ott 13
Lecca Lecca (Parte 3 di 7)
Il cuore accelerò i battiti, mentre guardavo come camminava ed il suo bellissimo sedere con il perizoma che non nascondeva proprio nulla. Appena prima di aprire la porta si girò, si bloccò con le gambe in posa sexy e mise un dito sotto la parte anteriore del perizoma. Spostandolo di lato, mi mostrò la sua figa completamente depilata. “Eccoti qualcosa a cui pensare fino a stasera, Angela. ”
Ebbi un giramento di testa, e avrei voluto correre da lei e mettere la faccia tra le sue gambe, per assaggiare quello che mi stava offrendo. Ma prima che potessi muovermi era uscita. Che tensione erotica! Le gambe non mi sorreggevano più, e mi buttai sul letto. Ancora con la visione fantastica di Marie che me la faceva vedere, ficcai le mani dentro i jeans e infilai due dita dentro la figa bagnata. Mi pizzicai un capezzolo con l’altra mano e mi feci un ditalino velocissimo, finché venni dimenandomi sul letto. Quando aprii gli occhi, guardai in alto verso lo specchio sopra il letto. La vista del mio viso trasformato dall’orgasmo, la mia schiena arcuata e le mani che si muovevano velocissime mi scatenò un’altra ondata di piacere. Non vedevo l’ora di vedere nello specchio noi due che ci leccavamo la figa e il culo! Questo pensiero mi eccitò ancora di più, e venni con un terzo orgasmo. Ormai ero tutta sudata, ed avevo goduto da sola come poche volte. Portai le dita alla bocca, per assaggiare i miei succhi. Il modo migliore di concludere una masturbazione! Poi mi addormentai, con la mano ancora ficcata dentro i jeans, sognando di fare l’amore con Marie.
Quando mi svegliai, mi trascinai in bagno e aprii la doccia. Rimasi a lungo sotto il getto caldo, insaponandomi tra le gambe e dappertutto. Mi aprii il sedere con una mano, e infilai il dito insaponato nel buchino, per pulirlo alla perfezione. Adoravo farmi leccare il buco del culo, e volevo che fosse perfetto per Marie. Dopo essermi asciugata i miei corti capelli neri, mi infilai un vestitino di cotone primaverile, a fiori. Era un po’ troppo piccolo in alto, e lasciava intravedere le areole dei capezzoli. Era anche corto: copriva appena il sedere ed il cavallo. Mi misi un paio di mutandine da bikini rosa, che erano anche loro un po’ piccole, lasciando uscire molto del sedere e stringendo bene sul davanti. Una collanina d’oro ed i miei sandali con i tacchi alti completarono l’opera. Mi specchiai, e sorrisi alla vista del risultato: collo lungo, braccia e spalle nude e lisce, due belle tette, con gambe lunghissime ed una traccia di rosa nel punto d’incontro. Potevo sembrare nuda al buio: esattamente l’effetto che volevo. Se questo non segnalava con chiarezza “Voglio scopare, ” niente altro avrebbe potuto farlo.
Alle otto in punto, sentii bussare alla porta. Aprii e respirai a fondo. Marie indossava un vestitino nero, che le sembrava dipinto addosso. Aveva una profonda scollatura, ed era cortissimo. Le gambe ne uscivano completamente, e terminavano con un paio di scarpe con i tacchi alti, molto sexy. Attorno al collo aveva una fascia nera, con un cuoricino d’oro appeso.
“Sei fantastica, ” dissi senza fiato. Lei sorrise radiosa, e lentamente si girò per farmi ammirare tutto. Poi si mise le mani ai fianchi, con le gambe allargate a far sembrare il vestito ancora più stretto, e disse, imitando la voce di una ragazzina: “Pensi che sia scopabile? ” La abbracciai e la baciai profondamente. Spingemmo i nostri corpi uno contro l’altro, mentre Marie mi stringeva il sedere.
Al termine del lungo bacio, disse: “Lo prendo come un sì. ”
“Stai scherzando? Vorrei buttarti sul letto e scoparti fino allo sfinimento, adesso, subito. ” La baciai ancora sulla bocca, con le lingue che duellavano.
“Ti è rimasto in mente quello che ti avevo mostrato? ” Mi chiese sussurrando in un orecchio, mentre le mani vagavano dappertutto sui nostri corpi.
“Continuamente. Ci sto pensando ancora. ” Dissi con un gemito mentre lei mi accarezzava il sedere.
“Beh ragazzina, sei veramente deliziosa. Avrò il mio daffare stasera per tenerti per me. ”
“Perché non restiamo qui a giocare? ” La pregai, cercando di tirarla dentro in camera.
“Perché, primo, c’è un party e balleremo, berremo e faremo veramente le puttane. E quando saremo tutte e due così arrapate che saremo pronte a farlo per terra come degli animali, torneremo qui di corsa e ci faremo godere e godere e godere. ”
“E sei io volessi proprio scoparti sul pavimento come un animale? ” Dissi, ed entrambe scoppiammo a ridere eccitate come scolarette. Poi chiusi la porta e presi la mano di Marie. “Va bene, hai vinto. Facciamo le puttane. ”
Quando entrammo nella discoteca, l’energia sessuale presente mi colpì come un’onda di piena. Era una stanza piccola, grande come quattro garage, piena di luci nere, luci colorate e stroboscopiche. C’erano divani e cuscini tutto attorno, ed un juke-box che suonava musica rock. The Doors. Le luci erano agganciate al juke-box e lampeggiavano a tempo di musica. Un bar serviva vino e birra. Una ventina di ragazze erano sulla pista da ballo, che si agitavano e si scontravano ballando. Un’altra dozzina erano sparse per la stanza, mentre sorseggiavano qualcosa e chiacchieravano. Notai anche che qualcuno era fuori dal gruppo: una ragazza era distesa su un tavolo, senza reggiseno, mentre un’altra le stava leccando e massaggiando le tette.
“Questo posto è fantastico, ” dissi. Poi Marie mi prese per mano e mi tirò dentro il gruppo sulla pista da ballo. Era così affollato che era impossibile ballare senza strofinare il sedere o le tette contro i corpi delle altre ragazze. E che corpi. Erano le più belle ragazze che avessi visto tutte assieme, e tutte si muovevano in una danza provocante ed erotica: sembrava quasi un’orgia. Capii che tutte volevano toccare ed essere toccate. In un attimo, ci furono mani e dita soffici che esploravano ogni parte del mio corpo.
Sentii un paio di tette sulla schiena, mentre una ragazza appoggiava il pube contro il mio sedere. Sopra la musica, appoggiò le labbra al mio orecchio e disse: “Ti voglio. … (segue)
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