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Amanti del rischio

Mi chiamo Marco e ho 20 anni; da 4 sto con una mia coetanea, Gloria.
Lei non è il tipo di ragazza che si definisce “figa”, non fa impazzire per strada gli uomini ma ha una bellezza tipicamente mediterranea: 170 circa, capelli ricci scuri, occhi grandi, due labbra carnose, un seno perfetto (per i miei gusti, una 3a abbondante) ma sodo, fianchi leggermente larghi e un culo non da top model ma da atleta (gioca da anni a basket).
Quando ci siamo messi insieme, lei era la classica bigotta, abituata alle regole dell’oratorio e di una famiglia che considerava il sesso come tabu; come suo primo ragazzo ho dovuto passare piu di un anno rinunciando ad ogni tipo di contatto che andasse oltre il bacio.
Lei (che era mia compagna di classe al liceo), ha subito però un cambiamento incredibile subito dopo il 18° compleanno dimostrandosi aperta a tutto ciò che prima rifiutava (o che non proponevo neppure).
Abbiamo cosi iniziato ad avere una vita sessuale molto attiva che si sta ancora sviluppando come è giusto che sia.
Ma quello che voglio raccontarvi è un aspetto del nostro rapporto che mi ha stupito di lei; dovete sapere che nel sesso ho una preferenza: il pompino.
Adoro e ho sempre adorato il sesso orale e credo che Gloria abbia fatto di tutto per soddisfare ogni mio desiderio in questo campo, diventando un abile pompinara in davvero poco tempo.
Soprattutto ha superato tutti i pregiudizi che aveva e le paure che la tormentavano riguardo al sesso e cosi abbiamo iniziato a giocare con i nostri corpi… e a rischiare.
Non so dire in quanti posti pubblici abbiamo avuto esperienze “particolari”, ma voglio citarvene uno significativo: in quinta superiore siamo andati in gita a Madrid in treno. L’episodio si svolge durante il viaggio di ritorno durante la notte; noi dormivamo in cuccette da 4 ma dato lo scarso controllo dei professori, ognuno vagava a piacimento.
Gloria mi provocò a distanza per tutta la serata con frasi, occhiate e strusciate che mi stavano facendo letteralmente impazzire, e quando + o – tutti dormivano mi ha chiamato nel corridoio della carrozza e mi ha portato nel piccolo cesso che sta in testa ad ogni vettura. Mi ci ha spinto dentro con forza e ha chiuso la serratura guardandomi con lo sguardo + porco che avessi mai visto; io ero già arrapato a 1000 dato che da 10 giorni non riuscivo, tra una cosa e l’altra, a “stare un po’ con lei.
Eravamo un po’ stretti dentro quel piccolo bagno che tremava per la corsa del treno, ma lei mi ha guardato e si è inginocchiata davanti a me slacciandomi la zip dei pantaloni e tirandomeli giù fino alle ginocchia, facendo uscire il mio cazzo già risvegliato dalle sue provocazioni; “ora ti faccio vedere cosa sa fare la tua Gloria” disse, e iniziò a prenderlo delicatamente in bocca assaporandolo, scorrendo con la lingua lungo tutta la sua lunghezza. In breve il mio gingillo divenne un’asta di marmo e lei cominciò il pompino vero e proprio, facendo entrare il cazzo fino a dove poteva nella sua gola e guardandomi con occhi da assetata di sesso.
Dopo circa 5 minuti di pompa sentimmo bussare alla porta; prontamente lei si alzò e disse “occupato! ” con il fiatone per la fatica del lavoretto che mi stava facendo.
Insospettiti dal fatto che qualcuno alle 4 di notte girasse per la carrozza siamo usciti a controllare. Dopo esserci assicurati che nessuno avesse scoperto il nostro momento siamo tornati al bagno per continuare la piacevole opera.
Gloria aveva ancora voglia e la pausa non aveva fatto altro che farmi gonfiare ancora di più le palle dal desiderio di metterlo nella sua bella bocca.
Chiusa la porta lei si riavventò inginocchiata sul mio pene lo fece velocemente tornare allo stato di prima. Aveva imparato davvero bene! Alternava leccate a pompate micidiali, sempre guardandomi negli occhi, e si dedicava interamente a farmi godere al massimo. Ad un certo punto dopo circa 15 minuti di su e giù cominciò a mugolare e a dire frasi porche per farmi impazzire: “allora è da 10 giorni che non te lo pompavo? Chissà quanta sborra avrai nelle palle! ” E si abbassava a leccarle mentre mi faceva una sega. Oppure: “Dai Marco, ho voglia che mi scopi la bocca! Inondami la faccia di sborra!! Fallo qui su questo treno in mezzo a tutti i tuoi compagni di classe! “.
Io non ce la facevo più, cosi dopo una bella pompata, la avvisai che stavo per venire; lei, sapendo che adoro sborrarle in faccia (e ha fatto molta fatica ad abituarsi, ma ora le piace davvero! ), si abbassò un poco mettendo il suo dolce visino con i capelli sciolti sotto al mio cannone e mi guardò dritto in faccia e disse: “la voglio tutta qui, fammi bere e spalmamela in faccia! “. Fu la goccia che fece traboccare il vaso: dopo le prime contrazioni il primo forte schizzo partì dritto sul suo viso e si andò a scagliare sulla fronte e sui capelli, il secondo andò sul naso e in parte sulla guancia destra, il terzo in bocca e nell’occhio, quindi Gloria si avvicinò per succhiare le ultime gocce prendendolo ancora in bocca e pompando per qualche secondo.
Non soddisfatta del rischio corso decise di uscire ancora con la mia crema bianca sul viso e di andare fino allo scompartimento cosi, fortunatamente senza incontrare nessuno; quindi si pulì con un fazzoletto e mi diede la buonanotte. FINE

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I racconti erotici sono spunti per far viaggare le persone in un’altra dimensione. Quando leggi un racconto la tua mente crea gli ambienti, crea le sfumature e gioca con i pensieri degli attori. Almeno nei miei racconti.

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