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Bagno caldo

Quell’anno a Natale avevo deciso di trascorrere un settimana in montagna. Decisi di andare in Austria, un piccolo paese con ottime pista da sci e piscine termali.
Partimmo io e mia zia Anna, lei era una bellissima donna di 40 anni capelli corti e bruni un corpo magro e atletico da cui emergeva un seno molto grande, che io da ventenne piatta le ho sempre invidiato.
L’albergo era molto bello con grandi stanze e ampie finestre, dopo aver sistemato i bagagli mia zia mi propose di andare a fare un bagno in piscina.

Le piscine erano due una interna e una esterna, entrambe termali con acqua calda.

Non c’era distinzione di spogliatoi tra uomini e donne e mentre mi accingevo a entrare in uno per cambiarmi un uomo sulla sessantina nudo passò accanto a me e mia zia. Io mi stupii mentre mia zia non ci fece neanche caso.
Lei era abituata alle piscine austriache dove quasi tutti fanno il bagno nudi.

Mia zia Anna mi fece coraggio e spogliandosi mi invito a faro lo stesso.
Guardandola mi accorsi che era depilata in tutto il corpo, riuscivo a vedere benissimo le labbra della sua fighetta e notai anche che erano più grandi e aperte delle mie
La cosa mi turbava un po’ anche perché io non avevo avuto molte avventure e il nudo era ancora un tabù.
Uscimmo dallo spogliatoio e ed andammo nella piscina esterna dove ritrovammo il vecchietto di prima e un’altra donna entrambi nudi.
Sulle sponde della piscina c’era la neve e l’acqua calda produceva in continuazione vapore, tanto che a poca distanza già non ci si vedeva. Nuotare nuda nell’acqua calda era veramente eccitante.
Mia zia era su una sponda appoggiata con la pancia sul bordo vicino al vecchietto e si muoveva in maniera strana.
Mi immersi e da sotto vidi che lui le stava mettendo le mani ovunque mentre lei gli toccava il membro.

La cosa continuo per alcuni minuti poi lei fece un sussulto più forte e lo abbandonò venendo da me.
Non chiesi nulla a mia zia e lei non mi disse niente.
Salimmo in camera. Anna era a farsi la doccia e io inavvertitamente aprendo una sua valigia trovai un vibratore.
Non ne avevo mai visto uno e quello di Anna era molto bello, color carne in
tutto uguale a un cazzo vero con le vene e il glande.
Toccandolo sentivo un certo calore, e istintivamente decisi di togliermi gli slip e provarlo.
Giochicchiai un po’ con le labbra vaginali, girando intorno al clitoride, all’ingresso della vagina, poi quando gli umori iniziarono a colare lo infilai dolcemente, lentamente, fino a metà; rimasi così per alcuni secondi e poi iniziai a fare su e giù e a girarlo dentro.
Mi eccitavo sempre più, per caso poi mi accorsi che poteva anche vibrare, e lo accesi. Un vortice di piacere mi prese.
Lo spazio e il tempo non erano più definiti.
Appoggiando il vibratore al clitoride e per metà tenendolo dentro, venni a ripetizione, non riuscivo a smettere.
Frattanto mia zia Anna aveva ormai finito la doccia e già da qualche minuto mi stava osservando, era visibilmente eccitata e si accarezzava il seno.
Mi accorsi della sua presenza e imbarazzata estrassi il vibratore, lei abbasso gli occhi e per alcuni secondi ci fu un intenso silenzio.
Una goccia colse la mia attenzione, era una goccia che scendeva nell’interno della coscia di mia zia, era una goccia del suo piacere, che scendeva dalla sua fighetta depilata.
Lei non se ne era accorta, io invece in preda all’eccitazione che fino a quel punto mi ero procurata mi avvicinai alla sua gamba e delicatamente con la punta della lingua assaggiai la sua essenza, il suo piacere.
Appena mi vide un brivido le attraversò tutto il corpo e senza controllo mi baciò appassionatamente.
Poi prese il vibratore per leccarlo e sentire il mio miele.
L’ora dopo la passammo a leccarci a vicenda ricercando i punti di massimo piacere, fu un ora travolgente.

La vacanza si faceva molto interessante, dopo gli ultimi fatti ero entrata in intimità con mia zia Anna così le chiesi cosa aveva fatto con il vecchietto.
Lei si scoprì e mi raccontò che spesso si faceva toccare da sconosciuti per eccitarli e godere nel vedere nei loro occhi il desiderio più sfrenato.
Mi disse che adorava gli uomini sui cinquanta perché ancora pieni di carica sessuale repressa dall’astinenza, e i ragazzi alle prime esperienze che secondo lei sono “vulcani in eruzione” anche se molto inesperti.
Il giorno dopo tornammo in piscina, era più affollata di ieri, e tutti erano sempre nudi.

