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Arianna e Simona

Era estate, per l’esattezza giugno 1988, una estate calda come non mai .. .

Simona ed io ci conoscevamo da molti anni perchè frequentavamo la stessa spiaggia, anzi: è più giusto dire “gli stessi murazzi”, perchè quella dove andavo io non era una spiaggia, ma delle dighe dove la tranquillità regna sovrana; solo noi due facevamo chiasso giocando come comuni bimbe della nostra età .. . ma la sera tra noi era tutto diverso.. .

Simona abita al Lido di Venezia e io invece a Venezia così spesso capitava che mi fermassi da lei, a volte solo per una doccia veloce, a volte per dormire, così potevamo stare a divertirci nel grande giardino condominiale fino quasi mezzanotte.

All’inizio tra noi era come due sorelle .. . io ero già diventata signorina, lei non ancora e così mi chiedeva cosa fosse e cosa si sentisse .. . le solite cose!

Ma con il passare del tempo le cose tra noi cambiarono .. .

Eravamo sotto la doccia a casa sua e lei mi lavava la schiena (facevamo sempre la doccia assieme) e di punto in bianco le chiesi: “Ti tocchi mai tu la sera? ”

All’inizio temevo di aver detto una cosa oscena !

Simona sorrise .. . “Si, perchè lo fai pure tu? ”

Io accennai un si con la testa .. ..

Ricordo ancora l’imbarazzo iniziale del momento .. . ma tutto si tramutò presto in eccitazione .. .

Lei ruppe il silenzio .. . “Ma dove ti tocchi? ”

Le risposi .. . “Qui! ” e mi allargai le grandi labbra per mostrarle il clitoride .. . “ma dopo un po’ mi fa male e devo smettere! Però è strano perchè mi bagno tutta, come se avessi fatto pipì! ” le dissi ridacchiando

Lei disse “Accidenti! Pure a me capita la stessa cosa! .. . e ti tocchi i capezzoli? ”

Ormai non avevamo più imbarazzo, eravamo li, sotto l’acqua della doccia a mostrarci le fichette .. . sarebbe stato stupido vergognarci!

“Si, e mi piace da matti! Spesso trascuro la fighetta per dedicarmi solo ai capezzoli! ”

“Davvero? Mi fai vedere come fai? ”

Allora comiciai a toccarmi i seni (all’epoca avevo si e no una 3a misura! ), dapprima ci giravo intorno quasi soppesandoli, poi piano piano mi avvicinavo al capezzolo e lo stringevo tra le dita muovendole delicatamente, quasi strizzandomeli!
La sensazione che mi dava era di infinita goduria .. .

Simona mi interruppe .. . “Aspetta che ci voglio provare pure io! ”
Lei cominciò ma era alquanto maldestra e il massaggio non le dava alcun piacere!

Io le presi la mano e le dissi “Lascia che ti faccio vedere io! ”

Eravamo entrambe sedute in vasca, l’acqua calda continuava a scorrere e la mamma di Simona era in cucina .. .
Lei stava seduta con le gambe incrociare e io mi misi in ginocchio al suo fianco;

cominciai a massaggiarle i seni .. . li aveva più piccoli dei miei ma non ebbi difficoltà particolari .. . lei chiuse gli occhi .. . si vedeva dall’espressione che il suo viso assunse che le piaceva!

Le chiesi sussurrandole all’orecchio: “Vuoi che ti tocco anche li ? ”

Acconsentì col capo .. .

Con la mano destra le toccavo i capezzoli e intanto la sinistra scese giù tra le sue gambe, le scostai le labbra e cominciai a toccarle il clitoride .. . piano .. . gentilmente .. .

Ogni mio tocco le procurava dei brividi .. . respirava sempre più affannatamente .. . sentivo che si bagnava, anche se la sua fighetta era immersa nell’acqua perchè i suoi umori erano come più viscidi .. . non saprei spiegarlo, ricordo solo che si bagnava da matti!

Improvvisamente sua mamma ci chiamò perchè era pronta la cena .. .

Io presi paura, come se fossi stata scoperta e velocemente ritirai le mani .. . Simona era invece più calma perchè sapeva che sua mamma non sarebbe mai entrata .. .

Ci asciugammo in fretta e andammo a cenare.

