giu 05
Storia quasi vera (Parte 2 di 4)
Io non ce la facevo più, avevo davanti ai miei occhi l’immagine di Sara nuda guardata da due persone sconosciute, le mie mani viaggiavano velocissime su e giù per il suo corpo toccandola ovunque. Dopo averla denudata completamente la misi alla pecorina e penetrandola abbastanza prepotentemente cominciai a godere farla godere come una vacca. Durante l’amplesso mi accorsi di un’ombra alle mie spalle e girandomi vidi che il tunisino ci stava guardando scopare. All’insaputa di mia moglie feci cenno di fare silenzio al ragazzo (avrà avuto circa 28-30 anni) e togliendomi dal buchetto di Sara, nonostante le sue proteste, cominciai a toccarla ancora con la mano mostrando la fica completamente aperta all’occasionale ed eccitatissimo spettatore. Non contento di tutto ciò terminai lo spettacolino facendola venire due volte e mettendole due dita nel culo ricominciai a scoparla venendole copiosamente dentro.
Prima di girarla feci cenno al tunisino di andarsene ed una volta ricomposti dissi a mia moglie che l’aiutante dell’idraulico ci aveva guardato scopare per tutto il tempo. Mia moglie fece finta di arrabbiarsi e dicendo che ero un porco si lavò e si vesti con camicia, minigonna (molto mini) azzurra perizoma bianco niente calze e niente reggiseno, insomma, i soliti abiti “normali”. Prima di uscire passò in cucina per salutarmi, dove dovette sostenere lo sguardo di sfida del tunisino, si infilò il giubbotto di pelle e se ne andò.
Inutile dire che una volta uscita io con la scusa di riordinare alcuni documenti andai nel mio studio e tirando le orecchie sentii che il discorso fra i due era caduto su Sara e su quello che era successo, tant’è che Mohammed disse in un italiano strampalato che se avesse incontrato mia moglie sola non se la sarebbe fatta scappare…… Al momento non detti peso alle parole del ragazzo infatti, quando l’idraulico (il titolare) mi chiamò chiedendomi di accompagnarlo alla caldaia non ebbi alcun problema nel condurlo in cantina e nemmeno mi preoccupai di ritornare in cucina quando sentii Sara rientrare con la spesa, rimasi in cantina cercando di dare una mano per una buona oretta. Nel frattempo Sara entrando in cucina e vedendo che c’era solo Mohammed chiese con fare autoritario dove fosse finito il suo capo. Il ragazzo non rispose, o meglio scrollò le spalle dicendo che non sapeva nulla. Mia moglie, ancora indispettita per il fatto accaduto in mattinata, voltandogli le spalle cercò di andarsene ringhiando che in cucina sapeva benissimo dove andare a mettere le mani e che non si era certo disinteressato per quello che aveva visto anzi tutt’altro….. proprio in quel momento il tunisino l’abbrancò da dietro ed in un lampo, aprì la camicia scoprendole i seni con una mano e con l’altra, sollevandole la mini e spostandole il perizoma cominciò ad accarezzarle le labbra del tesoro. Sara, sorpresa, cominciò a dimenarsi per liberarsi ma con scarso successo il ragazzo era troppo forte. Ad un certo punto le forze di mia moglie cominciarono ad affievolirsi; il piacere stava prendendo il sopravvento. In un batter d’occhio la mano di Mohammed si era già introdotta nella fica di mia moglie facendola quasi venire. Solo il tonfo proveniente dalla cantina, causato da una cassa caduta da uno scaffale perché urtata accidentalmente, fece desistere il tunisino dal proseguire a spogliare e palpare mia moglie ormai in sua balia. Nel mollare la presa Mohammed riuscì a sussurrare “la prossima volta non mi scapperai”.
Sara corse subito in camera e solo dopo cena mi raccontò l’accaduto. Non so cosa mi prese, ma ascoltando il racconto minuzioso di Sara e vedendo nei suoi occhi un espressione mista di preoccupazione ed eccitazione, ebbi un erezione istantanea.
La serata terminò come tutte le altre con un solo particolare: Sara vedendo la mia reazione alla sua storia indossò nuovamente la vestaglietta e la biancheria usata per il “fattaccio” con il solo intento di farmi eccitare e di non concedersi per tutta la notte (questa doveva essere la mia punizione per essermi eccitato alle molestie subite). Andammo a letto e lei s’addormentò indossando una mini vestaglietta azzurra, con spalline sottilissime, scampanata molto trasparente lunga fino a sotto il sedere e chiusa davanti con laccetti bianchi fino sotto il seno, un mini perizoma bianco e null’altro; era praticamente una bomba sexy, inutile dire che mi addormentai carico come un toro.
La mattina seguente, mi svegliai molto rintronato con un fortissimo emicrania, mi sembrava d’aver dormito per una settimana intera. Vidi in mia moglie una sorta di preoccupazione e canzonandola le chiesi se era ancora preoccupata per le cavolate dette dal Tunisino…… mi interruppe subito dicendomi che era stata aggredita e che nonostante fosse stata in un primo momento obbligata a subire una violenza, poi con il passare dei minuti cominciò e godere come una vera troia raggiungendo orgasmi multipli.
Le risposi che si era sognata tutto… fui nuovamente bloccato! Con un dito mi indicò una vhs dicendomi di inserirla nel videoregistratore. Quello che vidi mi sconvolse!!
Le riprese iniziarono con delle immagini buie intervallate da piccole luci (forse torce)… ad un certo punto un fascio di luce mi illuminò mentre dormivo ed una persona incappucciata si sedette al mio fianco e con un fazzoletto (forse imbevuto di anestetico) mi coprì il viso facendomi sobbalzare per qualche secondo e poi rilassare con un sorriso da ebete.
Subito dopo la stessa persona cambiando fazzoletto fece la stessa cosa con Sara, la quale anziché riaddormentarsi si svegliò ma con una espressione assente, sembrava ubriaca.
La cam venne appoggiata sul nostro settimanale e continuando a registrare inquadrò Sara. La luce venne accesa, tre persone (silenziosissime) si avvicinarono a mia moglie e dopo averla scoperta dalle coperte vedendo come era “svestita” Sara cominciarono ad accarezzarla.
Uno iniziò dalle caviglie salendo piano, il secondo iniziò a palpare sopra la cortissima e trasparentissima camicia da notte, il terzo baciandola e leccandola sul viso legò le mani sopra la testa. … (segue)
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