitava baciarla ed allo stesso tempo guardarci allo specchio. Mi sentivo in un film. Mentre la stringevo accarezzavo il cotone al di sotto del quale avrei dovuto sentire qualcosa ma invece sentivo la sua forma incontaminata. Se le stringevo i fianchi, il gonnellino da notte si arcuava mostrando la parte bassa del suo sedere. La presi da dietro, mordicchiandole l’ orecchio ed il collo adesso scoprivo a tratti la sua fichetta depilata guardando la scena allo specchio davanti a noi. Anche lei si guardava allo specchio, e nel profondo dei suoi occhi e dalla sua espressione lessi il fatto che fosse realmente troia: come mi piaceva a me. Accennavamo una danza sensuale e lei si toccava i fianchi sulle mie mani accompagnandomele sul gonnellino facendomi gustare la peluria e la morbida fica sotto di esso. Le toccavo le tette sul cotone, e le si scopri! va la fica. Era uno spettacolo sensualissimo. Peccato che non fosse un’abbronzatura integrale. Sapevo che da qualche parte mio cugino stava spiando. Non me l’ha mai detto, ma sicuramente lo fece, io l’avrei fatto. Poi si voltò verso di me e si abbassò prendendomelo in bocca. Ora io ero di fronte allo specchio. Se abbassavo gli occhi vedevo il suo labbro superiore che si gustava il mio cazzo superduro dall’emozione, se alzavo lo sguardo verso lo specchio vedevo me, le mie spalle e le sue spalle. Si era accovacciata sulle ginocchia per cui dallo specchio si vedeva spuntare il culetto dal vestitino da notte bianco. Poi si alzò, e come di consueto volle che gliela leccassi. Ma non era uguale. C’era qualcuno là con noi! E poi quel vestitino, non l’avevo mai leccata senza denudarla. Io mi sdraiai di schiena, e lei si pose sulla mia bocca. Il vestitino mi accarezzava la fronte mentre lei assecondava con brevi e lenti movimenti del bacino, la mia lingua sul grilletto. Si toccava i fianchi e poi prese le mie mani e se le mise sulle tette. La sdraiai sul letto e la devastai con la mia bocca. La percorsi tutta e le succhiai a lungo le tette. Era eccitata e gemeva. Le stringevo forte le chiappe mentre ci rotolavamo sul letto. Poi la scopai forte senza mai scendere, poi iniziai con le solite fantasie orali:
“Cosa vorresti che ti facessi ….. ? ”
“Scopami dai ….. ti prego fottimi ….. ”
“Cosa vorresti? ”
“Vorrei un altro cazzo, vorrei succhiare un altro cazzo mentre tu mi sbatti …. “. Allora mi misi di schiena, e lei scese dal letto perfarmi un bocchino. Vidi mio cugino pronto sulla porta, meno male che ancora non era entrato. Mentre lei me lo succhiava era a pecorina col culo verso mio cugino. Lui aveva un asta che gli scoppiava nelle mutande. Dopotutto, mi dissi, è solo uno sfregamento di carne, non lascia nessuna ferita. Non lascia nessuna ferita se fatto con la consapevolezza che il cuore non deve essere toccato. Un gioco e basta, senza proseguo. Mio cugino era innamorato della sua donna. Mai avrebbe pensato alla mia ben più grande di lui. Le toccavo le cosce mentre mi! succhiava il cazzo e dietro c’era lui. La fioca luce della lampada nascosta alla bisogna illuminava le gambe scure della mia coriacea troia. Erano divaricate. … (segue)
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