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Al teatro con mia sorella

Alcuni anni fa, all’età di 19 anni, con i miei genitori andammo ad uno spettacolo teatrale. I posti a sedere erano tutti prenotati e dato che mia sorella di 18 anni non doveva venire, ma essere lasciata dalla nonna, avevamo tre biglietti solo. A causa di una improvvisa indisposizione di mia nonna i miei genitori furono costretti a portare con noi mia sorella, dopo qualche lamentela dell’addetto alla biglietteria ci fece entrare e ci disse che la ragazzina non doveva occupare posti prenotati ma ci dovevamo arrangiare da soli.

Era una serata calda di luglio ed io portavo un paio di pantaloni di cotone ed una maglietta, mia sorella una gonnellina leggera ed una maglietta di cotone, che metteva in mostra il suo acerbo corpo.

Cominciato lo spettacolo fui costretto a tenermi mia sorella affianco nella poltroncina ma dato la posizione estremamente scomoda appena chiuse le luci le feci cenno di sedersi sulle mie gambe.

Appena cominciato lo spettacolo nel buio pesto cominciavo a avere i formicolii alle gambe per il peso che portavo, ma anche per l’impossibilità di muovermi. Chiesi a mia sorella di arretrare un po’ in modo da sgranchirmi le gambe. Le si alzò e arretrò, nel far questo mise una mano sui miei genitali provocandomi un dolore enorme.

Si scusò subito ma con un mezzo sorriso arretrò fino quasi a sfiorare il mio pisello che era disteso da una parte nei miei boxer. Questo movimento mi fece rabbrividire, sentivo quel bel culo sodo vicino al mio membro che cominciava a gonfiarsi.

Sperando di non essere visto spostai con un gesto il membro da una parte all’altra dei pantaloni lontano dal culetto di mia sorella, compiuta l’operazione mi calmai e continuai a guardare lo spettacolo. Dopo qualche minuto, non so se perchè anche lei aveva le gambe indolenzite, si alzò leggermente si sistemò la gonna e si sedette sull’altra gamba proprio sopra il mio membro, appena lo toccò con il sedere ebbe un sussulto, ma poi come ad aggiustarsi si strofinò in modo da trovarselo in mezzo alle gambe separato da gonna, mutande, i miei pantaloni e i miei boxer.

Questo gesto improvviso mi fece avere una reazione esplosiva, sentivo il membro indurirsi a dismisura ed ero terrorizzato che anche lei lo sentisse che si stava ingrandendo in mezzo al solco del suo culetto. Lei si voltò e mi sorrise come per dirmi che adesso stava meglio, io mi tranquillizzai pensando che attraverso tutti quei tessuti lo avrebbe sentito poco e mi ricominciai a rilassare quando ad un certo punto, non contenta della posizione presa, si alzò, si allargò la gonna e si risedette nella stessa posizione di prima. Adesso avvertivo un immenso calore ma ero imbambolato e incapace di reagire.

Pensavo, ma come a 18 anni vuol giocare a farmi eccitare qui in teatro con affianco i miei genitori che intanto erano concentrati e non si erano accorti di quello che stava succedendo? Che troietta, cresce bene la bambina, vediamo fino a dove vuole arrivare. Mi distesi con le gambe lunghe in modo da far rizzare il mio membro più possibile e mi rilasciai sullo schienale della poltrona. Lei sentendosi il palo di carne in mezzo alle cosce si girò, mi sorrise e si chinò in avanti mettendo le braccia sullo schienale davanti come se fosse intenta a guardare lo spettacolo.

Adesso ero io che volevo solleticarla, quindi muovendo piano piano la mano arrivai alla gonna e con un movimento lesto con la mano sinistra cominciai ad accarezzarla, per fortuna che eravamo nell’ultima fila di sinistra e non avevo nessuno nè dietro nè affianco. Cominciai ad accarezzarla, partii dalla coscia e arrivai presto al sedere. Sembrava gradire ed infatti cominciò ad allargare le gambe in segno di incoraggiamento. Io continuai ad accarezzarla piano piano finchè arrivato all’orlo delle mutandine misi un dito all’interno a cominciai con un dito ad accarezzale le natiche. Lei cominciò un movimento leggero sul mio pene avanti ed indietro che mi lasciava senza fiato, stavo impazzendo, osai di più ed il dito lo portai davanti cominciando a toccarle la leggera peluria e lei continuando il suo movimento allargò di più le gambe.

Che situazione eccitante, ero in un teatro al buio con mia sorella che si stava strofinando su di me io con un dito nelle sue mutande ed i miei genitori affianco ignari di tutto.

Osai di più e cominciai col dito a toccare le labbra della vagina di mia sorella, era bagnatissima e il dito scorreva leggero bagnato di umori nel solco senza mai penetrarla. Stavo esplodendo, volevo liberare il mio membro oramai paonazzo e voglioso da quella morsa dei pantaloni, con l’altra mano tirai giù la zip dei pantaloni ed estrassi il membro da un lato dei boxer, sentivo che oramai il più era fatto, volevo godere ma avevo paura di far scoppiare uno scandalo se solo i miei si fossero accorti di qualcosa.

Sentendo il contatto adesso della carne con le sue gambe ebbe un attimo di esitazione, ma io prontamente ricominciai a toccarle le labbra oramai semi aperte e bagnatissime, lei prese coraggio e cominciò di nuovo a strusciarsi.

Non ero contento, volevo di più, volevo sentire il calore della sua vagina, mi venne un’idea, le misi una mano sul fianco per farle capire di alzarsi leggermente, lei si alzò e con il dito spostai le mutande tutte da una parte, così da lasciare scoperta la sua vagina.

Lei timorosa avanzò lasciando il bozzo del mio cazzo quasi in vista sotto la gonna, con un movimento fulmineo la presi per i fianchi e la tirai indietro, portai le mie labbra all’orecchio e le dissi bisbigliando: “Adesso hai cominciato e lo finiamo questo gioco”.

Allora lei arretrò e mise il solco della sua vagina proprio sopra il mio glande, quel contatto mi fece andare in paradiso, dicevo di godere in 2 secondi ma mi trattenni per assaporare quel momento il più allungo possibile.

Cominciò il suo movimento ondulatorio, io mi stesi sullo schienale ed inarcai la schiena in avanti in modo da tenerlo il più teso possibile. Sentivo l’orgasmo ormai prossimo, e bastarono un altro paio di colpetti che cominciai a godere. Strinsi il pene con le mani in modo da non bagnarla e lo misi nei boxer dentro i pantaloni.

Ebbi un’eiaculazione enorme che mi stremò, lei si girò mi sorrise. Si alzò e si diresse verso il bagno. Io controllai che nessuna macchia era in evidenza sui miei pantaloni. Lo spettacolo finì di lì a poco, i miei genitori entusiasti chiesero se ci era piaciuto, e noi tutti felici dicemmo loro che il teatro era un posto magnifico e chi ci sarebbe piaciuto tornare più spesso.

About Sexy stories

Storie sexy raccontate da persone vere, esperienze vere con personaggi veri, solo con il nome cambiato per motivi di privacy. Ma le storie che mi hanno raccontato sono queste. Ce ne sono altre, e le pubblicherò qui, nella mia sezione deicata ai miei racconti erotici.

2 Commenti

  1. WOW! Eccitantissimo! Che bello Che bello Che bello Che bello Che bello Che bello Che bello Che bello Che bello !!!

  2. Al solo pensiero di vedere la mano del fratello che la tocca, mi eccita ancor di più che magari dopo mentre stanno scopando. Bel racconto, m’è piaciuto molto.

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