Dopo cena, siamo uscite in giardino .. .

Simona mi portò vicino alla riva e ci sedemmo coni piedi a penzoloni sull’acqua .. .

Mi chiese: ” Fumi? ”

“Beh .. . ho provato una volta ma mi son messa a tossire! ”

Simona tirò fuori dalla tasca un foglio di quaderno .. . lo appoggiò a terra, strappò dell’erba dal prato, la adagiò sul foglio e arrotolò il tutto .. .

“Che cavolo fai? ! ? ! ? ” le dissi un po’ preoccupata
“Aspetta che accendo .. .. .. .. ecco – disse espirando del fumo bianco – prova a fumare questa! ”
Io la guardavo incredula .. . “No, grazie .. . mi fa un po’ schifo .. . non è che qui i cani ci fanno pure pipì ? ? ? ? ”

“Mh, fa come vuoi .. . non sai che ti perdi! ” e tirò un’altra boccata

Mi venne da ridere: “Sei disgustosa .. . ! ! ! ! ”

Era sera e si vedevano passare le barche, si vedeva da lontano pure Piazza S. Marco illuminata di arancione .. .
Finalmente Simona finì di fumare quella schifezza .. . le girava la testa, mi guardò strana e mi disse “Hai mai baciato una ragazza? ”

Tutto ciò mi eccitava .. . “No! ”

Disse: “Ti piacerebbe provare? ”

Tutto sommato la situazione un po’ mi imbarazzava .. . “Non so io .. . ”
Non riuscii a terminare la frase che le sue labbra toccarono le mie .. . erano calde e morbide, delicate ma erotiche .. . sentii la sua lingua avventurarsi in me .. . il sapore era amaro, come ciucciare un ciocco di legno appena uscito dal caminetto!

Sembrò durare una eternità, quando improvvisamente cominciò a toccarmi i seni sotto la t-shirt .. . mi sciolsi completamente .. .

Era buio, solo la luna ci vedeva .. . così Simona mi tirò su la maglietta e scese fino ai miei capezzoli e li succhiò, prima uno, poi l’altro, prima piano, poi forte .. . la sua mano scese nella mia intimità .. . giocherellò con il mio piccolo clitoride che pian piano si gonfiava sotto il suo tocco

Mi stavo bagnando perchè le sue dita scivolavano meglio .. . sentivo tutto .. . mi faceva impazzire! Il mio respiro si faceva sempre più affannato .. . sentii che scivolò dentro di me, mi sentii per la prima volta penetrare! Non faceva male, era solo con un dito ma la sensazione era stupenda!

Non saprei dire se raggiunsi l’orgasmo .. . la sensazione era molto simile ma diversa da ciò che intendo ora io per orgasmo: più che qualcosa di prorompente, di un fuoco, era qualcosa di più delicato e soft .. .

Simona si fermò perchè era stanca e le doleva il dito .. . così cominciai io a farle la stessa cosa!

Come lei, cominciai a succhiarle i capezzoli, a toccarle gentilmente il pube privo di peli, andai alla ricerca del clitoride che trovai senza difficoltà e cominciai a massaggiarlo .. .

“Mi penetri subito? ” Sussurrò.. .

D’accordo .. . ma lei era ancora poco bagnata e se forzavo, le faceva male .. . dopotutto pure lei era ancora vergine!
Allora ci pensai qualche istante .. . trovai la soluzione: con le dita, mi toccai la fighetta bagnatissima e raccolsi un po’ di umori .. . tornai da lei e questa volta senza problemi la penetrai .. . ma solo con un dito perchè la sentivo strettissima!

Lei comunciò a muovere in bacino ritmicamente, sembrava che danzasse su di me, le piaceva da matti !
La toccavo dentro, era caldissima e ormai bagnatissima, la sentivo molto stretta ma il mio dito era avvolto da un qualcosa di morbido .. . entrai in lei ancora di qualche centimetro dove trovai una spece di rigonfiamento, era duro e istintivamente glielo toccai, solo per curiosità .. .
Simona ebbe un sussulto e sibilò: “Siiiiiiii, ti prego continua ! ! ! ! ”
Non sapevo di aver toccato il suo punto G .. . e venne .. . almeno di questo ne ero sicura perchè nella mia mano scesero i suoi umori .. . caldi e vischiosi.
Quando le passò, ritirai la mano .. . era tutta impiastriccata così la lasciai un attimo e scesi lungo la scaletta che portava in acqua, (solitamente usata per salire in barca) dove mi sciacquai la mano : “Hei Simo! Che acqua calda che c’è! Verrebbe voglia di tuffarsi! Peccato che è buio .. . ”

Tornai da lei che nel frattempo si era sistemata.

