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Lug 08

Porno (Parte 1 di 4)

Tag: BDSM, SurrealiErzulia @ 10:49 am


Preludio

“L’ho uccisa, non ci voglio più pensare, ho ucciso tutte le mie inibizioni. Adesso devo pensare con più naturalezza, devo lasciare da parte tutte le storie di diavoli con redenzione finale.
Quando un’anima è condotta sull’orlo del precipizio dalla seduzione del diavolo e si salva non c’è nulla che la potrà distruggere! ”
Questa è la conclusione di Istinto Erotico, questa è la conclusione dell’adolescenza di Serghiei.
Oggi sono passati molti anni da quel giorno, forse una quindicina, ma il ricordo di quell’istante è ancora forte, fu il suo decisivo cambiamento verso la maturità. Quel filmato pornografico portava un messaggio rivoluzionario per la sua vita e fors’anche per quella società che allora era intrisa di pudore. è chiaro, il giorno dopo di quell’attimo era ancora lo stesso vecchio Serghiei ma con più consapevolezza, aveva tutte le carte in regola per evolversi sperando che la società facesse lo stesso.
Oggi tutto ciò era avvenuto, si viveva in un mondo dominato dal sesso. Non c’era più vergogna per il corpo nudo. La società era arrivata a tale traguardo con un margine di ritardo che si è solita portare. Ma l’importante è che ci fosse arrivata, cosicché Serghiei non si sentisse più solo e diverso. Il giorno della svolta è datato 17 Giugno del 33, il mese più inguinale per eccellenza. Quel giorno furono abbattute le leggi che regolarono il pudore nella vecchia era, fu costruita l’Harmony. è la più mastodontica opera d’arte di ogni tempo, e secondo Serghiei anche la più bella. Ci erano voluti una ventina d’anni per l’approvazione del progetto ed una cinquina per la costruzione: troppi considerando la frivolezza e la funzionalità della Repubblica Alpina, confederazione N^ 12 delle Nazioni Unite, sotto il controllo dell’Italia. L’opera era mal vista da tutto il resto delle Nazioni Unite ma poi ci si dovettero abituare per il Nuovo Documento della Libertà, e anzi nel giro di pochi anni furono molte le Repubbliche a seguire l’esempio di quella Alpina.
Serghiei era fiero della sua patria e quando andava all’estero a lavorare si faceva onore delle sue origini e tutti lo accoglievano caldamente.

Prima scopata

All’orlo del giorno Serghiei si apprestava a pulirsi il culo per una cagata appena fatta. La carta igienica era finita e dovette alzarsi e andare in cucina a prendere un nuovo rotolo. Mentre camminava tra le sue chiappe un soffice e caldo confine marrone lubrificava il movimento. Scartò la carta igienica nuova e ne sentì l’odore: odore di carta quasi pulverulenta: carta igienica. Era pulito. Per la prima volta si fece anche un bidè. Mentre si tastava il bottone anale gli saltò in mente il Manfredi.
Manfredi era un vegetariano convinto. Tant’è che Serghiei gli diceva che la Coca Cola è un vegetale:
” tutte le essenze di questa bevanda non sono animali; a parte le cose i gas il resto è fatto di sostanze fatte di essenza di vegetale. Prendi la caffeina per esempio è estratta dalla pianta di caffè! Poi prendi l’E 150d è un’essenza della pianta di ginepro, me lo disse mio nonno! Lo zucchero lo prendono in Giamaica e viene coltivato vicino alle piantagioni di Marijuana, ne subisce gli effetti del vento che ne cospargono le foglie di polvere contenente il THC. è tutto vegetale! ” Manfredi rispose con un sorriso fiducioso caldo d’affetto.
Serghiei se ne accorse e gli offrì una bottiglia di champagne Cordone Rouge, voleva farlo ammattire. Bevvero all’impazzata la schiuma fitta di quel vino e poi l’ amico di Serghiei si spogliò nudo lasciando di stucco l’amico. Serghiei notò subito che il cazzo del Manfredi era in semierezione, questo si toccò e disse
“mi vorrei sparare una sega, sono eccitato. ” Serghiei lo guardo e gli venne da ridere ma si trattenne e disse:
“perchè no! “.
I due erano intenti a masturbarsi ma il loro pali sembravano essere di legno. In tutti e due non c’era piacere, c’era solo la ricerca di una durezza maggiore. Ad un certo punto, alle loro narici arrivarono gli odori dei sessi altrui. Serghiei si avvicinò con la faccia al cazzo di Manfredi e lo fissò mentre agitava più forte il suo arnese.
Finalmente gli era diventato duro. Fissò l’amico negli occhi. Era ancora paralizzato a fiducioso. Avvicinò la bocca al suo pene e poi lo inghiottì fino in fondo, risalì lentamente. Dopo tre spompinate calde d’affetto si allontanò sospirando. A quel punto il Manfredi, che sembrava impazzito di fuoco, prese il mio cuscino e se lo strinse tra le gambe. Era abbracciato con esso sul tappeto e si muoveva come stesse scopando. Ad un certo punto rivolse il culo verso l’alto urlando “prendimi”. Serghiei con la sua mano nel cazzo duro fece salire a galla il suo rancore verso l’amico e diretto lo infilò nel culo.
“Godi troia” gli urlo nella nuca.
L’altro ansimava e si muoveva sempre più forte. Serghiei cercò di sfondarlo il più possibile e poi prese in mano il cazzo dell’amico facendolo sborrare di getto e poi gli venne nel culo urlando” ti fecondo! “.
Da quel giorno il Manfredi cambiò il suo rapporto con Serghiei, aveva quasi paura di rivolgergli la parola, cercava di evitarlo, aveva chiaramente una paura costruita di vergogna. … (segue)

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