Entrando la fighetta glabra di mia zia attrasse l’attenzione di più d’uno.
Anna aveva subito visto due ragazzi sui 18-19 anni e guardandomi mi fece un sorriso malizioso, che mi fece capire le sue intenzioni.
Anna si mise a nuotare a dorso vicino ai due esponendo ai loro occhi il suo corpo, io mi immersi un attimo per vedere se riscuoteva successo,
E infatti i loro due membri erano già in erezione.
Mi avvicinai a mia zia e le dissi che i due avevano due cazzi veramente fenomenali, lei sorrise e mi disse che se ne sarebbe accertata subito. Nuotando urtò con le mani i due cazzi, riuscì a sentire che erano estremamente duri, la voglia le cresceva in corpo. Io osservavo la scena e non potevo trattenermi dal infilarmi un dito nella fighetta.
I due ragazzi erano immobili con la schiena appoggiata alla sponda e il loro cazzo esposto, la zia gli nuotava vicino e ogni tanto con la mano o il piede toccava il glande o l’intero pene dell’uno e dell’altro.
I due erano estremamente eccitati, ma nessun altro all’interno della piscina termale sembrava accorgersi della scena.
Eccetto qualcuno, intenta ad osservare la zia non mi accorsi della presenza di un uomo dietro di me, si era avvicinato lentamente e stava toccando il mio culetto con la punta del suo cazzo in erezione.
Decisi di non voltarmi e di lasciarlo fare.
Non sapevo chi era e la cosa mi eccitava enormemente.
Continuavo a guardare mia zia che giocava con i ragazzi i quali non avevano il coraggio di toccarla.
Dietro di me sentivo il cazzo crescere ma invece di penetrarmi iniziò a toccarmi il buchino di dietro con le dita.
Nemmeno io lo avevo mai fatto.
La cosa mi piaceva e lo lasciai continuare.
Era molto piacevole, e a poco a poco lo agevolai piegandomi in avanti, lui approfitto e dolcemente mi infilo il dito dentro, iniziò poi a farlo uscire ed entrare, dei brividi mi colsero e in poco tempo toccandomi il clitoride venni con il suo dito nel culetto e la cosa mi piacque molto.
Mia zia mi sorrise perché immaginava qualcosa.
Poi mi voltai e vidi che l’uomo che mi stava toccando era il vecchietto di ieri. Gli sorrisi dolcemente e tra me e me pensavo che ero proprio come mia zia Anna.
La zia intanto stava uscendo io la seguii.
Lei mi chiese se mi erano piaciute le dita del vecchitto e io annui, a mia volta le chiesi come era andata con i due ragazzi e mi rispose che non aveva ancora finito.
Salimmo in camera e dopo neanche 10 minuti qualcuno bussò, erano i due ragazzi di prima, la zia li fece entrare e poi gli disse di spogliarsi, lo fecero.
I loro cazzi da mosci erano molto belli, in tutti e due si vedeva benissimo il glande e le vene che avvolgevano il pene.
Mia zia si sdraiò sul letto e chiese ai ragazzi di leccarla.
Non si fecero pregare e in breve le erano sopra e la leccavano. Io vedevo le due lingue leccare voracemente le grosse tette di mia zia, le fighetta depilata e ogni millimetro di pelle.
Vedevo anche i cazzi che crescevano lentamente, fino a diventare veramente grandi come li avevo visti in acqua. Il desiderio mi stava divorando, non avevo fatto molti pompini nella mia vita, ma i cazzi dei due ragazzi erano talmente perfetti che non riusci a trattenermi dal farne.
Presi in bocca il piu vicino a me e iniziai a succhiare, con pochi colpi, nemmeno il tempo di assaporarlo che eiaculò, una notevole quantità di sperma mi riempì la bocca e il viso, sembrava che non godesse da anni.
Mia zia intanto si stava facendo inculare dall’altro ragazzo, e la cosa che mi impressionava era la facilità con cui il grosso cazzo entrava e usciva dal buchetto di mia zia.
Dopo pochi minuti stava per esplodere anche l’altro ragazzo, mia zia lo fece uscire e si volto per succhiarli il cazzo lui venne in breve e iniziò a schizzare sperma ovunque colpendo con alcuni schizzi pure me che ero li vicino.
Poi prima di lasciarli andare mia zia gli obbligo a leccarmi la fighetta e il buchetto di dietro in contemporanea; mi sdraiai sul tavolo a pancia in giù e con le mani mi allargai le chiappe.
Le due lingue erano caldissime, venni penetrata con la lingua prima nella fighetta e poi nel culetto l’ orgasmo non tardò ad arrivare e un sottile urlo placò le due lingue, i due si alzarono e sentì solo la porta che si chiudeva dietro di loro, e il rumore del vibratore che mia zia Anna stava usando per placare il suo desiderio, in breve mi addormentai. FINE

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Ciao, grazie per essere sulla mia pagina dedicata ai miei racconti erotici. Ho scelto questi racconti perché mi piacciono, perché i miei racconti ti spingeranno attraverso gli scenari che la tua mente saprà creare.

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