In lontananza vedemmo un ragazzo che portava a spasso il cane .. . Simona disse:
– ” Accidenti! C’è quel mona di Igor .. . torniamocene a casa perchè se mi vede non mi lascia più perchè si è preso una cotta per me, ma a me, lui non piace e non lo vuole capire! ”

Così, sebbene fossero appena le 22, tornammo a casa sua. Solo che era troppo presto per andare a letto, così ci buttammo nel lettone dei suoi genitori a guardare la tv .. . Di interessante non c’era niente, così dopo un po’ di zapping, decidemmo di andare a letto.

Dormivo da lei, più precisamente nel letto di suo fratello (che distava dal suo di appena un metro) che non tornava a casa per un turno al lavoro .. .

La luce dei lampioni filtrava attraverso le fessure della saracinesca e uno strano gioco di pallini si rifletteva sul soffitto .. . un po’ mi mancava il mio letto .. . non ero molto abituata a dormire fuori casa e sentivo che (ammetto che un po’ mi vergono a dirlo) mi mancava la buonanotte della mamma .. . in fin dei conti avevo 13 anni!

Non riuscivo a dormire .. . guardai vero il letto di Simona e bisbigliai: ” Simo, sei sveglia? ”

Lei rispose con un mugugno, così io continuai .. . “Non riesco a dormire, posso venire un po’ li con te? ”

Lei si girò dalla mia parte e mi sorrise .. . “Certo! ” e si fece più in la per farmi posto

– ” Sai – mi disse Simona – mi piacerebbe avere te come sorella! .. . invece mi ritrovo solo un fratello cretino! ”
– ” Dai! – le risposi – anch’io ho un fratello scemo ma non lo bado, poi è sempre via con la morosa! comunque se vuoi possiamo far finta di essere sorelle! ”
– ” Sorellina, – mi disse Simo con un filo di voce – ti va di giocare ancora come prima sulla riva? ”
– “Ma è quasi l’una di notte! Poi se facciamo casino, i tuoi si svegliano! E poi cosa gli diciamo? ” .. . e intanto sentivo suo papà russare come un trattore! Non riuscivo proprio a capire come facesse sua mamma a dormire!

– “Dai! – insisteva lei – facciamo piano! Su, comincio io! ”

Le sue piccole mani cominciarono a frugare sotto al mio pigiamino alla ricerca delle mie zone erogene.. . fu abbastanza facile trovarle! Dopotutto ci avevamo gocato per tutto il pomeriggio.. .

Le ci volle poco per convincermi, le sue mani erano calde e accarezzavano la mia pelle setosa, le sue dita lasciavano una scia di brividi, brividi che poi percorrevano soli la mia schiena per spegnersi nella mia intimità ma per poi rinascere sottoforma di eccitazione.

La sua mano mi toccava i morbidi capezzoli (all’epoca i miei capezzoli non si inturgidivano! ), imitando i miei movimenti del pomeriggio precedente

Era una sensazione bellissima, avrei voluto che non si fermasse mai!

Le sue labbra presero il posto della mano .. . cominciò a baciarmi, dapprima le labbra per poi scendere sui seni; prese il mio capezzolo tra i denti e ci giocherellò con la lingua, a volte lo baciava, a volte lo succhiava .. . nel frattempo la sua mano scendeva e scendeva, fino all’elastico della mia mutandina, che venne velocemente scostata per accedere più comodamente alla mia intimità, dove cominciò un piacevolissimo ditalino.

Ero molto eccitata si, ma le chiesi di smettere perchè ora toccava a me farla godere .. . la verità era che sotto sotto mi piaceva di più fare che ricevere .. .

