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Nov 18 2008

Dopo una bella inculata lui le riempie la faccia di sborra calda

Tag: Buchetti squarciatiSpacash @ 2:09 pm


Immagini e video della Categoria “Buchetti squarciati”.
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Nov 18 2008

Baby Dolls

Tag: DomesticheBaby Doll @ 9:47 am


Cast: Britney Skye, Jackie Moore, Charmane Star, Simone, Serena South, Faith Lamour
Copertina Retro
Link: Vai al sito categoria: Domestiche
Studio: Baby Doll Anno: 2003
Genere: Milf Serie: Baby Dolls
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Nov 18 2008

Il Capodanno galeotto (Parte 6 di 7)

Tag: Coppie, TradimentiErzulia @ 9:10 am


Lei ripulì tutto in silenzio e deglutì tutto il deglutibile; indi, in preda ad una foia incontenibile lo strabuzzò, lo risucchiò, lo saettò con la lingua: insomma tanto fece che il tenero virgulto risorse a nuova vita:
“Ora mettimelo dentro che lo voglio”
A questa richiesta il mio istinto rispose obbligandola a mettersi a pecorino ed infilzandola come uno spiedino di carne. Entrai in lei di colpo e, cominciando a pompare, le strappavo i vestiti di dosso, liberandole completamente le tettone ed i fianchi. Da questa nuova prospettiva vedevo un culetto fatto d’ebano che occhieggiava ad ogni ritmica pompata. Mentre le strizzavo le tettone ballonzolanti, al suo ennesimo orgasmo mi venne l’idea di usare il garofanino scuro che sembrava palpitare invitante ad ogni orgasmo. Detto fatto: mi sfilai e mi appuntai, madido dei suoi stessi umori, sul tenero buchetto. Forse gli umori, forse la foga, sprofondai diretto nel suo intestino, senza consentirle di ribattere.
“No mi fai male, non voglio, li, fai piano uhm, te ne uhmm, prego … ”
Le sue invocazioni per pararsi (o salvarsi) il culo degenerarono presto in grida di piacere assoluto, aiutato forse dall’esperta mano che solleticava il bottoncino magico sul davanti. Io non faticai a rendermi conto che erano richieste di pura facciata, in verità la porca era ben alesata nel posteriore, ed il suo intestino fasciava il mio gingillo in una morsa calda, viscida e muscolosa. Sapeva infatti naturalmente contrarre i suoi muscoli anali a tempo con le mie pompate, per darmi ancora più gusto. Glia andirivieni cominciarono ad essere affannosi ed alla fine mi spensi nel suo culo, facendole una peretta di materiale, all’unisono con la sua ultima venuta.
Ci distaccammo e, mentre pensavo che per quanto riguardava il sesso, dalla coniugazione semplice ero passato ai verbi irregolari, lei “scarpettava” il mio arnese di tutto il filante contenuto, mentre dal suo garofanino semiaperto e dalla sua vagina, si univano, uscendo, i flussi del mio piacere.
L’aiutai a ricomporsi in silenzio e facemmo la doccia assieme: io continuai a baloccarmi con quel corpo tondo, sodo e caldo.
“Ora ti prego non dire niente ad Antonio, sarà un piccolo segreto tra noi”
“Va bene” ora ero un uomo… Ma alla faccia del piccolo segreto, si era fatta inculare dal sottoscritto senza battere ciglio….
Ci rivestimmo e cancellammo le prove dell’amplesso consumato, almeno quelle cancellabili. Le sue gote rosse, i suoi modi “gattosi”, i suoi occhi liquidi, i suoi capelli scarmigliati erano altrettanti segni che non avevamo fatto quattro chiacchiere nelle scorse ore.
Alla buon’ora Antonio se ne venne e fu molto contento di vedermi.
“Ah, scusami Pier: ho avuto da lavorare fino a tardi… Spero che la mia dolce metà ti abbia intrattenuto come meriti” disse ammiccando verso Olympia.
“Ho cercato di fare del mio meglio” rincalzò lei, leccandosi lascivamente le labbra.
“Ne sono sicuro, beh a tavola ragazzi ho una fame da lupo”
La cena fu servita subito e tra un pasto e l’altro, con molta circospezione per la presenza di Antonio, saggiavo ancora la consistenza soda delle cosce a mia disposizione. La risposta fu molto calda, non solo mi toccò con fare esperto e mi fece venire, ma volle anche “scarpettarmi” l’arnese. Facendo finta di voler ritrovare il tovagliolo caduto si fiondò sotto il tavolo e, con mio sommo imbarazzo, lo tirò completamente fuori e lo imbocco con risucchi che si sentirono in tutta la stanza. La non-discrezione ebbe l’effetto di far insospettire Antonio che mi chiese:
“Tutto bene? ”
“Benissimo”, anche se dal mio colorito violaceo doveva aver capito tutto. Olympia l’idrovora aveva finito e uscì da sotto il tavolo con il tovagliolo, trionfante:
“L’ho trovato finalmente”, mentre un rivolo a metà tra il trasparente ed il bianco le serpeggiava dall’angolo della bocca fino al mento.
“Beh, questa cena mi è proprio piaciuta” fece Antonio
“Anche a me” assentii spompato.
“A me non vi dico” disse Olympia lappando il rivolo con le labbra.
“Mi sembra venuto il momento di parlarti di calcio”
Iniziò il suo discorsetto sull’importanza di questo campionato per il suo gruppo di amici, sul suo senso della vittoria, sul suo fare spogliatoio e comunità. Non mancò di porre l’accento su di una scommessa che aveva fatto con una squadra avversaria. Insomma una sequela di parole che, di per sé senza senso, per me ne avevano meno ancora perché perso nella visione delle rotondità posteriori della moglie che non più di un’ora prima avevo sondato in profondità. Il vestito che aveva messo dopo la doccia era infatti molto meno puritano di quello che indossava quando mi aveva accolto. Praticamente a pecorino per tirare via dal pavimento una macchia ostinata, il suo fondoschiena invitante occhieggiava pallido tra la fine delle autoreggenti e l’inizio dello striminzito perizoma. Il ritmico sussultare dei suoi globi mammellari andava all’unisono con lo sculettio posteriore, in una danza sinuosa che mi avvolgeva interamente e mi schermava dai nonsense del marito. Fu con vera liberazione che, uscito l’oggetto dei miei desideri, Antonio mi sussurrò:
“Bella vero? ”
Non sapendo che dire, risposi “Bella è dire poco”
“Sai, io per farti partecipare a questo campionato sono disposto a tutto, e sono uomo di larghe vedute”
“Questo me l’ha detto anche tua moglie”
“Anche lei è disposta a tutto, non so se mi spiego… ”
“Non capisco” dissi, facendo il finto tonto.
“Ora ti faccio vedere” disse Antonio, ammiccando.
Nel frattempo Olympia era tornata e si era rimessa nella stessa posizione, cercando ancora di sradicare quella macchia tanto ostinata quanto inesistente. La danza sinuosa del suo corpo continuava e sia io sia Antonio la osservavamo rapiti. Antonio si riebbe, e sollevò delicatamente il corto vestito della moglie, additandomi con l’altra quei globi rotondi e bianchi che mi avevano accolto poco prima. Il gioco delle parti era nuovamente finito. … (segue)

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