apr 03

Una bella ragazza di colore (Parte 2 di 3)

Categoria Occasionali,TradimentiErzulia @ 09:05

Comunque dopo una bella doccia, bisognava andare a dormire, la ragazza andò nella camera degli ospiti, io invece in quella matrimoniale di Manuela, avevo regolato al minimo l’aria condizionata, avevo in dosso lo slip perché dormire nudo, non mi è mai piaciuto di notte sento freddo alla pancia, nel dormiveglia guardavo il lucernaio, dal quale filtrava un filo di luce, perciò mi accorsi che Guendi era entrata in camera, in un attimo me la trovai in piedi davanti al letto, si vedeva a malapena un minuscolo scippino bianco, oltre ai suoi denti bianchissimi e agli occhi luminosissimi, poi tutto nero con voce tre mula mi disse:

Cris ho paura, fammi dormire con te, naturalmente non glielo feci ripetere la seconda volta, mi spostai e lei si mise al mio fianco, emanava un profumo esotico, che mi fece pensare a cose meravigliose, mi girai verso di lei era troppo bel la, si tolse il minuscolo scippino, era la prima volta che abbracciavo una ragazza di colore, aveva labbra rosse morbide, denti che mentre la baciavo sembravano delle lampadine accese, un corpo da favola era deliziosa soltanto il palpare, mi eccitava da impazzire, era tutta bagnata, i suoi umori uniti al suo profumo, creavano un alone inebriante, ed intanto che le ciucciavo il suo bel seno, mi era venuta sopra, come se mi stesse cavalcalcan do era seduta sopra il mio pisello, che in mezzo alla sua calda passera diventava sempre più duro, avevo voglia di prenderla da capo a piedi, con una mano accesi la lampada che era sul comodino, volevo guardare la sua bellezza nei particolari, farle sentire la mia lingua dentro la sua bella patata, farle sentire la mia staffa in tutto il suo bel culo, si perchè aveva un culo tutto da esplorare, il suo profumo era estasiante, ormai il desiderio era di avere tutto di lei, con le mani sui glutei la feci risalire, mi portai con la bocca sulla sua fighina, mi domandò cosa stessi facendo, nessuno le aveva fatto provare, certe sensazioni, presi a succhiarle il clitoride, si contorceva dal piacere, con il pollice entrai nel suo culetto, ormai era in delirio urlava e si dimenava come un serpente, io ci davo dentro la mia lingua si muoveva, automaticamente lei con in mano il suo seno, si pizzicava i capezzoli a farsi male, gridava di un godere incontenibile, cinque minuti di orgasmo senza interruzione, poi l’urlo finale mi fermò con la testa, la spostai indietro, la sollevai un po’ e il mio stantuffo entrò tutto nel suo bel culone, le piaceva da morire gridava di gioia,

dai Cris tutto, Cris, dammelo tutto dentro, sborrami dentro, tutto dai fammi vennnire ancora una volta lo voglio, dai ammmmoore, fammi godeeeere ancora dai vennnnnngo vennnnngo, ammmore tutto in fica, dai dammelo e lo infilai nella sua figa, che era un lago di sborra, sembrava una selvaggia, gridava come se fosse in preda ad un malore.