Così cominciai io: la feci stendere prona, le alzai la maglietta fino al collo e le sfilai le mutandine (i pantaloni non li portavamo mai perchè faceva troppo caldo! )

La stanza era illuminata solo dalla luce della strada che filtrava dalla finestra, ma avevamo gli occhi abituati al buio e quelle poche infiltrazioni ci bastavano per vederci chiaramente.

Simona era li, distesa con gli occhi chiusi e praticamente nuda che aspettava solo me .. .

La stanza era immersa in una atmosfera carica di erotismo, la luce soffusa filtrava assieme al canto di 1000 grilli che cantavano la loro melodia d’amore .. . anche noi stavamo cantando la nostra .. . in silenzio .. .

Mi distesi al suo fianco e cominciai ad accarezzarla, la sfiravo appena con le dita, giocavo ad andare dal collo al ventre, senza toccare nulla in particolare .. . lo facevo solo per procurarle dei brividi.

Alle mie mani seguirono le labbra .. . cominciai con il baciarle piano il collo, poi scesi giù piano, tracciando una strada su di lei con la lingua .. . le succhiai dolcemente i capezzoli .. . erano così morbidi e la sua pelle emanava un profumo di pulito

Simona non parlava ma riuscivo ugualmente a capire dov’erano i punti che le davano maggiori sensazioni grazie al suo respiro che si affannava.

Giocai con il suo corpo a lungo .. . piano piano la mia mano cominciò a sfirarla tra le gambe; aveva un morbido pube privo di peli, anche il mio lo era .. .

Senza indugio andai alla ricerca del clitoride .. . con il pollice e il medio tenevo aperte le grandi labbra e con l’indice la massaggiavo con delicati movimenti circolatori; ogni tanto la toccavo tra le piccole labbra, giusto sulla fonte .. . era veramente bagnata ma non la penetravo: volevo farla soffrire un po’!

Continuai così non so per quanto, il tempo sembrava essersi fermato per guardarci, per spiarci.. .

Simona mi sussurrò con voce roca: “Ti va di provare a leccarmela? – e quasi per giustificarsi aggiunse – poi vengo anch’io da te .. . ”

All’inizio non capii subito cosa mi aveva chiesto, ma compresi tutto quando si sistemò in modo ch’io stessi tra le sue gambe.

La guardai .. . era oscenamente aperta dinnanzi a me, con le mani si toccava da sola i seni e vedevo che fremeva dall’avere quelle sensazioni richiestemi

Piano mi accucciai e il mio viso si avvicinò lentamente alla sua rosellina, intanto con un dito la accarezzavo

Ero insicura su quello che stavo per fare .. . non lo avevo mai fatto e un po’ mi spaventava .. . mi ritornò in mente un ricordo .. . non so perchè ma mi ricordai di quando, pochi mesi prima, invitai Marco a casa mia. Ero sola e lui arrivò subito; lui si sedette sul mio letto e si tirò fuori il pene. Era duro e sgocciolò un liquido trasparente sulle mie lenzuola .. . mi spaventai, mi disgustò moltissimo e lo cacciai. Lui mi diceva che non riusciva a metterlo via perchè era troppo duro e gli faceva male ma io lo presi di peso e lo spinsi fuori della porta. Non volli più rivederlo. Ora è diventato campione nazionale di scherma, ma tutt’ora provo disgusto verso di lui .. .

Disgusto .. . Simona aveva un odore molto forte, così forte che mi disgustò. Avevo il viso così vicino al suo sesso che quasi il mio naso toccava le toccava il clitoride .. . l’odore era di mare, ma non era piacevole .. . era pungente, forte.

Lei fremeva, mi voleva ma io non riuscivo a leccarla, ma neanche la volevo deludere! Così finsi di leccarla: usai la punta del naso e quando lo facevo, trattenevo il respiro .. .

Mentre le accarezzavo il clitoride così, cominciai a penetrarla con il medio .. .

– “Prendimi con due dita” mormorò in preda alle sensazioni

Così oltre al medio aggiunsi l’indice. Facevo parecchia fatica a muoverle perchè era veramente molto stretta ma quei pochi movimenti bastarono per farla precipitare in un orgasmo violento e profondo, dal quale non esiste ritorno .. .

