ott 16
Lecca Lecca (Parte 6 di 7)
Marie barcollò: le mancavano le forze. Mi fermai un attimo guardandola negli occhi.
Lei sorrise e mi pregò: “Sono così vicina, piccola, non fermarti. ” Subito ricominciai a leccare e succhiare, la figa e tutta la zona attorno. Morsicai l’interno della coscia, le succhiai il clitoride, e poi arrivai al buchino. Infilargli la lingua nel buco del culo mi eccitava da morire.
“Oh, ecco! Sto godendo! ” Disse, ed emise dei gemiti di passione. Il suo corpo tremava tutto. Era una di quelle ragazze che quando vengono urlano e tremano tutte! Mi prese la testa con le mani e la spinse forte contro di sé, mentre godeva, tremava tutta e gemeva. La sua figa ebbe delle pulsazioni, e ne uscì un fiotto di umori. Il suo buchino si allargò e si restrinse ancora. Le presi il clitoride tra le labbra e lo succhiai, forse facendola venire ancora, dato che continuò per un po’ a tremare ed a dimenarsi. Gemette mentre prendevo in bocca tutta la sua bocca, lasciando che assaporasse i suoi succhi. Mi leccò tutta la faccia, e poi ruppe il bacio, per parlarmi con gli occhi sognanti.
“è la cosa più erotica che qualcuno mi abbia fatto, ” disse, leccandosi le labbra. “Dio mio, che troia che sei. ” Risi e la tirai a me, infilando le mia gambe tra le sue e strofinandole contro la sua figa.
“Sei stata tu a dire che dovevamo fare le puttane. ” Risposi sorridendo felice. “Sto solo facendo quello. ” Le presi le mani e la portai verso il letto. I nostri occhi erano persi gli uni in quelli dell’altra.
“E adesso, non dovevamo scopare come degli animali? ” Ridemmo mentre mi sedevo sul letto e mi toglievo i sandali. Mi distesi sulla schiena e spalancai le gambe.
“Giochiamo un po’, ” dissi. Si piazzò tra le mie gambe.
“Che tipo di gioco? ” Disse sorridendo interrogativa, in ginocchio con le mani sulle anche.
“Un gioco da ragazzacce! ” Dissi, strusciando il mio piede sulle sue cosce. Poi misi il piede sulla sua figa, e le infilai l’alluce dentro. Era fradicia. Marie mi prese il piede e succhiò il mio alluce. Poi mi accarezzò l’interno delle cosce, mentre i suoi occhi erano fissi sulla mia figa. Le piaceva guardarla, era ipnotizzata. Infilò un dito dentro.
“Le ragazzacce si divertono un sacco. ” Si portò il dito alla bocca e lo leccò. “E sono cosììì buone! ” Disse. Con una risata, feci un balzo all’indietro ed alzai le gambe, mostrando la mia figa e il culo, mentre me la aprivo con le dita. Marie emise un gemito. Le piaceva, la voleva. Mi infilai un dito dentro, e tirandolo fuori sparsi i miei succhi tutto attorno. Feci uscire il clitoride, per farglielo vedere. Non si era ancora accorta di quant’era grande quando ero eccitata. Quando usavo le dita per farlo uscire del tutto, era lungo due centimetri!
“Ti piace? ” Chiesi, mentre lo strofinavo con le dita, con il tocco che mi faceva tremare tutta. Marie era ammutolita. Aveva solo gli occhi spalancati e si leccava le labbra. Camminò a quattro zampe sul letto finché arrivò a me, con il viso sopra alla mia figa, sempre con gli occhi fissi. Poi venne ancora verso di me e si lasciò andare, mentre i nostri capezzoli si incontravano in un eccitante duello. Le nostre pelli soffici che si strusciavano, i capezzoli che giocavano tra loro mi fecero girare la testa. La abbracciai con le braccia e con le gambe, stringendola forte. Infilai la lingua tra le sue labbra ardenti e lasciai che me la succhiasse. Agganciai le gambe tra loro in alto sulla sua schiena, e spinsi la mia figa contro la sua, come se volessi infilargli dentro il clitoride. Lei grugnì e rispose alla spinta. Ci muovemmo, pompando finché in nostri clitoridi non vennero a contatto diretto. Quando lei sentì il mio clitoride, molto più grande del suo, riuscì ad urlare: “Chiavami, piccola, ” con la bocca ancora incollata alla mia. Avevamo entrambe il bacino che si muoveva forsennato, pompavamo veloci con il sudore che ormai ci copriva tutte. Si sentiva il suono delle nostre fighe fradice che si strofinavano tra loro, in un puro rapporto lesbico. Eravamo senza fiato, e fummo costrette a rompere il bacio, mentre un gemito usciva dal più profondo. Gli occhi di Marie erano chiusi ed il suo viso era inondato dal sudore. Grugnivamo come degli animali quando l’orgasmo ci colpì quasi contemporaneamente. Spinsi la figa verso la sua con tutte le mie forze, mentre mi girava la testa. Vidi le stelle, e diventai quasi sorda. Il più potente orgasmo della mia vita. Le coprii di baci il viso, finché lei non aprì gli occhi.
“Credo di essere innamorata, ” dissi, e la baciai profondamente nella bocca, infilando la mia lingua dappertutto, sui denti, nella gola, sotto la sua lingua. Lei mi ritornò il bacio con passione, mentre io sentivo un altro orgasmo che montava.
Improvvisamente Marie ruppe il bacio. “Devo succhiare quel tuo clitoride fantastico, piccola, ” disse distendendosi tra le mie gambe. Sentii le sue dita che mi aprivano tutta. Guardavo il mio clitoride che svettava per lei, e vidi che formava una piccola O con le labbra per succhiarlo meglio. Iniziai a godere subito, non appena me lo prese tra le labbra ed iniziò a succhiare. Era il proseguimento dell’orgasmo precedente, non smettevo di godere e di dimenarmi. Lei non smetteva di succhiare e leccarmi tutta. Tra una leccata e l’altra, mi disse: “Dio Angela, è come un piccolo cazzo! ” Volevo risponderle, ma non riuscivo più a parlare. Godevo senza fine. Prese le mi ginocchia e mi piegò le gambe sul torace, e poi cominciò a leccarmi tutta verso il basso, verso il buco del culo. Mi bagnò tutta con la lingua, mentre mi stuzzicava il buchino. Intanto due, tre, quattro dita erano infilate nella mia figa, e lei continuava a leccare e stuzzicare il buco del culo finché non urlai: “Dio, come lecchi bene! Sei proprio una troia! ” Marie mi fece venire ancora per due volte, due ondate di orgasmo.
Dopo qualche minuto di abbandono totale alla lingua di Marie, che continuava a leccare senza sosta, aprii gli occhi e vidi la nostra immagine nello specchio sopra il letto. … (segue)
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