La guardavo era disperata, tanto il piacere che aveva provato ed era finito, sarebbe andata avanti tutta notte, mi disse che non aveva mai provato niente del genere, forse in qualche libro erotico aveva letto di orgasmi così lunghi, disse che il suo ex ragazzo, non le piaceva baciar la figa, le faceva schifo, io dico che era un grande stronzo, non capire un cazzo della vita, lui non è uomo, lui è ancora bambino aggiunse, tu sei uomo meraviglioso, sai come si ama una donna, io sposare uno come te ogni giorno godere come oggi mi piace. Guendi andò in bagno lei doveva fare la pipì, mentre la faceva le misi una mano sotto, mi piaceva sentirla pisciare, le stavo toccando il culo e lei ancora gemeva di piacere, prese il cazzo e lo portò alla bocca, ancora non soddisfatta, me lo succhiò al punto che godevo, ma non c’era più una goccia di sperma, poi se lo passo su tutta la faccia, dovevo fare pipì anch’io, andammo sotto la doccia, una bella rinfrescata feci la pipì , mi sentivo un porco, mentre a lei la trasgressione le piaceva, era tutta felice in un giorno aveva provato, tante cose mai fatte prima nella vita, non è mai abbastanza quello che si sà mi disse. Io invece la pregai di non dire mai a nessuno, quello che c’era stato tra noi e lei me lo giurò, la baciai ancora avevamo, finito la doccia, andammo a letto, lei nella sua camera, io nella mia. Dormì tutta la notte come un angioletto, io dopo tanto strapazzo non riuscivo a chiudere gli occhi, andavo continuamente a guardare lei, era splendida, avevo fatto l’amore per la prima volta, con una meraviglia della natura. La mattina con la mia BMW in due ore ero al mare, come al solito mia moglie, aveva un sacco da fare con i bimbi e non mi voleva tra i piedi, da quando era nato il secondo, tra noi non c’era più intesa, si faceva all’amore si e nò una volta al mese, quando ne aveva voglia lei. Ho parlato con la sessuologa, mi disse: che quando la piccola sarebbe andata all’asilo, tutto sarebbe tornato normale, questo era il motivo scatenante dei miei continui tradimenti, l’aiutai comunque a preparare da mangiare, poi feci una lunga dormita con i bambini, lei andò in spiaggia a fare la solita partitina a carte, quando tornò portai i bambini un po’ al mare, intanto che preparava la cena, poi ci chiamò dalla finestra di casa, che dava proprio sul mare, mia moglie era una brava ragazza, quando ci sposammo aveva 19 anni ed io 24, adesso ne aveva 28 era nel pieno della vita, però con due bambini, ai quali si dedicava con molto piacere, il marito per lei veniva dopo, avevamo finito di cenare, un bacio ai piccoli, un bacio a mia moglie e con la scusa di quattro passi, di corsa a trovare Manuela a Finale, preferivo farmi un bel chilometro a piedi che muovere la macchina, strada facendo col cellulare eravamo d’accordo dove incontrarci, quando fummo a 100 metri, mi venne incontro di corsa, fù un abbraccio favoloso lei si era innamorata di me, mentre ci baciavamo per la strada mi disse:

Cristian, devo dirti una cosa, si cosa, ti amo, ti amo da morire e tu? naturalmente dovetti stare al gioco, e risposi certo amore anch’io tantissimo, ormai era buio andammo verso spiaggia libera, lontano da mia moglie almeno due o tre chilometri, c’era la mezza luna e non c’era nessuno, levai il pantaloncino e la maglietta, lei era già pronta per fare il bagno, le avevo promesso di fare l’amore in mare, per lei era la prima volta, mentre per me era una cosa normale, con mia moglie lo facevo sempre, quando il maschio era a letto col mare a dieci metri da casa, saltavamo dalla finestra e stavamo ore e ore a far l’amore in acqua, una cosa meravigliosa, poi nacque la bambina e da due anni, questa era la prima volta con un’altra donna, eravamo a mezzo busto fuori dall’acqua, lei mi prese in mano l’uccello, aveva una voglia da impazzire, in un attimo era duro come il marmo, le spostai il costume e con quella calma che avevo usato la prima volta, la penetrai con vigore, l’acqua aiutava molto, si mise a cavalcioni con leggeri movimenti, era talmente bello che la lingua che intrecciava la mia, non si fermava un attimo avevo paura della mia schiena, mi stringeva e con le unghia mi faceva male, l’orgasmo fù un sballo per lei, io con quello che avevo fatto con Guendi la sera prima, non riuscivo a godere intanto Manuela stava venendo per la seconda volta, mi concentrai e sborrai insieme a lei, fù un delirio una cosa mai provata, lo tirai fuori e andammo verso riva, l’avevo in mano ancora duro, girai lei verso il mare e lei me lo prese in bocca, me lo avrebbe mangiato da come lo succhiava, fuori dall’acqua era un’altra cosa, difatti in pochi minuti altra sborrata, ingoiò tutto lo sperma e succhiava, non era stanca per niente, quando la fermai era stravolta, non sapeva quello che faceva, era uscita da un meraviglioso sogno. … (segue)

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