Ero stanca e avevo parecchio sonno .. . la radiosveglia segnava le due passate
Mi distesi a fianco di Simona che si sentiva ancora elettrizzata: “Cavolo che bello! Da sola non sono mai riuscita a sentire una simile sensazione! Dai che adesso tocca a me .. . ”

La fermai. Sapevo che voleva leccarmela ma io non volevo; le dissi che ero stanca e che avremmo continuato l’indomani.

Dapprima sembrò delusa, poi si alzò e andò in bagno a fare la pipì

Le avevo un po’ mentito .. . si ero stanca ma sotto sotto temevo di avere anch’io lo stesso odore e non volevo farle provare quella sensazione .. .

Simona tornò dal bagno e si infilò sotto al lenzuolo .. . ci addormentammo assieme nello stesso letto.

La mattina arivò immediatamente. Ci svegliò sua mamma verso le 10 .. . io sono sempre stata pigra e avrei voluto dormire ancora, ma Simona balzò fuori dal letto: “Dai alzati che andiamo in spiaggia! ”

Io come risposta infilai la testa sotto al cuscino, ma Simona insisteva, così mio malgrado dovetti alzarmi.
Mi trascinai in cucina dove trovai la colazione già pronta; alle 11 eravamo già in diga.

Per tutta la giornata ci comportammo come se nulla fosse accaduto. Poi la sera me ne tornai a casa, ma prima di salutarci ci siamo accordate: fu una idea di Simona
– “A mezzanotte esatta, io mi farò un ditalino .. . fattelo pure tu così io ti penserò e saprò cosa stai facendo! ok? Pometti! ”

L’idea era strana ma tutto sommato divertente, così promisi.

Quella sera ero a letto che leggevo il Topolino e aspettavo la mezzanotte. Faticavo a stare sveglia ma resistevo pensando a cosa mi aspettava!

Mezzanotte arrivò. Spensi la luce e gettai a terra il Topolino.

Cominciai a stuzzicarmi i capezzoli e ci giocai finchè non cominciai a sentire un formicolio al ventre, così scesi con la mano e mi toccai il clitoride .. . da li poi passai all’entrata della rosellina.
Ero appena bagnata e piano piano cominciai un lento su e giù .. . non era come la sera precedente .. . non riuscivo ad eccitarmi e così presto me la ritovai asciutta.

Mi dispiaceva rimanere così, volevo godere ma così non ci riuscivo proprio. Riaccesi la luce per cercare qualcosa che mi potesse aiutare .. . il mio sguardo cadde sul portapenne; frugai ra le matite colorate e le penne .. . trovai ciò che faceva per me: la “Biribiro”! (era una grossa penna con 10 colori diversi). Era grossa come circa le 50 lire e per me andava a meraviglia!
Così me ne tornai a letto, ricominciai lo stesso rito di prima e quando i miei umori tornarono a bagnami, infilai in me quel finto fallo.

Sentirlo scorrere in me era bellissimo, continuai piano quel gioco mentre pensavo a Simona che stava facendo lo stesso.
La mia stanza era immersa nell’oscurità, ero sola ma giocando così mi sentivo bene.

Continuai così per diversi minuti; non so perchè ma non riuscivo a raggiungere l’orgasmo. Insistetti ancora un poco; dopo circa 10 minuti di tentativi, riposi la penna e mi addormentai un po’ delusa.

La mattina arrivò più presto del previsto, fu Simona a svegliarmi con una telefonata:
– “Ciao! Stavi dormendo? ”
– “Mmmmhh .. . no .. . ” ma la mia voce da “oltretomba” diceva il contrario!
– “Hai fatto ieri sera? Io sono andata avanti per un’ora, e tu? ”
– “Un’ora? ? No, io meno .. . 10-15 minuti .. . ”
– “Solo? Comunque questo pomeriggio vieni? ”
– “Beh, penso di si, non ho voglia di starmene a casa! ”
– “Bene! Ho chiesto a mamma se ti puoi fermare qui a dormire e ha detto di si! ! Quindi preparati perchè ho trovato una cosina molto interessante .. . vedrai! A dopo”

Simona era proprio strana! Le ero molto affezionata e mi divertiva questo suo modo di essere .. . così disinibito!

Il pomeriggio passò e presto arrivò sera .. .

