giu 01
La storia di Marco (Parte 2 di 4)
Ha bevuto un sorso.
“Indovino se dico che ti ha lasciato”
Lui ha singhiozzato e finalmente ha detto,
“Sì, mi ha lasciato. Non so perché.
Pensavo che tutto andasse bene. ”
Si è messo a piangere a dirotto e si è appoggiato alla mia spalla.
Fra i singhiozzi mi ha raccontato delle ultime settimane della loro relazione.
Sembravano le ultime settimane del mio matrimonio.
Luca era molto concentrato sulla sua carriera; Laura si sentiva trascurata, così si erano allontanati.
Poi, alcune sere fa, gli ha detto di avere un altro e che la loro relazione era finita.
Luca l’ha pregata ma lei l’ha lasciato.
Allora ha guidato tutta notte per venire qui perché pensava che ci fosse lei. Cosa potevo dirgli?
Non avevo alcun indizio che stessero rompendo.
Gli ho accarezzato la testa sperando che fosse sufficiente a confortarlo.
“Ascolta, Luca, puoi stare qui stasera. ”
Ha tirato su col naso “Grazie. ”
“Qualche volta mia figlia non capisce quanto sia valido quello che ha prima di perderlo. Ha preso da sua madre. Vieni su. ”
Mi sono alzato.
Ha guardato verso di me con un’espressione grata e ha sorriso leggermente. Ha preso il bicchiere e mi ha seguito.
L’ho condotto alla camera da letto degli ospiti.
Si è seduto sul letto e ha centellinato lo scotch.
“Ti va bene qui? ”
Ho domandato mentre sbirciavo il suo torace che si vedeva attraverso l’apertura dell’accappatoio.
“Starò benissimo. Grazie per avermi ospitato. è stato lungo il viaggio. ”
“Non pensarci. Cerca di dormire bene. ”
Ha guardato verso di me di nuovo con quello sguardo grato ed è sembrato voler dire qualche cosa d’altro.
“Grazie, Sig. Monti. ”
“Luca, chiamami Marco. ”
Ha sorriso e ha detto,
“Grazie, Marco. ”
Sono andato a letto pensando al bel giovane che dormiva nella camera vicina, rivedendo nella mia mente la vista di lui nudo nel bagno.
Se avessi avuto meno autocontrollo mi sarei inginocchiato ed avrei cominciato a succhiargli il cazzo.
Mi sono ricordato di un anno prima.
Con un colpo di fortuna avevo ottenuto i biglietti per il balletto.
Sapevo che Laura odiava il balletto.
Durante il suo soggiorno presso di noi d’estate avevo visto che Luca amava la musica classica così ho deciso invitarlo.
Sono sicuro che abbia pensato che era una buona occasione per ingraziarsi il papà della sua ragazza.
L’appuntamento è andato bene.
Luca si è divertito a cena e durante il balletto, ma è sembrato molto nervoso.
Non capivo se la ragione era come comportarsi con me o per alcune occhiate che ci avevano gettato al ristorante ed a teatro.
Credo che la gente pensasse che eravamo una coppia gay e trovavo la cosa ironica.
Dopo il balletto abbiamo fatto il giro di alcuni bar ed eravamo su di giri. Abbiamo preso un taxi che ci ha portato al mio appartamento in città.
Appartiene alla mia società ed il mio management ed io l’usiamo per alloggiare gli ospiti importanti. Luca mi ha sorpreso spogliandosi di fronte a me per andare a letto.
Era ancora abbastanza brillo ed instabile ed ha avuto difficoltà a sbarazzarsi dei vestiti.
Ha inciampato cercando di togliersi i calzoni ma l’ho sorretto.
Ha riso, leggermente imbarazzato, poi si è raddrizzato.
Quando è rimasto il boxer e calze è andato barcollando verso le camere da letto.
Stavo ridacchiando quando si è girato per domandarmi dove doveva andare.
Mi sono avvicinato e l’ho accompagnato alla sua camera da letto.
Si è abbattuto sul letto e si è addormentato immediatamente, senza andare sotto le coperte.
Questo mi ha dato la possibilità di osservare bene il suo corpo.
Di solito non sono attratto da individui più giovani, ma ho fatto un’eccezione per Luca.
Ho memorizzato ogni centimetro del suo fisico scultoreo.
Sono stato tentato di togliergli le mutande ma l’immagine inorridita di Laura mi è balenata nella mente.
Sono uscito dalla stanza.
Ho ammesso a me stesso che mi stavo innamorando.
Quella sera era stata la più divertente che avessi avuto da anni.
Luca era una compagnia così meravigliosa, e poi vederlo quasi nudo.
La sola cosa che avrebbe reso perfetta la situazione sarebbe stata se avessimo fatto l’amore.
Quella notte mi sono masturbato per la prima volta da quando ero ragazzo.
Fantasticavo che io e Luca facevamo l’amore sulla riva del lago nella mia villa.
Lo baciavo appassionatamente.
Sentivo la forza del suo corpo muscoloso.
Assaggiavo il suo cazzo.
Spingevo il cazzo nel suo culo e poi sentivo lui che mi penetrava.
Sono venuto con l’immagine di Luca sdraiato sulla sua schiena, a gambe alzate, col mio cazzo che pompava dentro e fuori nel suo buco stretto.
Un anno più tardi ero esattamente nella stessa situazione, agitavo col pugno il mio cazzo mentre fantasticavo di fare l’amore col giovane sdraiato nudo nella stanza accanto. “Marco? ”
Mi sono gelato.
Non avevo sentito Luca aprire la porta.
Ho guardato verso la porta e ho visto la sua silhouette.
Era appoggiato allo stipite ed posso dire che era nudo.
“Marco, sei sveglio? ”
Si stava comportando in maniera gentile perché ero sicuro che anche nell’oscurità aveva potuto vedere che mi stavo masturbando.
Ho allungato la mano verso la lampada del comodino senza essere esattamente sicuro di dover accendere la luce.
“Aspetta, Marco. Restiamo allo scuro. Debbo dirti qualche cosa. ”
Mi sono sdraiato sulla schiena mentre lui si avvicinava.
Un’immagine fugace di quello che sarebbe successo poi è balenata nella mia testa.
Ho cercato di dire qualche cosa ma non riuscivo.
Tutto quello che ho potuto fare è stato emettere un gutturale “Sì? ” che è suonato patetico.
Luca si è inginocchiato vicino al letto e potevo vedere i suoi occhi nella luce fioca che filtrava dall’esterno.
“Marco, ti ho detto una bugia. Non sono venuto qui perché Laura mi ha lasciato. Abbiamo rotto la settimana scorsa ma me l’aspettavo. Mi ha detto che si era innamorata di un altro, il meccanico del garage dove lasciava la macchina. Allora gli ho detto che ero innamorato di qualcun altro. … (segue)
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