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Set 25

Lisa (2 di 2)

Tag: Adolescenti, Esperienze, RaccontiErzulia @ 11:32 pm


Dopo un lungo ed attento massaggio al “povero” clitoride ormai eretto all’ inverosimile, ecco che decido di passare all’ azione. A questo punto pero’ Lisa si sveglia e colto di sorpresa cerco rifugio gettandomi a lato del letto e strisciando verso una tenda. Comunque riuscivo ancora a vederla: era stupita di trovarsi cosi’, stesa nel letto, seminuda e stranamente bagnata. Si sentiva strana, quasi eccitata, senza riuscire a capire il perche’. La cosa pero’ le piaceva molto, tanto che fece scivolare la mano verso la vagina ormai lubrificata e comincio’ ad accarezzarsi dolcemente. Il suo dito percorreva con rara maestria le grandi labbra, soffermandosi di tanto in tanto per stuzzicare il clitoride, quasi volesse strappare questo povero lembo di pelle; nello stesso tempo, con possenti colpi di reni, cercava di aumentare il piacere. Ero allibito: la conoscevo da ben 5 anni ma non pensavo che fosse cosi’ porca; decisi di rimanere nel mio nascondiglio per osservare. Lei ansimava sempre piu’ in sintonia con i suoi movimenti e le sue mani ormai aprivano le labbra con una furia selvaggia: era colta da un vero e proprio raptus sessuale. Poi si fermo’ per un attimo, ormai senza piu’ fiato, stesa con le gambe semiaperte e la maglietta del pigiama rialzata fino al seno, non ancora toccato. Il suo corpo era incorniciato da piccole gocce di sudore, che la rendevano ancora piu’ desiderabile e le sue gambe rivelavano l’ intensa attivita’. Ero distrutto, infatti non potevo fare il minimo movimento nonostante fossi sul punto di eiaculare… Ad un tratto riprese lo spettacolo: infatti Lisa prese un cuscino e comincio’ a strofinarlo tra le cosce, stringendo le gambe ad ogni contatto con la figa. Piu’ premeva piu’ la stoffa liscia accarezzava le labbra, provocandole un piacere che mi pareva totale. Immaginavo di trovarmi tra quelle belle e possenti gambe, con una mano occupata a toccarle il seno, mentre con l’ altra intento ad accarezzare quel desiderabile pertugio chiamato ano. Ad un tratto pero’ mi cadde il mondo addosso: infatti Lisa si fermo’ e disse: “xxxx adesso che sono pronta puoi uscire” (!). Mi sentivo una merda, ma rimasi nascosto, anche se il mio pene rivelava la mia presenza… Lei si ricompose un attimo, si alzo’ ed apri’ la tenda: “toh”-dissi- “guarda un po’ dove sono finito…”. Senza scomporsi si inginocchio, prese il mio cazzo tra le dolci mani e comincio’ a masturbarmi lentamente. Stavo per esplodere, ma lei continuava imperterrita. Le mie gambe si piegavano ad ogni suo movimento; la cappella era un blocco turgido e marmoreo, pronta a riversare il fecondo liquido. Sentivo le sua dita percorrere tutta la mia verga, anche se la sua attenzione era tutta per la parte sommitale. Sembrava capire ogni mia sensazione di piacere: infatti ad ogni mio ansimo lei rispondeva aumentando o diminuendo il suo movimento. Mi massaggiava i testicoli e con le unghie mi segnava la cappella. Ogni lembo della mia pelle era passato sotto le sue attenzioni, quando, ad un microsecondo dall’ eiaculazione, si fermo’ , mi guardo’ e morse la punta della cappella. Sentii un terribile dolore accompagnato da scossa che mi attraverso’ il corpo, e lo sperma comincio’ a fuoriuscire abbondantemente. Ad ogni contrazione Lisa rispondeva mordendo (questa volta con piu’ dolcezza) la base della cappella che ormai era sparita nella sua bocca. Il piacere percorse tutto il mio corpo, dai piedi alla testa; stavo per svenire, la vista mi si annebbio’ e mi accasciai per terra- Alla fine ci rialzammo. Lei con la bocca ancora bagnata mi bacio’ intensamente, mentre con la mano continuava ad accarezzarmi il pene, ormai ridotto ad un semplice “moncherino” stanco. Subito dopo si allontano’. Prima di andarmene le chiesi se poteva esaudire un mio desiderio: doveva chinarsi per mostrami il culo. Detto e fatto la trovai piegata a 90°, con il culo rivolto verso di me. Mi avvicinai e con un possente colpo di reni , la penetrai, dato che ormai il mio soldato era tornato in “vita”. Il contatto e la penetrazione furono dolorosissime sia per me sia per lei, ma appena dentro sentii un dolce calore mentre il suo culo accoglieva il mio mebro, avvolgendolo molto strettamente. Lei si dimenava come un’ indiavolata, ma la mia forza, in quel momento, si era centuplicata, e la tenevo bloccata. Piu’ si muoveva piu’ mi provocava dolore, che si trasformava in piacere; cominciai a muovermi dentro avendo cura, almeno all’ inizio, di non esagerare. Ad ogni colpo le nostre gambe si piegavano e ci trovammo completamente distesi per terra, lei sotto io sopra. Adesso pompai sempre piu’ forte, dato che il pavimento faceva da “ammortizzatore” ed il suo culo si era ammorbidito. Alcune fitte di dolore ogni tanto mi fermavano e mi davano una marcia in piu’; lei soffriva davvero: piangeva e con voce strozzata mi chiedeva di smetterla. Io come un animale continuai a penetrarla, sempre piu’ forte sempre piu’ a fondo per una, due, tre volte. Piu’ i secondi passavano piu’ il suo corpo cedeva, e piu’ io sentivo tremende fitte. Ormai lei era immobile e mi lasciava fare ogni cosa. I miei colpi divennero sempre piu’ frequenti e lei gemeva come una bambina. Il momento solenne stava per venire e per godere di piu’ riuscii a farla mettere a 4 zampe (ormai ubbidiva per far finire il martirio prima possibile). In quella posizione i miei colpi divennero piu’ efficaci e dolorosi, anche perche’ ormai il mio pene sguazzava dentro di lei quasi interamente. Poi venni : fu una vera e propria esplosione di sperma che le allago’ l’ intestino. Lei lancio’ un piccolo urlo e scivolammo nuovamente per terra ed io continuai a penetrarla per sfruttare ogni minimo momento fino a quando, esausto, mi fermai. Lei era praticamente in coma, in un mare di lacrime. Rimanemmo cosi’ per alcuni minuti, quando sfilai il mio pene e mi rialzai. La raccolsi da terra e la adagiai nel letto. Mi sentivo male ma, dopo averla rivestita, mi allontanai come un ladro. Da quel giorno non ci siamo piu’ scambiati nemmeno un monosillabo, dopo 5 anni di “affettuosa” amicizia.
Accetto, come prima, commenti.

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