– “Noi usciamo! ” urlò Simona a mamma
Scendendo le scale, noai immediatamente che Simona aveva qualcosa nascosto sotto la maglietta.
Arrivammo velocemente alla scaletta dell’altra volta; era un posto tranquillo perchè nascosto da cespugli selvatici e grazie all’oscurità era difficile che qualcuno potesse vederci .. . solo la luna che per quell’occasione era piena e illuminava d’argento tutto ciò che ci circondava

Ci sedemmo.
Simona tirò fuori da sotto la maglietta una grossa siringa (da 60ml per chi se ne intende), che aveva al posto dell’ago una grossa punta in plastica. Scartò la confezione e mi diede il contenuto da esaminare .. . io non avevo una grossa simpatia per le siringhe in generale .. . la guardai con un po’ di preoccupazione: “Ma come si fa .. . cioè con la punta .. . non si può togliere? ”
Lei tranquillamente disse: “No, basta non spingerla troppo dentro .. . guarda, ci ho già provato ieri sera .. . ”
Simona si sfilò le mutandine rimanendo in gonna, succhiò due dita e se le passò all’entrata della fighetta; con le stesse dita si allargò e piano vi appoggiò la punta della siringa, che piano le scivolava dentro. Ne entrò circa metà e cominciò piano a muoverla .. . Stava facendo tutto da sola e io la guardavo divertita.

Si distese tenendo le ginocchia piegate e mi domandò di continuare al suo posto .. . più che un atto erotico, lo sentii come un piacere inngabile ad una amica, così presi il suo posto e cominciai lentamente a masturbarla e ad accarezzarla.
Le sfioravo i seni e il clitoride .. . era come un gioco ma lei gemeva sotto le mie cure; dopo pochi istanti la sentii venire, la vidi contorcersi e strozzatamente sibilava “Siii”
L’orgasmo durò pochi lunghi secondi e senii che la plastica le scivolava dentro sempre meglio .. . l’orgasmo era stato molto forte .. .

Simona aprì gli occhi e mi sorrise: “Wow! è stato fortissimo! Mi sento così bagnata .. . Aspetta, voglio togliermi una curiosità” si piegò un poco e cominciò a tirare piano lo stantuffo della siringa in modo da aspirare il suo succo d’amore!
“Voglio vedere quanto ne ho .. . ” disse mentre continuava a trafficare

Sinceramente pure io ero curiosa, non ci avevo mai pensato e aspettavo che finisse nel suo intento.
Il chiarore della luna, illuminò la siringa e si potva vederne chiaramente il contenuto: era bianco, non ce n’era tanto .. . arrivava appena alla 1° tacchetta (1 ml)
Rimanemmo a guardare quella sostanza illuminata dai raggi della luna, quando Simona propose di fare la stessa cosa a me.

Svuotammo il contenuto in mare e Simona cominciò a penetrarmi. Non capivo perchè ma a me faceva male .. . mi sentivo pungere così dopo un po’ di insistenze, Simona capì e smettemmo.

– “è ora di tornare a casa – le dissi – sta per cominciare il film dell’orrore su italia uno! ”

Simona quindi si alzò, si sistemò i vestiti e lanciò la siringa in mare .. .

– “Pensa se qualcuno la trova .. . – dissi io – .. . sicuramente penseranno che era di un drogato che si voleva fare molto! ”
Simona sorrise .. . “Già, ma di sicuro nessuno potrebbe mai immaginare la verità! Su andiamo”

La notte trascorse più tranquilla dell’altra volta .. . solo un fugace ditalino l’una all’altra, oltretuttoeravamo stanche perchè il film era finito molto tardi

L’estate dell’89 per me trascorse così, non dormivamo sempre assieme ma le volte che capitava .. . ci scatenavamo!
La nostra relazione durò fino al 90, poi io cominciai a frequentare l’altro sesso, e pure lei, ma eravamo sempre molto strette e uscivamo spesso assieme.
Solo che nell’estate del 93, conoscemmo un ragazzo in spiaggia e lei se ne innamorò subito .. . io no, anzi: non ci pensavo!
Purtroppo il giorno dopo questo ragazzo, che si chiama Francesco, mi baciò davanti a lei. Siamo tutt’oggi assieme ma mi dispiace perchè ho perso una grande amica. FINE

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