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Lug 10

Porno (Parte 3 di 4)

Tag: BDSM, SurrealiErzulia @ 9:32 am


Erano donne nude che mostravano in tutte le posizioni possibili le parti più belle dei loro corpi. La grandezza naturale di queste statue le faceva parer vere e sapevano sprigionare nei passanti i desideri che costoro più volevano. Serghiei si sedette accanto a Venere 18 e assortì la sua mente osservandone gli orli.
“Quanta arte e poesia mi puoi dare oh corpo inerte e lussurioso? Il sol guardarti è fuoco per tutti gli organi miei. Il tuo oltraggio è forza. La tua pagoda si insinua nel mio fiume” d’improvviso un nuovo getto di sperma invase il cielo e interruppe i pensieri di Serghiei facendolo voltare tutto di collo. Tra la felicità dell’arcobaleno nell’anfratto di un’ascella dell’Harmony scorse una fanciulla bionda dai lunghi capelli. Il suo cuore scalpitò come l’impennata di un cavallo rampante. Fu un’attrazione irremovibile. Serghiei raggiunse con una corsa leggera la ragazza bionda che da vicino evidenziava il suo sedere rotondo con dei raffinati jeans attillati. Serghiei a pochi metri rallentò il passo per un’accenno di erezione che provò al sol vedere di quel magnifico culo.
Ora poteva sentirne il fruttato odore di shampoo alle ciliegie e posò delicatamente le sue mani delicate sul soffice sedere della bionda. La donna gemette. Le mani di Serghiei circondarono i suoi fianchi e affondarono giù per il suo ventre. La donna gemette ancora. Serghiei sbottonò gli stretti jeans e li calò assieme alle mutandine. La donna appoggiò le sue mani divaricate al rame della statua se si sentì stringere saldamente i seni nell’istante in cui si sentì infilata da quell’uomo misterioso e gemette di nuovo. Il movimento si fece subito tambureggiante e profondo. I gemiti corali. Il sudore dalle ascelle. Il vento che asciugava. I nervi si strinsero. E Serghiei le venne dentro.
Subito estrasse il suo pene e ne tagliò il filo di sperma con un dito che pulì sui suoi bermuda che fece ricadere sopra il suo intimo. Si girò e iniziò il suo cammino verso casa. Subito d’un tratto un nuovo getto volò nel cielo e si voltò repentino. Potè vedere ancora una volta quei lunghi capelli biondi che sfumavano dall’arcobaleno.

Terza scopata

Erano le dieci in punto quando Serghiei rincasò. Si fece un uovo sbattuto e ne succhiò con una cannuccia il prodotto. Pensò al culo della gallina ed ebbe un accenno di vomito. Poi pensò ad una calda e dolce fica dal gusto ovulare e lo zucchero ritornò. Tutto accadeva così velocemente davanti ai suoi occhi. Ogni istante che viveva lo sottoponeva a vedere immagini sempre nuove, sempre in movimento. Mai un attimo di calma, anche quando dormiva i sogni lo facevano vedere. Erano pochi i momenti di rilassatezza. Il piacere di respirare lo provava solo al mattino quando appena svegliato si rituffava nel suo cuscino e il sonno contrastato dal veglio lo sospendevano in un sublime stato d’animo dove il tempo volava e la sua essenza si espandeva; l’ unico altro piacere era il vibrare del sesso che trasformava il suo essere in un animale di percezione e natura. Naturalmente. Ho bisogno di te. Comunione… du du du… Sai darmi amore. Il tuo cuore è terra bruciata… laaa mia donna….. laaa mia donna…… laaaa mia. aaaaaa……. du du du! Canticchiava a bassa voce mentre scivolava la sua mano sulle ruvide pareti di casa. Le punte acute dell’intonaco del muro colpirono i suoi nervi recettori e in lui si scatenò un fastidioso dolore. Con l’altra mano reggeva una sigaretta ormai giunta al filtro che avvicinò alla sua bocca. Fece un tiro nervoso, forte, si scottò le dita e nell’aria si diffusero i profumi della plastica bruciata. In nervi a fior di pelle lo facevano scattare e il sangue pompava forte dal cuore pulsando le sue arterie. Puntò il telefono e fece uno squillo a Nitro.
“VIENI SUBITO QUA” gli urlò.
” Ho fottutamente bisogno di vederti e farò tutto quello che vorrai”.
La sua voce decisa si scontrò con la risposta di quella donna grassa.
“Lo sapevo che prima o poi avresti ceduto, il piacer carne fomenta il sangue”.
La donna parlò con una voce tutta di gola schiacciata con una cadenza molto lenta. Serghiei gli si gonfiò il cazzo. “SUBITO! ” e chiuse la linea. Ermo e turgido con le vene gonfie di viola scuro. La cicciona varcò la sua porta. Era vestita con un abito intero e leggero con dei grossi fiori rossi su sfondo bianco. La donna si inchinò, impugnò il fondo della gonna e con un gesto rapido verso l’alto si levò il suo vestito facendolo poi volare in aria. Un corpo schifosamente nudo apparve agli occhi di Serghiei. I rotoloni di grasso si insinuavano sui suoi arti e sulla pancia coprendole la figa fin sotto le enormi tette. Alcune zone del suo corpo, come sotto l’ascella erano coperte da bendaggi.
” Sei maiuscola” gli sussurrò Serghiei con aria di stima.
” Aprimi macellaio” disse la donna strappandosi la benda che aveva sopra il capezzolo sinistro. Apparve una ferita netta e verticale di venti centimetri.
” Adesso scrostami ” disse mentre si sdraiò a terra a gambe strette. Serghiei avventò la sua bocca sul capezzolo sinistro che malapena riusciva a confinare. La lingua girava intorno alla montagnetta centrale e ad ogni giro sentiva la ferita che iniziava proprio di fronte ai suoi incisivi superiori. Dopo il decimo giro infilò gli incisivi inferiori tra la pelle e la crosta e poi strappò. La donna urlò dal fondo della gola. Tutta la cicatrizzazione venne via d’un sol colpo e il sangue iniziò a uscir copioso. Serghiei portò con la bocca la crosta alla bocca della Nitro che la prese in bocca assieme alle sua lingua. Mentre si baciavano il pene andò a finire nel mezzo delle enormi tette e si tinse di rosso. La donna allora lo prese in bocca farfugliando:
“sangue del mio sangue in bocca mia con la tua carne”.
Serghiei era in delirio, quella troia sapeva fare dei stupendi pompini. Aveva una tecnica eccezionale e il lavoro era aiutato dal grasso che debordava dalle sue guance cosicchè il duro tagliente dei denti non poteva mai dar fastidio alla cappella. … (segue)

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