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Amici per la pelle

La mia compagna si chiama Luisa. I suoi quasi quarant¹anni, a detta di tutti, non li dimostra affatto.
È bionda, non molto alta, un bellissimo sorriso, labbra morbide, pelle vellutata, bel seno (due capezzoli dalle areole enormi), vita stretta bei fianchi arrotondati e, soprattutto, un culo divino.
Forse non è di quei culi scolpiti, nel senso che è abbondante e morbido, ma a me piacciono così, rotondi, palpabili e soprattutto eccitanti da vedere mentre le lecchi il
buco o glielo metti da dietro.
Dovete sapere che non sono quello che si definisce un uomo geloso.
Da un po¹ di anni a questa parte, il mio “altruismo” si spinge a tal punto che non mi sembro più sufficiente a soddisfare la mia donna.
Non solo.
Trovo che avere una bella donna tutta per me sia un sacrificio alla sua bellezza, poiché tutti dovrebbero avere la possibilità di godere delle sue virtù.
Da un certo punto di vista Luisa non ostacola queste mie convinzioni.
Al lavoro, per strada, al mare, con gli amici, indossa sempre un abbigliamento estremamente succinto, che mette in risalto le sue belle curve. In particolare, non ho mai visto uno slip, da mare o intimo, che non lasciasse vedere almeno gli otto decimi di quel suo magico posteriore.
Proprio oggi, al mare, ho visto più di un uomo che aveva lo sguardo inchiodato sul suo culo, a dispetto della mia presenza.
Per me quel culo ha un potere ipnotico!
Sebbene Luisa sia un ottima intenditrice di uomini e le piaccia molto anche il sesso, non rientrava nelle sue previsioni quella di scoparsi contemporaneamente me e un altro uomo.
A varie riprese ho cercato di convincerla con argomenti molto razionali e con parole molto dolci che mi sarebbe piaciuto vederla posseduta da un altro uomo oltre a me.
Ma la sua morale femminile le impediva di pensare seriamente a una cosa del genere.
Cercai allora di indovinare per chi avesse un debole che andasse oltre la semplice simpatia.
Solo un mio amico, Mario, la intrigava molto.
E direi che l¹attrazione era completamente ricambiata, poiché Mario aveva avuto modo più volte di esprimermi il suo apprezzamento per Luisa.
Io e Mario non eravamo nuovi a esperienze di sesso comune e quindi parlavamo liberamente.
E liberamente lui mi chiese se sarei riuscito a convincere Luisa a scoparci contemporaneamente. Io gli risposi che ci avrei provato.
L¹aiuto ci venne dalla improvviso trasferimento di Mario in un paese del Sudamerica.
Le dissi pensa, non rivedremo Mario per almeno sei mesi, e notai in lei una certa tristezza.
Allora le dissi che si poteva organizzare un bell¹addio per Mario, che lo avrei invitato la sera successiva a casa nostra.
Luisa, quella sera, aveva fatto del suo meglio.
Indossava un vestito leggero ma aderente, lungo e rosso, che lasciava intravedere tutte le sue curve.
Sotto il vestito, uno dei suoi completini mozzafiato invisibili.
Pareva nuda.
Mario portò con sè un paio di bottiglie di spumante, che bevemmo al termine del leggero pasto che Luisa preparò.
Si parlò di episodi passati e i due, sotto l¹effetto dell¹alcol, trovarono il coraggio per la prima volta di confessarsi.
Io ascoltavo quelle loro rivelazioni che si facevano sempre più audaci, colorendole con degli apprezzamenti sull¹uno e sull¹altro.
Sai, disse Luisa a Mario, sono sempre stata curiosa di vedere il tuo cazzo, perchè per il resto sei un uomo perfetto.
Mario non se lo fece ripetere due volte.
Ridacchiando e ammiccando, si sfilò i pantaloni e rimase con un boxer già rigonfio per l¹eccitazione.
Luisa si avvicinò e tastò la situazione, prima col boxer, poi senza.
Il cazzo di Mario, non grossissimo ma invitante, scomparve d¹un tratto nella bocca di Luisa che iniziò a fargli un pompino.
Io li guardavo rapito.
La mia bella Luisa stava facendo un pompino a un altro uomo ed io ero eccitatissimo.
Si mise alla pecorina sul divano di pelle nera, e iniziò a far ondeggiare il suo culo magnifico a ritmo del pompino.
Io, sapendo che cosa voleva dire, mi avvicinai deciso, le sollevai la gonna, le spostai lo slip ed iniziai a leccarle la fica e il buco del culo, insalivandoli ben bene e facendo godere Luisa.
Mario sembrava in “trance”; non si sarebbe mai aspettato che la compagna del suo migliore amico gli si sarebbe avventata sul cazzo con tale foga.
Gli stava letteralmente ingoiando le palle.
Frattanto, ci eravamo spogliati completamente e un turbinio di quattro mani maschili esploravano Luisa in ogni angolo del corpo. Io però feci per primo quello che avevo sognato da molto tempo.
Acchiappai Luisa saldamente dai fianchi morbidi mentre lei stava succhiando l¹arnese di Mario, le appoggiai la punta del cazzo sul buco del culo ben insalivato e con un¹unica spinta le infilai il mio cilindro di carne durissima nell¹intestino.
Lei si fermò per il dolore e dette un urlo. Pensai di averle fatto male.
Ma un attimo dopo iniziò a dirmi dai, sfondami il culo amore mio.
Iniziò una danza ritmata a tre che durò finché Mario non si volle chiavare Luisa.
Io ero sempre ben piazzato nel fodero posteriore della mia compagna e non ci volle molo perché Mario entrasse dalla porta davanti ormai fradicia dagli umori.
La stringevamo a sandwich, baciandole il collo, le orecchie il seno e le labbra.
Lei sembrava non avesse mai fatto niente di più bello.
Godeva ripetutamente, ebbe un orgasmo lunghissimo e sussurrandoci parole oscene, pretese che io e Mario la continuassimo a chiavare finché non venne per la terza volta.
A quel punto, sfinita, dovette chiederci di smettere. Io e il mio amico, che non so come avevamo contenuto fino a quel momento la nostra sborra nelle palle, uscimmo dai buchi di Luisa e ci mettemmo come due angeli custodi all¹altezza della sua faccia.
Lei ci sfiorava ripetutamente la punta del cazzo con vigorose leccate, a volte andava oltre e ingoiava ben più
della punta.
Quando sentimmo che stavamo per venire, le chiedemmo di spalancare la bocca e di chiudere gli occhi, perché stavamo per fare una delle più belle sborrate della nostra vita.
Gli schizzi le andarono ovunque.
Raramente tanto sperma era uscito dal mio cazzo.
La bocca, la faccia e il seno di Luisa erano letteralmente coperti di liquido biancastro che lei ingoiò e si spalmò ovunque.
Poi ci volle in bocca contemporaneamente per ripulirci, e un ultimo brivido di piacere si impossessò di me e di Mario.
Amici per la pelle, disse Luisa, sfregando i nostri cazzi vicino alle sue labbra. FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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